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Arcisate-Stabio, primo giorno flop

Il primo giorno in cui la linea che porta da Como a Varese, attraverso Mendrisio, ovvero la nuova Arcisate-Stabio, è entrata a pieno regime, con pendolari, frontalieri, orario pieno, ha già mostrato la corda: 57 minuti di ritardo per il treno delle 7.07, in partenza da Albate-Camerlata che si è guastato e ha innescato poi una catena di problemi. Due treni successivi, attorno alle 9, sono stati, poi, cancellati, sia in arrivo da Varese che in partenza da Albate-Camerlata.
La domenica, appena entrato in servizio, non ci sono stati problemi, ma erano anche molto pochi i passeggeri e non certo con l’urgenza di un giorno di lavoro. Perciò, il vero “battesimo” era lunedì ed è stato un flop. A questo punto conviene prendere il servizio di trasporto pubblico su gomma che collega Como con Varese, perché a fronte di un risparmio di tempo ipotetico di 20 minuti, finisce che invece ci si guadagna.
Inoltre, a far propendere ancora i pendolari per autobus e corriere potrebbe essere anche il costo: il biglietto del treno, complice il fatto che si interseca con le politiche dei prezzi del trasporto pubblico del Canton Ticino, costa 6,40-6,80 euro, a seconda della fermata della città da cui si parte, mentre quello dell’autobus varia da 3,40 a 3,70 euro. Sul fronte degli abbonamenti, si passa da un range di 107-113 euro a 79-86. È evidente che per i pendolari si tratta di differenze sostanziali. Forse Regione Lombardia deve rivedere qualcosa, perché in questo modo l’attesa novità dell’Arcisate-Stabio rischia di essere inutile.

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Frontalieri: il centrodestra li lascia allo sbando

Siamo alla fine della legislatura e l’amministrazione regionale di centrodestra non ha trovato nemmeno una soluzione per il problema dei frontalieri. La Commissione speciale rapporti Lombardia Confederazione elvetica ha perso man mano la sua forza e lo stesso motivo di esistere. Era necessario tenere aperte le porte con i nostri vicini. Bisognava analizzare bene le questioni aperte e trovare loro una soluzione. Ad esempio, uno dei temi che più fanno arrabbiare i ticinesi è quello del traffico. E giustamente, a ben vedere: purtroppo 60mila persone che entrano ogni giorno in un territorio tutto sommato contenuto e probabilmente ciascuna con la propria auto, non sono certo un bene per l’ambiente. Una soluzione c’era e si poteva cominciare a percorrerla, ma il centrodestra, Lega in testa, non ne ha voluto sapere.
Avevo presentato un emendamento al bilancio di previsione 2018-2020 in cui chiedevo intanto di provvedere al finanziamento per lo sviluppo almeno per l’area dell’Olgiatese, dove molti frontalieri vivono, di progetti di trasporto pubblico transfrontaliero. Dopo l’apertura dell’Arcisate-Stabio, è fondamentale investire sul trasporto pubblico dei territori di frontiera comaschi. Inoltre, si poteva studiare l’agevolazione di forme innovative, quello che si chiama car pooling, per la mobilità condivisa di questi lavoratori.
Non erano somme impossibili: si trattava di aumentare di 300mila euro lo stanziamento per i trasporti pubblici, ma il centrodestra ha preferito lasciare la situazione com’è. Non lamentiamoci poi, però, se siamo nel mirino della politica ticinese.

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Regione ascolti i pendolari

I pendolari chiedono una maggiore attenzione e la Regione deve smetterla di prenderli in giro: me ne sono reso conto, per l’ennesima volta, durante l’ultimo presidio organizzato nelle stazioni come Gruppo regionale del Pd. Giovedì 17 novembre, al mattino, ho volantinato nelle stazioni di Como San Giovanni e Como Camerlata: molti dei viaggiatori hanno apprezzato la nostra iniziativa e si sono fermati a parlare con noi, ribadendo che i disagi sono ancora troppo frequenti, soprattutto i ritardi, e che la vita di chi ogni giorno deve muoversi con un treno è piena di imprevisti e di complicazioni.
Il prossimo 22 novembre sono stati convocati dall’assessorato regionale ai Trasporti i tavoli territoriali di quadrante per illustrare le novità riguardanti il prossimo cambio orario di dicembre e per tracciare un bilancio di fine legislatura con qualche accenno a quanto resta da fare nei prossimi anni.
Vediamo se questa volta, contrariamente all’ultima, le voci dei pendolari saranno ascoltate e speriamo che non si tratti solo di una mossa elettorale, ma che finalmente siano riconosciute le criticità di una gestione che non è all’altezza di una regione come la Lombardia.

