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CUD, sospendere la decisione di non inviare i moduli per posta

tagli agli enti localiLa nuova procedura per il recapito dei CUD da parte dell’Inps sta creando troppi problemi ai tanti pensionati che, a differenza di quanto succedeva fino allo scorso anno, non riceveranno più il modulo per posta ma dovranno procurarselo via internet o recandosi agli uffici dell’Inps, delle Poste, dei Caf o dal proprio commercialista abilitato all’assistenza fiscale. Occorre trovare presto una soluzione, sostiene il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri che nelle prossime ore presenterà una mozione in Consiglio regionale.

“I disagi sono insostenibili – dichiara Gaffuri – la decisione del governo di bloccare l’invio per posta dei CUD da parte degli enti previdenziali è sbagliata, perché risponde ad una logica di risparmio ma non a quella della semplificazione. Non tutti gli anziani hanno accesso a un computer e sono in grado di scaricare il documento, anche perché la procedura stabilita dall’Inps per il rilascio del pin, il codice di sicurezza, non è né immediata né semplice, mentre le altre modalità prevedono un costo o comunque lunghe file allo sportello. Il risparmio per la pubblica amministrazione diventa quindi un costo, di soldi o di tempo, per il cittadino. Occorre sospendere la decisione, tornare alle modalità precedenti, anche perché non sono questi i veri costi dell’Inps su cui risparmiare. Appena saranno istituite le commissioni chiederò l’audizione dei vertici dell’Inps regionale in commissione bilancio.”

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Da giovedì in vigore il “Piano casa nazionale”: la Giunta regionale in ritardo

“A soli due giorni dalla scadenza dei termini per adeguarsi alla legge di conversione del piano casa nazionale, la Giunta regionale si è decisa ad iscrivere il progetto di legge relativo alle disposizioni in materia urbanistica all’ordine del giorno della seduta di mercoledì prossimo. Una mossa decisamente fuori tempo visto che, nonostante le nostre continue sollecitazioni in Commissione Territorio e la dichiarata disponibilità a lavorare celermente e in maniera condivisa sul testo per non arrivare impreparati al 10 novembre, verranno applicate le norme contenute nella legge nazionale in assenza del recepimento da parte della Regione”. Queste le considerazioni emerse al convegno “Recupero edilizio: un patrimonio a disposizione di tutti” organizzato dal Gruppo regionale del Pd, a palazzo Pirelli, dedicato al tema della casa e delle relative normative urbanistiche.
Dal 10 novembre in Lombardia diverse norme contenute nel decreto sviluppo nazionale sostituiranno le disposizioni regionali contenute nella legge 12: le ripercussioni saranno significative non solo da un punto di vista prettamente tecnico ma anche da quello logistico: “Le norme nazionali – secondo Luca Gaffuri, capogruppo PD in Consiglio Regionale – creeranno confusione ulteriore su una materia, come quella urbanistica, la cui normativa è stata modificata praticamente ogni anno negli ultimi sei e in cui i contenziosi interpretativi si moltiplicano. Dalla prossima settimana, per responsabilità della Giunta, la legge nazionale determinerà alcune procedure urbanistiche: ad esempio saranno le giunte comunali ad approvare i piani attuativi conformi e non più i consigli, come prevede la legge 12 del 2005. Rischia di essere un ulteriore atto che rende meno trasparente il procedimento urbanistico e che, al contrario di quel che si dice, aumenterà conflittualità e ricorsi”.
Al convegno hanno partecipato l’assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti, l’assessore all’urbanistica del comune di Milano Lucia De Cesaris, il presidente di Confcooperative Lombardia Alessandro Maggioni, il direttore Anci Lombardia Pierattilio Superti e il presidente di Aler Milano Loris Zafra. Per il PD erano presenti, oltre al capogruppo Luca Gaffuri, il segretario regionale Maurizio Martina e il consigliere Franco Mirabelli. Tutti hanno convenuto sulle priorità di cui il nuovo progetto di legge regionale deve tenere conto, ovvero il rilancio del settore edile, il recupero edilizio per evitare ulteriore consumo di suolo, l’incentivazione dell’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili, e l’housing sociale per rispondere alla domanda pressante di case in affitto a canoni accessibili.

