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Navigazione: dal territorio deve alzarsi una voce unica e condivisa in difesa del servizio

FILT-CGIL, FIT-CISL e UIL Trasporti Lombardia hanno indetto oggi, 11 aprile, uno sciopero di 8 ore dei lavoratori della Navigazione Laghi per protestare contro i tagli al servizio. Una manifestazione che segue un’iniziativa analoga svolta lo scorso 12 maggio. A Como, al presidio di piazza Cavour, hanno partecipato l’on. Chiara Braga, deputata, Luca Gaffuri, capogruppo PD in Consiglio Regionale, ed il candidato sindaco per le forze di centrosinistra per la città di Como, Mario Lucini.
«I problemi relativi alla Navigazione laghi non sono di facile né di immediata soluzione – ha affermato Gaffuri -. In questo momento è necessario che dal territorio si alzi una voce forte ed univoca che faccia percepire al Governo la gravità della situazione. Credo che si debba proseguire nella proposta lanciata due settimane or sono a Desenzano del Garda da parte del Partito Democratico, ovvero che i Consigli regionali di Piemonte, Lombardia e Veneto, nonché la Provincia autonoma di Trento, affrontino il problema in maniera condivisa ed assumano insieme una posizione chiara sull’attuale situazione in cui versa la navigazione lacuale».
Sventolando diversi striscioni di protesta i lavoratori a Como hanno poi dato vita ad un corteo che si è diretto fino alla Prefettura cittadina. «La navigazione rappresenta un servizio troppo importante per il territorio lombardo – ha sottolineato Gaffuri -, sia per quanto riguarda il trasporto turistico ma anche come mezzo pubblico. Sul lago di Como la bigliettazione di pendolari e studenti supera quota 60% facendo di aliscafi e battelli il principale mezzo di trasporto pubblico della popolazione rivierasca che li preferisce agli autobus ed ai treni sulla sponda orientale».
«La questione Navigazione non riguarda, a livello generale, il persistere di inefficienze o il bisogno di concretizzare ulteriori razionalizzazioni. Si tratta di un servizio importante per il nostro territorio che fornisce, inoltre, prospettive per generare ulteriore occupazione non soltanto nel settore bensì anche per tutto l’indotto. E’ dunque necessario che tutti i territori serviti dai mezzi della Navigazione Laghi abbiano una voce unica e condivisa attraverso la quale difendere il trasporto lacuale».

 

Il video della manifestazione:

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Treno diretto Lecco-Como-Lugano: un progetto fattibile

