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Navigazione: dal territorio deve alzarsi una voce unica e condivisa in difesa del servizio

FILT-CGIL, FIT-CISL e UIL Trasporti Lombardia hanno indetto oggi, 11 aprile, uno sciopero di 8 ore dei lavoratori della Navigazione Laghi per protestare contro i tagli al servizio. Una manifestazione che segue un’iniziativa analoga svolta lo scorso 12 maggio. A Como, al presidio di piazza Cavour, hanno partecipato l’on. Chiara Braga, deputata, Luca Gaffuri, capogruppo PD in Consiglio Regionale, ed il candidato sindaco per le forze di centrosinistra per la città di Como, Mario Lucini.
«I problemi relativi alla Navigazione laghi non sono di facile né di immediata soluzione – ha affermato Gaffuri -. In questo momento è necessario che dal territorio si alzi una voce forte ed univoca che faccia percepire al Governo la gravità della situazione. Credo che si debba proseguire nella proposta lanciata due settimane or sono a Desenzano del Garda da parte del Partito Democratico, ovvero che i Consigli regionali di Piemonte, Lombardia e Veneto, nonché la Provincia autonoma di Trento, affrontino il problema in maniera condivisa ed assumano insieme una posizione chiara sull’attuale situazione in cui versa la navigazione lacuale».
Sventolando diversi striscioni di protesta i lavoratori a Como hanno poi dato vita ad un corteo che si è diretto fino alla Prefettura cittadina. «La navigazione rappresenta un servizio troppo importante per il territorio lombardo – ha sottolineato Gaffuri -, sia per quanto riguarda il trasporto turistico ma anche come mezzo pubblico. Sul lago di Como la bigliettazione di pendolari e studenti supera quota 60% facendo di aliscafi e battelli il principale mezzo di trasporto pubblico della popolazione rivierasca che li preferisce agli autobus ed ai treni sulla sponda orientale».
«La questione Navigazione non riguarda, a livello generale, il persistere di inefficienze o il bisogno di concretizzare ulteriori razionalizzazioni. Si tratta di un servizio importante per il nostro territorio che fornisce, inoltre, prospettive per generare ulteriore occupazione non soltanto nel settore bensì anche per tutto l’indotto. E’ dunque necessario che tutti i territori serviti dai mezzi della Navigazione Laghi abbiano una voce unica e condivisa attraverso la quale difendere il trasporto lacuale».

 

Il video della manifestazione:

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Navigazione Lago di Como: i Comuni rivieraschi non devono arrendersi all’attuale situazione del trasporto lacuale

La decisione del sindaco di Menaggio Alberto Bobba di respingere, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale di lunedì scorso, la mozione presentata dalla minoranza con la quale veniva richiesto di prendere posizione nei confronti dello stato di crisi della Navigazione Laghi non manca di suscitare perplessità da parte di Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, che da anni si occupa dei problemi che affliggono la gestione di battelli e aliscafi. «La presa di posizione da parte del sindaco Bobba e della sua maggioranza – ha commentato Gaffuri – denota una mancanza di interesse nei confronti dei pendolari e degli studenti che ogni giorno utilizzano i mezzi della Navigazione Laghi. Ancora più incomprensibile appare la mancanza di volontà da parte di un comune importante come Menaggio di porsi a capo di una battaglia per un servizio che è anche fonte di sviluppo economico per tutto il Centro Lago. Infatti l’obiettivo finale deve essere di arrivare alla regionalizzazione del servizio che porterebbe ad uno sviluppo positivo per il territorio, per ciò che concerne la mobilità di persone e merci, in particolare laddove l’accesso viabilistico è insufficiente». Gaffuri non manca di sottolineare come non bisogna rassegnarsi allo stato di fatto per ciò che concerne l’attuale situazione in cui versa la Navigazione Laghi: «Sicuramente le rassicurazioni date non più di un mese fa da parte del senatore Butti sulla copertura del disavanzo non hanno visto finora concretizzazione, ma non per questo i nostri comuni devono arrendersi a una situazione che deve essere necessariamente modificata».

