Un pensiero per Natale

Auguri Natale 2017

Immagine utilizzata CRW_5340 di Cigumo – licenza CC BY 2.0

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Pizzo Cengalo: la situazione analizzata in Commissione Ambiente

Su mia richiesta, la Commissione Ambiente ha ospitato l’audizione con l’assessore alla Sicurezza e protezione civile, l’assessore al Territorio, urbanistica e difesa del suolo e gli amministratori del territorio di Sondrio in merito alle ripercussioni prodotte dalla frana del Pizzo Cengalo del 23 agosto scorso.
I problemi che la frana ha portato sono sostanzialmente due: da un lato, lo spostamento dei detriti sulla strada ne ha provocato la chiusura praticamente fino a fine novembre, con tutti i disagi del caso per coloro che, frontalieri e non, da lì passano per raggiungere il Canton Grigioni; dall’altro, il materiale che si è riversato nel fiume Mera ha prodotto tali e tanti danni che i pescatori professionisti del lago di Mezzola hanno il timore che non ci sia più vita né riproduzione e si chiedono se sia necessario il ripopolamento.
Ma almeno su questo fronte i tecnici della Regione, che accompagnavano gli assessori, sono stati rassicuranti: nel lago di Mezzola e quindi nell’alto lago di Como non ci sono stati ritrovamenti di pesci morti e, forse, quelli che ci sono si sono stabiliti sul fondo. In ogni caso, la situazione va monitorata per vedere cosa accadrà nei prossimi mesi.
Diverso il discorso per la fruibilità della strada: sul lato grigionese gli amministratori svizzeri hanno deciso di creare una vasca di decantazione, che è stata anche ampliata, che dovrebbe riuscire a impedire all’eventuale frana di bloccare il passaggio per più di qualche giorno. Ma di fatto dal 23 agosto la strada principale è stata riaperta il 24 novembre. Quindi, nell’eventualità, il test è tutto da verificare. Ecco perché ci sembrava importante invitare a questa audizione anche il presidente del Canton Grigioni, con cui c’è un rapporto costante, ma un confronto diretto aiuta sempre. Invece, a dispetto della mia richiesta, questo invito non è stato fatto.

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Sui ristorni la Lega bluffa. A scopo elettorale

La delegata ai rapporti con la Svizzera del presidente Maroni è stata ospite del Pirellino di Como per parlare del nuovo accordo fiscale con la Svizzera. Ma ha dato notizie del tutto infondate e fuorvianti, non si capisce a che scopo, se non per meri motivi elettorali. In particolare, la Lega sta dicendo che i Comuni di frontiera perderanno i ristorni. E lo fa assolutamente senza motivo.
Il consigliere del Ministro per le Politiche fiscali Vieri Ceriani ha sempre assicurato parità di risorse ai Comuni con frontalieri, anche dopo l’accordo fiscale. Che per altro è di là da venire e non è una questione di cui dobbiamo occuparci entro la fine di quest’anno. Quindi, non si capisce perché su questi temi l’assessore si agita tanto, se non perché guarda già al voto.
Eppure, Ceriani lo ha detto persino ai media ticinesi che per ora non si parla di accordo e che quand’anche dovesse entrare in vigore, i ristorni non solo non andranno in fumo, ma nei primi anni saranno in crescita. Il terrorismo che stanno facendo la Lega e l’assessore rischia solo di surriscaldare gli animi di lavoratori che già devono vivere una situazione delicata, oltre confine, e che non è bene sfiduciare. Anzi. Ma il Carroccio pur di raccattare qualche voto non guarda in faccia nessuno.
Piuttosto, durante l’incontro, sono intervenuto e ho sollevato un altro tema importante, quello dei Comuni con meno del 4% di frontalieri, cui non vengono riconosciuti i ristorni che finiscono nelle casse delle Provincie e delle Comunità montane.

