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Rimborsi elettorali: subito i soldi ai Comuni da Regione e Stato

Un recente provvedimento della Giunta Formigoni, risalente a gennaio scorso, ha derogato alla normativa nazionale che prevede, in occasione delle elezioni regionali, un’anticipazione delle spese da parte dei comuni e il successivo rimborso da parte della Regione. Quest’anno, infatti, la Giunta ha fissato dei massimali che si risolvono in un taglio lineare del 20% rispetto alle regionali del 2010. Con tutte le conseguenze del caso su comuni già provati da bilanci scarsissimi. Lo ha riassunto in una mozione, discussa e approvata oggi, martedì 7 maggio 2013, in Consiglio regionale, Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd.

“Nel caso in cui le regionali e le politiche si svolgano in contemporanea – spiega Gaffuri nel documento –, le spese vengono ripartite tra Stato e Regione nella misura rispettivamente di due terzi e un terzo. Ma la Giunta Formigoni ha deciso il taglio del 20%, proprio in un anno in cui le spese anticipate dai Comuni hanno subito un aumento e le finanze locali sono in condizioni drammatiche”.

Gaffuri ha, dunque, chiesto alla nuova Giunta, quella guidata da Roberto Maroni, di impegnarsi “a rimborsare integralmente ai comuni le spese anticipate e a operare presso il Governo nazionale affinché analoga soluzione sia adottata in relazione alle spese per le politiche”.
E all’assessore regionale al Bilancio Garavaglia che gli faceva notare come la Giunta sia ben consapevole del problema, Gaffuri ha risposto che, di fatto, “una delibera specifica non è ancora stata predisposta, ma ora, dopo la decisione del Consiglio, la Giunta sarà costretta a votarla”.

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Patto di stabilità territoriale, più risorse per i comuni virtuosi

Più risorse ai Comuni virtuosi con l’obiettivo di velocizzare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni lombarde e di immettere nuova liquidità nel sistema economico regionale. Regione Lombardia ha pubblicato il prospetto con il quale ripartire le risorse finanziarie del “Patto di stabilità territoriale”. Un plafond finanziario di 210 milioni di euro – cifra triplicata rispetto ai 70 milioni dello scorso anno – per consentire alle amministrazioni locali di effettuare investimenti altrimenti impossibili a causa del blocco imposto dal Patto di stabilità nazionale. «Il patto di stabilità territoriale altro non è che uno “spazio finanziario” per consentire alle Amministrazioni comunali che hanno a disposizione risorse di liquidità di sostenere spese che vadano oltre gli stretti vincoli del patto di stabilità nazionale» sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale. Attraverso il meccanismo regionale, infatti, lo “sforamento” di questi comuni viene compensato consentendo il rispetto complessivo del “patto di stabilità” in due modi: patto verticale (Regione Lombardia mette a disposizione degli enti locali lombardi un plafond che sarà utilizzato per effettuare i pagamenti in conto capitale); e patto orizzontale (consiste nello scambio reciproco di spazi finanziari tra comuni, nell’ambito del quale Regione Lombardia svolge un ruolo di regolazione). «Rispetto al 2011 i Comuni si vedono assegnare spazi finanziari maggiori – sottolinea Gaffuri -. Questo perché il Comune di Milano, guidato dalle forze politiche di centro-sinistra, ha scelto di avvalersi di un analogo provvedimento nazionale deciso dal Governo Monti. In questo modo ha lasciato a disposizione delle altre amministrazioni locali lombarde le intere somme previste dal Patto di stabilità regionale». Ecco il prospetto relativo alla ripartizione delle risorse del Patto regionale verticale ai comuni della Provincia di Como: Albavilla € 187.638,81 Alzate Brianza € 120.499,61 Appiano Gentile € 177.817,11 Bregnano € 112.795,14 Cabiate € 47.116,43 Cadorago € 154.468,59 Cantù € 816.718,23 Canzo € 104.347,41 Capiago Intimiano € 67.956,42 Carugo € 135.453,30 Cermenate € 111.823,13 Cernobbio € 186.052,84 Como € 2.120.306,05 Erba € 653.568,83 Figino Serenza € 79.634,95 Fino Mornasco € 122.104,10 Guanzate € 121.846,18 Inverigo € 167.752,47 Lipomo € 52.106,04 Lomazzo € 214.535,50 Lurago d’Erba € 82.647,05 Lurate Caccivio € 184.558,29 Mariano Comense € 776.419,83 Mozzate € 511.919,27 Olgiate Comasco € 227.672,92 Rovello Porro € 65.392,74 Tavernerio € 75.718,90 Turate € 119.910,73 Villaguardia € 122.123,85