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Collegamento Como-Cantù: proposta seria, fondata e che si inserisce con quanto è già allo studio

Con riferimento alla nota polemica diLavori in Corso, a firma di Vincenzo Latorraca, pubblicata quest’oggi da un quotidiano locale relativamente “all’irrealizzabilità del collegamento ferroviario Lecco-Cantù-Lugano”, con al presente, i consiglieri regionali del Partito Democratico Luca Gaffuri e Carlo Spreafico, promotori del convegno “Diretto LeccoCantù-Lugano” che si è svolto giovedì corso a Cantù, vogliono innanzitutto sottolineare che il 22 novembre 2011 il Consiglio regionale ha votato positivamente un Ordine del giorno presentato in occasione dell’approvazione al bilancio di previsione 2012 relativo al miglioramento delle relazioni di trasporto passeggeri sulla linea ferroviaria Como – Lecco, da anni tema al centro delle proposte politiche dei due rappresentanti dei territori interessati. Il documento, nello specifico, impegna la Giunta a vagliare la possibilità di estendere le corse di questa linea fino al Canton Ticino. “L’ ordine del giorno – dichiara Luca Gaffuri – rappresenta un ulteriore decisivo passo in avanti nell’ottica della valorizzazione della linea ferroviaria Como – Lecco e apre alla possibilità di estendere le corse fino al Canton Ticino consentendo di sviluppare l’offerta di collegamenti tra Chiasso, Como e Lecco. Il Consiglio regionale, approvandolo, ha sposato questa linea ed ha impegnato la Giunta a “bruciare i tempi”, anticipando quanto sottoscritto lo scorso 25 novembre con il Canton Ticino e arrivando il prima possibile ad individuare le giuste soluzioni per aumentare i convogli sulla linea ferroviaria dell’alta Brianza e ad estenderle alle località ticinesi fino a Lugano”. Un impegno che potrebbe costituire un ulteriore tappa nel cammino iniziato nel 2008 tra Canton Ticino e Regione Lombardia con la sottoscrizione dell’Accordo Operativo che impegnava le due istituzioni a sviluppare un’offerta integrata di servizi di trasporto ferroviario coordinato: “Tra Como e Bellinzona dal 2008 – sottolinea Gaffuri- sono attivi i collegamenti TILO con corse ogni mezz’ora e dal 2014, con l’apertura della linea Varese-Mendrisio, il comasco avrà un nuovo collegamento con la Svizzera e con l’aeroporto di Malpensa. Inoltre si tratta di una direttrice che consente di sfruttare nuove possibilità occupazionali in questo momento di crisi ed un valido mezzo di trasporto per il frontalierato nonché per il traffico merci tra Brianza e Europa sfruttando, in seguito, i nuovi collegamenti Alptransit”.

“Non è, quindi, di un progetto da “libro dei sogni” – conclude Gaffuri – ma uno stimolo anche affinché anche quanto promosso dal comune di Como e dal Politecnico di Milano del 2003 non continui a rimanere nel cassetto dove si trova da nove anni (!) ma diventi realtà. Dopo tutto le potenzialità del collegamento suburbano Cantù-Como sono state ben esposte nel convegno e nel dibattito tra i numerosi partecipanti, dove sono stati offerti anche spunti tecnici interessanti condivisi anche da pendolari e utenti del treno presenti. Evidentemente è più comodo rimanere a casa e scrivere comunicati leggendo solo il titolo di un incontro nei diversi social network. La logica e il buon senso, invece, insegnano come prima bisognerebbe partecipare e poi criticare”.

