Archivi tag: Lega Nord

Quanto è utile un referendum che inoltre costa 30 milioni?

Il Consiglio Regionale ha approvato il 30 luglio scorso l’assestamento al bilancio preventivo 2014. Un bilancio che è ben al di sotto delle necessità della nostra regione, che si attende interventi forti per il rilancio dell’economia e dello sviluppo, prima di tutto per dare quel lavoro che troppo spesso manca. Continua a leggere

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La Lega non approva un impegno per la libera circolazione in Svizzera

“La Lega ha una doppia faccia sull’atteggiamento della Svizzera e del Canton Ticino in particolare, a proposito dei frontalieri e dei padroncini, appena messi alla gogna dal Gran Consiglio ticinese”, lo dice senza mezzi termini Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica. Quest’ultima si è riunita oggi, giovedì 13 marzo 2014, per discutere il documento sul Programma di lavoro della Commissione europea per il 2014, rispetto al quale i Gruppi politici possono presentare delle raccomandazioni. Continua a leggere

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Il segretario della Lega sulla cittadella sanitaria si sbaglia e dimentica molte cose

“Matteo Salvini viene a Como e sostiene che la giunta Lucini non ha fatto niente per la cittadella sanitaria a Camerlata. Il segretario della Lega si sbaglia e dimentica molte cose”. Così replica il consigliere  regionale del PD Luca Gaffuri. “Dopo una feroce contrarietà all’ipotesi di creare una cittadella sanitaria sull’area dell’ex Sant’Anna – spiega l’esponete del Pd -, solo con le elezioni regionali del 2010, Formigoni e la Lega Nord cambiano idea e nel 2011 la Regione firma un accordo di programma, con la Provincia di Como, il Comune, Azienda Ospedaliera e ASL, che prevede d’insediare a Camerlata l’azienda sanitaria. Continua a leggere

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La Lega ostenta sicurezza ma non parla di ciò che ha fatto al Governo e in Regione

“La Lega ostenta grande sicurezza ma intanto continua a spendere un sacco di soldi in propaganda e a lavorare per imbarcare di tutto, tra sedicenti ecologisti e improbabili liste di supporto. Se gli uomini del carroccio fossero così certi della fiducia dei lombardi potrebbero cominciare a rendere conto ai cittadini di quel che hanno effettivamente fatto nei tanti anni trascorsi al governo e in Regione. Di solito chi ha governato fa così, a meno che il bilancio non sia troppo magro, o magari da dimenticare.”

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Rimborsi: quello che sta succedendo è impressionante

“Quello che sta succedendo in Regione Lombardia è impressionante. Auspichiamo, come sempre, che la magistratura faccia al più presto chiarezza anche su questa vicenda. Quella che si chiude è certamente una legislatura da dimenticare. Voltare pagina è assolutamente necessario.”

Così il capogruppo del Pd in Regione Luca Gaffuri commenta la notizia dei nuovi indagati nelle file di Pdl e Lega per la vicenda dei rimborsi.

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Elezioni regionali, giusto votare a febbraio

“Lega e Pdl non insistano, votare per la Regione in aprile sarebbe sbagliato. Ha fatto benissimo il governo a calendarizzare le regionali ai primi di febbraio, perché è una data ragionevole. In Lombardia la Regione si è sciolta anzitempo a causa degli scandali che hanno coinvolto Formigoni e la sua giunta e non è ragionevole pensare che lo stesso governatore rimanga in carica per altri sei mesi con una giunta transitoria e con un consiglio dimezzato nei suoi poteri di controllo e di indirizzo. Lega e Pdl vorrebbero prendere tempo fino ad aprile, ma questo non ha nulla a che fare con l’interesse dei lombardi”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Luca Gaffuri in merito alla fissazione della data delle elezioni regionali il 10 e 11 di febbraio.

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Ticket: Salvini promette di ampliare le esenzioni mentre Formigoni e Gibelli le riducono

 “La Lega fa proclami sui giornali e poi, nella prima seduta utile, obbedisce in Giunta – attacca il capogruppo del Pd in regione Luca Gaffuri – . Mentre Salvini continua a predicare l’abolizione dei ticket per le fasce di reddito più svantaggiate e fa la voce grossa con Formigoni assicurando che per aumentare la fascia di esenzione alla compartecipazione sanitaria i soldi si trovano e la Lega indicherà la strada, in Giunta la stessa Lega fa passare una delibera che, a partire dal 1 novembre, vede diminuire le fasce di esenzione”. Se sino ad oggi i disoccupati, i cittadini in cassa integrazione straordinaria, i cittadini in trattamento di cassa integrazione in deroga e i cittadini in contratto di solidarietà avevano diritto all’esenzione dei ticket per la diagnostica e la farmaceutica, dal 1 novembre ne avranno diritto solo se il loro reddito familiare risulta pari o inferiore a 20 mila euro. “Noi avevamo invece proposto di abbassare i ticket per tutte le famiglie al di sotto dei 30 mila euro e di applicare il principio della progressività per le altre fasce, rendendo così la compartecipazione sanitaria più equa”, spiega Gaffuri.