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Carta sconto benzina, stiamo lavorando

Il Pd, con i suoi parlamentari, è già al lavoro per modificare la proposta sulla carta sconto benzina contenuta nella legge di stabilità. Chi, come l’assessore regionale al Bilancio che fa tanto allarmismo, è stato in Parlamento sa che l’iter è lungo e quindi non serve creare più preoccupazione di quella che già c’è. Ricordo che proprio dal Pd, nel 2015, è arrivato l’emendamento chiave per rendere strutturale il fondo in favore delle Regioni a statuto ordinario confinanti con la Svizzera e non più da ridefinire ogni anno.

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Como si avvicina a Malpensa e Varese

Finalmente da Como si potrà raggiungere direttamente Malpensa in un’ora e 36 minuti: lo abbiamo saputo, in Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione svizzera, che si è tornata a riunire dopo 9 mesi, dalla delegata della Giunta a seguire le questioni elvetiche, che ci ha informato dell’entrata in funzione della linea Arcisate-Stabio.
A partire dal 10 dicembre, anche se i lavori termineranno completamente entro l’anno, sarà possibile raggiungere Varese in soli 41 minuti, e da giugno vi sarà un collegamento diretto con Malpensa, senza i problemi di cambio treno o di traffico che dobbiamo affrontare oggi.
Mi chiedo solo come mai abbiamo dovuto aspettare tutto questo tempo per un tratto di linea che dall’altra parte del confine è terminato da molto. Un ritardo che è ingiustificabile e che Regione Lombardia rischia comunque di scontare sul piano dell’efficienza dei trasporti.

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Linee ferroviarie comasche come un bollettino di guerra

In Commissione Trasporti del consiglio regionale l’assessore si è presentato per rispondere a diverse interrogazioni sulla situazione di grande criticità di alcune direttrici lombarde, tra cui due mie sulla linea Milano–Chiasso-Como e sulla Como-Molteno-Lecco.
Nel primo caso, nei mesi di giugno e luglio la tratta è stata protagonista di gravi situazioni di sicurezza e pericolo, nonché di ripetute soppressioni e forti ritardi, guasti del materiale rotabile e costanti disservizi. In merito, l’assessore ha riportato dati per nulla rassicuranti, confermando che gli indicatori di puntualità della linea sono sotto il requisito minimo richiesto dalla Regione.
Insomma, quello che ci ha presentato sembra più un bollettino di guerra che un servizio ferroviario. Vorrei vedere l’assessore molto più arrabbiato nei confronti di chi effettua un tale servizio che rischia di mandare in tilt una linea di valenza internazionale, Regione Lombardia non può accettare una situazione di questo tipo.
Stesso discorso per la Como-Molteno-Lecco per la quale avevo segnalato un peggioramento consistente della qualità del servizio a partire dal 12 giugno scorso, in concomitanza con il cambio di orario: nonostante la sostituzione di buona parte del materiale rotabile, questa linea ha raggiunto nei mesi estivi il record dei disservizi, soprattutto ritardi e continue soppressioni (tra l’11 e il 28 giugno ben 26).
I dati sono sotto gli occhi di tutti e parlano chiaro: questa linea avrebbe molte potenzialità, ma i continui disservizi non favoriscono certamente la vita dei pendolari. Spero che con una maggiore attenzione da parte di Regione Lombardia, grazie all’introduzione di nuovi mezzi e anche grazie all’apertura dell’Arcisate-Stabio che consentirà una nuova pedemontana ferroviaria, si possa tornare a puntare su questa linea in termini di investimento.

