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Trasporti: Valentini difende gli aumenti regionali, ma vuole che condanniamo gli adeguamenti comunali

“Ci fa sorridere il capogruppo del Pdl in Regione Lombardia Valentini che parla di Pd di lotta e di governo, non solo perché questo è un termine coniato da noi da anni e rivolto all’atteggiamento ambiguo della Lega, ma perché semmai è Valentini stesso che in questo caso dà il classico colpo al cerchio e contemporaneamente alla botte: se da un lato, infatti, difende gli aumenti tariffari smisurati e continui dell’assessore regionale Cattaneo, dall’altro vuole che noi condanniamo un necessario adeguamento, ormai già effettuato da tutte le altre province lombarde e rinviato come una patata bollente dal sindaco Moratti, dell’omologo comunale Maran”. E’ il commento alla polemica innescata dal capogruppo Pdl in Regione, di Luca Gaffuri, capogruppo regionale Pd, e Stefano Tosi, consigliere regionale che presidia il tema trasporto pubblico locale.

“Altro che il Pd o la Giunta Pisapia: è stato il governo di centrodestra a rompere il patto con i pendolari lombardi, tagliando le risorse per il trasporto pubblico locale e costringendo gli enti locali ad aumentare le tariffe – incalza Tosi –. La Regione, dal canto suo, ha abdicato al proprio ruolo politico verso un governo che ha sostenuto. Nel contempo non vi sono stati miglioramenti qualitativi nel sistema di trasporto regionale”.

E nessun silenzio da parte del Pd, anzi, tutt’altro: Gaffuri e Tosi ricordano che proprio oggi, durante la diretta on line su www.blogdem.it in cui si parlava di trasporto pubblico locale (il video è tuttora visibile), il capogruppo ha risposto chiaramente sul tema aumenti tariffari in Atm a un utente che aveva postato la domanda: “Dopo i tagli del Governo nazionale e il rinvio, da gennaio, della decisione da parte della Moratti, un adeguamento è necessario – aveva detto Gaffuri –. Piuttosto bisogna cercare di incidere il meno possibile e andare nella direzione di favorire gli abbonamenti per aumentare la fidelizzazione dell’utente e utilizzare al massimo il trasporto pubblico locale”.

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Trasporti in Lombardia: biglietto integrato entro il 2011

Tempestare di email le caselle postali del presidente Formigoni e del suo assessore ai trasporti Cattaneo, raccontando quotidianamente il disagio dei pendolari delle linee di trasporto locale lombarde. Questa è l’azione di protesta che intende portare avanti l’utenza soprattutto del servizio ferroviario. Sul piano strettamente politico, il Partito democratico invece si spenderà affinché, in quella che definisce la ‘cura del ferro’, ci sia spazio entro il 2011 per il biglietto integrato treno-gomma-navigazione.
Sono emersi questi aspetti durante la diretta di oggi, martedì 19 luglio 2011, su www.blogdem.it, sul tema dei trasporti, secondo appuntamento del Gruppo regionale del Pd dopo quello sui parchi. Sul sito è possibile rivedere il video e continuare a mandare commenti.

Ai consiglieri regionali del Partito democratico, coordinati dal collega Fabio Pizzul, il compito di fare il punto sul sistema dei trasporti lombardi, anche rispondendo alla trentina di domande giunte sul sito durante la diretta: “In Lombardia è penalizzato chi utilizza il servizio pubblico perché a fronte degli aumenti tariffari c’è un peggioramento del servizio”, ha detto Stefano Tosi. “Dopo l’unificazione del gestore in Trenord, non c’è stato nessun passo avanti e una linea come la Como-Milano ha tempi di percorrenza pari a quelli del 1938”, gli ha fatto eco il capogruppo Luca Gaffuri.
Le soluzioni, secondo il Pd, sono nel miglioramento “del materiale rotabile e in una gestione del servizio fatta con estrema attenzione”, ha proseguito Tosi, “ma anche maggiori investimenti rispetto al solo 0,43 per cento del bilancio di Regione Lombardia”, ha aggiunto Agostino Alloni. Emblematico – e del tutto in diretta – il caso del consigliere pavese Giuseppe Villani che è arrivato dopo l’inizio dell’incontro on line perché il suo treno da Pavia è giunto a Milano con 25 minuti di ritardo: “Per forza – ha detto – le linee ferroviarie risalgono a vent’anni fa!”.

Presente a rappresentare tutti i pendolari Giorgio Dahò, che da 27 anni percorre la Milano-Lecco tra sempre maggiori disagi. E se il rischio, come ha denunciato, è che ci sia “una diminuzione del livello di partecipazione da parte dei pendolari che ormai accettano tutto”, allo sciopero dell’abbonamento proposto da un utente on line ha risposto: “Meglio tempestare di email il presidente Formigoni e l’assessore Cattaneo”.

Il Pd, dal canto suo, chiede un miglioramento dell’efficienza, il biglietto integrato treno-gomma-navigazione entro il 2011, maggiori informazioni all’utenza in tempi di tecnologia avanzatissima e alla portata di tutti, e porta fatti concreti come il finanziamento, da parte dello stesso Pd, di un progetto per un collegamento diretto tra Crema e Milano che si è dimostrato del tutto fattibile.

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Perché a Como i biglietti del bus è aumentato e a Milano quello della metropolitana no?

Sui rincari dei mezzi pubblici a Como, e sulla diminuzione delle corse di ASF, è intervenuto anche il capogruppo del PD in Consiglio Regonale, Luca Gaffuri che ha sottolineato come «a Milano la Moratti è voluta intervenire perché va al voto, Como invece paga direttamente il taglio deciso dal ministro Tremonti e ad essere più penalizzati sono i territori più disagiati. Senza contare che, oltre all’aumento del 10% del prezzo dei biglietti degli autobus, anche il prezzo dei treni aveva subito un rincaro superiore al 12% che verrà raddoppiato a maggio. Semmai resta da capire perché la metropolitana a Milano costa ancora un 1 euro mentre a Como il biglietto del bus è salito a 1,25 euro?».

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