Archivi categoria: Economia e lavoro

Legge Harlem: siamo stati buoni profeti

“Siamo stati buoni profeti nel dire che la legge Harlem sarebbe stata impugnata. Era una norma bandiera, voluta dalla Lega per dare un segnale di vitalità al proprio elettorato che però, come spesso capita, finiva per ostacolare la libera concorrenza e le attività commerciali. La legge, detta anche la Maullu – Orsatti, ha avuto l’epilogo che noi avevamo già previsto: durante la discussione in Aula avevamo chiesto una pregiudiziale di anticostituzionalità ma la maggioranza, in forza alla debolezza che contraddistingue la Giunta di Formigoni, ha sacrificato la necessità di sostenere davvero il commercio con una legge iniqua e inutile”.
Con queste parole il capogruppo in Consiglio Regionale del PD, Luca Gaffuri, ed il consigliere regionale del Pd Ariana Cavicchioli commenta la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare alla Corte Costituzionale la legge Harlem voluta fortemente dalla Lega e votata in Consiglio regionale nella seduta del 14 febbraio scorso.

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Pedemontana ferroviaria ed Expo

Due incontri pubblici per parlare con i territori di temi caldi come il trasporto pubblico locale e l’Expo. E’ la nuova iniziativa, nell’ambito delle attività del progetto “Sempre connessi con i lombardi”, del Gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale.

Il primo incontro si tiene giovedì 12 aprile 2012, alle 21, nel Salone dei Convegni di piazza Marconi 1, a Cantù, e il tema è la Pedemontana ferroviaria briantea. Alla serata sul “Diretto Lecco-Cantù-Lugano: sfida per la Brianza” saranno presenti Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Carlo Spreafico, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza regionale, Mauro Porcelli, Giancarlo Cagliani, Salvatore Bordonaro, delegato delle Ferrovie del Gargano, Antonio Pagani, candidato sindaco di Cantù. Sarà presente Margherita Mojoli dell’Ordine degli architetti di Como.
Durante l’incontro sarà proiettata la simulazione virtuale del viaggio ferroviario da Lecco a Lugano. L’obiettivo della serata è, infatti, quello di sollecitare una volta di più, e come sta facendo da tempo il Partito democratico, l’interesse verso una linea, la Pedemontana ferroviaria, che ha molte più potenzialità di quelle che si stanno sfruttando. Un primo passo è stato fatto con i nuovi convogli, adesso, secondo il Pd, bisogna risistemare le stazioni e soprattutto rivedere l’orario, non solo per il trasporto locale, ma anche nell’ambito della potenziale via di collegamento tra la Brianza e il Ticino, per mettere in comune le opportunità economiche e occupazionali da una parte all’altra della frontiera.

Il secondo appuntamento è per la sera dopo, venerdì 13 aprile 2012, alle 21, in sala Isacchi, alla Rsa Cà Prina, in piazza Prina 1, a Erba, dove si parlerà di “Generiamo lavoro con l’Expo: sfida per la Brianza”. Saranno presenti Fabio Marazzi, consigliere d’amministrazione di Expo 2015 Spa, Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Carlo Spreafico, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza regionale, Alessandro Alfieri, consigliere regionale e vicesegretario del Pd, Michele Spagnuolo, candidato sindaco di Erba. L’obiettivo dell’incontro è capire come il grande evento dell’Expo 2015 possa portare benefici, risultati e soprattutto lavoro in tutte le aree della Lombardia, in particolare in quelle che sono a ridosso del luogo dove l’esposizione mondiale si tiene. La Brianza e le sue potenzialità sono, quindi, chiamati a essere in prima fila in questa sfida per rendere l’evento una vera occasione di sviluppo e ritorno sul territorio.

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CresciLombardia: una legge vetrina per la Giunta

Approvata in Consiglio regionale la legge cosiddetta CresciLombardia che avrebbe dovuto essere il provvedimento per avviare una rivoluzione nello sviluppo e nella crescita regionale. “In realtà questa legge è molto fumo e poco arrosto – attacca il segretario regionale del Pd Maurizio Martina – Si tratta invece di un provvedimento omnibus, disorganico e confuso che risponde più all’esigenza della Giunta e della maggioranza di propagandare un’effimera efficienza piuttosto che a quella di affrontare realmente i nodi per sostenere la crescita in una Regione in cui la disoccupazione non è mai stata così alta da 10 anni a questa parte e il grande tema decisivo e cruciale resta quello del lavoro”.
Alle critiche che il presidente Formigoni ha rivolto alle opposizioni, e in modo particolare al Pd, risponde il capogruppo Luca Gaffuri: “Formigoni si chieda per quali ragioni tutte le forze di minoranza, Udc compresa, hanno votato contro il suo provvedimento”.

