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Solo per merito delle richieste del Pd a breve sarà risolta la nomina del componente vacante del cda di Ca’ d’Industria

Al più presto, secondo quanto annunciato dall’Assessore Boscagli, si potrebbe finalmente sciogliere il nodo della nomina del componente scelto da Regione Lombardia all’interno del cda della Rsa Ca D’Industria di Como. Posizione rimasta vacante a causa di problemi politici all’interno della maggioranza che governa la Regione. “Era ora – ha commentato il capogruppo Pd Luca Gaffuri dopo aver presentato un’interrogazione a risposta immediata in Aula– Questa Rsa versa infatti purtroppo in una situazione di gravissima difficoltà e serve una guida capace che non può essere bloccata dalla mancata nomina del componente del cda espressione di Regione Lombardia. Ancora una volta è per merito delle azioni delle opposizioni regionale e del comune di Como che si che si trovano soluzioni concrete come per le dimissioni del precedente presidente del consiglio di amministrazione. Auspico che il nuovo cda possa riconquistare la fiducia dei cittadini com’aschi per un’istituzione che è nel loro cuore”.

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Regione Lombardia deve spiegare chiaramente perché non ha ancora nominato il suo rappresentante in seno al Consiglio di Amministrazione

“Regione Lombardia deve spiegare perché non ha ancora effettuato la nomina del rappresentante di sua competenza in seno al Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Cà d’Industria” quando Provincia e Comune di Como hanno già adempiuto a tale obbligo”. E’ con questo obiettivo che il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri, ha presentato quest’oggi un’interrogazione che verrà rivolta al Presidente della Giunta Regionale, Roberto Formigoni, nonché all’Assessore Giulio Boscagli, nel corso della prossima seduta del Consiglio Regionale che si terrà nel pomeriggio di lunedì 5 dicembre. “Lo scorso 8 giugno i membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Cà d’Industria” hanno presentato le proprie dimissioni e dal 7 luglio, con la nomina del Dr. Achille Bonzanigo quale commissario straordinario, la struttura è sottoposta ad una gestione provvisoria – sottolinea Gaffuri -. Tutta un serie di indirizzi e di decisioni non possono però essere adottati dal Commissario straordinario in quanto di competenza del Consiglio di Amministrazione e quindi Cà d’Industria si trova in una situazione di incertezza con evidenti ripercussioni sugli ospiti e sul personale” “Visto che Provincia di Como e Amministrazione Comunale hanno nominato i propri rappresentanti, vogliamo sapere chiaramente perché Regione Lombardia non vi ha ancora adempiuto – conclude Gaffuri -. Sono molto critico rispetto al fatto che una nomina di questa importanza, che sta bloccando l’attività di Cà d’Industria, sia dovuta a spaccature interne al PDL”.

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Perché Regione Lombardia non ha ancora nominato il suo componente nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Cà d’Industria”?

«Vogliamo sapere perché regione Lombardia non ha ancora nominato il proprio componente in seno al Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Cà d’Industria”. Il sindaco Stefano Bruni, secondo le ultime dichiarazioni, continua a sottolineare che procederà alla nomina dei membri di competenza dell’Amministrazione comunale di Como solo dopo che Regione Lombardia si sarà presentata. Risultato? Una situazione di stallo che non fa certo il bene della struttura, dei suoi ospiti e dei suoi dipendenti». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene riguardo alla mancata nomina del nuovo membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Cà d’Industria” da parte di Regione Lombardia mentre sta predisponendo un’interrogazione rivolta all’Assessore alla Famiglia, Integrazione e Solidarietà, Giulio Boscagli, sull’argomento. «L’obiettivo? Sapere chiaramente perché Regione Lombardia non ha ancora effettuato la nomina di sua competenza. Cà d’Industria è soggetta dallo scorso 7 luglio alla gestione provvisoria in seguito alla nomina del Commissario Straordinario, dr. Achille Bonzanigo, dopo che il vecchio Cda aveva rassegnato le dimissioni l’8 giugno precedente. Il problema è che tutta una serie di decisioni non possono essere prese dal Commissario straordinario e questo sta creando un clima di incertezza che si ripercuote sugli ospiti, sulle loro famiglie e sui dipendenti. Spero che questo ritardo non sia dovuto a meri motivi politici ovvero a problematiche di equilibrio interno tra le diverse correnti della maggioranza»

