Archivi categoria: Ambiente e agricoltura

Amianto: dopo la sentenza di Torino si discuta nuova legge lombarda

La sentenza del tribunale di Torino sulla vicenda amianto riapre a pieno titolo la questione anche in Lombardia: “Boni calendarizzi la discussione dei progetti di legge e Formigoni si faccia garante che quanto prima sarà approvata una norma per la bonifica e lo smaltimento delle grandi quantità di amianto presenti in regione”, chiedono a gran voce ai presidenti di Consiglio e Regione, Luca Gaffuri e Giuseppe Villani, capogruppo e consigliere e coordinatore del Pd in VI Commissione Ambiente. E annunciano che domani verrà depositata una richiesta proprio al presidente Boni in cui si invita a mettere all’ordine del giorno dell’Aula l’argomento. “Questa storica sentenza afferma una volta di più che l’amianto è una vera emergenza sanitaria e ambientale in Italia e nessuno può venirci a dire che mancano i soldi per le bonifiche e per smaltirlo”, aggiungono Gaffuri e Villani riferendosi ai continui rinvii, anche in Regione Lombardia, della discussione sul tema con la scusa che mancano i finanziamenti. “Anche in questo caso è una questione di scelte e priorità – dicono gli esponenti del Pd –. Facciamo la legge e troviamo i soldi per finanziare bonifiche, smaltimento e la programmazione per le discariche”. Nella lettera a Boni, fanno sapere Gaffuri e Villani, “diciamo che ci sono due progetti di legge: uno, bipartisan, sull’aspetto sanitario, discusso in Commissione Ambiente, pronto a passare il vaglio dell’Aula, ma poi sparito nel nulla. L’altro presentato da noi del Pd sul tema delle bonifiche e dei finanziamenti, appunto, che non è stato nemmeno mai discusso in commissione. Dopo la sentenza di Torino ci pare appena il caso di ricordare a Boni – ma ovviamente l’appello è rivolto anche al presidente della Regione Formigoni – che il pdl già in itinere va portato in Consiglio e l’altro va messo in calendario a partire dalla commissione ”.

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Discarica di Mozzate: lettera alla Giunta e tavolo coordinato da Arpa

Una lettera di raccomandazione da inviare al più presto alla Giunta contenente tutte le informazioni comunicate nel corso delle due audizioni, cui hanno partecipato il Comitato Mozzatese Salute e Ambiente nonché le istituzioni locali (Amministrazione Comunale, Provincia di Como), dedicate alla richiesta di variante relativa alla discarica di rifiuti di Mozzate e che in particolare sottolinei l’impegno preso da Arpa di aprire un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati dalla vicenda. E’ questo quanto deciso quest’oggi all’unanimità dai membri della VI Commissione regionale “Ambiente” nel corso di una seduta in cui si è tornati a parlare del progetto di ampliamento della discarica attiva nel paese comasco. L’auspicio è che la Giunta regionale faccia tesoro di quanto le verrà comunicato al fine di prendere una decisione sull’annosa questione anche in considerazione che il Consiglio Regionale, in passato, ha approvato due Ordini del Giorno dedicati alla difficile situazione ambientale del Mozzatese ed alla necessità di procedere ad un’opera di risanamento del territorio. «Un primo risultato è stato raggiunto – sottolineano i consiglieri del PD, Luca Gaffuri e Giuseppe Civati -. Ora è nostra intenzione vigilare sull’operato della Giunta mentre chiediamo che venga svolto anche un sopralluogo a Mozzate da parte dei componenti della Commissione “Ambiente”».

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Che attenzione per il Lario nel Consorzio laghi Prealpini? Chi gestirà i proventi dei canoni idrici?

Quale attenzione verrà riservata al lago di Como nel nuovo Consorzio per i laghi prealpini che, posto sotto il controllo del Ministero dell’Ambiente, subentrerà alle prerogative del Consorzio dell’Adda, occupandosi però di tutti i bacini lacustri lombardi, ed a chi spetteranno i canoni che Regione Lombardia, in base ai dettami della Legge nr. 22 del 28 dicembre scorso, dal 2013 verserà ai territori di Como e Lecco visto le Province, enti a  cui dovrebbero essere destinati, non opereranno più? Sono queste le preoccupazioni che animano Luca Gaffuri e Carlo Spreafico, consiglieri regionali del PD, dopo l’audizione effettuata quest’oggi presso la Commissione VIII “Agricoltura, parchi e risorse idriche“ da parte dell’Assessore regionale Marcello Raimondi che è stato ascoltato dai commissari sulle novità relative alla regolazione del livello delle acque del Lario.