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Province: sbagliata la deroga per Isernia, Terni e Matera

“La maggioranza ci ripensi, introdurre deroghe per tre piccole province sarebbe un grave errore”. Lo dichiara il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri dopo la notizia dell’approvazione, oggi in commissione bilancio al Senato, di un emendamento presentato con firme di esponenti di PD e PDL che salverebbe le province di Isernia, Terni e Matera dalla chiusura.
“Noi – aggiunge Gaffuri – siamo pronti ad accettare la sfida della costruzione di un nuovo assetto degli enti territoriali valutando l’accorpamento di province con territori popolosi ed estesi, come sono quella di Como, di Varese e di Monza e Brianza. Ma non possiamo assistere ad accordi al ribasso per i quali ogni volta che si prende una decisione c’è sempre qualcuno che propone deroghe incomprensibili, con argomenti francamente risibili rispetto al passaggio epocale che stiamo affrontando. In Lombardia abbiamo province consistenti per territorio, numero di abitanti e di comuni, che non sono nemmeno comparabili alle tre che si vorrebbero salvare. Noi vorremmo parlare, pur con qualche perplessità sui criteri adottati, di una revisione degli enti territoriali che vada incontro alle linee guida della spending review per razionalizzare i costi e garantire servizi migliori ai cittadini, ma se comincia il gioco delle deroghe la discussione perde di senso”.

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PDL e Lega in Regione Lombardia votano mozione per il mantenimento delle Province

Il Consiglio regionale della Lombardia, con il voto contrario del PD, ha votato una mozione di del PDL che mira a mantenere l’attuale assetto delle Province. “PDL e Lega votano in Consiglio regionale per mantenere le province così come sono – dichiarano Alessandro Alfieri, vicesegretario regionale del PD Lombardia e Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -. Il Pd ha votato contro perché ritiene  urgente e necessaria una riforma complessiva delle funzioni attribuite ai diversi livelli di governo per risparmiare risorse ma soprattutto per dare servizi più efficienti avvicinando i luoghi delle scelte ai cittadini. Certo, un’era geologica sembra trascorsa da quando il PDL faceva campagna elettorale proprio annunciando l’abolizione delle province”.

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Software libero: una sfida per la Pubblica Amministrazione

Promuovere la filosofia del software libero e aiutare le Pubbliche Amministrazioni, nonché le aziende e i privati, valutare e adottare programmi a codice di sorgente aperto. E’ questo il tema che è stato al centro del convegno “Software libero: una grande opportunità per Enti, Comuni e privati”, organizzato dal PD Lombardia, che si è tenuto mercoledì 21 settembre presso la Sede territoriale di Regione Lombardia di Como ed al quale hanno partecipato esperti del mondo informatico come Davide Tosi, ricercatore dell’Università dell’Insubria; Fiorello Cortiana, già Senatore della Repubblica Italiana e assessore regionale, nonché i consiglieri regionali del PD, Luca Gaffuri e Fabio Pizzul. Un convegno che ha visto la presenza di un pubblico molto variegato con rappresentanze del mondo giovanile, dell’impresa (che in questo momento di difficoltà economica sta cercando nuove vie di sviluppo), nonché semplici cittadini. “L’utilizzo di questi programmi, che possono essere utilizzati da tutti i computer presenti sul mercato, determinano risparmi economici considerevoli, soprattutto per le Pubbliche Amministrazioni – ha sottolineato Davide Tosi, non solo ricercatore dell’Università dell’Insubria ma anche membro del Centro Italiano di Competenza dell’Open Source, consorzio no-profit, che ha sede presso l’ateneo -. Basta citare alcuni esempi. I risparmi ottenuti dal Comune di Modena e dalla Provincia di Bolzano sono stati pari ad un milione di euro e la Camera dei Deputati 3 milioni di euro. Non sono cifre di poco conto. Vantaggi economici, quindi, sono alla portata di scuole, aziende ospedaliere, amministrazioni pubbliche soprattutto considerati i tagli economici che li interessano in questo momento”.
Alcune considerazioni sul vantaggio dell’utilizzo di questi software, soprattutto per il mondo della creatività imprenditoriale e dell’amministrazione pubblica, sono state illustrate dal Senatore Cortiana: “Pensiamo soltanto ai risultati che potrebbero essere ottenuti a livello nazionale se tutti coloro che si occupano di informatica dalle Comunità Montane al Parlamento si occupassero anche di sviluppare programmi software”.
Gli aspetti politici in materia di software Open Source sono stati introdotti da Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Comunale: “Già nelle precedente legislatura era stato presentato da parte del gruppo del PD un progetto di legge sul software libero che non è mai stato oggetto di dibattito. In questa legislatura sono due invece i progetti predisposti su questo argomento promossi rispettivamente sempre dal Partito Democratico e dalla Lega Nord. Anche soltanto ragionando in termini numerici auspichiamo che si arrivi al più presto a discuterne in Consiglio Regionale”. Le caratteristiche dei due progetti di legge sono stati approfonditi dal consigliere Fabio Pizzul: “I progetti di legge attualmente in itinere hanno l’obiettivo favorire la partecipazione alla vita democratica di cittadini e imprese. Solo in un secondo momento sviluppano aspetti relativi ai risparmi, alla sicurezza nonché ad aspetti tecnici sul loro utilizzo. Auspico che Regione Lombardia, adottando quale prima istituzione un testo di legge su questo argomento, possa ricoprire il ruolo di ‘apripista’ in modo da stimolare la condivisione di un cammino nella diffusione di una cultura dell’uso dei software liberi che non potrà che dare risultati positivi a favore di tutta la società. Per la Pubblica Amministrazione questo tema rappresenta una scommessa nel segno della modernizzazione e della maggiore interazione con i cittadini e le imprese”. Il Partito Democratico della Lombarda ha intenzione di promuovere un censimento delle amministrazioni pubbliche presenti sul territorio regionale che utilizzano software liberi al fine di possedere una fotografia aggiornata sul loro attuale utilizzo.

