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Lombardia-Grigioni: abbiamo ratificato senza cabotaggio e integrazione tariffaria

In consiglio regionale abbiamo dato l’ok alla ratifica dell’intesa tra la Regione Lombardia, la Provincia di Sondrio e il Canton Grigioni per lo sviluppo del traffico pubblico regionale e transfrontaliero e della sua componente turistica.
È un accordo importante per quanto riguarda la mobilità, sia per chi si reca da una parte all’altra del confine per motivi di lavoro, sia per lo sviluppo turistico di questi territori. Ed è un’istanza che avevo portato a Poschiavo, nell’incontro di qualche tempo fa. Ritengo, infatti, fondamentale l’attività di dialogo che c’è stata in questi anni. Ed è altrettanto importante che il monitoraggio degli accordi presi sia portato avanti con continuità.
Tuttavia, mancano degli aspetti non secondari al rapporto di buon vicinato che si sta instaurando con i Grigioni: non sappiamo ancora nulla a proposito della questione del cabotaggio, che coinvolge Lombardia, Canton Ticino e Canton Grigioni. Inoltre, il tema dell’integrazione tariffaria diventa centrale se vogliamo agevolare il trasporto pubblico.
Parlando in Aula sul tema, ho espresso rammarico anche per il fatto che ancora una volta, all’incontro con i Grigioni, Regione Lombardia non è arrivata puntuale: avendo rinviato la seduta di consiglio, l’accordo che abbiamo approvato solo dopo non era ancora operativo. Ma sarebbe stato meglio portare alla riunione l’intesa già ratificata. Non solo: mi sono detto anche molto stupito che l’argomento non sia stato trattato nella Commissione speciale, nata a inizio legislatura proprio con il compito di affrontare le problematiche a cavallo del confine. Invece, l’ultima volta che ci siamo visti era il 29 marzo, quando abbiamo incontrato i nostri omologhi ticinesi a Bellinzona. Forse, a fine legislatura sarà necessario interrogarsi sull’opportunità di mantenere questa e altre commissioni speciali attivate.

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Commissione Svizzera: Alptransit, inerti, Interreg, frontalieri, Lia, Trentino e non ci riuniamo da mesi

Svizzera_ItaliaI temi da trattare ci sono e sono tanti: Alptransit, il traffico di inerti, gli Interreg, l’accordo fiscale, il rapporti con il Trentino, lo scambio di incontri tra istituzioni… Eppure, “la Commissione speciale rapporti tra Lombardia, Confederazione elvetica e Province autonome non si riunisce da mesi”, lamenta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della stessa Commissione. Continua a leggere

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Tutti uniti a sostegno dei diritti dei lavoratori di confine

Frontalieri“Non sarà possibile cancellare né il nuovo accordo fiscale, né la Lia, la legge sui cosiddetti padroncini, e di questo tutti ne siamo consapevoli. Ma ora la nostra battaglia dovrà essere sui diritti per i frontalieri e per gli artigiani lombardi”, lo dice Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, al termine dell’incontro con i parlamentari lombardi, gli amministratori del territorio e tutti i soggetti interessati.

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Frontalieri, e ora puntiamo tutto sulla mobilità grazie all’Interreg

La mobilità è il primo punto da affrontare nei rapporti tra Lombardia e Canton Ticino, non solo per quanto riguarda i frontalieri. Ne è convinto Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale del Consiglio regionale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica. “Regolare i flussi, trovare nuove forme di trasporto pubblico può essere la chiave di volta per risolvere i problemi che si sono creati in questi anni tra due territori contermini e simili che, da un punto di vista economico, hanno solo da guadagnarci a mantenere gli scambi – spiega Gaffuri –. E questo è emerso anche stamattina dalla riunione della Regio Insubrica sul tema dell’Interreg”.

La Comunità di lavoro transfrontaliera ha, infatti, convocato il Comitato direttivo che, come primo punto all’ordine del giorno, aveva la presentazione del Programma Interreg 2014-2020.  “Il clima, soprattutto su un programma importante come l’Interreg, è senz’altro positivo e di collaborazione. Speriamo che apra la strada a nuovi rapporti con il versante ticinese della Regio”.

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Commissione speciale sia vicina ai lavoratori frontalieri in questo momento di passaggio. E subito un incontro con il Canton Ticino

FrontalieriRegione Lombardia più vicina ai lavoratori frontalieri in questo difficile momento di passaggio. E per farlo non dovrà essere solo la Giunta a occuparsi della questione, ma anche l’apposita Commissione speciale istituita per regolare i rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, in particolare, con il Canton Ticino. Lo dice Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che di quella Commissione è il segretario, a proposito dell’accordo fiscale che porterà a una nuova tassazione dei lavoratori frontalieri. “Sessantamila nostri lavoratori, soprattutto cittadini delle provincie di Como, Varese e Sondrio, sono preoccupatissimi per quello che accadrà e l’affollato incontro tenutosi a Malnate non ha dissipato tutti i dubbi, tanto meno le preoccupazioni – spiega Gaffuri –. Perciò, se la partita si gioca tra Stati e viene gestita direttamente dai Governi, è d’obbligo per noi, che rappresentiamo i cittadini a livello regionale, essere quanto meno a disposizione di coloro che vivono la condizione di frontaliere”.   Continua a leggere

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Legge artigiani, con il Ticino costruiamo ponti, non muri