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Sanità, ancora un nostro voto contrario

La maggioranza in consiglio regionale ha approvato il quarto provvedimento che interviene sulla revisione del sistema sociosanitario regionale, ossia quello relativo ai rapporti tra Regione e Università, progetto di legge 228 quater, con il nostro voto negativo.
Abbiamo espresso con coerenza un voto contrario perché anche questo provvedimento fa parte di una revisione complessiva del sistema sociosanitario affrontata, come il resto della riforma, in maniera spezzettata e disomogenea che non abbiamo condiviso sin dal 2015. Riconosciamo comunque che questa norma fa un passo avanti perché finalmente dà gambe ad un protocollo del 2008 tra Regione Lombardia e Università che non era mai stato sinora applicato, tuttavia la maggioranza non ha saputo recepire nemmeno gli emendamenti migliorativi proposti dal Pd sul dispositivo, come per esempio l’emendamento che chiedeva una maggiore tutela per gli specializzandi delle professioni mediche.

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Ok all’accordo culturale a cavallo dei confini

Via libera, da parte del consiglio regionale, al progetto di legge di Ratifica della dichiarazione di intenti per la cooperazione culturale nel biennio 2017-2018 tra Regione Lombardia, Repubblica e Cantone Ticino, Cantone Vallese e Fondazione svizzera per la cultura Pro-Helvetia.
È il secondo provvedimento, negli ultimi mesi, che portiamo avanti tra i Cantoni svizzeri e la Lombardia, dopo l’accordo sui trasporti con i Grigioni. Ora tocca a quello davvero interessante per entrambi i lati del confine, sulla collaborazione culturale. Penso sia importante che la Lombardia continui a coltivare i rapporti con i Cantoni per valorizzare la conoscenza reciproca, la peculiarità culturale, per favorire il dialogo e l’integrazione. E proprio perché negli ultimi anni è cresciuta sempre più la tensione a cavallo del confine, soprattutto verso i lavoratori che dalla Lombardia ogni giorno si recano in Ticino, è importante che la Regione mantenga un dialogo costante che possa favorire i territori di frontiera.

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Finalmente la Brughiera Briantea diventerà parco regionale

Sono rimasto molto soddisfatto dell’approvazione, da parte della Giunta regionale, dell’avvio dell’iter del progetto di legge per l’ampliamento dei confini del Parco regionale delle Groane e per l’accorpamento del Plis della Brughiera Briantea. Si tratta di una storia lunga e articolata che ha visto diverse interruzioni e che è cominciata nel lontano 1997 su sollecitazione di alcuni Comuni e del Parco locale di interessa sovracomunale.
Se la prima proposta di legge di iniziativa consiliare per l’istituzione del Parco della Brughiera è infatti del 2000, la seconda di cui sono stato firmatario (il pdl 152/2006) non è mai arrivata a discussione, ma un ordine del giorno del 2009 approvato dal consiglio regionale riportava di attualità la questione nell’VIII Consiliatura. Infine nel 2013, l’assessore regionale all’Ambiente esplicitava le difficoltà a sostenere l’istituzione di un nuovo parco regionale, ma manifestava contemporaneamente la disponibilità a favorire l’accorpamento delle aree oggetto della proposta a un parco regionale già esistente.
Proposto da anni dal Pd, seguito con ardore dal Comitato promotore e da alcuni Comuni del territorio comasco e monzese, il territorio della Brughiera Briantea aspettava, dunque, da 20 anni questo momento. Un primo passo è stato fatto, siamo certi che questa nuova decisione potrà garantire maggiori tutele e valorizzare al meglio le aree interessate, come del resto i 13 Comuni adiacenti chiedono da anni. Ora è importante che l’ampliamento arrivi a termine entro fine della legislatura.

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Regione ascolti i pendolari

I pendolari chiedono una maggiore attenzione e la Regione deve smetterla di prenderli in giro: me ne sono reso conto, per l’ennesima volta, durante l’ultimo presidio organizzato nelle stazioni come Gruppo regionale del Pd. Giovedì 17 novembre, al mattino, ho volantinato nelle stazioni di Como San Giovanni e Como Camerlata: molti dei viaggiatori hanno apprezzato la nostra iniziativa e si sono fermati a parlare con noi, ribadendo che i disagi sono ancora troppo frequenti, soprattutto i ritardi, e che la vita di chi ogni giorno deve muoversi con un treno è piena di imprevisti e di complicazioni.
Il prossimo 22 novembre sono stati convocati dall’assessorato regionale ai Trasporti i tavoli territoriali di quadrante per illustrare le novità riguardanti il prossimo cambio orario di dicembre e per tracciare un bilancio di fine legislatura con qualche accenno a quanto resta da fare nei prossimi anni.
Vediamo se questa volta, contrariamente all’ultima, le voci dei pendolari saranno ascoltate e speriamo che non si tratti solo di una mossa elettorale, ma che finalmente siano riconosciute le criticità di una gestione che non è all’altezza di una regione come la Lombardia.

