La Lombardia è la regione che paga di più la sanità privata

La Lombardia è la Regione italiana più generosa con la sanità privata, che pesa per il 43,8% nel bilancio sanitario regionale. Questo dato lo si evince dalle tabelle del Ministero della Salute contenute nella “Relazione sullo stato sanitario del Paese (2009 – 2010)”, tabelle che usano come indicatore la spesa per “assistenza sanitaria erogata da enti privati, accreditati e convenzionati”. Un dato molto più significativo di quello utilizzato, peraltro in modo impreciso da Formigoni, che invece considera il numero di posti letto del privato accreditato. “Formigoni – spiegano Alessandro Alfieri, consigliere regionale e vicesegretario del Pd lombardo, e Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale – continua a dire che la Lombardia è al settimo posto nella classifica italiana della sanità privata ma usa dati fuorvianti, ossia il rapporto tra posti letti pubblici e posti letto privati, tra l’altro senza conteggiare quegli degli IRCCS privati e degli istituti religiosi. Il peso del privato nella nostra regione è invece chiaramente il più alto in Italia. Questo non significa che debba essere messo in discussione il mix tra privato e pubblico che ha prodotto anche delle eccellenze, bensì che, oggi più che mai, occorra garantire molta più trasparenza sulle modalità di assegnazione e sulla rendicontazione di una tale mole di risorse pubbliche”. Per il Pd la trasparenza può essere ottenuta solo attraverso un sistema di controlli più efficaci. “Parliamo di una fetta cospicua del bilancio lombardo – conclude Alfieri – e casi come quelli del San Raffaele e della Maugeri non devono più accadere. Il tema centrale è quello dei controlli: è evidente che come sono ora non sono efficaci”.
I dati
La Lombardia è la regione italiana che paga di più la sanità privata che accredita. Inutile sminuire questo dato incontrovertibile. Non si trova al settimo posto nella classifica delle regioni italiane che acquistano prestazioni, posti letto e ricerche dal privato: la sola classifica nella quale Regione Lombardia si troverebbe al settimo posto (come sostenuto da Formigoni) è una classifica che utilizza come unico indicatore quello dei posti letto in alcune cliniche private, senza peraltro tener conto dei posti letto degli IRCCS di diritto privato, dei Policlinici privati, degli Istituti qualificati presidio e degli Ospedali classificati (ossia gli istituti religiosi). Aggiungendo anche questi posti letto il CERGAS Bocconi, rielaborando i dati ministeriali, in modo da descrivere più compiutamente l’incidenza dei posti letto offerti da soggetti privati, fa salire la Lombardia di tre posti, inserendola al quarto posto nella classifica italiana del rapporto tra letti pubblici e letti privati. Le regioni che risultano avere una quota di privato più consistente sono dunque: Lazio, Calabria, Campania, Lombardia e Puglia. (Fonte Elaborazione Cergas Bocconi su dati 2009)
Il vero indicatore da utilizzare, tuttavia, al fine di scattare una fotografia ben più efficace sulla sanità lombarda è il peso dei costi del servizio sanitario regionale privato accreditato. L’assistenza erogata da enti privati convenzionati e accreditati rappresenta il 43,8% dei costi totali della sanità lombarda su 17 miliardi di euro totali del bilancio. Il resto, ovvero il 56,2%, è il peso dell’assistenza erogata a gestione diretta, cioè dagli ospedali e dagli IRCCS pubblici. In questa classifica la Lombardia sale invece al primo posto. All’interno di quel 43,8% ci stanno il pagamento dei DRG (funzioni tariffate), il pagamento delle funzioni non tariffate ossia risorse redistribuite in maniera discrezionale a pagamento dell’eccellenza, come le cardiochirurgie pediatriche, l’attività di ricerca degli IRCCS e la didattica universitaria, i centri regionali per l’epilessia, i centri per il trapianto d’organi, le riabilitazioni complesse, i parti in epidurale ecc… (che per il privato accreditato sono circa 200 milioni di euro l’anno) e i progetti speciali destinati al privato no profit per cui nel triennio 2008-2010 Regione Lombardia ha previsto di impegnare 176 milioni di euro.
Essendo chiaro a questo punto quanto pesa direttamente sulle tasche dei lombardi la spesa sanitaria e quali siano i numeri reali che, tra funzioni tariffate, funzioni non tariffate e progetti speciali, se ne va ai privati accreditati, non si può più sorvolare sul tema dei controlli, i quali devono essere, secondo il Pd, più stringenti e più efficaci e poter verificare puntualmente l’appropriatezza delle prestazioni erogate. Come un’associazione o un’impresa, dunque, anche le fondazioni no profit che ricevono soldi pubblici per fornire prestazioni sanitarie o assistenziali a prezzi congrui, dovrebbero poter dimostrare sia di avere bilanci sani sia di non avere rami societari che fanno profitto.