Una sfida per una mobilità veloce e rispettosa dell’ambiente che permetta ad un numero sempre maggiore di cittadini di utilizzare il treno al posto dell’automobile privata per i loro spostamenti e che può essere vinta attraverso la costituzione di un apposito Comitato che possa supportare questo progetto di fronte alle istituzioni, in primo luogo Regione Lombardia. E’ con questi auspici che si è chiuso ieri, giovedì 12 aprile, l’incontro pubblico sulla Pedemontana ferroviaria briantea: “Diretto Lecco-Cantù-Lugano: sfida per la Brianza” ospitato dal salone dei Convegni di piazza Marconi a Cantù. La serata è stata ben introdotta dai consiglieri regionali Luca Gaffuri e Carlo Spreafico che da anni si battono per una nuova valorizzazione del collegamento tra i due capoluoghi sulle sponde del Lario: «La linea ferroviaria Como-Lecco ha tutte le possibilità di diventare un collegamento “vincente” per muoversi tra i paesi della Brianza ed i capoluoghi posti agli estremi del lago – ha sottolineato il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri -. L’introduzione dei nuovi convogli “Besanino” è stato un fatto decisamente positivo. Ora l’obiettivo deve essere quello di creare da un lato un treno diretto che, fermandosi solo in determinate stazioni strategiche come Molteno, Merone, Cantù e Como dove avvengono interscambi con altre direttrici, può servire l’utenza fino al cuore del Canton Ticino con lo scopo di favorire gli spostamenti dei lavoratori frontalieri ma anche dei semplici cittadini in direzione di Varese e dell’aeroporto di Milano Malpensa una volta ultimata la riattazione sulla direttrice Mendrisio-Stabio. In secondo luogo occorre intervenire sull’orario, ampliando il numero di corse così da rendere i treni su questa linea mezzi di trasporto autenticamente concorrenziali con l’auto privata. In modo particolare introducento un convoglio ogni 30 minuti nelle ore di punta e ogni ora nelle altre fasce orarie, studiando in modo particolare coincidenze con i treni della direttrice Milano-Erba alla stazione di Merone. Inoltre bisogna migliorare lo stato delle stazioni che, nella quasi totalità delle infrastrutture, risultano fatiscenti».
«L’idea del collegamento Lecco-Como-Lugano non è semplice propaganda elettorale bensì un progetto concreto e fattibile – è stato invece il pensiero del Consigliere Segretario del parlamento lombardo Carlo Spreafico -. E’ un tassello importante nel lavoro di relazioni interfrontaliere col Canton Ticino su temi infrastrutturali di comune interesse per lo sviluppo delle nostre economie. E’ interesse comune che si realizzi un collegamento tra Lecco, la parte orientale del territorio lariano e bassa Valtellina con la Svizzera attraverso quello che noi chiamiamo “Pedemontana ferroviaria” e loro “Treno Regio”. Il rischio è che questa area sia costretta a continuare a passare da Milano per andare in Europa, risultando però emarginata dai nuovi assi di collegamento continentale. Ci sono le condizioni per realizzare la pedemontana ferroviaria in tempi rapidi ed a costi accessibili anche utilizzando la nuova società costituita tra Trenord e Tilo. Il territorio deve essere il principale motore di questa strategia che punta ad aprire la nostra area e il mercato del lavoro alle opportunità del Ticino”.
Durante l’incontro è stata proiettata la simulazione virtuale del viaggio ferroviario da Lecco a Lugano per dimostrare, anche visiamente, le potenzialità di una linea che attualmente sono notevolmente superiori rispetto a quanto si creda. Per questo sono stati portati alcuni esempi di linee in disuso riattivate con successo come la ferrovia della Val Venosta e la Lucera-Foggia. Alcune dimostrazioni pratiche sono state esposte da Mauro Porcelli, esperto cui è stato affidato l’incarico di approfondire questi temi: «Con alcuni piccoli miglioramenti infrastrutturali è già fin d’ora possibile riuscire ad abbassare i tempi di percorrenza lungo la direttrice Como-Lecco e renderla ancora più concorrenziale con l’auto privata, i cui costi sono sempre più evidenti in termini economici e di tempo. Un collegamento quanto mai necessario anche in direzione Svizzera perché con il completamento del sistema Alptransit oltreconfine si vuole disincentivare l’utilizzo all’auto privata». Porcelli ha poi lanciato una seconda idea: creare un collegamento suburbano tra Como e Cantù: «Corse ogni 30 minuti che possono portare un cittadino in pieno centro a Como in soli 18 minuti contro l’oltre mezz’ora che ci vuole in auto e non nelle ore di punta. Il tutto sistemando la stazione di Cantù. E se poi trovasse concretizzazione un progetto per il ripristino del cosiddetto collegamento “Radetzky” tra le stazioni Trenitalia di Albate Camerlata e FNM di Como Camerlata, questi convogli potrebbero raggiungere addirittura in poco più di 20 minuti anche le stazioni di Como Borghi e Como Lago sfruttando la linea delle Ferrovie Nord».
Le opportunità di mobilità canturina sono state ampiamente commentate da Angelo Pagani, candidato sindaco per il PD alle prossime elezioni amministrative del centro brianzolo: «Uno degli obiettivi del mio mandato amministrativo vuole essere quello di dare ai cittadini la possibilità di prendere nuovamente in mano le redini della città, ovvero di poter assicurare una mobilità rispettosa dell’ambiente e di chi ci vive. Questo collegamento veloce con Como è uno degli concreti strumenti per conseguire questo risultato, valorizzando spazi e strutture già presenti ma cadute in disuso. Usando una metafora non dobbiamo inventare l’acqua calda, visto che la ferrovia c’è già, ma soltanto riscaldare dell’acqua che col tempo è diventata fredda».
Sul tema della Pedemontana Ferroviaria i consiglieri Gaffuri e Spreafico hanno poi preannunciato la presentazione, a partire dal prossimo mese di giugno, di un libro dedicato alle vicende che hanno caratterizzato questi anni di discussioni sul rilancio della linea ferroviaria Como-Lecco che conterrà anche diversi accenni storici ed un’analisi accurata di tutte le stazioni presenti lungo il suo percorso di 42 chilometri.