“Auspico che nel nuovo Consorzio dei laghi prealpini siano ben rappresentate le esigenze del territorio lambito dalle acque del Lario – sottolinea Gaffuri – ma soprattutto, rispetto ai contenuti della Legge Regionale 21/2011 che destina i proventi dei canoni idrici alle province, permanendo le disposizioni del Decreto Monti che reputa questi enti semplici organismi di coordinamento e delega invece alle regioni le funzioni ora svolte dagli enti di Villa Saporiti e di Villa Locatelli, a chi spetterà ricevere e gestire le risorse: a Regione Lombardia? Ai singoli Comuni?”. Altri dubbi sono sollevati dal consigliere Carlo Spreafico sulla regolazione delle acque del Lario effettuate tramite la diga di Olginate: “Se non vi saranno risposte convincenti per il territorio che di fatto oggi è ai margini del processo decisionale,chiederemo che Regione Lombardia proponga al Parlamento di rivedere l’attuale legge che regola il sistema di governo delle acque del Lario perché diversamente non si potrà mai programmare una seria politica di investimenti turistici e infrastrutturali,mentre sui comuni e i privati continua a gravare il costo delle manutenzioni del fronte lago”. Allo stesso tempo Luca Gaffuri auspica che si arrivi anche una chiarificazione definitiva tra Regione Lombardia e città di Como sul fatto che il lungolago cittadino non può essere trattato alla stregua di una barriera per favorire l’accumulo d’acqua con la realizzazione delle paratie: “Spero che Regione Lombardia possa instaurare un nuovo e positivo dialogo con la futura Amministrazione Comunale di Como al fine di intervenire sugli errori finora commessi su questo cantiere che, se da un lato voleva preservare il capoluogo lariano dalle piene del lago, dall’altro aveva come scopo quello di massimizzare gli accumuli d’acqua nel bacino nei periodi propizi al fine di farla utilizzare quando necessario. Spero che con la nuova amministrazione cittadina si arrivi al più presto a riaprire il lungolago e che l’idea delle paratie resti solo come monito dell’incapacità di PDL e Lega Nord”

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Discarica di Mozzate: sulle compensazioni ambientali e sulla sua gestione occorre agire in modo più coerente

«Accettata la nostra proposta aspettiamo ora il sopralluogo con tutti i membri della Commissione presso le discariche in modo che possano rendersi effettivamente conto della realtà relativa al paese di Mozzate». Così si sono espressi i consiglieri regionali Luca Gaffuri e Giuseppe Civati, dopo la seconda audizione in otto giorni della VI Commissione regionale “Ambiente” dedicata alla discarica di Mozzate che si è svolta quest’oggi ed alla quale sono intervenute le Amministrazioni Comunali di Mozzate e Gorla Superiore (il sito del territorio comasco è infatti confinante con uno analogo nel Comune varesino) nonché le Amministrazioni Provinciali di Como e Varese ed i rappresentanti dell’Arpa. «Il nuovo progetto di ampliamento della discarica di Mozzate, sul quale abbiamo già manifestato le nostre perplessità, si inserisce in un territorio profondamente colpito da precedenti siti analoghi ed oggi anche devastato dal cantiere per la realizzazione della Pedemontana» ha sottolineato Gaffuri. Tra gli argomenti evidenziati nel corso dell’audizione la mancata pulizia del torrente Gradaluso dall’enorme quantità di cippato dovuta ai lavori di Pedemontana, la questione procedurale su quale sia l’ente pubblico (Regione Lombardia, Arpa) preposto a rilevare inadempimenti nelle prescrizioni cui è tenuto il soggetto che gestisce la discarica (il caso riguarda la mancata posa di reti per evitare il disperdersi dei rifiuti volatili in alcune zone del sito) nonché la situazione di “stallo” in cui versano le compensazioni ambientali, ovvero i rimboschimenti previsti per legge a titolo di riequilibrio dovuto all’invasività di un sito come una discarica, previste per Mozzate sulle quali, già in passato, il Consiglio Regionale si era espresso all’unanimità con due Ordini del Giorno: «L’Amministrazione comunale di Mozzate ha sottolineato come non ha il potere di costringere i privati proprietari dei terreni interessati ad operare le compensazioni; nel vicino Comune di Gorla Maggiore, però, si sono invece conseguiti risultati positivi su questa questione» chiosano Civati e Gaffuri che comunque sottolineano come «alcuni punti che il Comitato Salute e Ambiente Mozzatese ci aveva sottolineato hanno trovato risposta. Pensiamo alle delucidazioni su come avvengono annualmente i controlli sul sito effettuati due volte l’anno dall’Arpa. Ora aspettiamo che il sopralluogo, e la discussione in Commissione, possano portare a risultati concreti che limitino al massimo l’impatto di questa discarica per la popolazione che risiede a Mozzate la cui Amministrazione Comunale, a differenza di quanto accade nel vicino Comune di Gorla Maggiore, non è riuscita finora a comunicare efficacemente con i diversi soggetti interessati della situazione».

