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Province: sbagliata la deroga per Isernia, Terni e Matera

“La maggioranza ci ripensi, introdurre deroghe per tre piccole province sarebbe un grave errore”. Lo dichiara il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri dopo la notizia dell’approvazione, oggi in commissione bilancio al Senato, di un emendamento presentato con firme di esponenti di PD e PDL che salverebbe le province di Isernia, Terni e Matera dalla chiusura.
“Noi – aggiunge Gaffuri – siamo pronti ad accettare la sfida della costruzione di un nuovo assetto degli enti territoriali valutando l’accorpamento di province con territori popolosi ed estesi, come sono quella di Como, di Varese e di Monza e Brianza. Ma non possiamo assistere ad accordi al ribasso per i quali ogni volta che si prende una decisione c’è sempre qualcuno che propone deroghe incomprensibili, con argomenti francamente risibili rispetto al passaggio epocale che stiamo affrontando. In Lombardia abbiamo province consistenti per territorio, numero di abitanti e di comuni, che non sono nemmeno comparabili alle tre che si vorrebbero salvare. Noi vorremmo parlare, pur con qualche perplessità sui criteri adottati, di una revisione degli enti territoriali che vada incontro alle linee guida della spending review per razionalizzare i costi e garantire servizi migliori ai cittadini, ma se comincia il gioco delle deroghe la discussione perde di senso”.

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A Como dico: basta elenchi della spesa

Sede della Regione LombardiaTorna al Pirellone da capogruppo del Pd in consiglio regionale. Si aspettava questo ruolo?
Prima delle elezioni non ci avevo pensato. Nel momento in cui la crescita del consenso è stata così importante a fronte della diminuzione dell’elettorato è stato un segnale forte che ha dato il territorio di Como ed è stato apprezzato anche in Regione.

È paradossale, ma il comasco più potente in Regione è lei, capogruppo dell’opposizione…
Sì. Da una parte è il segnale che Pdl e Lega in un territorio con consenso stabile da anni non hanno la necessità di valorizzare l’espressione provinciale del consenso. È un segnale negativo per il territorio perché si dà per scontato un consenso al di là della rappresentanza.

Quattro i comaschi. Riuscirete a lavorare insieme?
Nella scorsa legislatura sui problemi del territorio sulle strutture ospedaliere della provincia di Como piuttosto che sulle infrastrutture, abbiamo sempre cercato di lavorare in sintonia. Idem da parte mia.

Dario Bianchi aveva detto subito che si doveva fare squadra…
Il problema è che arrivino dal territorio comasco le priorità. Troppe volte i documenti elaborati in provincia di Como sono solo un elenco della spesa.

E quindi è difficile portare avanti le richieste?
Sì, è difficilissimo e si indebolisce il nostro ruolo.

E se dovesse vedere Pozzi seduto di fianco a Rinaldin?
Penso che si siano organizzati perché non avvenga.

Cosa si aspetta da questi cinque anni con un ruolo così importante?
Che si riescano a dare risposte al nostro territorio. Ci sono problemi non più rimandabili: penso al secondo lotto tangenziale, Alptransit, a un polo logistico in una realtà di confine con la dogana.

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