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Disoccupazione frontalieri: ora occorre una modifica legislativa per ridare equità

bandiera-svizzera“A questo punto è opportuna una modifica legislativa. Quindi, come abbiamo scritto e votato nella risoluzione, la Giunta regionale lombarda deve insistere con il Parlamento perché intervenga a rimettere ordine nella vicenda”, è il commento a caldo di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, al termine dell’audizione, in Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, di Tullio Ferretti, direttore dell’Inps di Varese, delegato dal presidente nazionale. Continua a leggere

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Frontalieri: l’INPS chiarisca perché non eroga più l’indennità speciale di disoccupazione

bandiera-svizzeraIl Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi, martedì 10 settembre 2013, la Risoluzione sull’indennità di disoccupazione per i lavoratori frontalieri. Nel documento si ricorda la situazione in cui si trovano i lombardi che lavorano oltre confine quando perdono il posto: invece dell’indennità speciale di disoccupazione, dall’Inps gli viene corrisposta l’ordinaria. Nonostante i versamenti siano decisamente più cospicui. Continua a leggere

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Cassa integrazione: anticipo pagamenti per far fronte ai ritardi dell’INPS

Anticipare la cassa integrazione per quei lavoratori che, rimasti a casa e con sulle spalle scadenze inderogabili, non riescono ad arrivare alla fine del mese. Lo chiede una mozione presentata dal Pd, condivisa e firmata da tutti i gruppi consiliari, approvata ieri all’unanimità in Aula, che impegna la Giunta ad istituire, in accordo con le parti sociali, con Unioncamere e con le banche, un fondo di rotazione che possa anticipare, in un tempo ragionevole di 30 giorni, quelle quote di cassa integrazione che l’INPS, da gennaio 2013, fa giungere a chi ne ha diritto, con troppo ritardo, mettendo spesso in difficoltà i cittadini e le famiglie che si trovano in questa condizione. “Anticipare i pagamenti rispetto ai tempi biblici dell’INPS è un modo per salvare da situazioni di non ritorno tante famiglie che si indebitano perché non possono far fronte agli impegni economici da quando hanno perso il lavoro – ha detto Luca Gaffuri, consigliere regionale del PD – Per questo ci siamo spesi per ottenere l’impegno concreto della Giunta su questo fronte. E l’Aula ha dato un segnale importante con la condivisione maturata intorno al nostro testo”.

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CUD, sospendere la decisione di non inviare i moduli per posta

tagli agli enti localiLa nuova procedura per il recapito dei CUD da parte dell’Inps sta creando troppi problemi ai tanti pensionati che, a differenza di quanto succedeva fino allo scorso anno, non riceveranno più il modulo per posta ma dovranno procurarselo via internet o recandosi agli uffici dell’Inps, delle Poste, dei Caf o dal proprio commercialista abilitato all’assistenza fiscale. Occorre trovare presto una soluzione, sostiene il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri che nelle prossime ore presenterà una mozione in Consiglio regionale.

“I disagi sono insostenibili – dichiara Gaffuri – la decisione del governo di bloccare l’invio per posta dei CUD da parte degli enti previdenziali è sbagliata, perché risponde ad una logica di risparmio ma non a quella della semplificazione. Non tutti gli anziani hanno accesso a un computer e sono in grado di scaricare il documento, anche perché la procedura stabilita dall’Inps per il rilascio del pin, il codice di sicurezza, non è né immediata né semplice, mentre le altre modalità prevedono un costo o comunque lunghe file allo sportello. Il risparmio per la pubblica amministrazione diventa quindi un costo, di soldi o di tempo, per il cittadino. Occorre sospendere la decisione, tornare alle modalità precedenti, anche perché non sono questi i veri costi dell’Inps su cui risparmiare. Appena saranno istituite le commissioni chiederò l’audizione dei vertici dell’Inps regionale in commissione bilancio.”

