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Un parco, finalmente, 34 anni dopo

Trentaquattro anni per avere un parco. Non perché non ci fossero proposte di legge che lo istituissero, ma perché erano forse gli interessi a bloccarlo. Finalmente, in pratica a fine legislatura, il consiglio regionale della Lombardia ha approvato l’Ampliamento dei confini del parco regionale delle Groane e l’accorpamento della riserva naturale Fontana del Guercio e del parco locale di interesse sovracomunale della Brughiera Briantea.
Ero stato uno di quei  consiglieri che a suo tempo, ancora nel 2007, presentò l’ennesima proposta di legge per il parco, perciò per me, questo riconoscimento rappresenta un momento storico perché la prima volta che si iniziò a parlare di parco della Brughiera era il 1983, quando nel Piano generale delle aree protette era stata data particolare rilevanza territoriale all’area della brughiera, appunto.
Voglio ricordare che questa è un’iniziativa che nasce dal basso, grazie a un comitato promotore che ha seguito passo passo tutto lo svilupparsi del percorso, con alcuni momenti in cui le speranze andavano affievolendosi. Ma la costanza di portare avanti un progetto di questo tipo e di coinvolgere la cittadinanza, le associazioni, organizzare convegni, raccolte di firme, iniziative di conoscenza delle aree del parco oggi ha ripagato.
Quello raggiunto è però un punto di partenza perché andiamo a normare l’area del parco, estendendo le Groane alla brughiera, però poi un parco va fatto vivere. È un territorio di pregio, ma all’interno di una zona molto urbanizzata: proprio per questo va il più possibile protetto e valorizzato. Ora, speriamo che entrino a farne parte anche tutti i Comuni che finora, forse sconfortati da come andavano le cose, consideravano questo risultato una chimera.

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Pizzo Cengalo: la situazione analizzata in Commissione Ambiente

Su mia richiesta, la Commissione Ambiente ha ospitato l’audizione con l’assessore alla Sicurezza e protezione civile, l’assessore al Territorio, urbanistica e difesa del suolo e gli amministratori del territorio di Sondrio in merito alle ripercussioni prodotte dalla frana del Pizzo Cengalo del 23 agosto scorso.
I problemi che la frana ha portato sono sostanzialmente due: da un lato, lo spostamento dei detriti sulla strada ne ha provocato la chiusura praticamente fino a fine novembre, con tutti i disagi del caso per coloro che, frontalieri e non, da lì passano per raggiungere il Canton Grigioni; dall’altro, il materiale che si è riversato nel fiume Mera ha prodotto tali e tanti danni che i pescatori professionisti del lago di Mezzola hanno il timore che non ci sia più vita né riproduzione e si chiedono se sia necessario il ripopolamento.
Ma almeno su questo fronte i tecnici della Regione, che accompagnavano gli assessori, sono stati rassicuranti: nel lago di Mezzola e quindi nell’alto lago di Como non ci sono stati ritrovamenti di pesci morti e, forse, quelli che ci sono si sono stabiliti sul fondo. In ogni caso, la situazione va monitorata per vedere cosa accadrà nei prossimi mesi.
Diverso il discorso per la fruibilità della strada: sul lato grigionese gli amministratori svizzeri hanno deciso di creare una vasca di decantazione, che è stata anche ampliata, che dovrebbe riuscire a impedire all’eventuale frana di bloccare il passaggio per più di qualche giorno. Ma di fatto dal 23 agosto la strada principale è stata riaperta il 24 novembre. Quindi, nell’eventualità, il test è tutto da verificare. Ecco perché ci sembrava importante invitare a questa audizione anche il presidente del Canton Grigioni, con cui c’è un rapporto costante, ma un confronto diretto aiuta sempre. Invece, a dispetto della mia richiesta, questo invito non è stato fatto.