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Nomina Maullu inopportuna, è puro risarcimento politico

Nemmeno un giorno è passato per Stefano Maullu tra il licenziamento dalla giunta Formigoni e la nomina a presidente di Tem Spa, la società partecipata dalla Provincia di Milano attraverso Milano Serravalle e Asam. Un risarcimento politico dal sapore stantio, secondo Enrico Brambilla e Luca Gaffuri, rispettivamente consigliere regionale e capogruppo del Partito democratico. “L’operazione è chiara – dichiarano gli esponenti del Partito Democratico –  Stefano Maullu è stato semplicemente risarcito per l’esclusione dalla Giunta Formigoni. Si conferma l’atteggiamento ingordo e sfrontato del centrodestra, che considera le società controllate dal pubblico come proprietà di cui disporre a piacimento al di là di ogni valutazione di merito e di competenza. La nomina è inopportuna anche perché Maullu rimane consigliere regionale e la Tem è un’infrastruttura sulla cui realizzazione egli stesso, in qualità di consigliere, dovrebbe vigilare”.

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Navigazione Lago di Como: i Comuni rivieraschi non devono arrendersi all’attuale situazione del trasporto lacuale

La decisione del sindaco di Menaggio Alberto Bobba di respingere, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale di lunedì scorso, la mozione presentata dalla minoranza con la quale veniva richiesto di prendere posizione nei confronti dello stato di crisi della Navigazione Laghi non manca di suscitare perplessità da parte di Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, che da anni si occupa dei problemi che affliggono la gestione di battelli e aliscafi. «La presa di posizione da parte del sindaco Bobba e della sua maggioranza – ha commentato Gaffuri – denota una mancanza di interesse nei confronti dei pendolari e degli studenti che ogni giorno utilizzano i mezzi della Navigazione Laghi. Ancora più incomprensibile appare la mancanza di volontà da parte di un comune importante come Menaggio di porsi a capo di una battaglia per un servizio che è anche fonte di sviluppo economico per tutto il Centro Lago. Infatti l’obiettivo finale deve essere di arrivare alla regionalizzazione del servizio che porterebbe ad uno sviluppo positivo per il territorio, per ciò che concerne la mobilità di persone e merci, in particolare laddove l’accesso viabilistico è insufficiente». Gaffuri non manca di sottolineare come non bisogna rassegnarsi allo stato di fatto per ciò che concerne l’attuale situazione in cui versa la Navigazione Laghi: «Sicuramente le rassicurazioni date non più di un mese fa da parte del senatore Butti sulla copertura del disavanzo non hanno visto finora concretizzazione, ma non per questo i nostri comuni devono arrendersi a una situazione che deve essere necessariamente modificata».

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Giunta Formigoni: il Presidente si arrampica sugli specchi

“Per giustificare quello che è un vero rimpasto di Giunta, il presidente Formigoni si arrampica sugli specchi, adducendo scuse che reggono solo in parte. E accusa l’opposizione di perdere pezzi solo perché due consiglieri hanno fatto scelte di gruppo diverse, mentre nella sua Giunta e nella sua maggioranza gli assessori e i consiglieri se ne vanno a casa in via definitiva”, commenta il Gruppo regionale del Pd, dopo la conferenza stampa del presidente Formigoni sui cambi di assessori in Giunta. “Formigoni si tranquillizzi: sta per arrivare la mozione di sfiducia che oggi ha tanto invocato”, conclude il Pd.