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Cà D’Industria: finalmente l’ASL ha nominato il Commissario

«Siamo soddisfatti che dopo un’attesa durata quasi un mese l’ASL di Como abbia finalmente nominato il Commissario alla guida della Fondazione Cà d’Industria: un atto preso “a stretto giro di posta” dalla presentazione, martedì scorso, del nostro Question Time sull’argomento in Consiglio Regionale e della conseguente risposta dell’Assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli». Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, commenta la nomina, avvenuta questo pomeriggio, del Dr. Achille Bonzanigo quale Commissario, figura necessaria per assicurare continuità amministrativa alla Fondazione Cà d’Industria dopo che l’8 giugno scorso i membri del Consiglio di Amministrazione avevano presentato le proprie dimissioni. «Auspichiamo che il Commissario possa fare un buon lavoro – sottolinea Gaffuri -, in particolare per tutto ciò che riguarda l’adempimento del contratto da parte della società che si sta occupando della ristorazione presso la principale RSA cittadina, soprattutto per ciò che concerne la clausola che prevede il ricalcololo a fine anno dei pasti effettuati, nonché per ciò che riguarda l’accertamento di eventuali addebiti dei costi sostenuti da Cà d’Industria per conto di FMS».

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Cà d’Industria: Finalmente la visita di controllo da parte dell’ASL. Ora il Commissario

«A quasi un mese esatto dalla presentazione delle dimissioni da parte della maggioranza dei componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cà d’Industria, solo oggi l’A.S.L. di Como ha deciso di effettuare una visita di controllo al fine di sincerarsi dell’effiva decadenza dei vertici amministrativi della struttura. E’ una cosa che lascia esterrefatti! Per quattro settimane nessuno, ovvero Comune di Como, Provincia di Como, Regione Lombardia nonché la stessa ASL, si è preoccupato di verificare cosa stesse realmente accadendo ai vertici amministrativi della Fondazione nonostante i ripetuti richiami effettuati in proposito a vari livelli dal PD e l’ampio spazio dedicato dalla stampa locale alle vicissitudini del presidente del C.d.a., Domenico Pellegrino, e degli altri consiglieri».
Non usa mezzi termini Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, dopo aver ascoltato la risposta dell’Assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli, all’interrogazione con risposta immediata in aula presentata questa mattina e relativa, appunto, a chiedere chiarezza sulla decadenza del CdA della Fondazione Cà d’Industria e quali sono i provvedimenti che intende adottare Regione Lombardia. «Dallo scorso 9 giugno stiamo assistendo ad una situazione di vacatio amministrativa, come ho già avuto modo di sottolineare la scorsa settimana – prosegue Gaffuri -. Non è infatti più valida la prorogatio di cui alla legge 444/1994 (disciplina della proroga degli organi amministrativi) che consentiva alle Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza (IPAB) l’attività ordinaria nel termine di 45 giorni. Gli atti eventualmente approvati sono nulli e di questi ne risponderanno i consiglieri stessi dimissionari. Eppure nessuno ha finora mosso un dito per cercare di porre rimedio alla questione. Lo stesso Assessore Boscagli quest’oggi ha dichiarato davanti a tutto il Consiglio Regionale che è l’ASL di Como l’unico ente competente della questione ma che questa non ha ancora ricevuto notizia delle dimissioni del Cda. Da qui la visita di controllo cui, finalmente, dovrebbe seguire l’unico atto concreto possibile in questa situazione: la nomina di un Commissario. Una situazione, quindi, che ha del paradossale in un mondo dove le informazioni “viaggiano” in tempo reale e riguardo alla quale mi sembra da stigmatizzare del tutto il comportamento del presidente dimissionario Domenico Pellegrino».
Le perplessità di Luca Gaffuri sono comunque rivolte anche all’immobilismo avuto in questa vicenda da tutti gli enti pubblici, in particolar modo dal Comune di Como: «Regione Lombardia, Provincia di Como e l’Amministrazione cittadina ormai allo sbando guidata da Stefano Bruni, da oltre un mese ribadiscono ad ogni occasione che è l’ASL l’unico ente di competenza che, come detto, rimane, confido ancora per poco, l’unico soggetto ancora all’oscuro della presentazione delle dimissioni. Un fatto grave che denota l’immobilismo completo di tutti gli enti interessati della vicenda di una delle istituzioni più significative nell’ambito RSA del capoluogo lariano».