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Esodati: la Regione faccia valere le ragioni di una soluzione necessaria e possibile

Il Consiglio regionale della Lombardia prende posizione sulla questione degli esodati, ovvero quei lavoratori, si stima siano 50mila in Lombardia, che in accordo con le loro aziende hanno concordato l’uscita anticipata dal mondo del lavoro e ora si trovano, per effetto della recente riforma, senza più lavoro e senza l’età per andare in pensione. È infatti stata approvata in serata una mozione urgente del Pd, e poi una analoga della Lega, con cui si chiede alla Regione di sostenere presso il Governo la necessità di trovare una soluzione al problema.
“Con i provvedimenti assunti dal Governo per salvare i conti – spiega Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale – si è creato un vuoto pericoloso che si traduce in una questione molto seria, che mette in difficoltà famiglie e persone. Il Consiglio regionale ha dato un segnale importante, ma ora occorre che la Lombardia, insieme alle altre Regioni, nelle prossime ore, che sono cruciali, faccia valere presso il Governo le ragioni di una soluzione necessaria e possibile”.

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Ristorni: non si strumentalizzi la Comunità Regio Insubrica

“Occorre che la Comunità di lavoro Regio-Insubrica recuperi la sua autentica missione, ossia quella di favorire e approfondire tematiche che riguardano lo sviluppo dei territori di confine e non venga invece strumentalizzata da parte di esponenti politici della Lega dei Ticinesi per sostituirsi ai governi nazionali”. Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, non fa mancare la sua opinione su alcune indiscrezioni riguardo il prossimo incontro della Comunità Regio-Insubrica che si svolgerà a Chiasso lunedì 26 marzo, riunione alla quale sono stati invitati tutti i primi cittadini dei comuni italiani di frontiera. Sembra che il presidente della Comunità, l’On. Norman Gobbi della Lega dei Ticinesi, voglia proporre ai sindaci, scavalcando sia Berna che Roma, una sorta di accordo fiscale per sbloccare la situazione relativa ai ristorni che il Governo del Canton Ticino ha congelato in un conto corrente apposito lo scorso 30 giugno. “E’ inammissibile che la forza politica che ha provocato questa situazione, ovvero la Lega dei Ticinesi, ora voglia cercare una via unilaterale e che non rispetta l’ordinamento istituzionale italiano per cercare una via d’uscita – puntualizza Gaffuri -. La questione dei ristorni è argomento di livello nazionale e spetta alle istituzioni preposte, ossia al Governo, cercare di trovare un accordo con la Svizzera. Che sia quanto mai necessario che questo argomento venga preso nella dovuta considerazione dal Governo Monti, magari grazie anche alla sensibilizzazione delle necessità dei comuni di frontiera avanzate da Regione Lombardia, è un dato di fatto. Invece reputo un fatto molto grave che nel vicino cantone italofono forze politiche approfittino di contesti particolari per trattare materie con i Comuni, cui non compete alcun potere in materia. Già il blocco dei ristorni è stata una misura illegale adottata dal Canton Ticino violando un trattato internazionale. Se queste indiscrezioni corrispondessero al vero allora la cosa sarebbe ancora più grave perché assisteremmo ad un nuovo comportamento che non è giustificato dal diritto vigente in Italia”.

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Piano casa regionale: la legge ha creato più aspettative che benefici reali

