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Como si avvicina a Malpensa e Varese

Finalmente da Como si potrà raggiungere direttamente Malpensa in un’ora e 36 minuti: lo abbiamo saputo, in Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione svizzera, che si è tornata a riunire dopo 9 mesi, dalla delegata della Giunta a seguire le questioni elvetiche, che ci ha informato dell’entrata in funzione della linea Arcisate-Stabio.
A partire dal 10 dicembre, anche se i lavori termineranno completamente entro l’anno, sarà possibile raggiungere Varese in soli 41 minuti, e da giugno vi sarà un collegamento diretto con Malpensa, senza i problemi di cambio treno o di traffico che dobbiamo affrontare oggi.
Mi chiedo solo come mai abbiamo dovuto aspettare tutto questo tempo per un tratto di linea che dall’altra parte del confine è terminato da molto. Un ritardo che è ingiustificabile e che Regione Lombardia rischia comunque di scontare sul piano dell’efficienza dei trasporti.

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Linee ferroviarie comasche come un bollettino di guerra

In Commissione Trasporti del consiglio regionale l’assessore si è presentato per rispondere a diverse interrogazioni sulla situazione di grande criticità di alcune direttrici lombarde, tra cui due mie sulla linea Milano–Chiasso-Como e sulla Como-Molteno-Lecco.
Nel primo caso, nei mesi di giugno e luglio la tratta è stata protagonista di gravi situazioni di sicurezza e pericolo, nonché di ripetute soppressioni e forti ritardi, guasti del materiale rotabile e costanti disservizi. In merito, l’assessore ha riportato dati per nulla rassicuranti, confermando che gli indicatori di puntualità della linea sono sotto il requisito minimo richiesto dalla Regione.
Insomma, quello che ci ha presentato sembra più un bollettino di guerra che un servizio ferroviario. Vorrei vedere l’assessore molto più arrabbiato nei confronti di chi effettua un tale servizio che rischia di mandare in tilt una linea di valenza internazionale, Regione Lombardia non può accettare una situazione di questo tipo.
Stesso discorso per la Como-Molteno-Lecco per la quale avevo segnalato un peggioramento consistente della qualità del servizio a partire dal 12 giugno scorso, in concomitanza con il cambio di orario: nonostante la sostituzione di buona parte del materiale rotabile, questa linea ha raggiunto nei mesi estivi il record dei disservizi, soprattutto ritardi e continue soppressioni (tra l’11 e il 28 giugno ben 26).
I dati sono sotto gli occhi di tutti e parlano chiaro: questa linea avrebbe molte potenzialità, ma i continui disservizi non favoriscono certamente la vita dei pendolari. Spero che con una maggiore attenzione da parte di Regione Lombardia, grazie all’introduzione di nuovi mezzi e anche grazie all’apertura dell’Arcisate-Stabio che consentirà una nuova pedemontana ferroviaria, si possa tornare a puntare su questa linea in termini di investimento.

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Maroni, ora ci aspettiamo la tangenziale gratis

“Nessun segnale di vita” è il commento con cui ho iniziato la mia dichiarazione, sul giornale La Provincia di Como di martedì 17 ottobre, sugli impegni presi da Regione Lombardia con i comaschi a proposito della tangenziale. E dico chiaramente di non aver registrato passi in avanti sull’argomento tangenziale di Como e sull’abolizione del pedaggio prevista dal 1 gennaio prossimo.
Non ci sono aggiornamenti, nonostante sia un obiettivo fondamentale per Como e tutta la provincia. Da anni lo stiamo perseguendo, dimostrando che la scelta di portare a pagamento il primo lotto della tangenziale non va bene. Dobbiamo eliminare il pedaggio, rendere gratis la strada. I numeri degli utenti che a oggi utilizzano il tratto autostradale sono ancora irrisori, il peso dell’opera è stato sorretto dal pubblico, i  benefici per cittadini e territorio tardano a vedersi.
Perciò, ci aspettiamo che Roberto Maroni sia di parola e che dal primo gennaio del 2018 la tangenziale sia effettivamente gratuita, così come ha promesso a più riprese. Per ora, in questi mesi, ancora non abbiamo visto una foglia muoversi. Immagino non sia affatto facile, ma ci contiamo perché per il nostro territorio è una questione troppo importante.