 

Il collegamento al video della serata: http://youtu.be/cZRSu35d1OY

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Riassetto razionale delle sedi giudiziarie

Il Decreto Crescitalia prevede la costituzione di Tribunali delle imprese esclusivamente nei capoluoghi dei distretti della Corte d’Appello; a questi tribunali verranno assegnate ampie competenze in materia di rapporti societari, sottratte, a loro volta, alle sezioni dei tribunali locali che attualmente se ne occupano.

Questa mattina, la deputata del Pd Chiara Braga ed il capogruppo regionale del Pd Luca Gaffuri hanno incontrato, presso il Tribunale di Como, il Consiglio degli avvocati comaschi, accogliendo l’invito rivolto dall’Ordine a tutti i parlamentari e consiglieri regionali lariani per discutere alcune questioni legate all’esercizio della professione e al funzionamento della giustizia e, in particolare, proprio all’istituzione del Tribunale delle Imprese.

“Ho molto apprezzato lo spirito costruttivo dell’incontro e mi dispiace che, alla fine e al netto delle giustificazioni di ciascuno, nessuno degli altri colleghi parlamentari e consiglieri regionali era presente – ha detto l’on. Chiara Braga – . Il rischio di soppressione delle sedi distaccate di Cantù, Erba e Menaggio è frutto della manovra Berlusconi di agosto, votata da Lega e Pdl su cui, invece, il Pd aveva espresso molte criticità anche in sede di discussione parlamentare. Nonostante questo ci siamo già attivati oltre un mese fa anche a livello locale, impegnando con una mozione la Provincia ad attivarsi, in raccordo con i Comuni, per contribuire a definire un riassetto razionale delle sedi giudiziarie e cercare di salvaguardare almeno la presenza dei Giudici di pace, partendo da un’attenta valutazione dei dati di efficacia e dei costi di funzionamento”.

“Riguardo all’istituzione del Tribunale delle Imprese abbiamo preso atto delle preoccupazioni espresse dall’Ordine degli Avvocati, conseguenti al trasferimento presso le sole sedi di Milano e Brescia di molte competenze legate alle attività d’impresa, per il rischio di appesantimento anziché di maggiore efficienza per gli stessi utenti e per le ricadute non solo sull’attività di avvocatura, ma anche di tutta una serie di attività professionali connesse e radicate sul territorio” dicono Gaffuri e Braga.

“Personalmente – continua la Braga – mi sono impegnata ad approfondire e condividere anche nel rapporto con il Governo la questione, tenendo conto del fatto che la ricerca di una maggiore efficienza della giustizia civile, assolutamente necessaria per il nostro Paese, non può passare attraverso decisioni non ponderate e concordate con chi opera in un settore così importante per cittadini e imprese e che rischia soprattutto di penalizzare i giovani che oggi entrano nel mondo delle professioni. Inoltre – conclude l’onorevole – abbiamo affrontato il tema delicato della governance delle società di professionisti, che si intreccia con la riforma dell’ordinamento professionale oggi “bloccata” in Parlamento; l’auspicio, condiviso, è che queste importanti leggi di riforma possano riprendere il loro cammino e affrontare così, in maniera compiuta, molti punti problematici oggi rimasti aperti”.

“Per una regione come la Lombardia, per presenza quantitativa di imprese, è necessario che si mantenga la competenza sulle imprese ai tribunali – dice Gaffuri – il rischio è infatti che aumentino i costi per le imprese sia in termini di tempo sottratto al lavoro che in termini economici. Ulteriore rischio è il rallentamento dei processi che renderebbe meno competitiva l’economia lombarda”.