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Presenza INPS nel Centro e Alto Lago e Porlezzese

Me ne sono occupato a livello personale quando è emerso il problema ed ho aderito con entusiasmo al documento promosso lunedì 18 marzo dal Tavolo della competitività:

Il “Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo della Provincia di Como”, espressione di tutte le Organizzazioni ed Istituzioni rappresentative della realtà economico-produttiva, sociale e politica del territorio comasco ed espressione dei rappresentanti locali nelle Istituzioni Provinciali, Regionali e Nazionali, vuole con la presente esprimere forte preoccupazione e contrarietà all’ipotesi della chiusura dell’Ufficio Inps di Menaggio.
Tale eventualità, che con il passare delle settimane appare sempre più concreta, provocherebbe un ulteriore inutile disagio a migliaia di cittadini ed imprese che, in una zona già problematica dal punto di vista viabilistico, si vedrebbero costretti, per l’espletamento delle normali pratiche previdenziali ed assistenziali, a percorrere decine di chilometri su una via stradale tra le più problematiche dell’intero sistema viabilistico lombardo.
L’Ufficio INPS di Menaggio è oggi punto di riferimento per tutto il sistema economico e produttivo del Centro e Alto Lago e del Porlezzese, che non può, dopo il tribunale, permettersi di perdere anche questo importante presidio amministrativo.
Si chiede quindi alla Direzione INPS di garantire la continuità della Sua presenza con un Ufficio per il Centro e Alto lago e Porlezzese valutando l’eventuale ipotesi di una sede in comuni limitrofi a Menaggio che soddisfino il medesimo bacino d’utenza”.

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Ho aderito al “Manifesto dei frontalieri”

Anche Luca Gaffuri, candidato per il PD al Consiglio Regionale, aderisce al “Manifesto dei lavoratori frontalieri”, il documento predisposto dalle organizzazioni sindacali italiane CGIL, CISL e UIL; dai sindacati ticinesi UNIA e OCST, nonché dalle ACLI,  sottoposto a tutti coloro sono in lizza per le ormai imminenti elezioni per il Parlamento e per il Consiglio Regionale e presentato questa mattina in un incontro che si è svolto a Malnate (Va). Attraverso questa dichiarazione i proponenti chiedono un preciso impegno al mondo politico della province di Como e Varese: l’impegno dei rappresentanti a Roma ed a Milano, una volta eletti, di spendersi per l’apertura di un tavolo di confronto con il Governo con l’obiettivo di predisporre l’impianto di uno Statuto dei lavoratori frontalieri. «Attualmente sono 14.000 i lavoratori frontalieri residenti nel comasco – sottolinea Luca Gaffuri – e l’obiettivo vuole essere quello di contribuire ad un effettivo riconoscimento giuridico del “frontaliere” che, in questi ultimi anni anziché essere giustamente considerato una risorsa sia per il mondo economico sia per i paesi di residenza è stato più volte al centro di alcune decisioni francamente discutibili l’ultima delle quali, in ordine di tempo, ovvero la situazione
relativa all’Indennità di disoccupazione, non è ancora stata risolta”.
Il tavolo futuro tavolo nazionale dovrà approfondire le diverse tematiche che riguardano il frontalierato: dagli aspetti fiscali al coordinamento del sistema di sicurezza sociale, alle politiche del lavoro. “Auspico che quanto chiedono i sindacati da ambo le parti del
confine ed i lavoratori possa concretizzarsi al più presto. Occorre dare un’identità precisa al lavoratore frontaliere e soprattutto, al più presto, trovare la giusta soluzione sulla questione relativa all’indennità di disoccupazione. In tanti, anche questi giorni, mi stanno manifestando la loro preoccupazione per il futuro in quanto il nuovo regime deciso lo scorso ottobre dall’INPS ha ridotto il trattamento di disoccupazione da straordinario secondo i dettami della legge relativa (nr. 197/97) ad ordinario e questo sta contribuendo a creare disorientamento in tanti lavoratori comaschi che fino a qualche mese fa si recavano tranquillamente in Svizzera a lavorare».