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Le manovre stanno soffocando gli Enti Locali: a dimagrire deve essere lo Stato

tagli agli enti locali“Tagli da piangere” è il titolo dell’evento in diretta web che si è tenuto oggi, mercoledì 21 settembre 2011, nell’ambito delle iniziative del Gruppo regionale del Pd di comunicazione e contatto con i cittadini. Sul sito www.blogdem.it (collegandovisi si può rivedere l’incontro) si sono confrontati i consiglieri regionali del Pd, coordinati dal collega Fabio Pizzul, assieme a un ospite esterno, il sindaco di Vimercate Paolo Brambilla, e hanno interagito con gli utenti che mandavano in diretta le loro domande.

“Le due manovre del Governo sono state del tutto inaspettate – ha esordito il consigliere Enrico Brambilla – perché l’esecutivo romano e il suo Ministro all’Economia per mesi hanno negato la necessità di una correzione dei conti pubblici. In realtà, queste due finanziarie si riveleranno insufficienti a risolvere tutti i problemi e soprattutto prevederanno maggiori entrate attraverso nuove tasse. Gli enti locali verranno ulteriormente toccati dai tagli e dalla stretta sul patto di stabilità interna. Persino il nostro presidente Formigoni ha detto che il federalismo fiscale è morto”.

Questo perché, gli ha fatto eco il collega Alessandro Alfieri, la “spesa pubblica centrale è aumentata del 10%, ma per spostare risorse sul territorio si dovrebbe far dimagrire lo Stato, magari a livello di Ministeri, che, invece, costringe le autonomie locali a mettere le mani nelle tasche degli italiani. E per paradosso mentre la spesa sanitaria è aumentata, si tagliano le politiche sociali, al punto che, in Lombardia, per il 2012 verrà cancellato addirittura il fondo per la non autosufficienza”.

Emblematico il caso, praticamente in diretta, del capogruppo Luca Gaffuri, arrivato in treno in forte ritardo: “Ormai queste situazioni sono patologiche – ha esordito – e mentre i biglietti costano praticamente il doppio, i servizi vengono tagliati”. Non solo a livello di trasporti pubblici locali, ha ricordato Gaffuri, ma anche di territorio. E il sindaco di Vimercate ha portato in questo la sua testimonianza: “Noi stiamo facendo la nostra parte da tempo, ma queste manovre vanno a incidere sui servizi fondamentali. Oggi ai nostri anziani e ai nostri ragazzi dobbiamo pensare diversamente”.
Il Gruppo regionale del Pd ha chiuso l’incontro presentando il suo decalogo per superare la crisi e abbattere i costi della politica lombarda.

