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Nomine sanità: no a una legge che lascia troppo potere alla Giunta regionale

No a una legge che lascia tropo potere alla Giunta regionale. Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, componente della III Commissione Sanità e assistenza, motiva così il voto negativo del Partito democratico alla legge sulle nomine in sanità approvata oggi, mercoledì 18 dicembre 2013, in Consiglio regionale. “Quella approvata oggi – spiega Gaffuri – è una legge nata senza alcuna discussione in Commissione, varata in fretta,  solo per consentire ancora una volta alla maggioranza di spartirsi le poltrone della sanità lombarda, che dovranno essere rinnovate a breve”. Continua a leggere

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Luca Gaffuri a CiaoComoRadio

“Futuro assessore ? E’ presto, prematuro… Certo, dico solo che il comasco deve tornare ad avere qualcuno in giunta regionale. Non mi tiro indietro, ho dato la mia disponibilità. Ma a decidere sarà la gente, i comaschi: se mi daranno tanti consensi potrei essere agevolato”. Tenta e ritenta, Luca Gaffuri qualcosa ammette, sia pure a denti stretti. Lo ha fatto questa mattina nella rubrica “In poche parole” su CiaoComo Radio, rispondendo alle domande degli ascoltatori e commentando le ormai vicine Primarie anche per le Regionali. Con Umberto Ambrosoli, da lui portato sabato scorso in centro città, logico favorito.

Gaffuri ha parlato anche delle altre Primarie, quelle nazionali, ha ammesso il suo sostegno a Bersani e poi ha spiegato le modalità operative per il voto di domenica al ballottaggio.

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Inopportuno usare giunta transitoria per provvedimenti impegnativi per i prossimi anni

“Sarebbe alquanto inopportuno se Formigoni pensasse di usare questa giunta transitoria, composta da assessori per buona parte alle prime ore in Regione, per approvare provvedimenti impegnativi per gli anni prossimi o per distribuire prebende elettorali. È sempre lo stesso Formigoni che vuole votare entro dicembre? Si rende conto che il suo tempo in Regione Lombardia è finito? Non si possono accettare forzature, noi certamente vigileremo fino all’ultimo giorno”.

Lo dichiara il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Luca Gaffuri in merito alla seduta urgente di giunta prevista per oggi pomeriggio, con un ordine del giorno di ben 129 provvedimenti.

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Nuova giunta non risolve problema principale, che è Formigoni

“La nuova giunta non risolve il problema principale, che è la permanenza in carica di Roberto Formigoni. C’è discontinuità, ed è un fatto positivo, ma nella nuova compagine che doveva essere tecnica rimane il controllo della Lega, che ha ancora Gibelli come vicepresidente. Una nota a margine riguarda il nostro territorio: che la giunta sia politica oppure tecnica, Pdl e Lega non riescono mai a promuovere nemmeno un comasco”. Lo dichiara il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri a commento della presentazione della nuova giunta regionale, presentata oggi da Formigoni a Palazzo Lombardia.

“La nostra posizione non cambia – aggiunge -: se ci sono le condizioni per abolire il listino bloccato e per dare una buona legge elettorale alla Lombardia noi ci siamo, se invece c’è solo un tentativo da parte della Lega di tirare in lungo ci attendiamo che il PDL tenga fede agli impegni e aggiunga le sue dimissioni alle nostre e che si possa sciogliere il Consiglio”.

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Pezzotta, come noi, pensa che Formigoni debba fare un passo indietro

“L’Udc può finalmente festeggiare la vittoria: avevano chiesto l’azzeramento della Giunta e ora l’hanno ottenuto, peraltro senza grande fatica, e possono quindi essere pienamente soddisfatti. Noi, a differenza loro, sosteniamo che questa situazione è insostenibile e stiamo lavorando perché cambi, perché i lombardi possano tornare al voto e ridare alla Lombardia una guida credibile. La pensa così anche Savino Pezzotta, il loro candidato alle regionali del 2010, che ancora ieri, per l’ennesima volta, ha detto che Formigoni dovrebbe fare un passo indietro”. Così il capogruppo del PD Luca Gaffuri risponde al consigliere dell’UDC Enrico Marcora che in alcune dichiarazioni odierne ha accusato il PD di aver fatto una brutta figura per aver offerto le proprie dimissioni. “La differenza tra noi e l’UDC – conclude – è che noi abbiamo cercato di togliere alla Lega qualsiasi alibi, mettendo le nostre dimissioni a disposizione di un’iniziativa politica di sfiducia a Formigoni, mentre loro preferiscono attaccare noi e definire Formigoni “miope”, qualsiasi cosa questo significhi”.