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Treno diretto Lecco-Como-Lugano: un progetto fattibile

Una sfida per una mobilità veloce e rispettosa dell’ambiente che permetta ad un numero sempre maggiore di cittadini di utilizzare il treno al posto dell’automobile privata per i loro spostamenti e che può essere vinta attraverso la costituzione di un apposito Comitato che possa supportare questo progetto di fronte alle istituzioni, in primo luogo Regione Lombardia. E’ con questi auspici che si è chiuso ieri, giovedì 12 aprile, l’incontro pubblico sulla Pedemontana ferroviaria briantea: “Diretto Lecco-Cantù-Lugano: sfida per la Brianza” ospitato dal salone dei Convegni di piazza Marconi a Cantù. La serata è stata ben introdotta dai consiglieri regionali Luca Gaffuri e Carlo Spreafico che da anni si battono per una nuova valorizzazione del collegamento tra i due capoluoghi sulle sponde del Lario: «La linea ferroviaria Como-Lecco ha tutte le possibilità di diventare un collegamento “vincente” per muoversi tra i paesi della Brianza ed i capoluoghi posti agli estremi del lago – ha sottolineato il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri -. L’introduzione dei nuovi convogli “Besanino” è stato un fatto decisamente positivo. Ora l’obiettivo deve essere quello di creare da un lato un treno diretto che, fermandosi solo in determinate stazioni strategiche come Molteno, Merone, Cantù e Como dove avvengono interscambi con altre direttrici, può servire l’utenza fino al cuore del Canton Ticino con lo scopo di favorire gli spostamenti dei lavoratori frontalieri ma anche dei semplici cittadini in direzione di Varese e dell’aeroporto di Milano Malpensa una volta ultimata la riattazione sulla direttrice Mendrisio-Stabio. In secondo luogo occorre intervenire sull’orario, ampliando il numero di corse così da rendere i treni su questa linea mezzi di trasporto autenticamente concorrenziali con l’auto privata. In modo particolare introducento un convoglio ogni 30 minuti nelle ore di punta e ogni ora nelle altre fasce orarie, studiando in modo particolare coincidenze con i treni della direttrice Milano-Erba alla stazione di Merone. Inoltre bisogna migliorare lo stato delle stazioni che, nella quasi totalità delle infrastrutture, risultano fatiscenti».
«L’idea del collegamento Lecco-Como-Lugano non è semplice propaganda elettorale bensì un progetto concreto e fattibile – è stato invece il pensiero del Consigliere Segretario del parlamento lombardo Carlo Spreafico -. E’ un tassello importante nel lavoro di relazioni interfrontaliere col Canton Ticino su temi infrastrutturali di comune interesse per lo sviluppo delle nostre economie. E’ interesse comune che si realizzi un collegamento tra Lecco, la parte orientale del territorio lariano e bassa Valtellina con la Svizzera attraverso quello che noi chiamiamo “Pedemontana ferroviaria” e loro “Treno Regio”. Il rischio è che questa area sia costretta a continuare a passare da Milano per andare in Europa, risultando però emarginata dai nuovi assi di collegamento continentale. Ci sono le condizioni per realizzare la pedemontana ferroviaria in tempi rapidi ed a costi accessibili anche utilizzando la nuova società costituita tra Trenord e Tilo. Il territorio deve essere il principale motore di questa strategia che punta ad aprire la nostra area e il mercato del lavoro alle opportunità del Ticino”.
Durante l’incontro è stata proiettata la simulazione virtuale del viaggio ferroviario da Lecco a Lugano per dimostrare, anche visiamente, le potenzialità di una linea che attualmente sono notevolmente superiori rispetto a quanto si creda. Per questo sono stati portati alcuni esempi di linee in disuso riattivate con successo come la ferrovia della Val Venosta e la Lucera-Foggia. Alcune dimostrazioni pratiche sono state esposte da Mauro Porcelli, esperto cui è stato affidato l’incarico di approfondire questi temi: «Con alcuni piccoli miglioramenti infrastrutturali è già fin d’ora possibile riuscire ad abbassare i tempi di percorrenza lungo la direttrice Como-Lecco e renderla ancora più concorrenziale con l’auto privata, i cui costi sono sempre più evidenti in termini economici e di tempo. Un collegamento quanto mai necessario anche in direzione Svizzera perché con il completamento del sistema Alptransit oltreconfine si vuole disincentivare l’utilizzo all’auto privata». Porcelli ha poi lanciato una seconda idea: creare un collegamento suburbano tra Como e Cantù: «Corse ogni 30 minuti che possono portare un cittadino in pieno centro a Como in soli 18 minuti contro l’oltre mezz’ora che ci vuole in auto e non nelle ore di punta. Il tutto sistemando la stazione di Cantù. E se poi trovasse concretizzazione un progetto per il ripristino del cosiddetto collegamento “Radetzky” tra le stazioni Trenitalia di Albate Camerlata e FNM di Como Camerlata, questi convogli potrebbero raggiungere addirittura in poco più di 20 minuti anche le stazioni di Como Borghi e Como Lago sfruttando la linea delle Ferrovie Nord».
Le opportunità di mobilità canturina sono state ampiamente commentate da Angelo Pagani, candidato sindaco per il PD alle prossime elezioni amministrative del centro brianzolo: «Uno degli obiettivi del mio mandato amministrativo vuole essere quello di dare ai cittadini la possibilità di prendere nuovamente in mano le redini della città, ovvero di poter assicurare una mobilità rispettosa dell’ambiente e di chi ci vive. Questo collegamento veloce con Como è uno degli concreti strumenti per conseguire questo risultato, valorizzando spazi e strutture già presenti ma cadute in disuso. Usando una metafora non dobbiamo inventare l’acqua calda, visto che la ferrovia c’è già, ma soltanto riscaldare dell’acqua che col tempo è diventata fredda».
Sul tema della Pedemontana Ferroviaria i consiglieri Gaffuri e Spreafico hanno poi preannunciato la presentazione, a partire dal prossimo mese di giugno, di un libro dedicato alle vicende che hanno caratterizzato questi anni di discussioni sul rilancio della linea ferroviaria Como-Lecco che conterrà anche diversi accenni storici ed un’analisi accurata di tutte le stazioni presenti lungo il suo percorso di 42 chilometri.