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Lombardia-Grigioni: abbiamo ratificato senza cabotaggio e integrazione tariffaria

In consiglio regionale abbiamo dato l’ok alla ratifica dell’intesa tra la Regione Lombardia, la Provincia di Sondrio e il Canton Grigioni per lo sviluppo del traffico pubblico regionale e transfrontaliero e della sua componente turistica.
È un accordo importante per quanto riguarda la mobilità, sia per chi si reca da una parte all’altra del confine per motivi di lavoro, sia per lo sviluppo turistico di questi territori. Ed è un’istanza che avevo portato a Poschiavo, nell’incontro di qualche tempo fa. Ritengo, infatti, fondamentale l’attività di dialogo che c’è stata in questi anni. Ed è altrettanto importante che il monitoraggio degli accordi presi sia portato avanti con continuità.
Tuttavia, mancano degli aspetti non secondari al rapporto di buon vicinato che si sta instaurando con i Grigioni: non sappiamo ancora nulla a proposito della questione del cabotaggio, che coinvolge Lombardia, Canton Ticino e Canton Grigioni. Inoltre, il tema dell’integrazione tariffaria diventa centrale se vogliamo agevolare il trasporto pubblico.
Parlando in Aula sul tema, ho espresso rammarico anche per il fatto che ancora una volta, all’incontro con i Grigioni, Regione Lombardia non è arrivata puntuale: avendo rinviato la seduta di consiglio, l’accordo che abbiamo approvato solo dopo non era ancora operativo. Ma sarebbe stato meglio portare alla riunione l’intesa già ratificata. Non solo: mi sono detto anche molto stupito che l’argomento non sia stato trattato nella Commissione speciale, nata a inizio legislatura proprio con il compito di affrontare le problematiche a cavallo del confine. Invece, l’ultima volta che ci siamo visti era il 29 marzo, quando abbiamo incontrato i nostri omologhi ticinesi a Bellinzona. Forse, a fine legislatura sarà necessario interrogarsi sull’opportunità di mantenere questa e altre commissioni speciali attivate.

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Milano-Chiasso, sulla sicurezza solo una risposta formale

Avevo più volte interpellato l’assessore regionale ai Trasporti in merito agli incidenti mortali che si sono verificati lungo la linea ferroviaria Milano-Chiasso. Ho atteso tre mesi per avere una risposta e finalmente l’ho ottenuta, prima delle vacanze estive. Peccato che fosse assolutamente di rito, senza veri impegni. Non ci resta che auspicare che la Giunta si attivi per davvero affinché certi episodi non si ripetano più.
Nello specifico, l’interpellanza si riferiva al terribile incidente avvenuto tra le stazioni di Albate Camerlata e Cucciago lo scorso 11 aprile. Con riferimento ai ripetuti incidenti mortali, anche oltre la linea di confine, chiedevo esplicitamente all’assessore se fossero state verificate le condizioni di sicurezza del treno coinvolto e se la Regione intendesse aumentare le misure di sicurezza lungo questa linea, per prevenire altre sciagure. Ma la risposta, appunto, non è stata molto articolata.

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Protocollo di collaborazione sull’aria: “Primo passo, ma Regione doveva agire in modo più diretto”

Più trasporto pubblico locale, maggiori incentivi per i filtri per i vecchi diesel e la sostituzione delle caldaie e adesione obbligatoria per tutti i Comuni. “I sindaci dell’Anci avrebbero voluto vedere anche questo nel Protocollo di collaborazione sull’aria che hanno firmato questa mattina con Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano e Arpa”, commenta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, al termine della firma del documento, avvenuta stamattina a Palazzo Lombardia.

“Da un lato abbiamo finalmente degli interventi coordinati e non messi in atto in emergenza – prosegue –. Dall’altro, Regione Lombardia doveva agire in modo più diretto e stringente, non lasciare alla decisione dei singoli Comuni l’adesione o meno al protocollo, perché in questo modo le misure rischiano di non essere così incisive”. Continua a leggere

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Finalmente Como avrà una rete di piste ciclabili

Piste ciclabiliE’ stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia la graduatoria dei progetti per la realizzazione di nuove piste ciclabili ritenuti ammissibili al finanziamento sul Programma Operativo Regionale FESR 2014- 2020. Il progetto, presentato dal comune di Como, è stato ammesso: si tratta della pista ciclabile lungo la dorsale urbana della Via dei pellegrini PCIR 5 e sue diramazioni. Il costo complessivo dell’opera è di circa 2 milioni e 500 mila euro di cui sarà finanziato per il 50% con fondi europei (un milione e 378mila euro). “E’ davvero una bella notizia – dichiara  soddisfatto il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri -, grazie al lavoro dell’amministrazione, in particolare dell’assessore Daniela Gerosa, e degli uffici tecnici che hanno predisposto il progetto, anche Como potrò puntare sulla mobilità ciclistica orfano sino ad oggi. Ora bisognerà proseguire e attuare tutti gli adempimenti necessari per poter arrivare in tempi brevi alla conclusione del procedimento di concerto con Palazzo Lombardia. Vengano raggiunti due obiettivi di programma dell’amministrazione Lucini – conclude Gaffuri -: dare il via ad una rete di piste ciclabili e riuscire ad accedere ai finanziamenti europei”.