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Frontalieri: intervenire per sbloccare i ristorni

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una mozione in cui si chiede il blocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri e di avviare una forma di cooperazione con la Svizzera in materia fiscale. La mozione urgente, bipartisan, impegna il presidente Formigoni “ad attivarsi nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri affinché addivenga, in un quadro europeo e in tempi rapidi, alla conclusione della trattativa con il Consiglio federale elvetico in merito alla cooperazione in materia fiscale e al conseguente sblocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri a favore dei Comuni interessati delle province di Como, Varese, e Sondrio”. Inoltre, aggiunge Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, “abbiamo chiesto a Formigoni di provvedere, nelle more di questa trattativa internazionale, ad anticipare, in tempi brevi, alle amministrazioni comunali gli importi dei ristorni monetari bloccati dall’autorità elvetica”. La mozione aggiunge l’impegno a “intervenire nella competente sede giudiziaria per ottenere il rispetto da parte dell’autorità elvetica dell’accordo internazionale sottoscritto da Roma e Berna nel 1974 in questa materia e a chiedere il risarcimento o l’indennità pecuniaria a titolo di riparazione per il danno subito a causa della violazione della Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati, commessa dal Consiglio di Stato del Canton Ticino entro il termine utile del giugno 2012”.

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Trenord investa sulla Como-Lecco

«Un impegno di Trenord per potenziare la linea Como-Lecco è quanto mai opportuno. La domanda di trasporto c’è. Piuttosto sembra manchi la voglia di intervenire su un’infrastruttura già esistente». Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene dopo l’ennesimo disservizio relativo alla linea ferroviaria tra i due capoluoghi di provincia sulle sponde del Lario. «Visto lo stato di congestionamento da traffico delle nostre strade è assurdo che non si migliorino i collegamenti via ferro nella nostra Provincia. Sarebbe semplice creare corse che permettano di spostarsi comodamente tra Erba, Cantù e Como eppure la linea Como-Lecco rimane ai margini del trasporto ferroviario del nostro territorio con convogli vecchi, perennemente in ritardo, inattiva i giorni festivi e con i pochi coraggiosi utenti che non riescono nemmeno ad ottenere il bonus previsto da Trenord per le linee che superano frequentemente gli standard di puntualità. Tutto questo deve finire anche perché è il territorio che lo chiede. Occorre riqualificare la “Pedemontana ferroviaria” tra Como e Lecco per favorire gli spostamenti delle persone con il treno e studiare l’integrazione tariffaria con la linea FNM Milano-Asso visto che la stazione di Merone è servita dai convogli delle due tratte mettendo fine allo scandalo dell’impossibilità di dover fare un biglietto via Seveso-Camnago per andare fino a Como o viceversa. Lunedì prossimo, 27 febbraio, la direzione mobilità di Regione Lombardia ha convocato alle 17 l’associazione dei pendolari per esaminare le problematiche della linea ferroviaria Como-Lecco. Invito coloro che possono ad intervenire ed a raccontare la propria esperienza e i disservizi»

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Nuovo piano casa: legge utile per pochi

Ieri, in Commissione V Infrastrutture e Mobilità, è stato approvato il progetto di legge regionale dal titolo “Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente” che recepisce le indicazioni del Piano Casa nazionale varato dal precedente governo. Il testo, composto da 16 articoli, modifica la legge urbanistica regionale 12/2005 e nasce con l’intento di rilanciare il settore edile, incentivare il recupero edilizio per evitare ulteriore consumo di suolo e l’housing sociale. Dopo quattro mesi di discussione il provvedimento, pronto per essere portato in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, ha subito fino all’ultimo importanti modifiche.

Il PD ha votato contro il progetto di legge; Luca Gaffuri, consigliere regionale del PD, spiega il perché. “E’ una legge utile per pochi – dichiara Gaffuri – anche se meno dannosa rispetto a come era stata presentata dalla Giunta. Restano tutt’ora fortissimi dubbi su punti essenziali dell’articolato. La maggioranza, stamattina, ha fatto un passo indietro sulla questione dei sottotetti, reintroducendo il limite temporale dei cinque anni ma si consente di superare le altezze fino ad un massimo di un metro e mezzo esautorando così i comuni da ogni tipo di controllo sulla crescita del tessuto urbano”. Quanto alla questione dei parcheggi sotterranei, l’articolo 9, nonostante le critiche del PD sul rischio idrogeologico, permette di derogare alle norme che limitano l’impermeabilizzazione del suolo per la realizzazione di autorimesse interrate negli stabili realizzati prima del 7 aprile 1989: per Gaffuri si tratta di “una vera e propria deregulation con pericolose conseguenze sul sistema di smaltimento delle acque piovane dei comuni, ne va della sicurezza stessa dei cittadini”.