 

Il collegamento al video della serata: http://youtu.be/cZRSu35d1OY

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Diretto Lecco-Cantù-Lugano: sfida per la Brianza

Giovedì 12 aprile 2012, alle 21, nel Salone dei Convegni di piazza Marconi 1, a Cantù, si terrà l’incontro pubblico sul tema della Pedemontana ferroviaria briantea dal titolo “Diretto Lecco-Cantù-Lugano: sfida per la Brianza”.
Saranno presenti Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Carlo Spreafico, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza regionale, Mauro Porcelli, rappresentante della Cgil, Salvatore Bordonaro, delegato delle Ferrovie del Gargano, Antonio Pagani, candidato sindaco di Cantù. Sarà presente Margherita Moioli dell’Ordine degli architetti di Como.
Durante l’incontro sarà proiettata la simulazione virtuale del viaggio ferroviario da Lecco a Lugano. L’obiettivo della serata è, infatti, quello di sollecitare una volta di più, e come sta facendo da tempo il Partito democratico, l’interesse verso una linea, la Pedemontana ferroviaria, che ha molto più potenzialità di quelle che si stanno sfruttando. Un primo passo è stato fatto con i nuovi convogli, adesso, secondo il Pd, bisogna risistemare le stazioni e soprattutto rivedere l’orario, non solo per il trasporto locale, ma anche nell’ambito della potenziale via di collegamento tra la Brianza e il Ticino, per mettere in comune le opportunità economiche e occupazionali da una parte all’altra della frontiera.

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Successo dell’operazione volantinaggio alla stazione di Lomazzo

