Archivi tag: Federalismo Fiscale

Regione Lombardia è sottoposta al capestro delle decisioni statali sui trasferimenti

Sede della Regione LombardiaSi può dire che la Regione è sottoposta al capestro delle decisioni statali sui trasferimenti. È vero: ma a chi si deve il sostanziale nulla di fatto del percorso del federalismo fiscale, se non a chi ha avuto l’onore e l’onere di gestirlo? E, per rimanere in Lombardia, a chi si deve il tempo perso per l’attribuzione di competenze rafforzate alla Lombardia che questo consiglio ha richiesto, con ampia maggioranza, cinque anni fa? Ad ogni occasione buona il presidente Formigoni ci dice che sta per intavolarla, la discussione con il governo…Per quanto riguarda il bilancio, dicevamo già in sede di previsione che occorreva, e non è stato fatto, riformare la spesa regionale (ora dall’agenzia regionale per gli acquisti ci aspettiamo risultati migliori rispetto a quanto conseguito con Lombardia Informatica); che occorreva la razionalizzazione degli enti partecipati (e, a parte la fusione CESTEC- Finlombarda avviata adesso, forse saranno i decreti legge nazionali a dare impulso al riordino); dicevamo che occorreva la riforma delle sedi decentrate (cosa che chiediamo si faccia in sede di riallocazione delle funzioni provinciali): di lì, sostenevamo, si potevano recuperare risorse da concentrare su famiglia, lavoro, trasporti. In sede di assestamento osserviamo che nulla si è mosso, se non con ritardo. È per tale immobilismo, non per pregiudizio, che riteniamo che una fase politica, quella di questa maggioranza, si è esaurita ed opportuno voltare pagina. Intanto, in tale situazione di stallo e in attesa di compiere i passi che riteniamo necessari per il cambiamento, rispetto all’assestamento di bilancio 2012 formuliamo una proposta semplice, volta a tutelare almeno le fasce oggi più deboli: l’utilizzo dei circa 200 milioni di euro derivanti dal recupero dell’evasione fiscale per esentare dal ticket sanitario i cittadini con reddito inferiore a 30 mila euro. Con l’assestamento di bilancio che oggi ci proponete, infatti, non è possibile fare di più, se non cercare di salvare il salvabile.

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Il Federalismo? Morto e sepolto. In Regione si rischia di non riuscire nemmeno a pagare le spese obbligatorie

Sede della Regione Lombardia“Siamo giunti al punto di vedere la Regione Lombardia lamentarsi di non poter nemmeno affrontare le spese obbligatorie. Lega e PDL ci facciano il piacere di non parlare più di federalismo, che è ormai morto e sepolto”.
Così il capogruppo del Pd in Regione Luca Gaffuri commenta le dichiarazioni in merito ai tagli ai trasferimenti al bilancio regionale lombardo e alla stretta sul patto di stabilità dopo le manovre nazionali 2010 e 2011, effettuate oggi in conferenza stampa dal presidente Formigoni, dal vicepresidente Gibelli e soprattutto dall’assessore al bilancio Romano Colozzi. Si tratta di una contrazione dei trasferimenti di 1,5 miliardi nel 2012 rispetto al 2010, della riduzione del tetto alle spese posto dal patto di stabilità interno, che porta la capacità di spesa da 4,5 miliardi di euro a 3,4 (-1,1 mld), e infine della riduzione della spesa per investimenti da 450 a 330 milioni di euro.
“Ricordiamo tutti – aggiunge Gaffuri – quando la Lega di lotta sosteneva di volere che i soldi dei lombardi rimanessero in Lombardia. Ora, con la Lega al governo del Paese e della Regione, saranno i cittadini lombardi a dover pagare di tasca propria i mancati trasferimenti, o per l’aumento delle tariffe o perché, come per il taglio della spesa sociale, dovranno sobbarcarsi l’onere dei servizi che la Regione e i comuni non saranno più in grado di erogare. Dove sono finiti i proclami di un tempo?”.

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Manovra: sulla morte del federalismo fiscale ha ragione Formigoni

Formigoni dice bene: con i tagli della manovra correttiva il federalismo fiscale è davvero morto. Ma non occorreva attendere le misure allo studio per assecondare le richieste della BCE per capire che questo governo è nemico delle Regioni e dei Comuni. Ma attenzione, qualsiasi sia l’entità dei tagli alle Regioni, la giunta lombarda non pensi di gravare ulteriormente sui cittadini senza prima aver fatto le necessarie economie. A cosa servono, per esempio, le varie sedi territoriali, i cosiddetti Pirellini, che la Regione ha nei capoluoghi di provincia? E certe spese inutili come la duplicazione del call center della sanità lombarda, prima spostato a Paternò, in Sicilia, e ora pronto a riaprire anche in Lombardia? E se Formigoni ha ragione nel sostenere che i sacrifici li devono fare prima di tutto i ministeri, non si deve dimenticare la riduzione dei costi della politica, con i parlamentari e i consiglieri regionali che devono dare l’esempio. Su questo fronte siamo stati i primi a depositare un progetto di legge regionale aprendo il dibattito, poi sono sopraggiunti anche la Lega e infine il PDL. Se c’è la volontà della maggioranza bastano poche settimane per arrivare a una riforma condivisa ed efficace.