Un altro articolo molto discusso è il 15 che prevede che nei comuni sopra i 15000 abitanti siano le giunte comunali ad approvare  e adottare i piani attuativi conformi agli strumenti urbanistici vigenti e non più, come prevede la legge urbanistica regionale, i consigli esautorandoli di fatto dalla pianificazione urbana. “Se il problema è il rispetto dei tempi di attuazione – denuncia Gaffuri – non si risolverà sicuramente estromettendo i consigli comunali dall’approvazione dei piani attuativi. Così facendo si renderà meno trasparente il procedimento urbanistico rischiando al contrario di allungare i tempi burocratici che la giustizia ordinaria richiede nel caso di un ricorso al Tar”.

Gaffuri esprime forte perplessità anche sull’articolo 4 relativo all’ampliamento di fabbricati destinati ad attività industriale, artigianale e ricettiva: “Secondo questo articolo – denuncia Gaffuri – in tempi troppo ristretti, entro il 30 aprile 2012, gli interessati possono presentare domanda di ampliamento con la possibilità di ingrandire fino ad un massimo di 500 metri quadri i fabbricati a destinazione industriale e artigianale e 200  metri quadri nel caso di alberghi, dando inoltre la possibilità per quest’ultimi di derogarli in altezza fino a quattro metri”.

Il vero cruccio per il PD rimane l’articolo 5 che riconosce un premio volumetrico a chi, recuperando immobili esistenti, realizza alloggi per l’affitto a canone moderato convenzionato o residenze universitarie: principio in parte vanificato con gli emendamenti della maggioranza che prevedono un premio volumetrico superiore (35%) a chi realizza immobili di pregio rispetto a chi realizza alloggi a canone moderato e sociale (20%) e che premia in maniera differenziata l’operatore privato rispetto al pubblico. “In tempi di crisi e in mancanza di fondi – spiega Gaffuri –  la legge riconosce un premio volumetrico a chi trasforma edifici esistenti in residenze in affitto a costi contenuti. Nella riscrittura si riduce di molto la portata innovativa della legge: nella formulazione ultima risulta inefficace e introduce una discriminazione tra il privato e il pubblico”.  

Il PD è riuscito comunque a far apportare modifiche importanti al testo. “Abbiamo messo a segno due punti importanti – dichiara soddisfatto Gaffuri -: innanzitutto con un nostro emendamento abbiamo corretto l’articolo 4 che consentiva di poter demolire e ricostruire gli edifici senza rispettare il vincolo di sagoma compromettendo l’equilibrio urbanistico delle zone interessate. Con la nuova formulazione si limita la modifica alla sagoma solo se necessari per armonizzare l’edificio con il contesto. Inoltre abbiamo fatto si che gli immobili di terziario in disuso possano essere trasformati in residenza destinando il 20% ad edilizia residenziale sociale: in questo modo si aumenta l’offerta abitativa, senza ulteriore consumo di suolo” .

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Trasporti: Ticino in orario, Lombardia ferma al palo dalla ferrovia ai battelli

Svizzera come sempre in perfetto orario sulla tabella di marcia dei progetti di trasporto pubblico e infrastrutturali. Italia all’anno zero. Sono queste le conclusioni a cui è giunto oggi, giovedì 16 febbraio 2012, Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, durante l’incontro a Lugano tra l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio della Repubblica e Canton Ticino, per parlare, appunto, di mobilità.

Punto per punto, Gaffuri ha fatto presente i problemi e chiesto delucidazioni agli amministratori ticinesi e ai loro funzionari: “Ho notato che il Canton Ticino ha una prudenza che desta preoccupazione sul quadruplicamento ferroviario verso Seregno. E d’altra parte la prima a frenare sul progetto è stata proprio la Giunta regionale lombarda. Però il rischio è che si vada al collasso perché non è solo una linea per le merci, ma anche per i passeggeri”.