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2.500 euro per acquistare i crocifissi: l’uso strumentale della Lega

«Anziché occuparsi dei problemi concreti dei lombardi – sottolinea il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri – e soprattutto di quelli in difficoltà, come il Vangelo chiama a fare, la Lega impegna il Consiglio su una norma di facciata, utile solo dal punto di vista mediatico».«La Lega ci ha abituati a prese di posizione strumentali, ma arrivare a tirare in ballo il crocifisso ci sembra davvero eccessivo» rileva invece il consigliere regionale del PD Fabio Pizzul. Questi i commenti dopo l’approvazione, oggi in commissione bilancio del Consiglio regionale lombardo, della norma finanziaria di un progetto di legge voluto dalla Lega, e rimaneggiato ampiamente, che prevede di impegnare 2.500 euro per acquistare una grossa quantità di crocifissi per gli uffici regionali.
«L’esposizione dei simboli religiosi – continua Pizzul – in un Paese libero deve essere lasciata alla sensibilità dei singoli, e peraltro è del tutto evidente che questa materia non può essere normata dalla Regione. Da cattolico, peraltro, trovo che associare il crocifisso a quello che si configura come un obbligo ne snaturi il significato più autentico. Se poi i colleghi della Lega riusciranno a dimostrarci che l’esposizione è competenza regionale e che questo progetto di legge non è una pura e semplice strumentalizzazione ne discuteremo in Aula».

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Brienno: basta con la vergogna dei rimpalli di accuse

Organizzare al più presto un’audizione degli Assessori regionali alla Protezione Civile e al Territorio, dell’Assessore al Territorio della Provincia di Como e del Sindaco di Brienno nonché sottrarre la questione relativa ai contributi destinati a questo Comune dopo gli eventi calamitosi dello scorso 7 luglio, alle sterili polemiche cui abbiamo assistito in questi ultimi giorni per venire incontro alle reali necessità della cittadinanza e degli amministratori. Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, ha indirizzato una lettera con queste richieste a Giosuè Frosio, Presidente della VI Commissione Ambiente e Protezione Civile di Regione Lombardia dopo il vivace scambio di accuse e polemiche tra l’ente regionale e la Provincia di Como sui fondi destinati al paese rivierasco. “Assistiamo in questi giorni a uno sconcertante scambio di accuse tra Regione Lombardia e Provincia di Como, riportate dai mezzi d’informazione locali – ha scritto Gaffuri –. Il 26 luglio il Consiglio Regionale ha invitato la Giunta ha rivedere la propria deliberazione con la quale, nel 2010, ha limitato il sostegno finanziario della Regione Lombardia per le opere di “somma urgenza” e di “urgenza” svolte dai piccoli comuni e richiesto che vengano individuate opportune forme di sostegno per i privati in caso di perdita o danno grave degli immobili adibiti ad abitazione principale o a funzioni d’impresa. Non abbiamo finora avuto notizia che la Giunta regionale abbia dato seguito alla menzionata deliberazione del Consiglio”. In un altro passo della lettera viene inoltre sottolineato come “i contributi messi a disposizione dall’Assessorato regionale alla Protezione Civile non si dimostrano adeguati a sopperire alla grave carenza di risorse che il Comune di Brienno si trova a sperimentare di fronte alla gravità dei danni e la Provincia di Como sta smentendo gli impegni presi nei mesi scorsi d’intervenire con risorse finanziarie proprie. A fare le spese di un inaccettabile rimpallo di responsabilità e degli atteggiamenti dei due Enti sono Brienno e soprattutto i cittadini colpiti dalla calamità”.

