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Sui ristorni la Lega bluffa. A scopo elettorale

La delegata ai rapporti con la Svizzera del presidente Maroni è stata ospite del Pirellino di Como per parlare del nuovo accordo fiscale con la Svizzera. Ma ha dato notizie del tutto infondate e fuorvianti, non si capisce a che scopo, se non per meri motivi elettorali. In particolare, la Lega sta dicendo che i Comuni di frontiera perderanno i ristorni. E lo fa assolutamente senza motivo.
Il consigliere del Ministro per le Politiche fiscali Vieri Ceriani ha sempre assicurato parità di risorse ai Comuni con frontalieri, anche dopo l’accordo fiscale. Che per altro è di là da venire e non è una questione di cui dobbiamo occuparci entro la fine di quest’anno. Quindi, non si capisce perché su questi temi l’assessore si agita tanto, se non perché guarda già al voto.
Eppure, Ceriani lo ha detto persino ai media ticinesi che per ora non si parla di accordo e che quand’anche dovesse entrare in vigore, i ristorni non solo non andranno in fumo, ma nei primi anni saranno in crescita. Il terrorismo che stanno facendo la Lega e l’assessore rischia solo di surriscaldare gli animi di lavoratori che già devono vivere una situazione delicata, oltre confine, e che non è bene sfiduciare. Anzi. Ma il Carroccio pur di raccattare qualche voto non guarda in faccia nessuno.
Piuttosto, durante l’incontro, sono intervenuto e ho sollevato un altro tema importante, quello dei Comuni con meno del 4% di frontalieri, cui non vengono riconosciuti i ristorni che finiscono nelle casse delle Provincie e delle Comunità montane.

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“Se i ticinesi parlano di preferenza indigena, noi ribattiamo con conferenza di buon vicinato”

Si è tenuta, in Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica l’audizione, in merito all’iniziativa referendaria ticinese ‘Prima i nostri’, con le organizzazioni sindacali italiane e svizzere, i rappresentanti dell’Associazione Comuni italiani di frontiera e l’Associazione frontalieri Ticino.

“Abbiamo ancora una volta raccolto le preoccupazioni dei nostri lavoratori frontalieri, ma anche delle amministrazioni comunali delle province di confine e lo sforzo dei sindacati di ricucire lo strappo che si sta consumando tra Lombardia e Canton Ticino”, racconta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione, al termine dell’incontro. Continua a leggere

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Frontalieri e ristorni: domani la Lombardia incontra il Canton Ticino

Approfondire le tematiche che riguardano i rapporti tra Italia e Svizzera, in modo particolare riguardo al mercato del lavoro ed al frontalierato, sono all’ordine del giorno dell’incontro istituzionale tra gli Uffici di Presidenza delle Assemblee Legislative di Regione Lombardia e della Repubblica e Canton Ticino in programma domani, mercoledì 21 settembre, a Bellinzona. I rapporti italo-svizzeri e le discussioni relative alla presenza di lavoratori frontalieri in Canton Ticino di questi ultimi mesi, argomenti sfociati nella decisione del Consiglio di Stato ticinese che il 30 giugno scorso ha congelato di metà delle quote di ristorno del 38,8% di tasse dei lavoratori frontalieri che spettano all’Italia in base all’ultimo accordo in materia del 1974, saranno al centro delle discussioni che hanno come obiettivo, da parte di Regione Lombardia, della richiesta affinché venga istituito un Tavolo di lavoro permanente, tecnico/politico, su tematiche comuni. «I motivi di discussione tra Regione Lombardia e governo del Canton Ticino sono ben noti, soprattutto per ciò che concerne i lavoratori frontalieri e la revisione degli accordi sul ristorno delle imposte – sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -: se le proposte avanzate dal Consiglio di Stato ticinese dovessero essere recepite dal governo federale i comuni di confine, molto spesso piccoli centri, non avranno la possibilità di assicurarsi entrate sufficienti ad assicurare i servizi ai loro cittadini visto che la maggior parte di loro lavorano all’estero». Parteciperanno all’incontro per la Regione Lombardia il Presidente del Consiglio regionale, Davide Boni; i componenti dell’Ufficio di Presidenza (Franco Nicoli Cristiani, Massimo Ponzoni e Luca Gaffuri delegato da Carlo Spreafico che non potrà intervenire); i Presidenti di Commissione consiliare di riferimento: Cecchetti (Lega Nord), Stefano Galli (Lega Nord), delegato da Zuffada (PDL). Per il Canton Ticino saranno presenti i membri dell’Ufficio Presidenziale del Gran Consiglio (il Presidente, Gianni Guidicelli; i vicepresidenti Michele Foletti e Alessandro Del Bufalo; i capigruppo dei partiti presenti in parlamento: Christian Vitta (PLR); Dadò Fiorenzo (PPD); Kandemir Bordoli Pelin (PS), Attilio Bignasca (Lega dei Ticinesi); Gabriele Pinoja (UDC) e Francesco Maggi (I Verdi); il Segretario generale, Rodolfo Schnyder); il Cancelliere dello Stato, in rappresentanza del Governo, Giampiero Gianella.

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