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Dopo 40 giorni la Lega e Boni cedono: finalmente le dimissioni

“La Lega si è arroccata per 40 giorni a difesa del presidente Boni, ma grazie alle prese di posizione unitarie dei gruppi di minoranza ha dovuto cedere. L’ennesimo sconquasso in una maggioranza sempre più allo sbando”, commenta Luca Gaffuri, capogruppo consiliare del Pd, dopo l’annuncio fatto dall’esponente leghista di dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio regionale. “A quasi un mese e mezzo dalla notizia delle indagini a suo carico, Davide Boni ha fatto solo un atto di correttezza istituzionale che gli avevamo chiesto più volte – continua Gaffuri –. Erano i primi di marzo quando ha ricevuto un avviso di garanzia per corruzione e, nonostante gli inviti, non solo dell’opposizione, a farsi da parte, sosteneva e ha sostenuto fino a pochi giorni fa di non aver nulla da temere. Ora, all’improvviso, cambia registro e assicura di voler semplicemente seguire l’esempio del suo leader Umberto Bossi. In realtà, fa ciò che andava fatto da tempo: togliere dall’imbarazzo l’istituzione Consiglio regionale. Alla buon’ora”.

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Collegamento Como-Cantù: proposta seria, fondata e che si inserisce con quanto è già allo studio

Con riferimento alla nota polemica diLavori in Corso, a firma di Vincenzo Latorraca, pubblicata quest’oggi da un quotidiano locale relativamente “all’irrealizzabilità del collegamento ferroviario Lecco-Cantù-Lugano”, con al presente, i consiglieri regionali del Partito Democratico Luca Gaffuri e Carlo Spreafico, promotori del convegno “Diretto LeccoCantù-Lugano” che si è svolto giovedì corso a Cantù, vogliono innanzitutto sottolineare che il 22 novembre 2011 il Consiglio regionale ha votato positivamente un Ordine del giorno presentato in occasione dell’approvazione al bilancio di previsione 2012 relativo al miglioramento delle relazioni di trasporto passeggeri sulla linea ferroviaria Como – Lecco, da anni tema al centro delle proposte politiche dei due rappresentanti dei territori interessati. Il documento, nello specifico, impegna la Giunta a vagliare la possibilità di estendere le corse di questa linea fino al Canton Ticino. “L’ ordine del giorno – dichiara Luca Gaffuri – rappresenta un ulteriore decisivo passo in avanti nell’ottica della valorizzazione della linea ferroviaria Como – Lecco e apre alla possibilità di estendere le corse fino al Canton Ticino consentendo di sviluppare l’offerta di collegamenti tra Chiasso, Como e Lecco. Il Consiglio regionale, approvandolo, ha sposato questa linea ed ha impegnato la Giunta a “bruciare i tempi”, anticipando quanto sottoscritto lo scorso 25 novembre con il Canton Ticino e arrivando il prima possibile ad individuare le giuste soluzioni per aumentare i convogli sulla linea ferroviaria dell’alta Brianza e ad estenderle alle località ticinesi fino a Lugano”. Un impegno che potrebbe costituire un ulteriore tappa nel cammino iniziato nel 2008 tra Canton Ticino e Regione Lombardia con la sottoscrizione dell’Accordo Operativo che impegnava le due istituzioni a sviluppare un’offerta integrata di servizi di trasporto ferroviario coordinato: “Tra Como e Bellinzona dal 2008 – sottolinea Gaffuri- sono attivi i collegamenti TILO con corse ogni mezz’ora e dal 2014, con l’apertura della linea Varese-Mendrisio, il comasco avrà un nuovo collegamento con la Svizzera e con l’aeroporto di Malpensa. Inoltre si tratta di una direttrice che consente di sfruttare nuove possibilità occupazionali in questo momento di crisi ed un valido mezzo di trasporto per il frontalierato nonché per il traffico merci tra Brianza e Europa sfruttando, in seguito, i nuovi collegamenti Alptransit”.

“Non è, quindi, di un progetto da “libro dei sogni” – conclude Gaffuri – ma uno stimolo anche affinché anche quanto promosso dal comune di Como e dal Politecnico di Milano del 2003 non continui a rimanere nel cassetto dove si trova da nove anni (!) ma diventi realtà. Dopo tutto le potenzialità del collegamento suburbano Cantù-Como sono state ben esposte nel convegno e nel dibattito tra i numerosi partecipanti, dove sono stati offerti anche spunti tecnici interessanti condivisi anche da pendolari e utenti del treno presenti. Evidentemente è più comodo rimanere a casa e scrivere comunicati leggendo solo il titolo di un incontro nei diversi social network. La logica e il buon senso, invece, insegnano come prima bisognerebbe partecipare e poi criticare”.