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Cà d’Industria: il CdA è decaduto. Ogni suo atto è nullo

«Con le dimissioni della maggioranza dei componenti, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cà d’Industria, secondo quanto stabilisce l’articolo 7 dello Statuto della stessa Fondazione, il Cda decade e di conseguenza viene a bloccarsi ogni attività amministrativa. Per tanto, tutti gli atti e le decisioni in questo lasso di tempo prese sono nulle ed i componenti dimissionari devono assumersi le proprie responsabilità in proposito». Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene sulle voci che riguarderebbero una prossima convocazione dei membri del Cda dimissionario di Cà d’Industria da parte del presidente uscente Pellegrino sottolineando come: «Non è più valida la prorogatio di cui alla legge 444/1994 (disciplina della proroga degli organi amministrativi) che consentiva alle Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza (IPAB) l’attività ordinaria nel termine di 45 giorni. Come detto, gli atti eventualmente approvati sono nulli e l’autorità di controllo, in questo l’ASL di Como, deve procedere alla nomina di un commissario per l’attività».
Per la Cà d’Industria è dunque arrivato il momento di “voltare pagina”: «La decadenza del Consiglio di Amministrazione della Cà d’Industria, conseguenza delle dimissioni, seppure molto tardive, di oltre la metà dei suoi componenti risale ormai a due settimane fa – conclude Gaffuri -. Domenico Pellegrino, Presidente uscente, deve farsi parte attiva e comunicare alle autorità preposte che il Cda è decaduto a seguito delle dimissioni presentate dalla maggioranza dei componenti»

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Bene l’annullamento del CDA di Cà d’Industria

Raccolgo con piacere e ritrasmetto il comunicato stampa che ha diramato stamattina il Partito Democratico di Como in merito alla Cà d’Industria.

Il Partito Democratico esprime soddisfazione per la decadenza del Consiglio di Amministrazione della Cà d’Industria conseguenza delle dimissioni, seppure molto tardive, di oltre la metà dei suoi componenti; tale soluzione avrebbe dovuto infatti realizzarsi già da molto tempo avendo il Consiglio Comunale di Como votato da oltre un anno ad ampia maggioranza la sfiducia dell’intero CdA.

E’ ora indispensabile avviare senza ritardi la procedura per la nomina dei nuovi Amministratori; percorso che dovrà essere caratterizzato dalla più ampia trasparenza nel rispetto delle regole che presiedono ad una scelta così’ delicata ed importante; il Sindaco di Como dovrà infatti invitare, dando la più ampia diffusione al bando, la presentazione delle candidature.

Si auspica che le migliori energie della città diano la propria disponibilità per un servizio ad una realtà tanto cara ai comaschi.

La scelta dei nuovi membri del Consiglio di Amministrazione dovrà avvenire al di fuori di qualsiasi logica di appartenenza partitica per individuare persone che diano la più ampia affidabilità sotto il profilo della competenza, professionalità e correttezza, e dovrà essere motivata sulla base delle caratteristiche dei candidati.

Il nuovo CdA sarà infatti chiamato a ridare credibilità e slancio ad una istituzione che costituisce un patrimonio  di tutta la città, ormai da troppo tempo al centro delle cronache per scelte sbagliate che ne hanno compromesso l’immagine.

Dovrà anche contribuire ad accertare tutte le responsabilità per l’attuale grave situazione finanziaria della Fondazione dando corso a tutte le necessarie iniziative per tutelarne l’integrità del patrimonio .

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Ca’ d’Industria: fare chiarezza al più presto

Sulla vicenda della casa di riposo Ca’ d’Industria interviene il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri, chiedendo alla Giunta regionale di assumere al più presto l’iniziativa.