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Finalmente la Brughiera Briantea diventerà parco regionale

Sono rimasto molto soddisfatto dell’approvazione, da parte della Giunta regionale, dell’avvio dell’iter del progetto di legge per l’ampliamento dei confini del Parco regionale delle Groane e per l’accorpamento del Plis della Brughiera Briantea. Si tratta di una storia lunga e articolata che ha visto diverse interruzioni e che è cominciata nel lontano 1997 su sollecitazione di alcuni Comuni e del Parco locale di interessa sovracomunale.
Se la prima proposta di legge di iniziativa consiliare per l’istituzione del Parco della Brughiera è infatti del 2000, la seconda di cui sono stato firmatario (il pdl 152/2006) non è mai arrivata a discussione, ma un ordine del giorno del 2009 approvato dal consiglio regionale riportava di attualità la questione nell’VIII Consiliatura. Infine nel 2013, l’assessore regionale all’Ambiente esplicitava le difficoltà a sostenere l’istituzione di un nuovo parco regionale, ma manifestava contemporaneamente la disponibilità a favorire l’accorpamento delle aree oggetto della proposta a un parco regionale già esistente.
Proposto da anni dal Pd, seguito con ardore dal Comitato promotore e da alcuni Comuni del territorio comasco e monzese, il territorio della Brughiera Briantea aspettava, dunque, da 20 anni questo momento. Un primo passo è stato fatto, siamo certi che questa nuova decisione potrà garantire maggiori tutele e valorizzare al meglio le aree interessate, come del resto i 13 Comuni adiacenti chiedono da anni. Ora è importante che l’ampliamento arrivi a termine entro fine della legislatura.

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Pedemontana e torrente Lura: il Consiglio approva impegni per la tutela ambientale

Planimetria del sistema viabilistico "Pedemontana"

Planimetria del sistema viabilistico “Pedemontana”

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi, martedì 5 novembre 2013, una mozione urgente sulla realizzazione di opere di laminazione, vasche e canali di gronda, che dovrebbe interessare il torrente Lura, nell’ambito del progetto definitivo dell’autostrada Pedemontana lombarda, nei Comuni di Lazzate, Cermenate e Bregnano. Continua a leggere

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Sighignola: dal 22 agosto al via il cantiere per la demolizione dell’ecomostro

Lunedì 22 agosto sarà una data importante non solo per la valle Intelvi ma per tutta la provincia di Como e per il comprensorio del lago in modo particolare. In questa data è previsto l’avvio dei lavori per l’abbattimento dell’ecomostro alla Sighignola, ovvero lo scheletro della stazione di arrivo di una teleferica mai conclusa e che avrebbe dovuto collegare la vetta con Campione d’Italia. «Dal 1969 uno dei più bei balconi del nostro Paese è praticamente deturpato dalle lastre di cemento armato di un’opera mai conclusa: finalmente, tra qualche giorno, tutto questo apparterrà al passato» è il commento di Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale alla vigilia dell’avvio del cantiere. La storia di questo ecomostro è nota: nel 1969, una volta edificate le sovrastrutture portanti della stazione di partenza e di quella d’arrivo, la società svizzera che aveva ottenuto l’appalto per la realizzazione della funivia incriminata, si accorse che i calcoli erano errati ed il cantiere dovette fermarsi. «La Valle Intelvi è un’area sicuramente importante per il turismo nel comasco – sottolina Gaffuri -. In più occasioni mi sono battuto affinché alcune infrastrutture presenti non venissero dismesse, come nel caso della funivia Argegno-Pigra, o rivalutate, come per la funicolare Lanzo-Santa Margherita. Questa volta sono invece felice che al posto di quella che è stata per decenni un’autentica bruttura, più volte al centro di campagne di informazione non solo da parte dei cittadini bensì anche da associazioni e movimenti ambientalisti al di qua ed al di là del confine, possa finalmente lasciar spazio ad un balcone panoramico di incomparabile bellezza».

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I Comuni alzano la voce contro la Varese-Como-Lecco