FrontalieriLa Lombardia è la locomotiva d’Italia: possiamo essere degli ottimi partner per la Svizzera e in particolare per il Canton Ticino. Dunque, costruiamo ponti e non muri”, lo dicono Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, dopo l’incontro, proprio della Regio, che si è tenuto stamattina, nella sede di Mezzana (Ticino) sul tema della Lia, la legge sulle imprese artigianali. Continua a leggere

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Il Ticino abroghi la Lia e in Consiglio Regionale subito una risoluzione contro la legge anti-padronicini

Frontalieri“Chiediamo subito e ufficialmente al Governo del Canton Ticino che la legge sulle imprese artigiane venga abrogata”, è la prima reazione di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Canton Ticino, al termine dell’audizione con Confartigianato, Cna, le Camere di commercio di Como, Sondrio e Varese e la Camera di commercio italiana per la Svizzera sul tema della cosiddetta Lia. Continua a leggere

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Frontalieri, quali gli impegni presi da Lombardia e Canton Ticino? Maroni non lo ha detto

Frontalieri“A cosa è servito l’incontro tra Maroni e Gobbi? Dovevano scambiarsi gli auguri di Pasqua in anticipo? Perché a giudicare da quanto ha comunicato subito dopo la riunione il presidente lombardo, sul piatto non c’è nulla, se non chiacchiere. Invece, chiediamo ufficialmente di sapere quali sono gli impegni che le due parti hanno preso”, lo dice Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, al termine dell’incontro che si è tenuto martedì 1 marzo 2016 tra il presidente della Lombardia e quello del Canton Ticino. “Quel che è certo, è che Maroni e la Lega erano letteralmente genuflessi di fronte alla Lega dei ticinesi. E questo non è un bene per i frontalieri e per gli artigiani lombardi – continua Gaffuri –. Come Commissione siamo i primi a chiedere che ci siano incontri tra i due territori a cavallo del confine, ma non basta trovarsi, bisogna anche decidere”.

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Società svizzera costretta a star fuori dallo stomatologico perché in Lombardia lavorano i lombardi

palazzolombardiaAnche la Svizzera è indirettamente chiamata in causa nell’ennesimo arresto avvenuto in Regione Lombardia. Sull’ordinanza emessa dal Tribunale di Monza si legge di una società service svizzera che avrebbe avuto interessi a entrare nel mercato lombardo, ma che viene stoppata dalle persone coinvolte nella vicenda. “A leggere le intercettazioni si scopre che «le attenzioni del gruppo affaristico si erano anche rivolte all’Istituto stomatologico italiano che aveva deciso di affidare la propria gestione operativa ad una società esterna e che, per le dimensioni della struttura, avrebbe comportato dei guadagni estremamente significativi, in confronto ai quali quelli fino a quel momento ottenuti rappresentavano ben poca cosa», come si evince dall’ordinanza del Tribunale – riporta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, carte alla mano –. Secondo i magistrati «ancora una volta, alla trattativa con i vertici dell’ Istituto da parte dell’ imprenditrice Canegrati, era affiancato il pesante intervento della coppia Longo-Rizzi che, proprio facendo pesare il proprio ruolo istituzionale, di fatto coartavano la volontà dei dirigenti, propensi a valutare anche l’offerta di una concorrente svizzera, il fondo di Private Equity Xenon», che in una intercettazione viene definito dallo stesso Longo una società di service svizzera che ha assorbito il gruppo di Rottoli, già socio della Canegrati”. Continua a leggere

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Valichi di confine: senza il confronto col Ticino non si otterrà nulla

doganaAtteso incontro, questo pomeriggio, a Milano, nella sede del Consiglio regionale, con i sindaci dei paesi di confine di Como e Varese, interessati da un’ipotesi di chiusura notturna di alcuni valichi minori, voluta dalla Svizzera. In Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica sono stati ascoltati gli amministratori di Ronago, Colverde, Bizzarone, Dumenza, Cremenaga, Saltrio e Clivio. “Dopo aver sentito quello che in parte sapevamo già, ovvero che sono valichi frequentati e che addirittura quando un tempo erano chiusi, durante la notte, proprio la Svizzera premeva per la loro apertura 24 ore, non abbiamo potuto che ribadire l’importanza di avere in audizione i sindaci del Canton Ticino, cioè proprio coloro che stanno appena di là dal confine e che sono interessati al pari dei nostri all’eventuale chiusura – dicono Luca Gaffuri e Alessandro Alfieri, consiglieri regionali del Pd e componenti della Commissione –. Ascoltare i nostri sindaci è stato interessante, ma la Commissione ha un senso se i problemi li risolve, non solo se li conosce”.

Ma i due consiglieri Pd fanno anche presente che “leggendo la documentazione ufficiale del Canton Ticino, si capisce come la chiusura dei valichi sia solo un tentativo di ottimizzazione delle forze di polizia per rispondere alle difficoltà che ci sono nel presidiare efficacemente il territorio. Quindi, gli stessi problemi che abbiamo noi da questa parte. Non si vede come la soluzione possa risiedere in una chiusura repentina di alcuni valichi che invece sono fondamentali per l’economia delle due zone”.

 

Perciò, la risposta non è in una guerra di confine, ma “in una collaborazione efficace che deve partire principalmente dai territori. Ecco perché è importante che il confronto avvenga tra le comunità che vivono a cavallo del confine, prima che attraverso i canali ordinari”, concludono Gaffuri e Alfieri.

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