“Quanto è emerso è grave e richiede atti di chiarezza. Il caso dei 36mila pasti in più rispetto al necessario il cui costo è stimato in 400mila euro l’anno, è l’ultimo inaccettabile errore di una lunga serie – spiega Gaffuri, che annuncia una mozione in Regione con alcune richieste precise -. Per prima cosa la Regione deve revocare il proprio componente nel consiglio di amministrazione, il dottor Mario Peloia, per favorire il ricambio e il traghettamento ad un fase di maggior trasparenza. Ma chiediamo anche che vengano attivati al più presto i controlli previsti dalle norme regionali vigenti, le quali affidano all’Asl la vigilanza sulle fondazioni come Ca’ d’Industria anche per gli aspetti amministrativi, e che in più la Giunta regionale incarichi un’agenzia esterna per avviare un audit accurato.”

“Tutte le forze politiche – conclude l’esponente del PD – si assumano le proprie responsabilità, a partire dalla Lega, a cui fa riferimento un consigliere di amministrazione, la signora Flavia Farina, nominata dal Comune di Como, che è ancora lì, incomprensibilmente, a difendere un fortino indifendibile.”

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Il caso Cà d’Industria in procura. Gaffuri: «Troppe stranezze»

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I consiglieri di Pd, Lista per Como, Paco, Rifondazione e Gruppo misto chiedono alla magistratura di verificare se nella vicenda dell’affidamento del servizio cucina a una società esterna «si configuri o meno la sussistenza di reati», ribadendo «l’anomalia di quanto accaduto». Nelle 23 pagine depositate in tribunale gli esponenti di minoranza ricostruiscono le tappe che hanno portato all’appalto e contestano le procedure seguite per la gara, che reputano «illegittima e nulla» a causa di «gravissime irregolarità».

Marcello Iantorno (Pd) spiega: «Il cda di Ca’ d’Industria ha motivato la scelta dell’esternalizzazione con la necessità di risparmiare, invece si ritroverà a sostenere 3,1 milioni di costi in più in 10 anni. Per scoprirlo basta confrontare il prezzo proposto dalla società vincitrice, la Fms, con quello della seconda classificata, la Inservio. Inoltre non è stato rispettato il codice degli appalti e si è affidato il servizio a una società che non ha mai fatto catering, ma si occupa di distributori di merendine e pertanto non doveva essere nemmeno invitata. Le anomalie sono decine. Gli inviti per la gara partono il 19 febbraio e il termine è il 24, con di mezzo sabato e domenica; di fatto si danno solo due giorni di tempo». E ancora: «Nei documenti di presentazione, Fms dice di far parte del gruppo Serist, invece sono società diverse. Ma la commissione di gara ha assegnato a Fms punteggi che fanno riferimento alle caratteristiche di Serist».

«Non appena viene sollevato il problema dell’assenza di legami tra le due società – ricorda il capogruppo Pd, Luca Gaffuri – compare, guarda caso, un  contratto di “avvalimento”, tra l’altro con data incerta. E mi sembra a dir poco strano che nel contratto sia previsto il pagamento tramite Rid, non lo si fa mai per cifre alte».

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Ca’ d’Industria. La discussione in Consiglio comunale slitta

La maggioranza a Palazzo Cernezzi è una navicella in balia delle onde. Continua a imbarcare acqua e il sindaco traballa paurosamente. La scorsa settimana l’ultimo episodio emblematico: gli esponenti del Pdl hanno abbandonato il consiglio comunale nella discussione sulla “Cà d’Industria” per far mancare il numero legale ed evitare così la votazione dell’emendamento presentato da Donato Supino (Rifondazione) per chiedere l’azzeramento del consiglio d’amministrazione della Ca’ d’Industria, da settimane al centro di polemiche legate alla decisione di esternalizzare il servizio cucina, che li avrebbe visti uscire sconfitti. Il Pd a Palazzo Cernezzi da una parte accusa la maggioranza («spaccata e irresponsabile»), dall’altra torna a denunciare «irregolarità nella procedura di aggiudicazione del servizio mensa». Sono fuggiti di fronte alle responsabilità, dimostrando una spaccatura profonda al loro interno – rileva il capogruppo Luca Gaffuri:. È un modo di fare irresponsabile nei confronti degli ospiti e dei lavoratori della Ca’ d’Industria».

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