Oltre 500 volantini sono stati distribuiti all’alba a pendolari e studenti: un’iniziativa promossa dai rappresentanti della sezione locale del PD coordinati dal capogruppo in Consiglio Regionale Luca Gaffuri per denunciare lo stato dei lavori per l’ammodernamento della stazione ferroviaria di Lomazzo. La vicenda è ormai nota: qualche settimana fa FerrovieNord ha concluso l’intervento di innalzamento parziale della banchina al fine di agevolare l’accesso ai nuovi convogli ferroviari. Un lavoro, però, eseguito parzialmente che sta comportando più disagi che benefici agli utenti del servizio ferroviario.
“FerrovieNord deve concludere quanto finora ha realizzato in modo parziale – commenta Luca Gaffuri – Tantissime persone ci hanno infatti confermato il loro disappunto per lavori richiesti da anni ed eseguiti in modo insufficiente. Ad esempio, nel periodo di nostra permanenza alla stazione di Lomazzo, tre convogli diretti a Como si sono fermati ben oltre il tratto di banchina rialzato, costringendo gli utenti alle note fatiche per scendere dai treni stessi”.
“I lavori a Lomazzo vanno conclusi al più presto e nella loro interezza – dichiara Mauro Porcelli, rappresentante del Circolo PD di Lomazzo. L’intervento finora è stato eseguito senza alcun criterio complessivo ed ha comportato addirittura la creazione di vere e proprie barriere architettoniche. Questo di certo non agevola le persone con difficoltà di movimento o in carrozzella (ad esempio il famoso gradino nei pressi del passaggio a livello denunciato sabato scorso in conferenza stampa). Inoltre a rendere ancora più preoccupati gli utilizzatori del treno sono le voci sempre più insistenti che vedrebbero il Comune di Lomazzo intenzionato ad introdurre la sosta a pagamento. Ulteriori costi per pendolari e studenti, che vanno ad aggiungersi ai rincari delle tariffe ferroviarie decise da Regione Lombardia lo scorso anno, cui non corrisponde un miglioramento del servizio, in questo caso per ciò che riguarda la stazione”.
Ma i disagi strutturali rilevati dagli esponenti del PD non sono certo conclusi: “Della tanto sospirata pensilina che consentirebbe di aspettare il treno in direzione Milano senza sottostare alle intemperie, non vi è traccia – sottolinea Lucia Gallo, esponente del gruppo giovanile del PD – Inoltre il parziale intervento eseguito da FerrovieNord ha comportato una nuova sgradita novità: sotto la pensilina in muratura del binario 1, quello su cui transitano i convogli diretti a Como, a causa dell’innalzamento della banchina in quel tratto, sono scomparsi i posti a sedere che, ovviamente, non si è pensato di ripristinare”.

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Trasporto pubblico locale: finalmente una buona riforma

E’ stato approvato all’unanimità in Consiglio regionale l’articolato che disciplina il settore del trasporto pubblico in Lombardia: “È un buon provvedimento” secondo il capogruppo del Pd Luca Gaffuri che sottolinea la portata del documento che “favorirà la mobilità sostenibile e promuoverà un sistema di governance su aree vaste”.

“Questa è la prima legge di riforma del sistema del trasporto pubblico locale – dichiara l’esponente del Pd – che arriva in forte ritardo rispetto alle richieste pervenute dal territorio. La responsabilità politica è da imputare esclusivamente a Formigoni che in 17 anni non ha colto la necessità di rinnovare un sistema nevralgico come quello del trasporto regionale”.

“Il testo approvato è il frutto di un lavoro condiviso – spiega il consigliere -: rispetto alla formulazione della Giunta, sono state apportate modifiche importanti e  migliorie tecniche. Sono stati accolti nostri emendamenti che correggono punti essenziali dell’articolato. Innanzitutto è stato ridotto il numero dei bacini da sette a cinque: Como farà parte del bacino nord, che comprende anche Lecco, Varese e Sondrio. È una rivoluzione nella gestione del trasporto pubblico che migliorerà notevolmente la programmazione su area vasta del servizio e porterà importanti benefici economici e per la mobilità. Un’altra novità riguarda la decisione di trasformare le stazioni ferroviarie in punti di snodo per la mobilità sostenibile: si favorirà così lo scambio ferro-gomma creando le condizioni per una intermodalità diffusa”.

La legge prevede il coinvolgimento in prima persona degli utenti: “Nella definizione dei contratti di servizio – aggiunge Gaffuri – dovranno essere coinvolte per la prima volta in forma obbligatoria le associazioni dei consumatori e i comitati dei pendolari”.

“La legge da sola non è sufficiente a risolvere le problematiche legate ai disservizi, per questo motivo – conclude – il PD ha presentato un ordine del giorno, votato in Consiglio all’unanimità, che chiede alla Giunta di reperire maggiori risorse da destinare al trasporto pubblico locale”.