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Mozzate: l’innalzamento della discarica equivale ad un nuovo accaniment​o contro un territorio devastato

L’accanimento contro un territorio provato da una grave concentrazione
di discariche di rifiuti cui si sono aggiunti gli oltre 300.000 mq. di
boschi tagliati per consentire il prossimo passaggio dell’autostrada
Pedemontana. E’ questo che i membri del Comitato Mozzatese Salute ed
Ambiente hanno illustrato quest’oggi ai membri della Commissione
“Ambiente” di Regione Lombardia. Un’audizione che ha avuto la finalità
di spiegare la situazione di criticità ambientale in cui versa
Mozzate, comune in provincia di Como sul confine con l’area varesina, dovuta alla presenza di diverse cave di sabbia poi trasformate in quattro discariche di rifiuti, di cui tre esaurite. In modo
particolare ai Commissari regionali è stato illustrato il progetto di ampliamento della discarica, che confina con quella del Comune limitrofo di Gorla Maggiore, innalzandola di ulteriori 12 metri oltre
i 17 cui è stata autorizzata nel 2003 anche attraverso l’immissione di nuove tipologie di rifiuti, e la creazione di un nuovo impianto per il trattamento dei fanghi residuali. “Il nuovo progetto di ampliamento della discarica va ad aggiungersi ad altri cantieri in corso o ad opere mai completate in un territorio devastato – sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -. Già in passato il Consiglio Regionale era espresso all’unanimità con due Ordini del Giorno sulla situazione di Mozzate, ponendo limiti precisi al recepimento di rifiuti nella discarica ora utilizzata e indicando
inoltre la necessità di procedere ad un risanamento ambientale. E’ tempo che tali impegni vengano mantenuti”. La situazione è dunque grave e la discarica di Mozzate tornerà al centro dei lavori della VI Commissione Regionale che, al più presto, effettuerà una nuova audizione cui saranno invitati i rappresentanti dell’Arpa, dei Comuni di Mozzate e Gorla Maggiore, nonché delle Province di Como e Varese, cui seguirà un sopralluogo in loco. “Soprattutto sarà importante capire il ruolo svolto finora dal Comune di Mozzate che, a differenza di quello di Gorla Maggiore, non ha mai accantonato risorse per intervenire in caso di necessità dovute alla presenza della discarica e che invece figura al II posto a livello nazionale quale comune con il maggior tasso di indebitamento pro-capite” conclude Gaffuri.
Il video

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Commissari dei parchi regionali: ennesima spartizione di poltrone

La Regione continua a mettere le mani sui parchi, nonostante quanto previsto dalla recente norma sui parchi proprio a garanzia dei territori. Sono stati appena designati dalla Giunta i membri dei Consigli di Gestione dei Parchi regionali e delle Riserve Naturali. Su 22 designazioni, nessuna di quelle effettuate è espressione delle proposte che arrivavano dagli amministratori locali, dai cittadini, dalle associazioni, né dai consiglieri dell’opposizione. Pdl e Lega si sono spartiti rispettivamente 13 e 9 nomi da insediare nei Consigli di Gestione. “Come recita la legge regionale 12 del 2011 il Consiglio di Gestione di un parco dovrebbe essere eletto tra amministratori, esperti, o personalità di rilievo del territorio degli enti locali interessati dal parco – spiega il capogruppo del Pd Luca Gaffuri – . Quanto è invece accaduto con queste nomine è l’ennesima riprova che la recente conquista di legge è stata disattesa e che la Regione continua a scegliere i consiglieri sulla base di una spartizione delle poltrone che non viene impedita nemmeno dalla nuova norma proposta e fatta approvare dal Pd proprio a garanzia dei territori e dei loro effettivi bisogni”.

