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Maroni, ora ci aspettiamo la tangenziale gratis

“Nessun segnale di vita” è il commento con cui ho iniziato la mia dichiarazione, sul giornale La Provincia di Como di martedì 17 ottobre, sugli impegni presi da Regione Lombardia con i comaschi a proposito della tangenziale. E dico chiaramente di non aver registrato passi in avanti sull’argomento tangenziale di Como e sull’abolizione del pedaggio prevista dal 1 gennaio prossimo.
Non ci sono aggiornamenti, nonostante sia un obiettivo fondamentale per Como e tutta la provincia. Da anni lo stiamo perseguendo, dimostrando che la scelta di portare a pagamento il primo lotto della tangenziale non va bene. Dobbiamo eliminare il pedaggio, rendere gratis la strada. I numeri degli utenti che a oggi utilizzano il tratto autostradale sono ancora irrisori, il peso dell’opera è stato sorretto dal pubblico, i  benefici per cittadini e territorio tardano a vedersi.
Perciò, ci aspettiamo che Roberto Maroni sia di parola e che dal primo gennaio del 2018 la tangenziale sia effettivamente gratuita, così come ha promesso a più riprese. Per ora, in questi mesi, ancora non abbiamo visto una foglia muoversi. Immagino non sia affatto facile, ma ci contiamo perché per il nostro territorio è una questione troppo importante.

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Turismo sul Lario: i soldi ci sono, ma il Comune rischia di perdere quelli dei giardini a lago

Si è parlato di turismo sul lago di Como, a Palazzo Lombardia, a Milano, durante un incontro che affrontava appunto le prospettive di sviluppo turistico del Lario. Due sono le linee di intervento individuate dalla Regione ed elaborate dal Comune di Como, per un investimento totale di 1.226.094 euro, di cui 591.094 di cofinanziamento regionale e 635.000 di cofinanziamento comunale. La prima riguarda l’infrastrutturazione e prevede un forte investimento sull’area dei giardini a lago con l’avvio della riqualificazione, che aumenterà l’attrattività e la sicurezza dell’area, l’illuminazione pubblica, la razionalizzazione delle aree verdi per le quali è previsto un layout rinnovato. Si affiancheranno a questi interventi una serie di investimenti tecnologici quali l’estensione della rete wi-fi pubblica, federata a quella regionale, e il potenziamento del sito visitcomo.eu oltre alla creazione di una nuova App gratuita.
Tutto bene? Non proprio, a giudicare dalle notizie apparse in questi giorni sui media comaschi: pare, infatti, che il Comune di Como tergiversi sul finanziamento concordato con Regione Lombardia che riqualifica i giardini a lago e questo può comportare la perdita dell’intero finanziamento.
Sarebbe un errore madornale, considerato che la seconda linea di intervento punta sulla promozione turistica che si caratterizza per la stretta collaborazione con Explora, finalizzata a generare un’immagine unitaria delle capitali d’arte della Lombardia, mettendo a sistema il patrimonio delle singole destinazioni e valorizzando al contempo le specificità e le identità territoriali. L’obiettivo è di cambiare in meglio la percezione collettiva di Como attraverso strumenti e iniziative di comunicazione innovative.
Il totale complessivo del cofinanziamento regionale – legato all’iniziativa “L’anno del turismo e le capitali d’arte – Progetto Cult City”, gestito da Giunta e Unioncamere Lombardia – è ripartito in 402.559 euro per le spese di infrastrutturazione e in 188.535 euro per le spese legate alla promozione turistica.
In generale, mi sembra positiva la volontà, emersa durante l’incontro, di individuare un soggetto unitario, la cui forma giuridica verrà individuata nelle prossime settimane, per il coordinamento delle politiche di sviluppo e di comunicazione del lago di Como. Quello che, invece, assieme al collega di Lecco abbiamo chiesto è una maggiore integrazione tra il trasporto e il turismo, a partire dallo sviluppo della linea Lecco-Como, che già conta pochissime corse e in orari poco affini alle esigenze dei turisti, soprattutto la domenica, e di prestare attenzione non solo al turismo lacuale, ma anche a quello del comparto montano.