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Torrente Cosia, inutile la polemica della Lega: la Regione ha riconosciuto la sua competenza. Ora quanto prima le risorse

cosia“Ho provveduto a coordinare la struttura dedicata dell’assessorato con l’Ufficio territoriale regionale dell’Insubria, quale autorità idraulica competente”, esordisce così, riconoscendo oltre tutto la competenza di Regione Lombardia, l’assessore regionale al Territorio, urbanistica e difesa del suolo Beccalossi nella risposta alla lettera di sollecito di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, circa i problemi dell’alveo del torrente Cosia, nel tratto che scorre in Comune di Como. “Una folta vegetazione ha preso praticamente possesso della sede del torrente – aveva scritto Gaffuri all’assessore –. Una situazione che potrebbe causare condizioni di pericolo idraulico in occasione di eventuali prossimi episodi atmosferici di forte violenza, qualora si verificasse un intenso afflusso di acque meteoriche con conseguente improvviso aumento della portata del torrente”.

 

Ora, a distanza di due settimane, la risposta dell’assessore: “Il dirigente dell’Utr dell’Insubria ha effettuato il 12 luglio scorso, con i funzionari del

Comune di Como, un sopralluogo sul torrente, fra la via Castelnuovo e la via Ambrosoli, ispezionando con attenzione il tratto che precede la tombinatura del torrente stesso, dove cambia l’autorità idraulica – prosegue la lettera –. La vegetazione presente, per lo più erbacea, collocata nella parte più laterale della sponda, secondo i riscontri tecnici, non risulterebbe ‘rilevante’ al deflusso. Occorre tuttavia prevedere un intervento manutentivo per evitare che l’aumento della vegetazione stessa possa comportare un ulteriore degrado del selciato di fondo del torrente”.

 

L’assessorato fa, inoltre, sapere che “il Comune ha richiesto a Regione Lombardia il finanziamento dei lavori di manutenzione, accollandosi le spese di progettazione e il coordinamento dei lavori. A fronte della difficoltà a reperire risorse aggiuntive, provvederemo a calendarizzare gli interventi di manutenzione nelle prossime programmazioni”.

 

A questo punto non rimane a Gaffuri che vigilare “affinché queste risorse vengano davvero inserite quanto prima nella lista degli interventi più urgenti. L’importante è che ora sia chiaro anche alla Lega Nord, che sollevò una polemica nei confronti del Comune, come la competenza sia in capo alla Regione che ha l’onere di monitorare la situazione e, nel caso, porvi rimedio”.

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Finalmente Como avrà una rete di piste ciclabili

Piste ciclabiliE’ stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia la graduatoria dei progetti per la realizzazione di nuove piste ciclabili ritenuti ammissibili al finanziamento sul Programma Operativo Regionale FESR 2014- 2020. Il progetto presentato dal comune di Como è stato ammesso: si tratta della pista ciclabile lungo la dorsale urbana della Via dei pellegrini PCIR 5 e sue diramazioni. Il costo complessivo dell’opera è di circa 2 milioni e 500 mila euro di cui sarà finanziato per il 50% con fondi europei (un milione e 378mila euro). “E’ davvero una bella notizia – dichiara  soddisfatto il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri -, grazie al lavoro dell’amministrazione, in particolare dell’assessore Daniela Gerosa, e degli uffici tecnici che hanno predisposto il progetto, anche Como potrò puntare sulla mobilità ciclistica orfano sino ad oggi. Ora bisognerà proseguire e attuare tutti gli adempimenti necessari per poter arrivare in tempi brevi alla conclusione del procedimento di concerto con Palazzo Lombardia. Obiettivo dell’amministrazione comunale, sin dall’inizio del mandato, era accedere ai finanziamenti europei. Questo risultato dimostra il successo della Giunta Lucini”.

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Aree vaste: Como con Varese e senza l’Alto Lario. Maroni se ne infischia delle richieste del territorio

CantoniA Villa del Grumello a Como si è tenuta la riunione del tavolo della competitività; all’ordine del giorno la presentazione del documento relativo alla riforma delle province per le aree vaste elaborato da Maroni a seguito del giro dei tavoli territoriali di confronto sul tema. Nonostante le richieste pervenute dal territorio di riunire la provincia di Como con Lecco, Maroni ha confermato il progetto iniziale, concordato con la Giunta, di riunire sotto un’unica area vasta Como e Varese.   Continua a leggere

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