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Stazione FNM Lomazzo: i lavori vanno conclusi!

Completare e migliorare i lavori che Ferrovie Nord ha promosso, dopo anni di richieste da parte dei pendolari, presso la alla stazione ferroviaria di Lomazzo. Interventi, come detto, attesi da tempo ma realizzati in modo imparziale e che attualmente rischiano di creare più disagi che benefici agli utilizzatori del treno. “Occorre che Ferrovie Nord completi quanto ha iniziato e non lasci la stazione di Lomazzo nelle condizioni attuali”. E’ con questo auspicio che il capogruppo in Consiglio Regionale del PD, Luca Gaffuri, ha visitato quest’oggi la stazione ferroviaria di Lomazzo, la più importante sulla tratta Milano Cardona-Como Lago tra Como e Saronno e dove si fermano anche i convogli diretti. La stazione è stata oggetto di alcuni lavori che si sono conclusi due settimane fa. In modo particolare l’intervento ha riguardato l’innalzamento di parte delle banchine al fine di favorire l’accesso ai nuovi treni TSR portando i marciapiedi agli stessi livelli delle porte dei convogli: “I lavori attesi da anni e richiesti dagli stessi pendolari non sono completi – ha sottolineato Gaffuri -. Le richieste avanzate prevedevano l’innalzamento della banchina in tutta la sua interezza e la realizzazione di una pensilina. A tutt’oggi la banchina è stata alzata solo parzialmente e della banchina, invece, non v’è traccia. Lavori incompleti, quindi, che creano più disagi che benefici perché, ad esempio, le persone che hanno difficoltà di mobilità devono per forza stare attente a salire sulle prime o sulle ultime carrozze nella stazione di partenza, confidando che a Lomazzo il treno si fermi accanto alla banchina più alta. Le ultime carrozze dei convogli per Milano, ad esempio, si fermano oltre la nuova banchina”. Gaffuri ha sottolineato, inoltre, la presenza di altri disagi in stazione cui non è messa mano come la mancanza di scivoli o di ausili che consentano alle carrozzine di accedere agevolmente al binario 2, quello per Como, senza attraversare i binari. In questo momento, infatti, i sottopassi non prevedono alcun macchinario per agevolare le persone in carrozzina. All’incontro ha preso parte anche il sindacalista Mauro Porcelli (CGIL) che da anni si occupa di trasporti pubblici: “Questi lavori erano richiesti ma sono stati eseguiti in modo incompleto. Noi chiediamo che l’intera banchina venga alzata e che si provveda ad effettuare altri miglioramenti come realizzare la tettoia, così che si possa aspettare il treno lungo tutta la banchina senza sottostare alle intemperie, che venga ripristinata l’obliteratrice sul binario 2 per Como e che si realizzino nuovi accessi che favoriscano la mobilità delle persone in carrozzina sullo stesso binario”.

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Riforma trasporto pubblico: elementi positivi ma la legge non convince

