Archivi categoria: Ambiente e agricoltura

Frontalieri: il centrodestra li lascia allo sbando

Siamo alla fine della legislatura e l’amministrazione regionale di centrodestra non ha trovato nemmeno una soluzione per il problema dei frontalieri. La Commissione speciale rapporti Lombardia Confederazione elvetica ha perso man mano la sua forza e lo stesso motivo di esistere. Era necessario tenere aperte le porte con i nostri vicini. Bisognava analizzare bene le questioni aperte e trovare loro una soluzione. Ad esempio, uno dei temi che più fanno arrabbiare i ticinesi è quello del traffico. E giustamente, a ben vedere: purtroppo 60mila persone che entrano ogni giorno in un territorio tutto sommato contenuto e probabilmente ciascuna con la propria auto, non sono certo un bene per l’ambiente. Una soluzione c’era e si poteva cominciare a percorrerla, ma il centrodestra, Lega in testa, non ne ha voluto sapere.
Avevo presentato un emendamento al bilancio di previsione 2018-2020 in cui chiedevo intanto di provvedere al finanziamento per lo sviluppo almeno per l’area dell’Olgiatese, dove molti frontalieri vivono, di progetti di trasporto pubblico transfrontaliero. Dopo l’apertura dell’Arcisate-Stabio, è fondamentale investire sul trasporto pubblico dei territori di frontiera comaschi. Inoltre, si poteva studiare l’agevolazione di forme innovative, quello che si chiama car pooling, per la mobilità condivisa di questi lavoratori.
Non erano somme impossibili: si trattava di aumentare di 300mila euro lo stanziamento per i trasporti pubblici, ma il centrodestra ha preferito lasciare la situazione com’è. Non lamentiamoci poi, però, se siamo nel mirino della politica ticinese.

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Per la montagna servono un riordino e le piste tagliafuoco

La montagna e il Triangolo lariano sono stati al centro di altre mie richieste per il bilancio del 2018. Ho presentato due emendamenti rispettivamente da un milione sul capitolo relativo allo Sviluppo sostenibile del territorio montano dei piccoli Comuni, e da 600mila euro sulla missione Soccorso civile.
Da un lato volevo che venisse finanziato un progetto per la riqualificazione e lo sviluppo del territorio montano della sponda ovest del Lago di Como, con iniziative di riordino e accorpamento fondiario, operazione che viene attesa da tempo. Significa pensare a un progetto per l’accorpamento delle proprietà spezzettate tra diversi proprietari.
Dall’altro, i 600mila euro potevano essere utili in tema di Protezione civile per gli investimenti per il sistema di piste tagliafuoco nel Triangolo lariano. In questo caso si tratta proprio di una questione di sicurezza dei nostri territori, soprattutto silvestri, dopo gli incendi che nei mesi scorsi hanno interessato queste zone. Ma la tutela dell’ambiente abbiamo visto in questi cinque anni, non è stata proprio tra le priorità della Giunta Maroni che non ha voluto approvare queste richieste.

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Un parco, finalmente, 34 anni dopo

Trentaquattro anni per avere un parco. Non perché non ci fossero proposte di legge che lo istituissero, ma perché erano forse gli interessi a bloccarlo. Finalmente, in pratica a fine legislatura, il consiglio regionale della Lombardia ha approvato l’Ampliamento dei confini del parco regionale delle Groane e l’accorpamento della riserva naturale Fontana del Guercio e del parco locale di interesse sovracomunale della Brughiera Briantea.
Ero stato uno di quei  consiglieri che a suo tempo, ancora nel 2007, presentò l’ennesima proposta di legge per il parco, perciò per me, questo riconoscimento rappresenta un momento storico perché la prima volta che si iniziò a parlare di parco della Brughiera era il 1983, quando nel Piano generale delle aree protette era stata data particolare rilevanza territoriale all’area della brughiera, appunto.
Voglio ricordare che questa è un’iniziativa che nasce dal basso, grazie a un comitato promotore che ha seguito passo passo tutto lo svilupparsi del percorso, con alcuni momenti in cui le speranze andavano affievolendosi. Ma la costanza di portare avanti un progetto di questo tipo e di coinvolgere la cittadinanza, le associazioni, organizzare convegni, raccolte di firme, iniziative di conoscenza delle aree del parco oggi ha ripagato.
Quello raggiunto è però un punto di partenza perché andiamo a normare l’area del parco, estendendo le Groane alla brughiera, però poi un parco va fatto vivere. È un territorio di pregio, ma all’interno di una zona molto urbanizzata: proprio per questo va il più possibile protetto e valorizzato. Ora, speriamo che entrino a farne parte anche tutti i Comuni che finora, forse sconfortati da come andavano le cose, consideravano questo risultato una chimera.