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Inchiesta rifiuti: Formigoni risponde ai mass-media invece che ai consiglieri

Riunione dei capigruppo questo pomeriggio, in Consiglio regionale, al Pirellone, da cui è emersa una netta spaccatura tra maggioranza e minoranza sulla necessità che dei fatti di questi giorni e dell’inchiesta sui rifiuti che ha portato ad arresti eccellenti, si discuta in Aula, alla presenza del presidente Formigoni. “Abbiamo chiesto chiaramente e per l’ennesima volta in due giorni che il presidente di una Regione che qualche problema certamente lo ha, venga in Consiglio regionale, che è la massima assise della Lombardia, a riferire sui fatti che riguardano un ex membro della sua Giunta, nonché vicepresidente del consiglio stesso e appartenente al suo stesso partito, il Pdl – dicono Luca Gaffuri, capogruppo Pd, Stefano Zamponi, capogruppo Idv, Gianmarco Quadrini, capogruppo Udc, e Chiara Cremonesi, capogruppo di Sel –. Ma Lega e Pdl non ne hanno voluto sapere. La maggioranza non intende discutere nel luogo deputato di ciò che sta accadendo”, sintetizzano le opposizioni. E nemmeno lui, Formigoni, “risponde ai nostri appelli, se non a distanza e con tentativi di difesa a oltranza della sua posizione rispetto alla vicenda Nicoli Cristiani. Ma Formigoni non risponde neanche a una richiesta istituzionale come quella fatta da una parte dell’Ufficio di presidenza, la vicepresidente Sara Valmaggi e il consigliere segretario Carlo Spreafico, che pure hanno chiesto una chiarimento al presidente di Regione Lombardia che tuteli prima di tutto la persona coinvolta e lo stesso Ufficio di presidenza”, continuano i capigruppo di minoranza. 

Tuttavia, rilevano con amarezza che “se non risponde a noi, Formigoni va però a tutte le trasmissioni e fa le conferenze stampa per dare la sua versione dei fatti prima ai mass media che a noi che di questa Regione siamo i rappresentanti dei cittadini, delle comunità e dei territori”.

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Oggi in Commissione VI la conferma che i contributi dell’Assessorato alla Protezione Civile sono stati inadeguati di fronte al disastro ambientale

“Sono esterrefatto dall’assenza dei rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale di Como nell’audizione che si è svolta stamattina presso la VI Commissione “Ambiente e protezione civile” di Regione Lombardia per fare il punto sugli interventi di ripristino e tutela a Brienno dopo gli eventi disastrosi dello scorso 7 luglio. Un’assenza che, visto e considerato che l’invito era stato rivolto a due assessori (Sergio Mina, assessore al territorio, ed Ivano Polledrotti, assessore alla Protezione Civile), è dimostrazione di una chiara volontà di non voler assolutamente confrontarsi su questo argomento”. Così tuona Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale al termine dell’audizione del sindaco del paese rivierasco, Patrizia Nava, accompagnata dall’arch. Alessandro Colombo, responsabile del servizio “Assetto del territorio”. Nel corso dell’audizione è stato illustrato come Regione Lombardia sia intervenuta assicurando meno dell’80% di quanto previsto per il pronto intervento dopo l’evento calamitoso (a fronte di una spesa di 205.000 euro il Comune rivierasco ha dovuto sostenere spese per 80.000 euro): “E’ stata la dimostrazione lampante di come i contributi messi a disposizione dall’Assessorato regionale alla Protezione Civile non si siano affatto dimostrati adeguati a sopperire alla grave carenza di risorse che il Comune di Brienno si è trovato a sperimentare di fronte alla gravità dei danni” sottolinea Gaffuri. Inoltre rimane ancora inevasa la richiesta di sostegno a coloro che hanno perso l’abitazione o i locali produttivi: “E dire che il 26 luglio scorso il Consiglio Regionale ha invitato la Giunta a rivedere la propria deliberazione con la quale, nel 2010, ha limitato il sostegno finanziario della Regione Lombardia per le opere di ‘somma urgenza’ e di ‘urgenza’ svolte dai piccoli comuni e richiesto che vengano individuate opportune forme di sostegno per i privati in caso di perdita o danno grave degli immobili adibiti ad abitazione principale o a funzioni d’impresa – ribadisce Gaffuri -. L’audizione ha confermato come, finora, la Giunta regionale non ha dato seguito alla menzionata deliberazione del Consiglio. I cittadini vogliono, giustamente, risposte e se la Giunta non prende in alcuna considerazione quanto deciso in modo chiaro e lampante dal Consiglio, ecco quindi il facile accostamento dell’organo legislativo regionale quale ennesimo ‘ente inutile’“. Qualche raggio si sole sembra essere assicurato invece dallo stato dello studio per la messa in sicurezza del paese che è stato accolto in Regione e a sua volta finanziato con 83.000 euro. A fine luglio Brienno è stato inserito nell’”Accordo di programma nella tutela del suolo”, predisposto da Regione Lombardia e Governo, per un impegno pari ad un milione di euro. Lo studio ha individuato priorità che comportano una spesa di ben 5,5 milioni. L’obiettivo dell’esecutivo regionale è assicurare i contributi per coprire tale differenza attraverso risparmi finali su altre azioni analoghe previste nel territorio lombardo; tuttavia questo significa che molti degli interventi previsti a Brienno saranno possibili solo dopo la conclusione dei lavori già in corso altrove, quindi molto in là nel tempo.