E’ stata approvata ieri nel tardo pomeriggio in commissione Territorio e mobilità del Consiglio regionale la legge di riforma del trasporto pubblico locale. Le maggiori novità sono la creazione di cinque agenzie formate dagli enti locali all’interno di altrettanti bacini del trasporto regionale all’interno dei quali i servizi saranno gestiti uniformemente. Il Pd, dopo aver ottenuto l’approvazione di alcuni emendamenti qualificanti si è astenuto.
“Il nostro progetto – spiegano i consiglieri regionali del Pd Luca Gaffuri e Stefano Tosi – prevedeva una ripartizione in tre grandi bacini, con agenzie più forti e autonome, con maggior capacità di programmazione. Tuttavia la legge licenziata ieri, anche grazie all’accoglimento di nostre proposte di modifica, va nella direzione da noi condivisa, seppure con troppe limitazioni. Un buon passo in avanti è stata la riduzione dei bacini da sette a cinque, con l’accorpamento delle province di Varese, Lecco, Como e Sondrio da un lato, di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia dall’altra. Non è stata condivisa dall’assessore e dalla maggioranza la nostra proposta di arrivare a tre. Sono rimaste quindi da sole Bergamo, che noi chiedevamo di accorpare all’area montana, e Brescia, che avremmo voluto aggregare con il bacino, il quinto, di Cremona e Mantova”.
“Altri aspetti positivi – aggiungono gli esponenti del Pd – sono che le aziende avranno l’obbligo di rispondere ai reclami dei cittadini entro trenta giorni e che le stazioni ferroviarie dovranno diventare luoghi di riferimento della mobilità sostenibile con lo scambio ferro – gomma – ciclabili – mezzo privato. Dovranno prevedere, insomma, l’intermodalità, e in un prossimo futuro anche le biglietterie potranno essere unificate”.
I punti non condivisi dal PD, oltre a quanto detto sopra, sono invece, tra gli altri, il mancato riconoscimento della futura area metropolitana e la limitazione delle competenze delle agenzie alla sola gomma, mentre i consiglieri democratici avevano chiesto che nel programma di bacino rientrasse anche il servizio ferroviario.
Il provvedimento andrà in Consiglio il 27 e il Pd ripresenterà gli emendamenti che la maggioranza ha ieri respinto.
“L’obiettivo del Pd – concludono Gaffuri e Tosi – è ottenere una vera legge di riforma del trasporto pubblico locale che incentivi sempre più la mobilità sostenibile e che cambi il modello di sviluppo che la Regione ha promosso negli ultimi due decenni”.

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Nuovi treni sulla linea Como-Lecco: prima vittoria dopo anni di lavoro

“Finalmente qualcosa sta cambiando sulla linea ferroviaria Como-Lecco. L’entrata in servizio dei nuovi convogli “Besanino” confidiamo possa essere il primo passo verso un effettivo rilancio di questo collegamento che può risultare la “carta vincente” per la mobilità della direttrice Lecco-Erba-Cantù-Como nei confronti di un traffico automobilistico ormai al collasso”. Da anni impegnati nel cercare di dare visibilità e restituire importanza ad una linea ferroviaria dimenticata, Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, e il collega Carlo Spreafico sono soddisfatti della decisione di Trenord di introdurre lungo il tragitto tra Como San Giovanni e Molteno i nuovi convogli “Besanino”. “Una decisione che sicuramente renderà più agevole e confortevole il viaggio dei pendolari, magari inducendo qualcuno che oggi prende l’automobile per raggiungere Como o le sue stazioni, a preferire il treno. Questi convogli, infatti, oltre che belli e comodi, sono anche rispettosi dell’ambiente per ciò che concerne le emissioni e viaggiare con loro può comportare un risparmio anche economico per gli utenti che eviterebbero di utilizzare l’autovettura privata rimanendo sempre più spesso incolonnati per tanti minuti con evidente consumo di tempo e spese per il carburante che, ogni giorno che passa, sono sempre più care”. Ma l’avvio del servizio con i nuovi convogli non rappresenta certo un punto di arrivo nella battaglia intrapresa da Luca Gaffuri e Carlo Spreafico sulla valorizzazione della direttrice Como-Lecco: “Occorre intervenire sull’orario, ampliando il numero di corse così da rendere i treni su questa linea mezzi di trasporto autenticamente concorrenziali con l’auto privata. In modo particolare introducento un convoglio ogni 30 minuti nelle ore di punta e ogni ora nelle altre fasce orarie, studiando in modo particolare coincidenze con i treni della direttrice Milano-Erba alla stazione di Merone. Inoltre bisogna migliorare lo stato delle stazioni che, nella quasi totalità delle infrastrutture, risultano fatiscenti”. Sulla linea ferroviaria Como-Lecco, e sulle sua possibilità di diventare un collegamento “vincente” per muoversi tra i paesi della Brianza ed i capoluoghi posti agli estremi del lago il prossimo 12 aprile Luca Gaffuri e Carlo Spreafico, dedicheranno un convegno di approfondimento che sarà organizzato ad Erba.

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