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Inchiesta sanità: Formigoni riferisca in Consiglio regionale martedì

Il PD ha chiesto formalmente durante la riunione dei capigruppo che Formigoni riferisca martedì prossimo in Consiglio regionale sulle sue intenzioni dopo la formalizzazione dell’avviso di garanzia da parte della procura di Milano. “Formigoni – spiega il capogruppo del PD Luca Gaffuri – deve venire in Consiglio a spiegare se intende proseguire la legislatura regionale come se nulla fosse, nonostante le gravi accuse per le quali è indagato. La Regione Lombardia non può permettersi di essere infangata da vicende che riguardano il suo presidente e i lombardi hanno diritto a una Regione che sappia affrontare questa crisi compiendo scelte a favore delle famiglie e delle imprese con serenità e dedizione piena. La nostra richiesta non può che essere quella del voto anticipato”. In merito alle critiche rivolte dal governatore alle forze di opposizione, Gaffuri replica così: “Formigoni si difende insultando l’opposizione, ma ormai i cittadini hanno capito che dietro a tanta sicumera e supponenza c’è una persona che tenta disperatamente di mantenere il suo potere, a dispetto delle gravissime accuse che gli vengono rivolte e del danno che recano alla credibilità della Presidenza della Regione. Accuse non paragonabili alle altre vicende sui giornali in questi giorni”.

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Serve atto di responsabilità verso la Regione, voto anticipato unica strada

“La notizia di oggi conferma e aggrava la preoccupante situazione che coinvolge direttamente il vertice della Regione Lombardia (Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni è indagato per il reato di corruzione, con l’aggravante dei reati transnazionali, in concorso con l’uomo d’affari Pierangelo Daccò e l’ex assessore regionale Dc alla Sanità Antonio Simone, attualmente in carcere nell’inchiesta sulla sanità lombarda, e con Umberto Maugeri e Costantino Passerino). Tale situazione, per i pesanti fatti che vengono contestati, non è in alcun modo paragonabile a vicende di altre regioni. Ribadiamo ciò che abbiamo sempre detto: non spetta a noi dare giudizi sul merito delle contestazioni penali. Siamo certi che gli organi giudiziari continueranno a compiere il loro lavoro con assoluta professionalità e serietà. Il nostro compito è sempre stato, ed è tanto più oggi, quello di difendere l’istituzione regionale, la sua credibilità, autorevolezza e operatività, insistendo perché si scindano immediatamente le vicende delle persone coinvolte dalle responsabilità istituzionali di massimo livello che oggi ricoprono. Il punto è la responsabilità politica. Per la gravità delle accuse e per la delicatezza del momento, continuare a tenere ostinatamente sovrapposte le questioni danneggia in modo irreparabile proprio l’ente regionale. Serve un’assunzione di responsabilità che fino a qui non c’è stata: il voto anticipato continua ad essere l’unica strada percorribile per rinnovare una situazione sempre più ingestibile.” Lo dichiarano Maurizio Martina e Luca Gaffuri, rispettivamente segretario regionale e capogruppo in Regione del Pd lombardo.