Un coro unanime per dire no all’autostrada Varese-Como-Lecco. E’ questo l’obiettivo con cui il Circolo di Appiano Gentile e Solbiate Comasco del Partito Democratico, dopo la conferenza stampa di due settimane fa nella quale è stato illustrato il contenuto della delibera regionale N. 1824, dell’8 giugno scorso, con la quale la Giunta Regionale ha conferito ad Infrastrutture Lombarde la verifica dello studio di fattibilità sul progetto di quest’autostrada, ha preparato una mozione che presenterà nei Comuni di Binago, Castelnuovo Bozzente e Beregazzo con Figliaro. Un documento che si inserisce nel solco di iniziative analoghe intraprese da altri comuni interessati da questo progetto (ad esempio Orsenigo) e che potrebbe essere fatta propria anche da altre realtà amministrative del territorio.
«La Lega Nord sostiene che per realizzare questa opera ci vuole l’assenso di tutti i Comuni – sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -: di fatto solo Cantù e Como non si sono opposti a quest’autostrada che determinerebbe un notevole e irreversibile danno ambientale, in quanto il tracciato ipotizzato andrebbe a distruggere le zone agricole, la brughiera e le aree verdi presenti nei corridoi ecologici individuati nel Piano Territoriale di coordinamento provinciale, e fino ad ora preservate nei territori dei Comuni interessati dal tracciato della nuova autostrada. Se tutte le amministrazioni comunali, sia del tratto varesino, sia della Brianza, voteranno questa mozione Provincia e Regione Lombardia non potranno non tenerne conto. Discorso diametralmente opposto per ciò che riguarda la Pedemontana e la tangenziale di Como. Il capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia ha recentemente dichiarato che a fronte delle attuali difficoltà della finanza pubblica questi due cantieri non sarebbero “essenziali”: di fatto la loro realizzazione è attesa dal territorio. Piuttosto non è essenziale la Varese-Como-Lecco, strenuamente sostenuta dalla stessa Lega in Regione, quando invece sarebbe più sensato intervenire per riqualificare la SS Briantea, con la variante di Pusiano, e la SP Novedratese».
Il progetto dell’autostrada “Varese-Como-Lecco” andrebbe dunque ad intaccare territori di pregio ambientale: oasi di aree verdi in un contesto fortemente antropomorfizzato come quello comasco. «Con questa mozione intendiamo impegnare le Giunte comunali ad esprimere contrarietà rispetto alla proposta di realizzazione di questa infrastruttura – rileva Federico Broggi, coordinatore del Circolo del PD di Appiano Gentile e Solbiate Comasco -. Tale mozione è già stata consegnata nelle mani di alcuni membri di minoranza a Binago. A Castelnuovo Bozzente provvederò io stesso a presentarla e a chiederne la discussione in Consiglio Comunale il prima possibile. A Beregazzo sarà messa quanto prima a disposizione del Consiglio. Auspichiamo che i Comuni siano coerenti con quanto affermato lo scorso anno e così votino favorevolmente questa nostra mozione. Auspichiamo inoltre che la Provincia di Como si esprima quanto prima su questo tema e la smetta di rimandare la discussione in proposito».

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In diretta su WWW.BLOGDEM.IT per parlare con i cittadini del futuro dei parchi lombardi

Una nuova fruizione dei parchi lombardi, più turistica, più rispettosa della popolazione, del territorio e delle attività produttive che gravitano su di essi. E’ ciò che chiede il Pd regionale con un progetto di legge che intende rivedere radicalmente l’ormai superata norma del 1983. Inoltre, in tempi molto più stretti, il consiglio regionale dovrà dare una risposta alla nuova legge nazionale sulla governance degli enti gestori dei parchi. Insomma, ce n’è abbastanza per discuterne in modo collegiale non solo dentro le mura delle istituzioni e della politica. E’ per questo che il Gruppo regionale del Partito democratico ha organizzato per domani, giovedì 16 giugno 2011, dalle ore 17, un incontro sul tema “Parchi lombardi per la valorizzazione dell’ambiente”, in diretta web sul sito www.blogdem.it al quale chiunque sia interessato può collegarsi per essere informato e interagire con il capogruppo Luca Gaffuri e i consiglieri Francesco Prina, Agostino Alloni e Fabio Pizzul. Il video del breve convegno – durerà circa trenta minuti – sarà poi disponibile on line. “L’obiettivo dell’iniziativa è di raggiungere i cittadini, con una modalità, quella virtuale, che nel tempo intende ripetersi – spiega Gaffuri –: abbiamo già in mente di proporre altri temi importanti. A luglio vorremmo affrontare il nodo degli aumenti degli abbonamenti di treni e bus. Poi, sicuramente si parlerà di sanità, sociale, acqua pubblica e tutto ciò che è di interesse dei lombardi”.

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Parco dello Stelvio, il gruppo regionale del PD scrive a Napolitano

Quale sarà il futuro del Parco dello Stelvio?

Nonostante la chiara presa di posizione del Consiglio regionale a dicembre 2010, non si riesce a capire che strada stia percorrendo la Giunta Formigoni.