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Legislatura nata male e che deve terminare al più presto

Sulle dimissioni di Renzo Bossi dal Consiglio regionale, accettate oggi, martedì 17 aprile 2012, dall’Aula, è intervenuto Luca Gaffuri, capogruppo del Pd: “La vicenda del consigliere regionale Renzo Bossi è l’immagine di questa legislatura, nata male a cominciare dalla vicenda delle firme e dalla questione del listino bloccato, che ha obbligato Regione Lombardia a eleggere consiglieri regionali che difficilmente sarebbero stati eletti in altro modo.

Questa Regione dimostra di essere sotto ricatto rispetto a vicende che avrebbero del grottesco se non stessero accadendo realmente, sotto i nostri occhi. E che sono legate a fatti interni a forze politiche che dettano le scelte di Formigoni.

Dalle elezioni in poi il presidente è costretto a prendere decisioni non nell’interesse di Regione Lombardia, ma dettate da altri tavoli che ci portano all’immobilismo e auna situazione sempre più grave. Noi siamo naturalmente favorevoli alle dimissioni e nello stesso tempo evidenziamo la preoccupazione per una legislatura nata male e che deve terminare il più presto possibile”.

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Formigoni non controlla più né la giunta né la maggioranza

“Gli assessori cadono come birilli ma Formigoni resiste imperterrito, come se nulla fosse. Anzi, trova il modo di sostenere che fare le vacanze con personaggi che poi vengono accusati di essersi arricchiti ai danni della sanità lombarda sia del tutto normale. No, non è normale, c’è invece una patologia che deve essere sanata rivolgendosi al medico migliore: gli elettori”.

Così dichiara Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, in merito alle notizie di rimpasto in giunta e degli sviluppi dell’inchiesta sulla fondazione Maugeri.

“Formigoni – continua Gaffuri – non può fidarsi dei suoi compagni di vacanze, come Daccò e prima di lui Marco De Petro, il collaboratore processato per lo scandalo Oil for food, e non ha nemmeno il controllo sulla sua giunta e sulla sua maggioranza, sulla quale dovrebbe avere la piena responsabilità: Monica Rizzi si è infatti dimessa perché lo ha deciso la Lega, Davide Boni non lo ha fatto perché i suoi gli hanno detto di tenere la presidenza del Consiglio regionale, nonostante a suo carico ci siano indagini in corso con accuse molto gravi. E intanto critiche molto dure arrivano dal segretario regionale del Pdl, lo stesso partito che aveva imposto nel listino di Formigoni Nicole Minetti. Quando le ombre si allungano significa che il tramonto è vicino, Formigoni deve farsene una ragione”.

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Sanità: inaccettabile relegare i fatti a problemi interni alle aziende

“Di fronte all’ennesimo scandalo che ha investito la sanità lombarda è inaccettabile che si tenti di relegare questi fatti solo ed esclusivamente a vicende interne alle strutture coinvolte. Rispondendo così si fa un torto all’intelligenza di tutti i lombardi.  La Fondazione Maugeri è una struttura acccreditata al sistema regionale lombardo e, come molte altre, oltre a ricevere il rimborso per le prestazioni sanitarie che eroga ai cittadini, è beneficiaria di oltre 30 milioni di euro l’anno di risorse proprie della Regione, pagate quindi con ticket e tasse dei lombardi, che dovrebbero finanziare ricerca ed eccellenza. I controlli sono quindi un dovere. Si rende urgente una riorganizzazione sostanziale delle normative che regolano questo settore cruciale. Chi non vuole vedere fino in fondo l’evidenza di questi fatti compie un grave errore”. Lo dichiarano Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, e Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale.

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La sostituzione di Monica Rizzi sarebbe nuovo rimpasto

“La probabile sostituzione dell’assessore Monica Rizzi sarebbe a tutti gli effetti un rimpasto, il secondo in poche settimane per la giunta Formigoni. Sarebbe il frutto del terremoto interno alla Lega e del faticoso tentativo di sostituire in corsa il padre padrone del Carroccio, cambiando gli equilibri politici. I problemi della maggioranza di Pdl e Lega, che ormai naviga a vista tra gli scandali, sono sotto gli occhi di tutti, tranne forse di chi guarda la regione dal trentanovesimo piano di Palazzo Lombardia. È chiaro che i problemi dei lombardi, a partire dalla pesante crisi economica, passano in secondo piano”. Con queste parole il capogruppo del Pd in Regione Luca Gaffuri commenta le notizie in merito alla possibile sostituzione di Monica Rizzi all’assessorato allo Sport e ai giovani della Regione Lombardia.

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