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Pizzo Cengalo: la situazione analizzata in Commissione Ambiente

Su mia richiesta, la Commissione Ambiente ha ospitato l’audizione con l’assessore alla Sicurezza e protezione civile, l’assessore al Territorio, urbanistica e difesa del suolo e gli amministratori del territorio di Sondrio in merito alle ripercussioni prodotte dalla frana del Pizzo Cengalo del 23 agosto scorso.
I problemi che la frana ha portato sono sostanzialmente due: da un lato, lo spostamento dei detriti sulla strada ne ha provocato la chiusura praticamente fino a fine novembre, con tutti i disagi del caso per coloro che, frontalieri e non, da lì passano per raggiungere il Canton Grigioni; dall’altro, il materiale che si è riversato nel fiume Mera ha prodotto tali e tanti danni che i pescatori professionisti del lago di Mezzola hanno il timore che non ci sia più vita né riproduzione e si chiedono se sia necessario il ripopolamento.
Ma almeno su questo fronte i tecnici della Regione, che accompagnavano gli assessori, sono stati rassicuranti: nel lago di Mezzola e quindi nell’alto lago di Como non ci sono stati ritrovamenti di pesci morti e, forse, quelli che ci sono si sono stabiliti sul fondo. In ogni caso, la situazione va monitorata per vedere cosa accadrà nei prossimi mesi.
Diverso il discorso per la fruibilità della strada: sul lato grigionese gli amministratori svizzeri hanno deciso di creare una vasca di decantazione, che è stata anche ampliata, che dovrebbe riuscire a impedire all’eventuale frana di bloccare il passaggio per più di qualche giorno. Ma di fatto dal 23 agosto la strada principale è stata riaperta il 24 novembre. Quindi, nell’eventualità, il test è tutto da verificare. Ecco perché ci sembrava importante invitare a questa audizione anche il presidente del Canton Grigioni, con cui c’è un rapporto costante, ma un confronto diretto aiuta sempre. Invece, a dispetto della mia richiesta, questo invito non è stato fatto.

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Finalmente la Brughiera Briantea diventerà parco regionale

Sono rimasto molto soddisfatto dell’approvazione, da parte della Giunta regionale, dell’avvio dell’iter del progetto di legge per l’ampliamento dei confini del Parco regionale delle Groane e per l’accorpamento del Plis della Brughiera Briantea. Si tratta di una storia lunga e articolata che ha visto diverse interruzioni e che è cominciata nel lontano 1997 su sollecitazione di alcuni Comuni e del Parco locale di interessa sovracomunale.
Se la prima proposta di legge di iniziativa consiliare per l’istituzione del Parco della Brughiera è infatti del 2000, la seconda di cui sono stato firmatario (il pdl 152/2006) non è mai arrivata a discussione, ma un ordine del giorno del 2009 approvato dal consiglio regionale riportava di attualità la questione nell’VIII Consiliatura. Infine nel 2013, l’assessore regionale all’Ambiente esplicitava le difficoltà a sostenere l’istituzione di un nuovo parco regionale, ma manifestava contemporaneamente la disponibilità a favorire l’accorpamento delle aree oggetto della proposta a un parco regionale già esistente.
Proposto da anni dal Pd, seguito con ardore dal Comitato promotore e da alcuni Comuni del territorio comasco e monzese, il territorio della Brughiera Briantea aspettava, dunque, da 20 anni questo momento. Un primo passo è stato fatto, siamo certi che questa nuova decisione potrà garantire maggiori tutele e valorizzare al meglio le aree interessate, come del resto i 13 Comuni adiacenti chiedono da anni. Ora è importante che l’ampliamento arrivi a termine entro fine della legislatura.

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La Commissione speciale con la Svizzera è sparita nel nulla