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Federalismo “fiscale”, ovvero nel 2011 per il comasco meno risorse

Con la prima applicazione del federalismo municipale anche i comuni delle provincia di Como vedono diminuire le risorse. Si tratta di tagli, ancorché di ridotta entità, che si aggiungono a quelli decisamente più consistenti che si sono registrati negli ultimi anni e che hanno trovato l’apice in occasione della pesante manovra finanziaria dell’anno scorso. Una riduzione di contributi che sta mettendo in grave difficoltà gli enti locali che si trovano ad aver a disposizione risorse più contenute per assicurare i diversi servizi ai cittadini.
Dai dati diffusi la settimana scorsa dal Ministero dell’Interno, e relativi all’attribuzione delle risorse finanziarie per il 2011, è emerso che per i 25 comuni della provincia lariana con oltre 5.000 abitanti le minori contribuzioni complessivamente sfiorano i 150mila euro. Le diminuzioni più consistenti dei fondi riguardano i Comuni con maggiore popolazione quali Como, Cantù, Erba, Mariano Comense, Lurate Caccivio ed Olgiate Comasco. Complessivamente i tagli riguardano anche Albavilla, Alzate Brianza, Appiano Gentile, Bregnano, Cadorago, Canzo, Capiago Intimiano, Cermenate, Cernobbio, Figino Serenza, Fino Mornasco, Guanzate, Inverigo, Lipomo, Lurago d’Erba, Rovellasca, Rovello Porro, Tavernerio e Villaguardia. Per i Comuni sotto i 5 mila abitanti nel 2011 saranno attribuite le stesse risorse assegnate nel 2010, al netto però dei tagli della manovra dell’anno scorso. Nella provincia lariana le risorse incrementano solo in pochi centri: Cabiate, Turate, Carugo, Mozzate e Lomazzo.
«Al posto dei trasferimenti, quest’anno si applica per la prima volta il federalismo fiscale che sarà in vigore nel 2014 – sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -. Le risorse così attribuite giungono da una quota di compartecipazione all’Iva, da una sulla fiscalità immobiliare e da una parte del fondo di riequilibrio. Ma il risultato purtroppo non cambia: il segno è sempre meno. Anche se, a parte Como ed Cantù, non si tratta di cifre elevate viene così smentito chi diceva che con questo federalismo sarebbero state destinate più risorse alle Amministrazioni comunali. Così com’è stato impostato questo è un federalismo solo di facciata perché, in concreto, a farne le spese sono le casse dei Comuni e tutto ricade sui cittadini che si vedono ridotti i servizi. Siccome, probabilmente, nei prossimi giorni verrà approvata la legge che proroga di sei mesi l’adozione dei decreti attuativi della riforma, chiediamo che si approfitti di questo periodo di tempo per correggere la riforma stessa. Il Partito Democratico, infatti, non ha votato la proposta del Governo sul federalismo fiscale municipale perché era chiaro che con un Decreto scritto in quel modo, di fatto, si sarebbero solo ridotte le risorse effettive dei Comuni».

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Troppi tagli: così il federalismo fiscale non può procedere

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Dibattito dal quale sono emerse le posizioni del Partito democratico circa il federalismo fiscale: “Dobbiamo fare molta attenzione a non forzare troppo quando ancora i livelli essenziali di assistenza non sono stati fissati – ha detto il consigliere Alessandro Alfieri –. Le cose devono andare di pari passo perché, se si fissa l’asticella troppo verso il basso, poi a pagare più tasse saranno i nostri cittadini. Ma è anche necessario procedere insieme al Codice delle autonomie e all’istituzione del Senato federale – ha proseguito –. E soprattutto, i tagli della manovra finanziaria non devono incidere sul federalismo fiscale, altrimenti tutto il nostro lavoro sarà vano. Motivo per cui abbiamo votato contro l’ordine del giorno di Pdl e Lega”.

Eppure, per il momento, si va in questa direzione, come spiegano il consigliere Enrico Brambilla e il capogruppo Luca Gaffuri: “Dopo quanto ha illustrato il presidente Formigoni a proposito della manovra di bilancio regionale, si conferma il fatto che i lombardi dovranno fare grossi sacrifici, soprattutto legati al trasporto pubblico, come del resto è stato confermato dal dibattito in Aula di oggi, che ha prefigurato rincari di tariffe con servizi sempre meno adeguati. Ma i sacrifici saranno anche sul piano dello sviluppo delle imprese, vista la bocciatura della nostra richiesta di sostegno al credito agevolato”.

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