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Province: deve prevalere l’interesse generale dei cittadini e non quello della sola Lega Nord

Rivedere il ruolo delle Province nell’attuale assetto degli Enti Locali e giudicarle secondo l’utilità che effettivamente rivestono per il territorio di competenza. L’On. Chiara Braga e Luca Gaffuri, capogruppo del Consiglio Regionale del PD, non sono affatto d’accordo su quanto dichiarato dal Presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, sul fatto che le Amministrazioni Provinciali così come sono siano Enti utili. «Che la Provincia di Como sia virtuosa ho molti dubbi – rileva l’On. Chiara Braga -. Basta dare un’occhiata agli ultimi bilanci che mi auguro il Presidente conosca. Quanto alla vicinanza di questo Ente ai piccoli Comuni immagino che Leonardo Carioni si riferisca alla concessione di contributi (sempre più scarsi) attribuiti con criteri spesso discutibili e riconducibili all’affinità politica di questa o quell’Amministrazione e non certo alle reali priorità del territorio. Se prendiamo invece come metro di riferimento la capacita di coordinamento e sostegno alle realtà locali, nonché le tematiche ambientali, energetiche o la gestione del territorio, l’Amministrazione Provinciale lariana è totalmente inefficace per non parlare poi del peso irrilevante che il nostro territorio ha sui tavoli istituzionali. Mi riferisco alle vicende che riguardano il secondo lotto della Tangenziale di Como nonché il progetto dell’autostrada Varese-Como-Lecco. Se la Provincia di Como sparisse anche domani nessuno ne noterebbe l’assenza!». Della stessa opinione il consigliere regionale Luca Gaffuri: «Penso che l’attuale ruolo ricoperto dalle Province vada sicuramente rivisto e di fronte a chi, come in Lombardia, trova nella loro attuale collocazione nell’assetto degli Enti Locali motivo di indiscusso successo partitico mi senso di sottolineare come la loro validità sia da valutare esclusivamente per l’utilità che queste rivestono per il rispettivo territorio di competenza. Spero che nei fatti Umberto Bossi smentisca, dunque, Leonardo Carioni altrimenti siamo davvero davanti a dei “quaqquaraqqà” il che è veramente preoccupante». Anche l’On. Braga concorda sul fatto che bisogni modificare il sistema degli Enti Locali: «Di fronte alla situazione seria e urgente in cui si trova oggi il Paese occorre trovare il coraggio di ripensarne seriamente e senza demagogia l’architettura istituzionale cosicché competenze oggi attribuite alle Province possano essere assorbite ad altri livelli, venga aumentata la capacità dei piccoli comuni di aggregare servizi e funzioni e siano generati, quindi, risparmi. Deve prevalere insomma l’interesse generale dei cittadini e non quello piccolo di bottega della Lega Nord».

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Manovra: sulla morte del federalismo fiscale ha ragione Formigoni

Formigoni dice bene: con i tagli della manovra correttiva il federalismo fiscale è davvero morto. Ma non occorreva attendere le misure allo studio per assecondare le richieste della BCE per capire che questo governo è nemico delle Regioni e dei Comuni. Ma attenzione, qualsiasi sia l’entità dei tagli alle Regioni, la giunta lombarda non pensi di gravare ulteriormente sui cittadini senza prima aver fatto le necessarie economie. A cosa servono, per esempio, le varie sedi territoriali, i cosiddetti Pirellini, che la Regione ha nei capoluoghi di provincia? E certe spese inutili come la duplicazione del call center della sanità lombarda, prima spostato a Paternò, in Sicilia, e ora pronto a riaprire anche in Lombardia? E se Formigoni ha ragione nel sostenere che i sacrifici li devono fare prima di tutto i ministeri, non si deve dimenticare la riduzione dei costi della politica, con i parlamentari e i consiglieri regionali che devono dare l’esempio. Su questo fronte siamo stati i primi a depositare un progetto di legge regionale aprendo il dibattito, poi sono sopraggiunti anche la Lega e infine il PDL. Se c’è la volontà della maggioranza bastano poche settimane per arrivare a una riforma condivisa ed efficace.