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Stallo in Regione: “Via dalle Commissione: è ora che Pdl, Lega e Formigoni si chiariscano”

Dopo il Consiglio regionale le commissioni consiliari: da alcune sedute la Lega non si presenta ai lavori pre Aula e il Pdl è a ranghi ridotti. Oggi, mercoledì 6 luglio 2011, la minoranza ha detto basta e si è ritirata dai lavori di commissione che in questi giorni vanno avanti praticamente grazie alla sola presenza dei consiglieri di opposizione. E in ballo c’è l’assestamento di bilancio da approvare entro luglio. Un gesto dimostrativo affinché la maggioranza e il suo presidente Formigoni si chiariscano.
Stamattina i gruppi di minoranza hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare le ragioni della loro posizione.
“Ieri abbiamo denunciato che il Consiglio regionale opera a scartamento ridotto, oggi ci ritroviamo che anche le commissioni sono in impasse – ha esordito Luca Gaffuri, capogruppo del Pd –. Inoltre, la Lega Nord decide di scioperare per protesta contro il Pdl, ma firma la presenza percependo la diaria. Ma se un qualsiasi lavoratore sciopera, perde lo stipendio di quel giorno. Per il Partito di Berlusconi il leit motiv non è tanto diverso: i consiglieri firmano, qualcuno rimane, la gran parte abbandona la sala commissioni. Stamattina abbiamo deciso di andarcene anche noi per chiamare alle loro responsabilità Pdl e Lega e soprattutto il presidente Formigoni. Ci devono dire se esiste ancora una maggioranza e se riescono a garantire l’attività del Consiglio e della Regione in generale”.

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Manca la Lega: salta l’attività delle Commissioni regionali

La singolare protesta leghista in Regione i cui consiglieri hanno oggi disertato i lavori di commissione, pur firmando per la presenza e quindi per il gettone, è il segnale ulteriore dei rapporti logori tra PDL e Lega. Lo sostiene il capogruppo del PD Luca Gaffuri, secondo cui “la maggioranza non ha ancora elaborato il lutto della sconfitta elettorale e ora naviga a vista”.
All’ordine del giorno delle due commissioni convocate oggi, la commissione attività produttive e la commissione cultura e istruzione, c’era la presentazione, e quindi non la votazione, del rendiconto 2010 e dell’assestamento 2011. I due documenti di bilancio saranno oggetto di discussione e di approvazione in tutte le commissioni entro la prossima settimana, per poi approdare in Consiglio nell’ultima settimana di luglio.
“Quella di firmare e poi assentarsi è una sorta un po’ curiosa di protesta – dichiara il capogruppo democratico -. Disertare le commissioni è un atto politico e una scelta legittima, ma quando lo si fa si dovrebbe anche rinunciare alla diaria. Chi fa sciopero, del resto, di solito rinuncia a una parte dello stipendio.”
“Abbiamo approvato solo una settimana fa una mozione per il contenimento dei costi della politica – conclude Gaffuri – un po’ di coerenza non farebbe male”.

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Conto benzina: per togliere le multe non basta un comunicato

Non basta un comunicato stampa per togliere le multe ai cittadini, la Regione scriva nero su bianco ai Comuni che possono non applicarle.

Con un comunicato stampa,  l’altra sera, l’assessore regionale al Bilancio Romano Colozzi ha scaricato sulle amministrazioni comunali la responsabilità delle multe da mille euro emesse a carico di quei cittadini che avendo trasferito la residenza in un diverso comune non hanno restituito la carta sconto benzina.

La sanzione ha colpito anche molti cittadini che hanno cambiato casa ma sono rimasti nella medesima area e quindi nella stessa fascia di sconto.

Già mi ero espresso criticando le multe a chi, di fatto, non ha commesso abusi, e avevo annunciando un’interrogazione in Regione. Proprio a me e al collega Alfieri si rivolge infatti Colozzi nel suo comunicato.

