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Fusione dei Comuni di Ramponio Verna, Lanzo d’Intelvi e Pellio Intelvi, “Scelta sostenuta dalle amministrazioni e condivisa dai cittadini”

Questa mattina il Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via libera alla fusione dei comuni di Ramponio Verna, Lanzo d’Intelvi e Pellio Intelvi in provincia di Como e la denominazione del nuovo comune di Alta Val d’Intelvi. “La fusione tra comuni omogenei ha una tradizione consolidata nel comasco -  dichiara il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri -, lo dimostra ad esempio il caso di Gravedona e uniti, di San Siro, Bellagio, Colverde e Tremezzina. E’ significativo che per la prima volta dei comuni della Val d’Intelvi decidano di arrivare a fusione, una scelta portata avanti dalle amministrazioni locali e condivisa ampiamente dalla cittadinanza. L’obiettivo è quello di offrire prestazioni più puntuali e procedere ad una organizzazione degli uffici dei comuni per erogare dei servizi migliori”.

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Sighignola: ora il “Balcone d’Italia” torna alla sua bellezza

«Finalmente si chiude una brutta pagina di storia della Valle Intelvi e del territorio comasco». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, non nasconde la sua soddisfazione per la conclusione dei lavori di abbattimento dell’ecomostro alla Sighignola di Lanzo Intelvi. Domenica 14 ottobre, infatti, si svolgerà la cerimonia di inaugurazione della Vetta della Sighignola con la partecipazione di autorità italiane (tra cui il sindaco di Lanzo Intelvi, Patrizia Zanotta) ed elvetiche (prevista la presenza del sindaco di Arogno, Corrado Sartori, e del consigliere di Stato, Marco Borradori): «Ora possiamo affermarlo a piena voce: il “balcone d’Italia” è finalmente libero da quello scheletro in cemento armato che per oltre quarant’anni ha deturpato lo stupendo panorama che questa montagna offre sul bacino Ceresio e sulle valli sottostanti». Dopo poco più di un anno, quindi, si è concluso l’intervento di demolizione della stazione di arrivo dell’incompiuta funivia che avrebbe dovuto mettere in collegamento Campione d’Italia con Lanzo Intelvi. Il progetto per la realizzazione della funivia, promosso dalla società Funivia Campione-Sighignola SA di Lugano, si prefiggeva di potenziare l’offerta turistica della regione offrendo un collegamento diretto tra l’enclave sulle rive del lago e la vetta panoramica, unendo al contempo il luganese con la Valle d’Intelvi. Per motivi tecnici (errori di progettazione) e finanziari l’opera non è mai stata ultimata, venendo definitivamente abbandonata (seppur in un avanzato stato di realizzazione) e lo scheletro della stazione di arrivo in quota dal 1969 è diventato esempio di scempio ambientale. «Ma ora tutto appartiene al passato – sottolinea Gaffuri -. Come detto, al balcone d’Italia viene restituita la sua incomparabile bellezza e grazie ai futuri interventi finalizzati a realizzare un’area ricreativa attrezzata per famiglie e turisti, la gente potrà riappropriarsi di quanto le è stato tolto per tutto questo tempo. Ho apprezzato anche il fatto che non si è deciso di gettare il classico “colpo di spugna” sugli errori del passato. Collocare cartelli informativi con la storia della funivia incompiuta mi sembra il giusto monito affinché amministratori di qualsiasi nazionalità, ente o parte politica, non incorrano più in errori simili. I miei più sentiti complimenti all’amministrazione comunale di Lanzo Intelvi ed alle diverse autorità del Canton Ticino». La cerimonia di inaugurazione della vetta sul monte Sighignola sarà accompagnata anche dalla presentazione del libro di Mario Delucchi: “La vetta italo-svizzera del monte Sighignola”.

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