Un rischio che corrono anche strade e autostrade in quanto, ha detto poi Gaffuri, “mentre la Svizzera arriva in orario sui poli logistici, l’interporto, le gallerie di base, l’Italia è all’anno zero. Con un intervento mastodontico alle porte: i lavori nel San Gottardo che porteranno alla chiusura del passaggio tra le Alpi per 900 giorni. Un problema che non sa nemmeno la Svizzera come affrontare”.

In Lombardia, e più precisamente sulla linea di Como, “non si è riusciti nemmeno a realizzare correttamente un park&rail, un parcheggio di interscambio, nella stazione di Albate-Camerlata – ha ricordato il capogruppo Pd –. La soluzione temporanea ha visto un investimento di 20mila euro e il risultato è che oggi si parcheggia sui marciapiedi. Oltre tutto è una linea che può fare quasi le funzioni di metro tramvia, ma non viene assolutamente pubblicizzata”.

D’accordo anche Marco Borradori, consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento del territorio, secondo il quale se non si riesce a finalizzare con strutture al passo con i tempi, questi sono interventi inutili.

“Fortunatamente – ha aggiunto Gaffuri in tono evidentemente polemico – a Como si va al voto tra un paio di mesi e spero che i futuri amministratori siano più illuminati. Inoltre, vengono chiuse le Province: nel caso di Como, risultava un ente davvero inutile, visto che non si è mai occupata del problema, e in questo modo la questione passa in capo alla Regione”.

Gaffuri ha poi chiesto lumi sulla possibilità di estendere la linea da Lugano a Lecco, passando per la cosiddetta Pedemontana ferroviaria. Ma su questo i tecnici ticinesi hanno risposto che dipende dalla Lombardia, considerato anche il fatto che servirebbero delle locomotive a trazione diesel, in quanto la linea non è elettrificata.

Altro tema di rilievo toccato durante l’incontro, è stato la navigazione lacuale: “L’ex Ministro Tremonti ha tagliato 13 milioni di euro e da allora non ci sono state più novità – ha spiegato Gaffuri –. D’altra parte, se la soluzione è la regionalizzazione del servizio, la questione diventa complessa perché riguarda anche altre regioni, come Piemonte, Veneto e Trentino. Ma qualcosa bisogna pensare: i ticinesi sono molto interessati alla navigazione lacuale in chiave turistica e hanno sottolineato l’esigenza di trovare una soluzione in vista dell’inizio di stagione, altrimenti ne risentiranno anche loro”.

Gaffuri ha chiesto, infine, l’interesse del Canton Ticino per la tratta di navigazione Porlezza-Lugano, che trasporta una media di 3500 persone: “Il ministro ticinese Borradori ha risposto che il Governo sta facendo una valutazione e che sono seriamente interessati al servizio”.

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Villa Erba: da mesi chiediamo che il parco venga aperto al pubblico

«L’attenzione riservata dal tema in questi ultimi giorni non è altro che la conferma di una cosa che andiamo dicendo da mesi: Villa Erba è un bene da preservare ed il suo parco va aperto e reso usufruibile al pubblico in toto, non circoscrivendolo alla sola passeggiata a lago». Luca Gaffuri,  capogruppo del PD in Consiglio Regionale, torna sul futuro di parte del parco di Villa Erba a Cernobbio dopo la vasta eco che hanno suscitato i risultati della raccolta firma promossa dal Comitato Villa Erba Aperta che ha ottenuto in poco tempo ben 3.000 adesioni provenienti da tutto il mondo. «Il Sindaco Saladini ha promesso solo la riapertura della passeggiata a lago, di cui si parla dalla fine degli anni ’80. Io resto fermamente convinto che, salvo quando si svolgono eventi, tutto il parco di Villa Erba debba essere fruibile da parte dei cittadini così come lo sono gli spazi verdi che circondano le ville in tutta Europa. Non vedo perché a Cernobbio ci si debba comportare diversamente dato anche che la concessione del 7 luglio 1986, che ha sancito la nascita di “Villa Erba Spa” prevedeva l’uso pubblico del parco e dell’ex galoppatoio addirittura anche quando non sono in corso eventi».