Il progetto dal titolo “Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente” è legge: con 42 Si e 23 No è stato approvato ieri in Consiglio regionale l’articolato che recepisce le indicazioni del Piano Casa nazionale varato dal precedente governo e che andrà a modificare la legge urbanistica regionale 12/2005. Il Partito democratico, così come fatto in Commissione, ha ribadito la contrarietà al testo con il voto negativo in Aula. Il consigliere regionale del PD Luca Gaffuri ne spiega le ragioni puntando il dito contro alcuni ma essenziali elementi della legge: “Il nuovo piano casa regionale approvato ieri – dichiara Gaffuri – è frutto di un lavoro durato quattro mesi: rispetto alla versione originale, se si guarda all’implementazione della dotazione di edilizia sociale in Lombardia e all’efficientamento energetico degli edifici il testo è in parte migliorato. Il nostro giudizio però non è cambiato: abbiamo tentato fino all’ultimo di modificare il testo sui punti relativi alla questione dei sottotetti e dei parcheggi interrati, ma senza risultato”. Un altro articolo molto contestato dal Pd è quello che prevede che nei comuni sopra i 15.000 abitanti siano le giunte comunali ad approvare e adottare i piani attuativi conformi agli strumenti urbanistici vigenti e non più i consigli, come prevede la legge urbanistica vigente. “Il nostro emendamento – spiega Gaffuri – riproponeva esattamente il testo presentato dalla Giunta e chiedeva di lasciare ai consigli comunali la possibilità di deliberare in merito ai piani attuativi salvaguardando così la rappresentatività democratica. Con la legge verranno estromessi i consigli comunali dall’approvazione dei piani attuativi rendendo di fatto meno trasparente il procedimento urbanistico”. “Nel complesso – chiosa Gaffuri – permane l’idea che questa legge abbia creato più aspettative che benefici reali: il testo favorirà pochi soggetti a discapito del rilancio del settore edile, finalità a cui doveva volgere la legge”.

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In attesa del Tribunale dei brevetti

Questo è il testo della lettera a sostegno della candidatura di Milano a sede del Tribunale Europeo dei Brevetti, consegnata martedì scorso a Bruxelles nelle mani del Vice Presidente della Commissione europea, On. Tajani.

Caro Presidente,

recentemente i giudici delle sezioni italiane specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale hanno sottoscritto un documento col quale si chiede al nostro Governo di aderire al progetto europeo di brevetto unificato, anche con un regime linguistico diverso da quello sperato, con l’obiettivo di stabilire a Milano l’autorità giudiziaria accentrata di primo grado.

Perché Milano? Perché Milano con la sua sezione è quella più operativa non solo in Italia ma anche in Europa: tra le 12 sezioni italiane, quella milanese infatti si  pronuncia annualmente su una media di 422 procedimenti contro i 792 casi complessivi che devono essere presi in considerazione in tutta Italia.

 La sezione di Milano, inoltre, ha in carico più procedimenti in discussione di Francia e Regno Unito messi assieme, che a malapena arrivano a 384.

Senza dimenticare che Milano è il capoluogo di una Regione come la Lombardia la quale produce un quarto della ricchezza nazionale e dove sono concentrate le attività editoriali, di telecomunicazione e le grandi imprese.

Ospitare la sede della Corte unificata del Brevetto europeo di primo grado, significa poi avere importanti ricadute economiche su tutto il territorio, stimate in circa 3 miliardi di euro. 

Nelle scorse settimane Assolombarda e altre realtà del tessuto economico-produttivo lombardo, tra cui il Consorzio Expo,  hanno sottolineato come la naturale candidata ad ospitare il Tribunale Europeo dei Brevetti sia Milano. E anche il governo pare orientato nella sua collegialità a sostenerla.

Proprio per questo chiediamo il Suo autorevole supporto affinché Milano e il nostro Paese possano ottenere la presenza di un tribunale giurisdizionale in una materia che di fatto già amministrano.

 Fabrizio CECCHETTI

(Presidente Commissione Programmazione e Bilancio – Lega Nord)

Paolo VALENTINI PUCCITELLI

(Presidente Gruppo Consiliare PDL Regione Lombardia)

 Luca GAFFURI

(Presidente Gruppo Consiliare Partito Democratico Regione Lombardia)

 

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Ristorni: si dia via libera al tavolo che sblocchi i soldi