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Arresto Nicoli Cristiani: Formigoni in aula subito e dimissioni immediate del vicepresidente

Sull’arresto del vicepresidente del Consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani intervengono Luca Gaffuri e Maurizio Martina, capogruppo consiliare e segretario regionale del Pd: “Chiediamo al presidente Formigoni di venire in Aula a riferire già nella seduta di martedì prossimo, ma anche di dare avvio quanto prima a un’indagine all’interno dell’Arpa. Sono poi necessarie le dimissioni di Nicoli Cristiani dal suo incarico nell’Ufficio di presidenza del Consiglio, perché tutti si devono far carico di tutelare, in un momento così delicato, la funzione e il ruolo della stessa assemblea”.

E aggiungono: “Da altre delicate vicende, fra cui il caso San Raffaele, fino a quest’ultima, emerge un grave problema di rispetto delle regole e di efficacia e autonomia del sistema regionale dei controlli. Non si tratta certo di sole vicende personali, bensì di un serio problema che coinvolge direttamente l’operato dell’amministrazione regionale. Per questo, ci aspettiamo che nessuno voglia minimizzare quanto accaduto”.

Capogruppo e segretario regionale ricordano infine l’impegno del Pd: “La nostra battaglia sulla cava di Cappella Cantone era giusta e proprio per questo avevamo chiesto solo poche settimane fa al Consiglio di sospendere il decreto regionale che aveva autorizzato l’avvio dei lavori della discarica di amianto”.

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La nautica lariana ha bisogno di ben altro che solo di un maxi porto marina a Villa Erba

“Credo che sia quanto meno fuori luogo in questo momento che l’attenzione riservata da Regione Lombardia nei confronti di Villa Erba sia dedicata esclusivamente al disastroso progetto dal punto di vista ambientale per la realizzazione del nuovo porto marina. Le priorità per il settore della nautica lariana sono ben altre. Basterebbe leggere il contenuto del Patto per lo sviluppo sottoscritto lo scorso mese di marzo: trovare nuove sinergie finalizzate alla progettazione, alla produzione, alla ricerca, all’innovazione; valorizzare gli elementi di creatività; formare risorse umane. Regione Lombardia invece sembra prediligere ancora una volta interventi invasivi neanche fosse un’impresa edile”. Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, commenta l’approvazione da parte della Giunta regionale della Deliberazione che fa suo l’accordo di programma per la costruzione del polo turistico-fieristico nautico a Villa Erba di Cernobbio. “Credo fermamente che questo progetto debba essere completamente rivisto – sottolinea Gaffuri – e che per favorire il rilancio, anche d’immagine, di Villa Erba basterebbe provvedere alla sistemazione delle vecchie costruzioni già esistenti prevedendo la realizzazione di nuovi posti barca riqualificando il porticciolo già esistente. Il porto-marina finora configurato prevede infatti una serie di interventi invasivi nell’ambiente dell’ex galoppatoio. Come già sottolineato le priorità per il settore nautico lariano son ben altre che avere a disposizione un nuova infrastruttura di questo genere che potrebbe rappresentare il secondo scempio nel primo bacino del Lario dopo quanto sta interessando il lungolago di Como».

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