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Gaffuri: “Se l’assestamento al bilancio della Regione ha un senso è grazie al Governo Renzi”

pirellone“Se questo assestamento ha un senso è grazie al governo Renzi, che con il decreto Enti locali ha permesso di fare importanti investimenti a debito per 400 milioni”. Così consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri commenta l’assestamento al bilancio regionale 2015-2017 approvato ieri sera al Pirellone con il voto negativo del Pd, che lamenta la scelta sbagliata di destinare ulteriori 19 milioni per il referendum consultivo sull’autonomia e la bocciatura di diversi emendamenti presentati dai democratici sulla scuola e sulle priorità sociali. Continua a leggere

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La Regione non affronta la crisi, occorre andare presto a elezioni

“È un assestamento al bilancio che non risponde alla fase storica di crisi che la Lombardia sta vivendo. È sempre più chiaro che questa amministrazione regionale non ha più nulla da dire e che per il bene dei lombardi sarebbe ora di andare a nuove elezioni”. È questo il giudizio del capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri all’assestamento di bilancio regionale 2012, approvato oggi in Consiglio regionale. “Temiamo che non sarà così – ha aggiunto Gaffuri, il cui gruppo aveva presentato un emendamento, bocciato dalla maggioranza, per far mettere a bilancio le risorse per le elezioni anticipate – ma è ormai urgente che, anche in un’ottica di spending review, il Consiglio approvi la riforma della sanità regionale, con l’efficientamento dei servizi e la modifica del sistema dei ticket nel segno dell’equità. Inoltre – conclude – va fatta presto la riforma elettorale, che è ancora ferma ai blocchi di partenza”.

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Risorse, l’assessore conferma le difficoltà. E ora rischia anche la sanità

Sede della Regione Lombardia«Le parole dell’assessore Colozzi confermano che il quadro è fosco. Con questi tagli l’attuazione del federalismo è ormai pesantemente compromessa e difficilmente le Regioni potranno far fronte a settori determinanti per i cittadini come i trasporti, la spesa sociale e, ormai questo è il timore, anche la sanità».
Così i consiglieri regionali Enrico Brambilla e Luca Gaffuri commentano le dichiarazioni rilasciate oggi in commissione dall’assessore regionale al bilancio Romano Colozzi, che ha illustrato il Documento strategico annuale e il provvedimento di applicazione del patto di stabilità territoriale in favore dei comuni.
«Ad oggi le Regioni hanno per il 2012 solo un quinto delle risorse necessarie a onorare i contratti di servizio per il trasporto pubblico locale, su ferro e su gomma, con rischi concreti di ricadute anche legali. Ancora più dura la fotografia sul sociale, dove i trasferimenti destinati ai comuni e ai piani di zona attraverso le Regioni sono oggi azzerati. E preoccupa molto anche la previsione dell’assessore secondo cui il prossimo settore che sarà toccato dal governo sarà quello della sanità, finora rimasta indenne ad eccezione dell’introduzione del ticket. A questo punto ogni documento di programmazione, come quello discusso oggi in commissione, non ha più valore, per questo abbiamo chiesto, senza risultato, che venisse riscritto».

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Manca la Lega: salta l’attività delle Commissioni regionali

La singolare protesta leghista in Regione i cui consiglieri hanno oggi disertato i lavori di commissione, pur firmando per la presenza e quindi per il gettone, è il segnale ulteriore dei rapporti logori tra PDL e Lega. Lo sostiene il capogruppo del PD Luca Gaffuri, secondo cui “la maggioranza non ha ancora elaborato il lutto della sconfitta elettorale e ora naviga a vista”.
All’ordine del giorno delle due commissioni convocate oggi, la commissione attività produttive e la commissione cultura e istruzione, c’era la presentazione, e quindi non la votazione, del rendiconto 2010 e dell’assestamento 2011. I due documenti di bilancio saranno oggetto di discussione e di approvazione in tutte le commissioni entro la prossima settimana, per poi approdare in Consiglio nell’ultima settimana di luglio.
“Quella di firmare e poi assentarsi è una sorta un po’ curiosa di protesta – dichiara il capogruppo democratico -. Disertare le commissioni è un atto politico e una scelta legittima, ma quando lo si fa si dovrebbe anche rinunciare alla diaria. Chi fa sciopero, del resto, di solito rinuncia a una parte dello stipendio.”
“Abbiamo approvato solo una settimana fa una mozione per il contenimento dei costi della politica – conclude Gaffuri – un po’ di coerenza non farebbe male”.

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Bilancio: capitoli di spesa azzerati. Non possiamo che essere contrari

“Il Governo Berlusconi requisisce a Comuni e Regioni importanti risorse per i servizi ai cittadini. Regione Lombardia ha abbaiato alla luna tutta l’estate, adesso abbassa la testa e accetta l’aut aut”, commenta Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Partito democratico. “Non si è mai visto un bilancio con tanti zeri sui capitoli di spesa – prosegue Gaffuri –. Il fatto è tanto più grave perché non si tratta solamente di cifre contabili. Quello che la Giunta Formigoni ci chiedeva di votare è l’azzeramento di politiche, impegni, prospettive di avanzamento e sviluppo”. “Questo bilancio è certo conseguenza della Finanziaria impostata dal Governo nazionale. Ma la manovra Tremonti, proprio perché è legata al rallentamento economico generale, è la riprova e insieme il tentativo di contenere l’insuccesso delle politiche del governo di Pdl e Lega – continua Gaffuri –. Insomma, le difficoltà che si palesano in questo bilancio sono conseguenza anche del modo di procedere del Governo nazionale, che ha scaricato buona parte del peso della manovra sul comparto delle Regioni, in maniera non concertata e impositiva, come è emerso dalle prese di posizione reiterate di diversi presidenti regionali, non ultimo il presidente Formigoni, e del presidente della Conferenza delle Regioni Errani. Su questo attacco del Governo Berlusconi alle funzioni e alle prerogative delle Regioni, la Giunta ha la nostra solidarietà”.