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Carta sconto benzina, stiamo lavorando

Il Pd, con i suoi parlamentari, è già al lavoro per modificare la proposta sulla carta sconto benzina contenuta nella legge di stabilità. Chi, come l’assessore regionale al Bilancio che fa tanto allarmismo, è stato in Parlamento sa che l’iter è lungo e quindi non serve creare più preoccupazione di quella che già c’è. Ricordo che proprio dal Pd, nel 2015, è arrivato l’emendamento chiave per rendere strutturale il fondo in favore delle Regioni a statuto ordinario confinanti con la Svizzera e non più da ridefinire ogni anno.

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Como si avvicina a Malpensa e Varese

Finalmente da Como si potrà raggiungere direttamente Malpensa in un’ora e 36 minuti: lo abbiamo saputo, in Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione svizzera, che si è tornata a riunire dopo 9 mesi, dalla delegata della Giunta a seguire le questioni elvetiche, che ci ha informato dell’entrata in funzione della linea Arcisate-Stabio.
A partire dal 10 dicembre, anche se i lavori termineranno completamente entro l’anno, sarà possibile raggiungere Varese in soli 41 minuti, e da giugno vi sarà un collegamento diretto con Malpensa, senza i problemi di cambio treno o di traffico che dobbiamo affrontare oggi.
Mi chiedo solo come mai abbiamo dovuto aspettare tutto questo tempo per un tratto di linea che dall’altra parte del confine è terminato da molto. Un ritardo che è ingiustificabile e che Regione Lombardia rischia comunque di scontare sul piano dell’efficienza dei trasporti.

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Linee ferroviarie comasche come un bollettino di guerra

In Commissione Trasporti del consiglio regionale l’assessore si è presentato per rispondere a diverse interrogazioni sulla situazione di grande criticità di alcune direttrici lombarde, tra cui due mie sulla linea Milano–Chiasso-Como e sulla Como-Molteno-Lecco.
Nel primo caso, nei mesi di giugno e luglio la tratta è stata protagonista di gravi situazioni di sicurezza e pericolo, nonché di ripetute soppressioni e forti ritardi, guasti del materiale rotabile e costanti disservizi. In merito, l’assessore ha riportato dati per nulla rassicuranti, confermando che gli indicatori di puntualità della linea sono sotto il requisito minimo richiesto dalla Regione.
Insomma, quello che ci ha presentato sembra più un bollettino di guerra che un servizio ferroviario. Vorrei vedere l’assessore molto più arrabbiato nei confronti di chi effettua un tale servizio che rischia di mandare in tilt una linea di valenza internazionale, Regione Lombardia non può accettare una situazione di questo tipo.
Stesso discorso per la Como-Molteno-Lecco per la quale avevo segnalato un peggioramento consistente della qualità del servizio a partire dal 12 giugno scorso, in concomitanza con il cambio di orario: nonostante la sostituzione di buona parte del materiale rotabile, questa linea ha raggiunto nei mesi estivi il record dei disservizi, soprattutto ritardi e continue soppressioni (tra l’11 e il 28 giugno ben 26).
I dati sono sotto gli occhi di tutti e parlano chiaro: questa linea avrebbe molte potenzialità, ma i continui disservizi non favoriscono certamente la vita dei pendolari. Spero che con una maggiore attenzione da parte di Regione Lombardia, grazie all’introduzione di nuovi mezzi e anche grazie all’apertura dell’Arcisate-Stabio che consentirà una nuova pedemontana ferroviaria, si possa tornare a puntare su questa linea in termini di investimento.

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