 

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Il DL per la spending review appena pubblicato, cambia la faccia amministrativa della Lombardia

In risposta ai provvedimenti governativi, che perlomeno mostrano una coerenza nel perseguire la riduzione e l’efficientamento della spesa pubblica, l’affermazione: “Ma la Lombardia ha già fatto la sua parte” è veritiera ma è pure insufficiente. Realmente la Lombardia è una regione che più di altre fa la sua parte e non serve citare statistiche, dati e classifiche sull’efficienza lombarda; per tale motivo anche noi diciamo con la giunta regionale no a una rimodulazione delle risorse per le funzioni affidate alle regioni che non tenga conto delle virtù dimostrate nella gestione caso per caso (anche se poi nella nostra regione – come lasciano intendere i casi San Raffaele e Fondazione Maugeri – qualche riflessione sulla corretta destinazione delle risorse, in sanità e altrove, dovremo farla). E sosteniamo che occorre cautela, tanta cautela, nell’affrontare la riduzione della spesa pubblica quando si parla di settori molto vicini ai cittadini, come la sanità e il trasporto pubblico.

Tuttavia insistere unicamente nel dire: “noi la nostra parte l’abbiamo già fatta” è insufficiente perché lo stesso governo nazionale ha alzato e sta alzando la posta, che è quella del cambiamento. Prendiamo come esempio emblematico quello del ridisegno delle circoscrizioni provinciali e – ciò che più conta – della riallocazione tra regione e comuni delle funzioni amministrative già provinciali: tale passaggio, ancor più accelerato dal decreto legge per la spending review appena pubblicato, cambia la faccia amministrativa della Lombardia e insieme all’obbligo di scioglimento delle società pubbliche in house, verso le quali noi abbiamo sempre nutrito qualche cautela, smonta il sistema regionale quale esso è ora, imponendo di ripensarlo. A fronte di questa sfida, che un po’ ci riporta a una situazione primordiale simile agli albori della fase formigoniana della Regione Lombardia, noi notiamo, diversamente dall’impeto di allora, l’attendismo della giunta e della maggioranza: in questi mesi non una parola concreta sul ridisegno delle funzioni amministrative. Se il presidente della regione e le forze che lo sostengono non saranno troppo impegnati con i loro tagliandi di controllo mensili, speriamo di avere qualche proposta all’interno del Documento Strategico Annuale di settembre. Ma lo stesso attendismo lo notiamo sugli aspetti del bilancio e della programmazione.

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Firme false: la Giunta Formigoni sempre più indebolita

“Il rinvio a giudizio di Podestà per falso ideologico è una ennesima riprova della debolezza della Giunta Formigoni e non fa che minare ulteriormente la credibilità di questa amministrazione regionale. Il quarto mandato di Formigoni, iniziato male, non può che proseguire lungo un percorso ad ostacoli. Ci auguriamo per tutti i lombardi che il tragitto giunga quanto prima al capolinea”.

Lo dichiara Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio regionale in merito alla notizia del rinvio a giudizio del Presidente della Provincia Guido Podestà

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Formigoni sotto tutela della Lega. E…con tagliando mensile

“Formigoni sotto tutela della Lega e costretto a un tagliando mensile”, è il commento a caldo di Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, dopo l’incontro tra il governatore e il Carroccio, oggi, al Pirellone.

“In questi ultimi mesi la Lega ci aveva detto che se il Pdl non scaricava Monti avrebbe fatto cadere la Giunta. Poi si è impuntata sulla questione di Formigoni commissario generale dell’Expo. Ultima in ordine di tempo la sparata sulla scadenza elettorale che il Carroccio, fino a poche ore fa, voleva anticipare al 2013 – continua Gaffuri –. Niente di tutto ciò. La Lega si ritira al nord e si attacca ancora più saldamente al potere lombardo, cercando di fare asse tra le tre grandi regioni in mano al centrodestra. Forse perché sa che ridando la parola agli elettori rischia di perdere tutto”.

“Il 17 luglio ci sarà una seduta di Consiglio regionale dedicata ad Expo: in quella occasione noi presenteremo la mozione con la quale chiediamo a Formigoni di lasciare l’incarico. La Lega avrà due possibilità: non votare la nostra mozione e quindi continuare a sostenere Formigoni, ma in quel caso sappia che dovrà spiegare agli elettori perché strilla sui giornali ma non morde in Aula, oppure presentare una sua mozione a cui ci accoderemo perché a noi interessa il risultato, allontanare Formigoni da Expo”.

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