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Allarme ristorni: gli enti locali si mobilitano

Allarme ristorni: da Porlezza e da Malnate si alza un unanime grido di aiuto dei Comuni lariani verso il Governo

«Condivido pienamente le proposte che i Comuni di frontiera vogliono presentare al Governo Federale di Berna auspicando che vengano accolte in sede di riesame degli accordi in materia di ristorno delle tasse dei lavoratori frontalieri». Così si è espresso Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, al termine dell’incontro che si è tenuto questo pomeriggio a Porlezza ed al quale hanno partecipato numerosi amministratori dei comuni lariani di frontiera che, complessivamente sono 160, ovvero tutti quelli posti entro il limite di 20 chilometri dal confine di Stato. Una “riunione operativa”, sulle rive del Ceresio, per dare voce alla preoccupazione di tante amministrazioni comunali che, dopo la decisione del Consiglio di Stato ticinese di congelare metà delle quote di ristorno del 38,8% delle tasse dei lavoratori frontalieri che spettano all’Italia in base all’accordo del 1974, insieme alle manovre economiche che vedono ridursi sempre di più i finanziamenti a loro favore decisi dal Governo, corrono seriamente il rischio di interrompere qualsiasi loro attività nonché smettere di erogare servizi a favore dei cittadini in campi come la sanità e l’educazione.

«Un detto popolare dice “l’unione fa la forza”. Il fatto che tanti amministratori, accomunati da un unico problema, si siano ritrovati per discutere insieme e stabilire una comune via di azione, è un fatto politico significativo perché solo insieme si possono superare le difficoltà o mitigare gli effetti di momenti particolari come quello che stanno vivendo i Comuni di frontiera i cui bilanci, e, attività, dipendono in gran parte dalle quote di ristorno – sottolinea Gaffuri -. Queste Amministrazioni, infatti, non hanno la possibilità di assicurarsi altre entrate visto che i propri cittadini lavorano all’estero. Confidiamo che il Governo elvetico, nel rivedere gli accordi con l’Italia, non arrivi dunque a prendere in considerazione quote di ristorno inferiori a quella attuale, pari al 38,8%, accogliendo le istanze che i sindaci del territorio comasco gli sottoporranno e che hanno tutto il nostro appoggio. Da parte nostra non mancheremo di sottoporle all’attenzione della Giunta regionale, chiamata ad un ruolo di primo piano nei prossimi mesi relativamente alle trattative tra Italia e Svizzera su questo argomento».

Maria Rita Livio, sindaco di Olgiate Comasco, ha partecipato ad un analogo incontro che si è tenuto a Malnate alla presenza del Sindaco di Lavena – Ponte Tresa, presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani di Frontiera e racconta: “Abbiamo stabilito che il sindaco di Lavena Ponte Tresa, che ha la titolarità per farlo, convochi un’assemblea di tutti i comuni interessati da questa preoccupante situazione per fare il punto su questa e su altre questioni legate ai frontalieri e ai rapporti con la Svizzera. Per questo coinvolgeremo tutti i comuni frontalieri, anche con la collaborazione dell’ANCI. L’assemblea si terrà a Varese il prossimo 25 luglio”.

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Comunità montane a secco

Comunità montane a secco e a rischio della loro stessa sopravvivenza. Se ne parlerà oggi, martedì 12 aprile 2011, durante il Consiglio regionale, in risposta a un question time di cui è firmatario Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd.

Nel documento si ricorda che ai sensi della legge regionale n. 25/2007 “la Regione riconosce nei territori montani una risorsa prioritaria di interesse regionale, si impegna a tutelarne gli aspetti paesaggistici ed i valori identitari, morfologici, culturali ed etici nonché a promuovere lo sviluppo socio-economico delle comunità locali, nel rispetto della complessità degli equilibri ambientali e territoriali”.

A partire dall’annualità 2010, “a fronte del taglio deciso dal Governo ai trasferimenti erariali alle Comunità montane, Regione Lombardia si era impegnata a coprire parte di queste risorse per garantire la loro sopravvivenza – dice Gaffuri nell’interrogazione –. Tuttavia, lo scorso 29 marzo, in occasione dell’incontro tra i presidenti delle Comunità montane, è stato comunicato che il contributo straordinario regionale (ex trasferimenti erariali) non verrà più corrisposto a partire dall’anno in corso alle Comunità montane della Lombardia”.

Eppure, ricorda il capogruppo Pd, quel “contributo, oltre a essere vitale per il mantenimento di servizi, attività, interventi e progetti sul territorio, è essenziale per il raggiungimento del pareggio di bilancio per gran parte delle Comunità montane”.

Nel question time si chiede dunque “se corrisponde al vero quanto sopra ricordato e sulle modalità operative e finanziarie che intende mettere in atto per garantire l’attività delle Comunità montane, nel rispetto della vigente legislazione regionale e del loro ruolo istituzionale sancito dallo stesso Statuto d’autonomia della Lombardia, compresa la costituzione del Comitato per la montagna previsto dall’art. 7 della l.r. 25/2007”.

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