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Sede INPS di Menaggio: si ammoderni la struttura

Eseguire gli interventi di ammodernamento della struttura, peraltro previsti dalla legge, per consentire un accesso più agevole a persone anziane e disabili e non optare invece per la chiusura della sede INPS di Menaggio: un gesto che tutelerebbe di tutti gli abitanti del centro lago”. Luca Gaffuri, capogruppo uscente e candidato alle elezioni regionali per il Partito Democratico, fa nuovamente sentire la sua voce contro una nuova ipotesi che, se attuata, comporterebbe nuovi disagi ai residenti lungo la sponda occidentale del Lario. “Purtroppo sembra che la soluzione dei problemi di numerose attività pubbliche nel territorio comasco sia caratterizzata dalla chiusura dei propri uffici nella zona di Menaggio – sottolinea Gaffuri -. Nel corso degli ultimi mesi abbiamo assistitito alla decisione di chiudere la sezione giudiziaria distaccata di Menaggio e di procedere al suo accorpamento con il tribunale di Como, al tentativo di effettuare un’operazione analoga con l’agenzia delle Entrate ed a diverse ipotesi scolastiche che prevedevano per gli studenti della zona lunghi tragitti quotidiani verso Como. Ora si aggiunge la possibilità che anche la sede distaccata INPS di Menaggio chiuda in battenti. E’ una cosa inconcepibile e che lede i diritti di tante persone, soprattutto di anziani e disabili che, come tante famiglie, sono colpiti dalla grave situazione econmica attuale. La ricerca di soluzioni esclusivamente economiche sta portando a calpestare i diritti di questi cittadini nonché di tutti gli abitanti della sponda occidentale del Lario, una zona che presenta indubbiamente degli svantaggi dal punto di vista territoriale della nostra Regione”. “Per tutti gli abitanti, non solo per le categorie direttamente interessate, l’eventuale soppressione della sede INPS di Menaggio non si tradurrebbe in un risparmio effettivo della spesa pubblica bensì esclusivamente in disagi per l’utenza – conclude Luca Gaffuri –. In un territorio di particolare conformazione come quello del lago credo sia quindi necessario mantenere l’operatività di questa sede effettuando quei piccoli interventi edilizi che, peraltro, un ente come l’INPS avrebbe dovuto attuare già da tempo al fine di agevolare l’accesso di anziani e disabili alle proprie strutture”. 

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L’INPS revochi l’ultimo iniquo provvedimento contro gli invalidi civili

Con la circolare nr. 149 del 28 dicembre scorso l’INPS ha deciso, in assenza di qualsiasi normativa o indirizzo di natura politica del Governo o del Parlamento, di togliere la pensione di invalidità di 275,87 euro mensili a chi ha un reddito familiare superiore ai 16.127,30 euro lordi annui, calcolando, diversamente dal passato, non più il solo reddito personale della persona invalida ma anche quello del coniuge.  Ciò significa, secondo l’istituto di previdenza diretto dal milionario Presidente Antonio Mastrapasqua, che un disabile con il 100% di invalidità e il suo coniuge possono vivere in due con 1.343 euro lordi al mese.

«Il  provvedimento non solo è inaccettabile per la forma adottata dall’INPS in assenza di una decisione del Governo, ma è  iniquo sul piano della sostanza perché aumenterà, anche in Lombardia, il numero delle persone che entreranno nella spirale della povertà» commenta in proposito Luca Gaffuri

 

Gaffuri, che insieme al collega di Brescia, Gian Antonio Girelli nell’ultima breve legislatura regionale ha presentato un progetto di legge per contrastare il fenomeno della povertà in Lombardia, ha aggiunto “sosterrò le battaglie delle associazioni dei disabili e delle organizzazioni sindacali per sollecitare un intervento risolutivo del Ministro Elsa Fornero presso l’INPS per revocare da subito la circolare. Il tema della disabilità e del sostegno alle famiglie è uno dei temi più importanti nell’agenda politica del PD regionale”.