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La Commissione speciale con la Svizzera è sparita nel nulla

Dal Canton Ticino i giornalisti chiedono informazioni sulla seduta che dovrebbe veder riunita la Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica con la sua ex presidente, ora assessore regionale. E io che sono segretario di quella Commissione non ne so assolutamente nulla.
Mi chiedo che senso abbia tenere in vita un organismo che non si riunisce da mesi, esattamente da fine marzo, quando abbiamo ricambiato, dopo anni, la visita al Gran consiglio a Bellinzona. Un’occasione per mettere sul piatto i molti temi ancora aperti, ma che nel nostro caso è rimasta totalmente in sospeso.
E gli argomenti, appunto, non solo non mancano, ma crescono di mese in mese: se le questioni legate ai frontalieri e alla posizione della politica ticinese nei loro confronti è sempre in cima all’agenda, ricordo che i progetti sul trasporto ferroviario rimangono aperti: dovremmo verificare il rispetto del cronoprogramma dell’Arcisate-Stabio, ma vorremmo saperne di più anche sulla Milano-Chiasso e sugli interventi nella stazione svizzera.
Quest’estate si è aggiunta la vicenda della frana del Pizzo Cengalo che, sebbene sia più legata al Canton Grigioni, ha necessità di essere affrontata in Commissione speciale, visto interessa le nostre popolazioni e il traffico frontaliero in quella zona. Sempre sul fronte delle novità, la Giunta regionale ha approvato un progetto di legge di legge di ratifica relativo alla cooperazione culturale tra Regione Lombardia, i Cantoni Ticino e Vallese e la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, che dovrebbe passare in consiglio regionale, ma non è stata per ora calendarizzata. E naturalmente, men che meno, è previsto se ne parli in Commissione.
Da segretario ho più volte sollecitato, via lettera, il presidente della Speciale a convocare almeno una seduta e reitererò l’invito. Non mi resta che incrociare le dita e attendere.

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Maroni, ora ci aspettiamo la tangenziale gratis

“Nessun segnale di vita” è il commento con cui ho iniziato la mia dichiarazione, sul giornale La Provincia di Como di martedì 17 ottobre, sugli impegni presi da Regione Lombardia con i comaschi a proposito della tangenziale. E dico chiaramente di non aver registrato passi in avanti sull’argomento tangenziale di Como e sull’abolizione del pedaggio prevista dal 1 gennaio prossimo.
Non ci sono aggiornamenti, nonostante sia un obiettivo fondamentale per Como e tutta la provincia. Da anni lo stiamo perseguendo, dimostrando che la scelta di portare a pagamento il primo lotto della tangenziale non va bene. Dobbiamo eliminare il pedaggio, rendere gratis la strada. I numeri degli utenti che a oggi utilizzano il tratto autostradale sono ancora irrisori, il peso dell’opera è stato sorretto dal pubblico, i  benefici per cittadini e territorio tardano a vedersi.
Perciò, ci aspettiamo che Roberto Maroni sia di parola e che dal primo gennaio del 2018 la tangenziale sia effettivamente gratuita, così come ha promesso a più riprese. Per ora, in questi mesi, ancora non abbiamo visto una foglia muoversi. Immagino non sia affatto facile, ma ci contiamo perché per il nostro territorio è una questione troppo importante.

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Turismo sul Lario: i soldi ci sono, ma il Comune rischia di perdere quelli dei giardini a lago