Ricordiamo brevemente che tutto prende avvio dal decreto legislativo approvato il 21 dicembre dal Consiglio dei Ministri che modifica ed integra l’art.3 del DPR 22 marzo 1974, n. 279 in merito alle funzioni esercitate dalle Province di Trento e Bolzano e concernenti il Parco Nazionale dello Stelvio. Una decisione quella del Governo fortemente criticata dalle associazioni ambientaliste ma anche dall’Assemblea regionale lombarda che aveva votato un ordine del giorno che esprimeva la forte contrarietà allo smembramento del più importane parco italiano. Successivamente, lo stesso Presidente della Repubblica aveva chiesto chiarimenti e la stipula di un accordo preventivo tra i soggetti interessati per mantenere l’unitarietà del Parco e assicurarne il futuro. Stando alla netta contrarietà lombarda appariva chiaro che la soluzione era il mantenimento della attuale forma gestionale e la dimensione di parco nazionale.

Invece, nelle ultime settimane si è scoperto che l’assessore regionale alla partita, Alessandro Colucci, e la direzione competente partecipano a tavoli di concertazione con le Province Autonome di Trento e Bolzano e stanno cercando soluzioni diverse e non in linea con quanto deciso dal Consiglio regionale.

Per questo il capogruppo del PD, Luca Gaffuri, ed il consigliere valtellinese, Angelo Costanzo, hanno preso carta e penna e hanno scritto al Presidente della Repubblica per chiarire la posizione lombarda.

“La vicenda del Parco dello Stelvio – dicono gli estensori della lettera – deve essere risolta il prima possibile e con una limpidezza che non ammette tentennamenti. La posizione del Consiglio regionale è chiaramente contraria al nuovo assetto ipotizzato dal Governo ed è importante che il Presidente Napolitano ne sia avvertito, come temiamo non sia stato fatto. Nelle note che abbiamo inviato riprendiamo l’intera vicenda e trasmettiamo la nostra preoccupazione per gli incontri che stanno avvenendo e che sembrano non tenere in considerazione quanto approvato a dicembre. Crediamo che qualsiasi posizione che vada contro quel documento sia lesiva delle decisioni prese. Ora aspettiamo un riscontro dal Presidente della Repubblica, auspicando che la conoscenza di quanto deliberato in Lombardia possa mettere la parola fine alle preoccupazioni di tutti coloro che vogliono vedere salvaguardato il parco Nazionale dello Stelvio”.

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Apa: a rischio la sicurezza alimentare e posti di lavoro

Apa

La Finanziaria 2010 ha praticamente azzerato i capitoli di spesa che in precedenza servivano a finanziare il Sistema allevatori, in particolare le attività di miglioramento genetico affidate alle varie associazioni provinciali. Sul futuro di questi interventi chiede lumi un question time che verrà discusso domani, oggi 12 aprile 2011, durante il Consiglio regionale

“Il mancato trasferimento riguarda la perdita, per il sistema lombardo, di 15,5 milioni di euro con la conseguente messa in discussione dell’intero sistema di esercizio delle funzioni relative alla tenuta dei libri genealogici e dei controlli funzionali del bestiame, con una incidenza negativa sulla qualità degli allevamenti e delle produzioni lattiero casearie, di cui la nostra regione è leader italiano, e con un elevato rischio sulla sicurezza alimentare derivante dalla cessazione delle attività delle Apa, le Associazioni provinciali allevatori”, dice nel documento Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd e primo firmatario dell’interrogazione.

“Vi saranno ricadute negative importanti anche per l’occupazione che, nella sola Lombardia, riguarderà circa 500 lavoratori portatori di professionalità e funzioni essenziali a tutta la filiera zootecnica e lattiero casearia – continua Gaffuri –. Ma nonostante i ripetuti inviti alla ricerca di soluzioni, nulla si è mosso da quando la Finanziaria è entrata in vigore. E i mesi sono passati, tre sono stati gli avvicendamenti al Ministero dell’Agricoltura, Stato-Regioni sull’argomento non si sono mai incontrati”.

Il capogruppo Pd ricorda anche che altre Regioni si sono già fatte carico di parte del finanziamento delle attività. Se non si farà nulla, in Lombardia “verranno modificati pesantemente i livelli di controllo, i bilanci economici delle strutture e, entro giugno, dovranno essere inviate le lettere di licenziamento agli addetti del sistema che non risultano tutelati dalla cassaintegrazione e che mediamente hanno un’età fra i 40 e i 50 anni”.

Ecco allora che Gaffuri chiede “quali azioni intenda intraprendere la Giunta, sia a livello regionale che governativo statale, per reperire le risorse necessarie al finanziamento delle attività di miglioramento genetico e dei controlli funzionali affidate ad Apa”.

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