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Lombardia-Grigioni: abbiamo ratificato senza cabotaggio e integrazione tariffaria

In consiglio regionale abbiamo dato l’ok alla ratifica dell’intesa tra la Regione Lombardia, la Provincia di Sondrio e il Canton Grigioni per lo sviluppo del traffico pubblico regionale e transfrontaliero e della sua componente turistica.
È un accordo importante per quanto riguarda la mobilità, sia per chi si reca da una parte all’altra del confine per motivi di lavoro, sia per lo sviluppo turistico di questi territori. Ed è un’istanza che avevo portato a Poschiavo, nell’incontro di qualche tempo fa. Ritengo, infatti, fondamentale l’attività di dialogo che c’è stata in questi anni. Ed è altrettanto importante che il monitoraggio degli accordi presi sia portato avanti con continuità.
Tuttavia, mancano degli aspetti non secondari al rapporto di buon vicinato che si sta instaurando con i Grigioni: non sappiamo ancora nulla a proposito della questione del cabotaggio, che coinvolge Lombardia, Canton Ticino e Canton Grigioni. Inoltre, il tema dell’integrazione tariffaria diventa centrale se vogliamo agevolare il trasporto pubblico.
Parlando in Aula sul tema, ho espresso rammarico anche per il fatto che ancora una volta, all’incontro con i Grigioni, Regione Lombardia non è arrivata puntuale: avendo rinviato la seduta di consiglio, l’accordo che abbiamo approvato solo dopo non era ancora operativo. Ma sarebbe stato meglio portare alla riunione l’intesa già ratificata. Non solo: mi sono detto anche molto stupito che l’argomento non sia stato trattato nella Commissione speciale, nata a inizio legislatura proprio con il compito di affrontare le problematiche a cavallo del confine. Invece, l’ultima volta che ci siamo visti era il 29 marzo, quando abbiamo incontrato i nostri omologhi ticinesi a Bellinzona. Forse, a fine legislatura sarà necessario interrogarsi sull’opportunità di mantenere questa e altre commissioni speciali attivate.

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Quattro barche ferme nel lago. È la polizia nautica

La Polizia nautica provinciale è quel corpo specialistico nato per il pattugliamento dei laghi e dei fiumi della nostra regione e per la sicurezza delle imbarcazioni e delle persone, che è stata smantellata insieme alle Province. Di fatto, i mezzi sono rimasti in capo a queste ultime, mentre la competenza è tutta regionale, ma si è creato un vuoto amministrativo e soprattutto in termini di sicurezza. Accade, perciò, che nel lago di Como siano ancorate quattro imbarcazioni della polizia nautica, ma nessuno più ne faccia uso.
Durante l’ultimo consiglio regionale come opposizioni abbiamo presentato una mozione sul tema che, in barba alla maggioranza, è stata approvata.
Ora dunque la Regione non può più far finta di niente: si tratta di un segnale forte che ci ricorda l’importanza della questione della sicurezza nelle acque dei nostri laghi, evidentemente molto sentita non solo dalle minoranze perché al momento la situazione non è affatto presidiata.

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Meglio non chiudere le unità complesse

Ho presentato un’interrogazione all’assessore regionale alla Sanità a proposito della chiusura delle Unità complesse di Chirurgia dei presidi ospedalieri di San Fermo della Battaglia e di Menaggio, come previsto dalla direttiva sulle determinazioni delle linee guida regionali per l’adozione dei piani di organizzazione aziendale strategici.
Nell’atto chiedo all’assessore se non ritenga opportuno operare una deroga, favorendo, invece, interventi e investimenti che possano piuttosto promuovere la competitività e la capacità attrattiva verso le due strutture sanitarie pubbliche del territorio comasco. Dal mio punto di vista è, infatti, sbagliato ridurre le chirurgie, perché così si va a compromettere la competitività e la capacità attrattiva degli ospedali, impattando sulle liste d’attesa per gli interventi, creando disagi per l’utenza e incidendo negativamente sulla professionalità dei medici chirurghi.