Si è parlato di turismo sul lago di Como, a Palazzo Lombardia, a Milano, durante un incontro che affrontava appunto le prospettive di sviluppo turistico del Lario. Due sono le linee di intervento individuate dalla Regione ed elaborate dal Comune di Como, per un investimento totale di 1.226.094 euro, di cui 591.094 di cofinanziamento regionale e 635.000 di cofinanziamento comunale. La prima riguarda l’infrastrutturazione e prevede un forte investimento sull’area dei giardini a lago con l’avvio della riqualificazione, che aumenterà l’attrattività e la sicurezza dell’area, l’illuminazione pubblica, la razionalizzazione delle aree verdi per le quali è previsto un layout rinnovato. Si affiancheranno a questi interventi una serie di investimenti tecnologici quali l’estensione della rete wi-fi pubblica, federata a quella regionale, e il potenziamento del sito visitcomo.eu oltre alla creazione di una nuova App gratuita.
Tutto bene? Non proprio, a giudicare dalle notizie apparse in questi giorni sui media comaschi: pare, infatti, che il Comune di Como tergiversi sul finanziamento concordato con Regione Lombardia che riqualifica i giardini a lago e questo può comportare la perdita dell’intero finanziamento.
Sarebbe un errore madornale, considerato che la seconda linea di intervento punta sulla promozione turistica che si caratterizza per la stretta collaborazione con Explora, finalizzata a generare un’immagine unitaria delle capitali d’arte della Lombardia, mettendo a sistema il patrimonio delle singole destinazioni e valorizzando al contempo le specificità e le identità territoriali. L’obiettivo è di cambiare in meglio la percezione collettiva di Como attraverso strumenti e iniziative di comunicazione innovative.
Il totale complessivo del cofinanziamento regionale – legato all’iniziativa “L’anno del turismo e le capitali d’arte – Progetto Cult City”, gestito da Giunta e Unioncamere Lombardia – è ripartito in 402.559 euro per le spese di infrastrutturazione e in 188.535 euro per le spese legate alla promozione turistica.
In generale, mi sembra positiva la volontà, emersa durante l’incontro, di individuare un soggetto unitario, la cui forma giuridica verrà individuata nelle prossime settimane, per il coordinamento delle politiche di sviluppo e di comunicazione del lago di Como. Quello che, invece, assieme al collega di Lecco abbiamo chiesto è una maggiore integrazione tra il trasporto e il turismo, a partire dallo sviluppo della linea Lecco-Como, che già conta pochissime corse e in orari poco affini alle esigenze dei turisti, soprattutto la domenica, e di prestare attenzione non solo al turismo lacuale, ma anche a quello del comparto montano.

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Lombardia-Grigioni: abbiamo ratificato senza cabotaggio e integrazione tariffaria

In consiglio regionale abbiamo dato l’ok alla ratifica dell’intesa tra la Regione Lombardia, la Provincia di Sondrio e il Canton Grigioni per lo sviluppo del traffico pubblico regionale e transfrontaliero e della sua componente turistica.
È un accordo importante per quanto riguarda la mobilità, sia per chi si reca da una parte all’altra del confine per motivi di lavoro, sia per lo sviluppo turistico di questi territori. Ed è un’istanza che avevo portato a Poschiavo, nell’incontro di qualche tempo fa. Ritengo, infatti, fondamentale l’attività di dialogo che c’è stata in questi anni. Ed è altrettanto importante che il monitoraggio degli accordi presi sia portato avanti con continuità.
Tuttavia, mancano degli aspetti non secondari al rapporto di buon vicinato che si sta instaurando con i Grigioni: non sappiamo ancora nulla a proposito della questione del cabotaggio, che coinvolge Lombardia, Canton Ticino e Canton Grigioni. Inoltre, il tema dell’integrazione tariffaria diventa centrale se vogliamo agevolare il trasporto pubblico.
Parlando in Aula sul tema, ho espresso rammarico anche per il fatto che ancora una volta, all’incontro con i Grigioni, Regione Lombardia non è arrivata puntuale: avendo rinviato la seduta di consiglio, l’accordo che abbiamo approvato solo dopo non era ancora operativo. Ma sarebbe stato meglio portare alla riunione l’intesa già ratificata. Non solo: mi sono detto anche molto stupito che l’argomento non sia stato trattato nella Commissione speciale, nata a inizio legislatura proprio con il compito di affrontare le problematiche a cavallo del confine. Invece, l’ultima volta che ci siamo visti era il 29 marzo, quando abbiamo incontrato i nostri omologhi ticinesi a Bellinzona. Forse, a fine legislatura sarà necessario interrogarsi sull’opportunità di mantenere questa e altre commissioni speciali attivate.

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