Dal Canton Ticino i giornalisti chiedono informazioni sulla seduta che dovrebbe veder riunita la Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica con la sua ex presidente, ora assessore regionale. E io che sono segretario di quella Commissione non ne so assolutamente nulla.
Mi chiedo che senso abbia tenere in vita un organismo che non si riunisce da mesi, esattamente da fine marzo, quando abbiamo ricambiato, dopo anni, la visita al Gran consiglio a Bellinzona. Un’occasione per mettere sul piatto i molti temi ancora aperti, ma che nel nostro caso è rimasta totalmente in sospeso.
E gli argomenti, appunto, non solo non mancano, ma crescono di mese in mese: se le questioni legate ai frontalieri e alla posizione della politica ticinese nei loro confronti è sempre in cima all’agenda, ricordo che i progetti sul trasporto ferroviario rimangono aperti: dovremmo verificare il rispetto del cronoprogramma dell’Arcisate-Stabio, ma vorremmo saperne di più anche sulla Milano-Chiasso e sugli interventi nella stazione svizzera.
Quest’estate si è aggiunta la vicenda della frana del Pizzo Cengalo che, sebbene sia più legata al Canton Grigioni, ha necessità di essere affrontata in Commissione speciale, visto interessa le nostre popolazioni e il traffico frontaliero in quella zona. Sempre sul fronte delle novità, la Giunta regionale ha approvato un progetto di legge di legge di ratifica relativo alla cooperazione culturale tra Regione Lombardia, i Cantoni Ticino e Vallese e la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, che dovrebbe passare in consiglio regionale, ma non è stata per ora calendarizzata. E naturalmente, men che meno, è previsto se ne parli in Commissione.
Da segretario ho più volte sollecitato, via lettera, il presidente della Speciale a convocare almeno una seduta e reitererò l’invito. Non mi resta che incrociare le dita e attendere.

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Sul Pizzo Cengalo ascoltiamo gli enti locali e il Canton Grigioni

Le ripercussioni sul territorio lombardo della frana del Pizzo Cengalo dello scorso agosto, sono al centro di una richiesta di audizioni che ho presentato al presidente della Commissione Ambiente del consiglio regionale.
Considerata la portata e la gravità dell’evento, le importanti ricadute ambientali che investono il fiume Mera e il territorio lombardo e che interesseranno nel medio e lungo periodo il corso d’acqua e le aree circostanti, ho chiesto che sia calendarizzata con particolare urgenza una seduta congiunta delle Commissioni Ambiente, Territorio e speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, per poter approfondire il tema.
Vanno innanzitutto ascoltati gli assessori regionali all’Ambiente, al Territorio, alla Protezione Civile e ai rapporti con la Svizzera affinché possano informare i consiglieri in merito alla situazione ambientale e idraulica del fiume Mera, ai possibili rischi idrogeologici derivanti da eventuali ulteriori crolli e alle azioni messe in campo da Regione Lombardia o da avviare per prevenire e mitigare il rischio e per limitare i danni, purtroppo già in atto, anche attraverso il coordinamento di iniziative locali.
Ho chiesto anche che vengano ascoltati anche i presidenti del Governo del Cantone dei Grigioni, delle Province di Como, Lecco e Sondrio e della Comunità montana della Valchiavenna.

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Derivazioni idriche, una moratoria per tutelare i corsi d’acqua comaschi

Il Gruppo regionale del Pd ha votato a favore, questo pomeriggio, in Consiglio regionale, della mozione, approvata all’unanimità, che chiede una moratoria di tutte le nuove concessioni di piccole derivazioni sull’intero territorio lombardo, almeno fino a quando non saranno elaborati il bilancio idrologico regionale da parte di Arpa e il programma di tutela e uso delle acque. I corsi d’acqua lombardi sono, infatti, largamente sfruttati dal punto di vista idroelettrico con conseguenti impatti sull’ambiente e sulla biodiversità. Continua a leggere

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Piccolo produzioni alimentari: grazie a noi sono tutelate

D’ora in poi, anche una cucina di un’abitazione civile, con determinate caratteristiche igienico-sanitarie, potrà essere utilizzata per la preparazione, il confezionamento e la conservazione di piccole produzioni locali, come ad esempio lo zafferano. Un risultato non da poco per l’economia di montagna che viene portato a casa grazie a un emendamento voluto dal Pd, in Consiglio regionale, in fase di discussione e approvazione dell’assestamento di bilancio. Continua a leggere

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Parco Valle Lambro, ampliati i confini nel comune di Eupilio. Ora più territorio tutelato

1123025-Travel_Picture-Parco_Nazionale_dello_StelvioCon l’approvazione, avvenuta questo pomeriggio in Consiglio regionale, del progetto di legge che modifica il Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione dei parchi, sono stati ampliati i confini del Parco regionale della Valle del Lambro, così come richiesto dal Comune di Eupilio. Quindi, d’ora in poi, un’altra parte del territorio comunale rientrerà nell’ambito di tutela del parco. “Esprimo soddisfazione per la decisione di Regione Lombardia di accogliere la richiesta del consiglio comunale di Eupilio di ampliare i confini del parco nel proprio comune – commenta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd –. Il territorio interessato ha una superficie di circa 16 ettari che si aggiungono ai 232 già ricompresi nell’attuale perimetro del parco, determinando una superficie complessiva interna all’area protetta di circa 248 ettari. Un bel risultato per una comunità che gode già di un’ottima localizzazione e che fa del rispetto ambientale un suo punto di forza”. Continua a leggere

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