I Comuni hanno agito su segnalazione della Regione che ha segnalato loro le situazioni anomale con un elenco dettagliato e li ha invitati ad agire nei termini previsti dalla legge. Se i sindaci hanno emesso le sanzioni è perché temevano che non facendolo sarebbero incorsi nel possibile danno erariale. Quindi non basta che l’assessore dica che hanno sbagliato, deve comunicare ufficialmente che chi non ha commesso veri abusi non è tenuto a pagare la multa, permettendo ai comuni di fare retromarcia. Non basta, la Regione deve assicurare che con il passaggio dalla carta sconto alla carta regionale dei servizi non si reitereranno ulteriormente questi problemi.

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Lega e Pdl: la vergogna delle firme false

Se la magistratura confermerà la falsità delle firme raccolte per la presentazione delle liste del centrodestra in Lombardia alle ultime elezioni regionali, Pdl e Lega dovranno scusarsi con tutti i cittadini per aver sostenuto il falso, e cioè che le liste erano perfettamente regolari. La contraffazione delle firme sarebbe un’ombra incancellabile sull’attuale maggioranza, oltre che un grave segno di sudditanza politica del Presidente della Regione, perché tutta la vicenda nasce proprio dall’imposizione del premier, all’ultimo momento, di alcuni nomi nel listino bloccato legato direttamente al candidato presidente.

Sul piano politico, al di là del percorso giudiziario, il centrodestra lombardo dimostra dunque tutta la sua inaffidabilità. E il PDL in particolare, con la sua arroganza, ha la responsabilità di fronte ai lombardi di mettere a rischio la legislatura regionale.

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Trasporti: il TPL dica no agli aumenti previsiti per maggio

A poche ore della riunione del tavolo regionale del trasporto pubblico, prevista per oggi pomeriggio, giovedì 7 aprile 2011, in Regione, il Pd lancia un appello perché siano scongiurati i nuovi aumenti delle tariffe dei mezzi pubblici annunciati per maggio. Gli aumenti sono infatti previsti da una delibera regionale del 29 dicembre 2010 (Dgr 1204), la stessa che aveva dato il via agli aumenti di febbraio.

In questo periodo di crisi economica  ai tagli del Governo corrispondono continui aumenti a carico dei cittadini. Aumentano le tasse locali, le tariffe di luce e gas e sono già aumentate in modo consistente anche le tariffe di treni e autobus. Il secondo aumento, quello di maggio, non si deve fare. Il tavolo può dare all’assessore la propria indicazione ed è per questo che chiediamo ai sindacati, alle associazioni dei consumatori, ai rappresentanti delle Province e alle compagnie di trasporto che domani saranno al tavolo, di opporre alla Regione la propria netta contrarietà. Un no chiaro e deciso contro altri aumenti nel 2011 dopo quelli già applicati a febbraio.

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Via libera di Lega e Pdl a 10 mila arrivi: è la risposta a Bossi della Lombardia

Con il voto di Lega e Pdl il Consiglio regionale con un ordine del giorno di fatto dà il via libera in Lombardia all’arrivo di circa 10mila immigrati provenienti dalla crisi del Nord Africa. L’ordine del giorno è stato approvato con il voto contrario delle opposizioni che non si sono fatte coinvolgere in un regolamento di conti interno alla maggioranza.

L’ordine del giorno invita infatti “il presidente e la Giunta a sostenere attivamente l’azione e le richieste del Governo” e affinché non ci siano dubbi, nell’ordine del giorno vengono ricordate le richieste del Governo: “Visto che il Ministro Maroni ha chiesto alle regioni di ospitare 50mila profughi e di utilizzare il criterio di proporzionalità demografica e che il presidente Formigoni ha chiesto che si tenga conto degli effettivi indici di affluenza”.

Il doppiogiochismo della Lega, abituata a dire nei nostri comuni una cosa e a farne un’altra nei palazzi dove governa, ha le gambe corte e finalmente viene smascherato”.

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