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Indennità ai frontalieri disoccupati: presentata mozione in Consiglio Regionale

Prenderà posizione anche il Consiglio regionale della Lombardia nei confronti della situazione in cui si trovano circa tremila frontalieri che hanno perso il posto di lavoro in Canton Ticino e che hanno ricevuto un improvviso stop al pagamento delle indennità di disoccupazione da parte dell’Inps.

 

I consiglieri dell’area di confine, firmatario anche Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, hanno infatti presentato una mozione urgente che impegna il presidente Formigoni “ad attivarsi al più presto affinché vengano messe in atto tutte le iniziative necessarie per lo sblocco del pagamento delle indennità di disoccupazione”.

 

Nel documento si ricorda che questa decisione aggiunge “ulteriori problemi economici a quelli psicologici derivanti dalla perdita del posto di lavoro”. E si ricorda che “dall’entrata in vigore degli Accordi bilaterali, la Confederazione elvetica non ristorna più all’Italia i contributi delle indennità di disoccupazione prelevati dal salario dei frontalieri”. Insomma, dice Gaffuri assieme ai colleghi nella mozione, “l’intervento da parte del Governo italiano nei confronti della direzione generale dell’Inps è quanto mai necessario e urgente”.

 

“Non può essere soddisfacente per queste persone nemmeno la soluzione provvisoria ipotizzata oggi di una disoccupazione ordinaria – aggiunge Gaffuri –. Se queste persone hanno un diritto, va rispettato”.

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Invalidità civile: Formigoni non si scusi ma cerchi di risolvere i problemi

Formigoni scrive ai cittadini per scusarsi e invita a recarsi alle Asl per avere rassicurazioni e informazioni sui disguidi e ritardi che stanno rendendo la vita difficile agli invalidi di Brescia e provincia. Dal 30 luglio 2010, da quando cioè le competenze in merito al sistema di accertamento e concessione delle provvidenze economiche in materia di invalidità civile sono state trasferite all’Inps, le domande per ottenere i benefici da parte degli invalidi devono essere presentate per via telematica all’istituto che, a sua volta, le trasmette all’Asl per l’attivazione della visita di accertamento, la quale poi avviene in presenza di un medico inviato dall’Inps. Quest’ultimo ha 120 giorni di tempo per provvedere all’attribuzione delle competenze economiche. Ma oggi anche i cittadini invalidi comaschi già riconosciuti (circa 12mila) si ritrovano in difficoltà a causa di un problema di comunicazione tra Inps e Asl. I due sistemi informatici, infatti, non dialogano tra di loro, cioè non c’è modo di facilitare i passaggi, nell’era della tecnologia spinta, e tutto si blocca ancora davanti a una montagna di carta da inserire banalmente a computer. Mentre, come confermato dagli addetti ai lavori, fino a poco tempo fa il servizio, sul territorio comasco, aveva addirittura migliorato la sua efficienza abbassando i tempi di controlli ed erogazione a 3 mesi.

Il capogruppo regionale del Pd Luca Gaffuri già a gennaio aveva sottoscritto un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta e all’assessore stesso per sapere “quali provvedimenti intendesse assumere il Governo Formigoni per evitare ai cittadini, già pesantemente provati dalla malattia, i forti disagi causati dall’allungamento dei tempi relativi all’iter burocratico e dalle incomprensibili lacune nello svolgimento di pratiche che richiederebbero risposte chiare e tempestive”. A tre mesi da quell’interrogazione e dopo le lettere di scuse agli invalidi inviate dal presidente, Gaffuri interviene nuovamente per chiedere di risolvere efficacemente i problemi dato che i cittadini aspettano una soluzione oltre che la pensione di accompagnamento sospesa da mesi.

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