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Maroni leader di un partito che fingeva di non accorgersi di ciò che succedeva in Lombardia

“Se la novità per la Lega si chiama Roberto Maroni significa che non sono messi granché bene. Parlamentare da vent’anni, sempre vicino a Umberto Bossi, più volte ministro dell’Interno, oggi Maroni si accredita come uomo nuovo di un partito che finge di non essersi accorto di cosa succedeva in Lombardia. I leghisti hanno governato per anni la Regione senza preoccuparsi degli scandali e anche ora che dicono di voler portare pulizia al Pirellone sarebbero disposti a tenere Formigoni al vertice fino ad aprile pur di rimanere al potere, anzi, sperando di portare Maroni al suo posto. La Lombardia dovrebbe guardarsi bene dal dare credito alle ramazze padane.”

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Cecchetti rispetti i patti e convochi il Consiglio per giovedì


Prima l’affossamento della legge elettorale in commissione da parte del Carroccio, poi la mancata convocazione della seduta di giovedì: il PD accusa la Lega di usare in modo strumentale le istituzioni e punta il dito contro il presidente del Consiglio regionale, il leghista Fabrizio Cecchetti. “Cecchetti rispetti i patti e convochi il Consiglio per giovedì – dichiara il capogruppo democratico in Regione Luca Gaffuri – non accettiamo furbate per tenere in vita artificialmente una legislatura già finita. Tutti i capigruppo hanno convenuto che il 25 ottobre si sarebbe discussa la nuova legge elettorale, quella che abolisce il listino bloccato, come ultimo atto di questo Consiglio. Poi la Lega ha cambiato idea e in commissione ha impedito in modo apertamente strumentale che si trovasse un accordo. Se l’intenzione della Lega è quella di utilizzare i propri ruoli in seno al Consiglio per fare melina, nonostante tutti gli scandali che ormai quotidianamente affiorano, noi lo denunceremo in ogni modo possibile perché i lombardi sappiano chi fa sul serio e chi fa il furbo”.

“Giovedì – conclude Gaffuri – abbiamo formalmente chiesto che venga discussa in aula la nostra proposta di legge, che abolisce il listino, preserva il premio di maggioranza, pone il limite di due mandati per il presidente e introduce la possibilità di esprimere la doppia preferenza uomo – donna. Cecchetti convochi il Consiglio per il 25 e discuteremo sul nostro testo”.

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Tra una settimana il Consiglio si scioglie e si va a elezioni

La mattinata d’Aula che ha innescato il conto alla rovescia per i 17 anni di Giunta Formigoni, è iniziata con una protesta simbolica in Aula da parte dell’opposizione di centrosinistra e si è conclusa con una sorta di accordo per sciogliere il Consiglio regionale la settimana prossima e dare il via al periodo che porterà alle elezioni.

Oggi, martedì 16 ottobre 2012, il Consiglio regionale ha deciso che per tutta la settimana a venire la II Commissione Affari istituzionali discuterà la riforma della legge elettorale che verrà portata in Aula giovedì 25 ottobre. “Ma se non sarà pronta o non si sarà trovata una quadra, si va al voto lo stesso”, è la conclusione di Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, e di Luca Gaffuri, capogruppo in Regione.

 

La giornata dell’opposizione di centrosinistra è iniziata con un’occupazione simbolica degli scranni della presidenza e l’esposizione di uno striscione con la scritta “Tempo scaduto – Formigoni dimettiti”. Dopo essere stati invitati a “sgomberare”, i consiglieri hanno esposto analoghi cartelli appena iniziata la seduta.

Ma oltre ai gesti, le parole sono state subito chiare: “Formigoni è stato evasivo rispetto alla spiegazione che doveva a quest’Aula sul perché siamo arrivati a questo punto”, ha detto Gaffuri, subito dopo l’intervento del presidente. E a proposito della richiesta del governatore al Consiglio di riformare la legge elettorale, il capogruppo gli ha ribattuto che “noi del Pd abbiamo depositato una proposta di legge di riforma elettorale ancora a inizio legislatura. Perciò facciamo pure anche una riunione di Commissione al giorno, ma approviamola quanto prima e chiudiamo questa esperienza”.

 

Martina ha ricordato che da tempo il Pd cercava di dire a questa “maggioranza che era tempo di una svolta politica, di un passo in avanti e di maturare una consapevolezza maggiore a beneficio della Lombardia. Invece avete deciso di tirare a campare fino a superare il punto limite”. E ha aggiunto: “Io mi sarei aspettato che stamattina Formigoni venisse in Aula a rassegnare le sue dimissioni, non a spiegare come il Consiglio dovesse darle, perché ha il diritto-dovere di assumersi le responsabilità politiche che gli competono”.

Infine, paventando possibili riconciliazioni nella maggioranza, ha chiesto “a tutti grandissima responsabilità: la Lombardia non sopporterebbe il gioco al cerino o di attendere di vedere chi vince nella partita a scacchi tra Pdl e Lega. Il momento difficile che si vive anche in questa regione va superato con un atto di grandissima lucidità e sincerità, soprattutto da parte della maggioranza”.

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