Formigoni in Consiglio regionale quanto prima per aggiornare l’assemblea sui contatti con il Governo Monti sul tema dei ristorni. E nel giro di un paio di settimane via libera al tavolo con il Canton Ticino che svincolerà in un colpo solo 28 milioni di euro in tasse che vanno tornate ai Comuni di confine della Lombardia dove vivono gran parte dei frontalieri con la Svizzera. Un impegno che ha sollecitato Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, oggi, giovedì 16 febbraio 2012, durante l’incontro a Lugano tra l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio della Repubblica e Canton Ticino. Si doveva parlare solo dell’importante nodo dei trasporti, ma Gaffuri ha colto l’occasione della presenza di Marco Borradori, consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento del territorio, che ha sempre seguito la partita, e posto il tema sul piatto. E se Borradori ha ammesso di essere stato più ottimista qualche mese fa (il tavolo stava per essere istituito e “un minuto dopo”, parola del ministro ticinese, i soldi sarebbero stati svincolati, ma è cambiato il governo italiano), ha anche assicurato che non appena il presidente Monti ne avrà il tempo, il Canton Ticino è pronto al confronto. Complice, possibilmente, la Regione Lombardia che ha già fatto dei passi in questo senso. Il presidente del Consiglio Boni, che guidava la delegazione lombarda, tirato per la giacchetta da Gaffuri e sollecitato da Borradori, ha preso l’impegno di chiamare in Aula il governatore Formigoni per capire a che punto è l’iter. “Appoggiamo in toto la richiesta di Boni a Formigoni, naturalmente – commenta Gaffuri –. E chiediamo che, tempo qualche settimana, la situazione sia definitivamente sbloccata. I nostri Comuni sono in fase di bilancio e devono sapere se mettere o meno nelle poste il denaro che dovrebbe arrivare dalla Svizzera. Con il quale – aggiunge il capogruppo Pd – arriverebbe anche una boccata d’ossigeno per le casse comunali e dunque per i servizi ai cittadini”.

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Legge Harlem: una sorta di decreto “decresci Lombardia”

Dopo un’interminabile seduta di Consiglio regionale, è stata approvata, con il voto contrario di tutta l’opposizione, la cosiddetta Legge Harlem, una legge di bandiera, voluta dalla Lega Nord solo per dare un giro di vite e ostacolare le attività gestite dagli stranieri. Un provvedimento sul commercio che imbriglia l’economia locale in un momento di estrema difficoltà, va contro la libera concorrenza, ed è a rischio di bocciatura da parte della Corte costituzionale, come già avvenuto su phone center e negozi di kebab, come sottolineato dalla pregiudiziale presentata da tutta l’opposizione. “Regione Lombardia complica la vita dei commercianti e degli amministratori – spiega Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd – E’ evidente che una simile normativa sia, oltre che discriminante, in contrasto con i più recenti decreti nazionali tra cui la manovra correttiva del Governo Berlusconi, il “SalvaItalia” e il “CresciItalia” e con le norme europee e quindi comunque impugnabile”.

Lo sviluppo armonico dei comparti, secondo il Pd, deve passare invece attraverso la libera concorrenza e l’identità dei territori va tutelata nella competizione tra tutti i soggetti. “Con questa legge deciderà la Regione se possiamo mangiare sushi o polenta e sarà sempre più difficile e costoso aprire un’attività perché altri nuovi lacci sono stati imposti, senza tener conto della crisi che già attanaglia il settore. E’ tra l’altro incredibile che tutto ciò avvenga proprio mentre la Lombardia si prepara ad accogliere, in occasione di Expo 2015, espositori di ogni nazionalità”, conclude Gaffuri.

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Poste: vogliamo avere le idee chiare sulla razionalizzazione del servizio

Prendere posizione sul processo di razionalizzazione del servizio e sulle chiusure degli uffici postali. E’ questo che ieri ha deciso il Consiglio Regionale nel corso della sua ultima seduta. Quello delle chiusure e dei disservizi in ambito postale è un tema particolarmente sentito anche nel comasco dove, nelle ultime settimane, i cittadini si sono trovati a dover fronteggiare da un lato i nuovi orari di apertura degli sportelli, dall’altro, soprattutto nei paesi del lago e delle Valli, il disservizio nella mancanza del regolare servizio di recapito della posta. «L’obiettivo del Consiglio Regionale è quello di attivare un confronto con le Poste Italiane al fine di garantire la continuazione nell’erogazione dei servizi postali soprattutto per ciò che concerne i paesi più disagiati – sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD -. Per quanto riguarda il territorio comasco penso, ad esempio, alla Val Cavargna o all’alto lago dove lettere e bollette vengono consegnate “a singhizzo”. Inoltre vogliamo ottenere da Poste Italiane una maggiore concertazione e condivisione sulle scelte che vengono adottate e che rischiano di creare non poche difficoltà ai cittadini». L’obiettivo del Consiglio è anche quello di far sì che la Giunta regionale stipuli un protocollo d’intesa finalizzato ad individuare un piano per l’installazione di sportelli automatici Postamat cosicché i cittadini possano comunque effettuare numerose operazioni.

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