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Milano-Chiasso, sulla sicurezza solo una risposta formale

Avevo più volte interpellato l’assessore regionale ai Trasporti in merito agli incidenti mortali che si sono verificati lungo la linea ferroviaria Milano-Chiasso. Ho atteso tre mesi per avere una risposta e finalmente l’ho ottenuta, prima delle vacanze estive. Peccato che fosse assolutamente di rito, senza veri impegni. Non ci resta che auspicare che la Giunta si attivi per davvero affinché certi episodi non si ripetano più.
Nello specifico, l’interpellanza si riferiva al terribile incidente avvenuto tra le stazioni di Albate Camerlata e Cucciago lo scorso 11 aprile. Con riferimento ai ripetuti incidenti mortali, anche oltre la linea di confine, chiedevo esplicitamente all’assessore se fossero state verificate le condizioni di sicurezza del treno coinvolto e se la Regione intendesse aumentare le misure di sicurezza lungo questa linea, per prevenire altre sciagure. Ma la risposta, appunto, non è stata molto articolata.

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Fusione dei Comuni di Ramponio Verna, Lanzo d’Intelvi e Pellio Intelvi, “Scelta sostenuta dalle amministrazioni e condivisa dai cittadini”

Questa mattina il Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via libera alla fusione dei comuni di Ramponio Verna, Lanzo d’Intelvi e Pellio Intelvi in provincia di Como e la denominazione del nuovo comune di Alta Val d’Intelvi. “La fusione tra comuni omogenei ha una tradizione consolidata nel comasco -  dichiara il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri -, lo dimostra ad esempio il caso di Gravedona e uniti, di San Siro, Bellagio, Colverde e Tremezzina. E’ significativo che per la prima volta dei comuni della Val d’Intelvi decidano di arrivare a fusione, una scelta portata avanti dalle amministrazioni locali e condivisa ampiamente dalla cittadinanza. L’obiettivo è quello di offrire prestazioni più puntuali e procedere ad una organizzazione degli uffici dei comuni per erogare dei servizi migliori”.

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Fusione dei Comuni di San Fermo della Battaglia e Cavallasca: “Prima fusione per incorporazione. Si valorizzi la storia di Cavallasca”

Questa mattina il Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via libera alla fusione dei comuni di Cavallasca e San fermo della Battaglia in provincia di Como. “E’ la prima fusione per incorporazione in Regione Lombardia – dichiara il consigliere regionale del PD Luca Gaffuri -, un fatto significativo che testimonia come in provincia di Como i percorsi di fusione sono promossi dalle amministrazioni locali in piena condivisione con la cittadinanza. E’ importante, come è stato evidenziato anche all’interno della delibera, fare in modo che il comune di Cavallasca, che viene incorporato, si senta il più possibile valorizzato sia con l’identificazione della propria specificità sia che venga salvaguardata l’importanza storica del comune attraverso un percorso che coinvolga gli amministratori uscenti”.

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Maroni non faccia scarica barile e tenga in vita il punto nascita di Gravedona

Maroni per l’ospedale di Gravedona si deve assumere le sue responsabilità. L’organizzazione della sanità è di competenza regionale, non faccia scaricabarile su Roma”. Così risponde il consigliere regionale del PD Luca Gaffuri risponde al presidente Maroni che accusa il Governo di aver imposto la chiusura dei punti nascita in Lombardia sotto la soglia di 500 parti. Gravedona, in particolare, sarebbe a rischio, in ballottaggio con l’ospedale di Chiavenna. “La decisione di chiudere i punti nascita sotto i 500 parti fu una decisione del Governo Berlusconi, di cui Maroni era ministro, poi confermata dall’intesa tra Stato e Regioni – dichiara Gaffuri -. Per la Lombardia l’ok venne dato dall’allora assessore alla Salute, il leghista Luciano Bresciani. Nel 2015, su insistenza del Pd, il Governo Renzi ha introdotto la possibilità di prevedere deroghe per casi come quelli dei Continua a leggere

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Secondo lotto tangenziale Como: “Bene emendamenti, ma la Giunta in ritardo di un anno”

Questo pomeriggio in occasione della votazione del Documento di economia e finanza regionale sono stati approvati a larga maggioranza due emendamenti, uno del Pd e l’altro della maggioranza, che chiedono la modifica della variante urbanistica per la realizzazione del secondo lotto della tangenziale di Como. Soddisfatto il consigliere regionale del PD Luca Gaffuri, primo firmatario dell’ emendamento presentato dal Pd: “Con questo emendamento si ribadisce la necessità di realizzare, in accordo con gli enti locali, il progetto del secondo lotto all’interno del completamento di Pedemontana e non, come è previsto dal progetto iniziale, come Continua a leggere

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