Eppure questo è lo stato di fatto, nota il capogruppo Pd che sottolinea come “ci preoccupano i tagli perché minano la possibilità della Regione di procedere con la forza e il vigore che sarebbero stati necessari di questi tempi. Così per quanto riguarda il sostegno alle imprese e ai settori produttivi: si va da una riduzione del 57% (-6,8 milioni) delle risorse per le politiche attive (spese correnti) per Industria e artigianato al 50% (-10,5 mln) per il commercio, i servizi e il turismo. Va meglio all’agricoltura, che grazie ai fondi europei vedrà invece un aumento del 12% (+3,3 mln)”. In definitiva, i dati che emergono dalla bozza di bilancio 2011 contraddicono gli obiettivi contenuti nel Piano regionale di sviluppo approvato il 28 settembre scorso: “Vengono azzerati i fondi per il sostegno e la promozione della competitività delle Pmi (erano 660.000 euro); i contributi in conto capitale alle imprese artigiane per ridurre l’inquinamento (che equivalevano nel 2010 a 1 milione); gli interventi di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese artigiane (che quest’anno vedevano 1 milione di euro); il fondo di rotazione per il finanziamento delle attività imprenditoriali (erano 4,5 milioni); il cofinanziamento regionale del fondo unico per incentivi alle imprese (erano 41 milioni)”.

E “ci preoccupano i tagli nel settore delle infrastrutture e dei trasporti. Non ci sono solo i treni o il trasporto pubblico locale, ma anche gli zero euro alle province per le strade regionali, gli zero euro per le piste ciclabili, gli zero euro per le infrastrutture del trasporto lacuale. Si potrebbe continuare con la rassegna dei diversi settori. Ad esempio con il comparto sociale e sociosanitario: l’impressione è che, venendo meno le risorse, la Regione, farà affidamento ancora una volta e ancora di più sull’impegno di cura che le famiglie offrono ai loro membri in difficoltà e nel disagio. Non è però questo un buon modo di governare. E noi non potevamo certo appoggiarlo”, conclude Gaffuri.

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Imprese, il bilancio regionale 2011 non sostiene la crescita economica

Euro-fioreÈ questa la critica mossa oggi dal PD lombardo in un seminario aperto alle organizzazioni imprenditoriali e sindacali svoltosi questa mattina, venerdì 3 dicembre, al palazzo Pirelli. Presenti al tavolo il capogruppo PD Luca Gaffuri, il segretario regionale Maurizio Martina, il vicesegretario Alessandro Alfieri e il responsabile nazionale economia e lavoro del PD on. Stefano Fassina. Il PD, con il capogruppo Gaffuri, ha puntato il dito contro i tagli ai settori produttivi, che vedono una riduzione del 57% (-6,8 milioni) delle risorse per le politiche attive (spese correnti) per Industria e artigianato e del 50% (-10,5 mln) per il turismo. Va meglio all’agricoltura, che grazie ai fondi europei vedrà invece un aumento del 12% (+3,3 mln). Certo meglio che a Sport e giovani, le cui politiche subiscono un taglio del 97,44% (-8 mln).

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A Como c’è incapacità nel progettare

Investire

L’analisi dei conti comunali del Sole – 24 Ore serve un assist all’opposizione, che attacca sul punto debole di Como: gli investimenti. Palazzo Cernezzi è 83esimo su 110 capoluoghi Italiani, praticamente in fondo alla classifica.

«È sinonimo di incapacità progettuale – commenta Luca Gaffuri, eletto tra l’altro ieri capogruppo Pd in Regione – e indica come questa amministrazione non sia in grado di reperire fondi da Regione, Stato ed Europa. L’immobilismo negli investimenti è davanti agli occhi di tutti: le ultime due opere importanti, autosilo Valmulini e viadotto dei Lavatoi, sono un’eredità di Alberto Botta. Da quando amministra Bruni non si vede nulla di nuovo».
Gaffuri è un commercialista, finanza e bilanci sono la sua materia. «Il Comune ha perseguito una politica di abbassamento del debito. Oggi, l’unico modo per fare opere è ricorrere a un indebitamento responsabile, visto che peraltro ci troviamo in un momento in cui i tassi sono molto bassi».
Gli investimenti, secondo Gaffuri, sono stati frenati anche dalla mancata vendita della Ticosa, ipotesi confermata dall’assessore al Bilancio Sergio Gaddi. «La giunta Bruni per 3 anni, escluso il presente, ha messo nel preventivo l’introito della Ticosa, con il quale contava di fare investimenti. Quei soldi non sono mai entrati nelle casse comunali. Anche il costo del personale comunale andrebbe approfondito – conclude Gaffuri – Com’è noto, il Comune ha affidato alcuni servizi ad aziende esterne controllate».

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