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Discarica di Mozzate: lettera alla Giunta e tavolo coordinato da Arpa

Una lettera di raccomandazione da inviare al più presto alla Giunta contenente tutte le informazioni comunicate nel corso delle due audizioni, cui hanno partecipato il Comitato Mozzatese Salute e Ambiente nonché le istituzioni locali (Amministrazione Comunale, Provincia di Como), dedicate alla richiesta di variante relativa alla discarica di rifiuti di Mozzate e che in particolare sottolinei l’impegno preso da Arpa di aprire un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati dalla vicenda. E’ questo quanto deciso quest’oggi all’unanimità dai membri della VI Commissione regionale “Ambiente” nel corso di una seduta in cui si è tornati a parlare del progetto di ampliamento della discarica attiva nel paese comasco. L’auspicio è che la Giunta regionale faccia tesoro di quanto le verrà comunicato al fine di prendere una decisione sull’annosa questione anche in considerazione che il Consiglio Regionale, in passato, ha approvato due Ordini del Giorno dedicati alla difficile situazione ambientale del Mozzatese ed alla necessità di procedere ad un’opera di risanamento del territorio. «Un primo risultato è stato raggiunto – sottolineano i consiglieri del PD, Luca Gaffuri e Giuseppe Civati -. Ora è nostra intenzione vigilare sull’operato della Giunta mentre chiediamo che venga svolto anche un sopralluogo a Mozzate da parte dei componenti della Commissione “Ambiente”».

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Casate: soddisfazione per la decisione del Consiglio Comunale di Como di dedicare l’impianto a Gosetto e Luraghi

«Sono soddisfatto che il Consiglio Comunale di Como abbia approvato la mozione di dedicare lo stadio del ghiaccio di Casate a Stefano Gosetto ed Alfredo Luraghi, due giocatori che hanno vestito per anni la casacca dell’HC Como nel 40° anniversario di partecipazione della compagine hockeyistica cittadina ad un campionato di questa appassionante disciplina sportiva, proposta che avevo lanciato la scorsa estate». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, ha accolto quindi favorevolmente il voto avvenuto la scorsa settimana a Como. «In questo modo verranno ricordati due giovani che, scomparsi prematuramente, hanno iniziato a pattinare proprio in quello stadio al centro delle discussioni in questo periodo per le note vicende relative ai rumori emessi e che potrebbe portare alla sua chiusura. Due giovani che hanno perso la vita in circostanze tragiche ed ai quali l’affetto del pubblico e degli stessi ex compagni di squadra non è mai venuto meno». Stefano Gosetto è scomparso nel 1985 in un incidente stradale. Abitava a meno di 50 metri in linea d’aria dallo stadio di Casate ed insieme ai cosiddetti “ragazzi di via Orazio” ha scritto le prime pagine dell’hockey Como a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80. Imprese sportive culminate, nella primavera del 1984, con la prima storica promozione della compagine biancoblu in serie A. Alla sua memoria, da oltre vent’anni, un torneo giovanile porta il suo nome e rappresenta il momento conclusivo della stagione hockeyistica comasca. Inoltre, in sua memoria, è stato ritirato il numero “5″, il suo numero, dalla squadra. Alfredo Luraghi, invece, è stato il portiere degli anni ’90 dell’HC Como che, dopo la parentesi della proprietà della Mediolanum Sport, ha permesso agli azzurri di scrivere nuove entusiasmanti pagine di sport contribuendo alla seconda partecipazione degli azzurri in massima serie. Luraghi è scomparso in circostante tragiche, per un malore improvviso, nel 2008. «Credo che dedicare lo stadio del ghiaccio a questi due giovani che amavano lo sport e questa struttura, dove hanno trascorso parte della loro vita lasciando ricordi indelebili nella memoria di chi li ha conosciuti – conclude Gaffuri -, sia un gesto di particolare attenzione e di riconoscenza da parte di una città che troppo spesso si dimentica del valore e dell’importanza sociale che ricopre lo sport».

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