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Como: i nostri candidati sono figure di alto profilo professionale

Non si sono fatte attendere le repliche alla lettera del presidente della Camera di Commercio Paolo De Santis, che su La Provincia di domenica 13 maggio giustificava la propria mancata discesa in campo alle recenti elezioni amministrative con la scarsezza di «condizioni ragionevoli in termini di autonomia nelle scelte della squadra di consiglio e di giunta». «Se De Santis si riferiva al Pdl, devo accordargli ragione: si sono presentati con liste zeppe di ex consiglieri comunali e di circoscrizione» è stato il commento del Capogruppo in Regione Lombardia del PD, Luca Gaffuri. «Per quanto riguarda Mario Lucini, il rinnovamento ci sarà – aggiunge -, e lo dimostra il fatto che i sette candidati della lista civica corrispondano a figure di alto profilo professionale che non hanno mai fatto parte del consiglio. Temo che il presidente della Camera di commercio facesse riferimento alla sua esperienza politica  personale, dei tempi in cui fu membro della prima giunta Botta». (La Provincia di Como – 14 maggio)

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Navigazione: dal territorio deve alzarsi una voce unica e condivisa in difesa del servizio

FILT-CGIL, FIT-CISL e UIL Trasporti Lombardia hanno indetto oggi, 11 aprile, uno sciopero di 8 ore dei lavoratori della Navigazione Laghi per protestare contro i tagli al servizio. Una manifestazione che segue un’iniziativa analoga svolta lo scorso 12 maggio. A Como, al presidio di piazza Cavour, hanno partecipato l’on. Chiara Braga, deputata, Luca Gaffuri, capogruppo PD in Consiglio Regionale, ed il candidato sindaco per le forze di centrosinistra per la città di Como, Mario Lucini.
«I problemi relativi alla Navigazione laghi non sono di facile né di immediata soluzione – ha affermato Gaffuri -. In questo momento è necessario che dal territorio si alzi una voce forte ed univoca che faccia percepire al Governo la gravità della situazione. Credo che si debba proseguire nella proposta lanciata due settimane or sono a Desenzano del Garda da parte del Partito Democratico, ovvero che i Consigli regionali di Piemonte, Lombardia e Veneto, nonché la Provincia autonoma di Trento, affrontino il problema in maniera condivisa ed assumano insieme una posizione chiara sull’attuale situazione in cui versa la navigazione lacuale».
Sventolando diversi striscioni di protesta i lavoratori a Como hanno poi dato vita ad un corteo che si è diretto fino alla Prefettura cittadina. «La navigazione rappresenta un servizio troppo importante per il territorio lombardo – ha sottolineato Gaffuri -, sia per quanto riguarda il trasporto turistico ma anche come mezzo pubblico. Sul lago di Como la bigliettazione di pendolari e studenti supera quota 60% facendo di aliscafi e battelli il principale mezzo di trasporto pubblico della popolazione rivierasca che li preferisce agli autobus ed ai treni sulla sponda orientale».
«La questione Navigazione non riguarda, a livello generale, il persistere di inefficienze o il bisogno di concretizzare ulteriori razionalizzazioni. Si tratta di un servizio importante per il nostro territorio che fornisce, inoltre, prospettive per generare ulteriore occupazione non soltanto nel settore bensì anche per tutto l’indotto. E’ dunque necessario che tutti i territori serviti dai mezzi della Navigazione Laghi abbiano una voce unica e condivisa attraverso la quale difendere il trasporto lacuale».

 

Il video della manifestazione:

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Ristorni: molto soddisfatti dello sblocco

Siamo molto soddisfatti di questo primo risultato, per il quale abbiamo lavorato a lungo in Consiglio, così come i nostri parlamentari hanno fatto a Roma. Insieme, ognuno per le proprie competenze, ci siamo impegnati perché si trovasse uno sbocco positivo, che oggi finalmente è arrivato, grazie all’interessamento del Governo Monti che, come avevo detto a Lugano, durante l’incontro bilaterale con il Consiglio regionale, si è dimostrato più capace del ministro Tremonti di assumere decisioni e di instaurare un dialogo costruttivo. Si è mosso finalmente il sistema Italia, con una sinergia tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali, che deve continuare fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi della trattativa. Per i comuni e le comunità locali di frontiera è un risultato importante. Bisogna ora continuare il confronto, che è partito finalmente in modo proficuo, per garantire ai frontalieri l’adeguato trattamento e per risolvere le questioni che riguardano la regolarizzazione dei patrimoni detenuti in Svizzera”. Così Luca Gaffuri, capogruppo in Regione Lombardia del PD, commenta lo sblocco dei ristorni dei frontalieri avvenuto oggi dopo l’avvio del dialogo tra i governi italiano ed elvetico in merito alle questioni aperte sul fronte finanziario e fiscale. “Confido che, dati i buoni rapporti storicamente consolidati tra Italia e Svizzera in sede di revisione degli accordi sui lavoratori frontalieri non venga presa in considerazione una quota di ristorno inferiore a quella attuale, pari al 38,8%, in quanto questo potrebbe avere effetti drammatici per le finanze di numerosi comuni di confine. Questi paesi, molto spesso piccoli centri, non hanno la possibilità di assicurarsi altre entrate visto che i propri cittadini lavorano all’estero. Confidiamo che il Governo elvetico, nel momento in cui si effettuerà, dunque, la revisione di questi accordi non arrivi a prendere in considerazione quote di ristorno inferiori a quella attuale sul modello di quanto recentemente negoziato con l’Austria (quota di ristorno pari al 18,5%)”.

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Soddisfazione per il risultato elettorale di Como ed Erba

Grande soddisfazione per il risultato generato dalla voglia di cambiamento che anche a Como ha dato segnali molto forti. Lucini, per competenza e serietà, interpreta al meglio il ruolo di prossimo sindaco della città. I 15 giorni che ci aspettano porteranno i cittadini ad apprezzare ulteriormente la proposta del centro sinistra, che ha sempre dimostrato capacità di ascolto e di dialogo. Per quanto riguarda Erba siamo convinti che, al secondo turno, Michele Spagnuolo saprà giocarsi con successo la partita.

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Formigoni a metà classifica ancora prima dello scandalo Maugeri, figuriamoci ora

“Se Formigoni è finito a metà classifica prima che scoppiasse il caso Maugeri, che fosse arrestato Antonio Simone, che uscissero le notizie sui suoi viaggi extralusso forse pagati da Daccò, che amici di CL prendessero le distanze pubblicamente, figuriamoci quale tasso di gradimento possa avere oggi. La verità è che un ciclo è finito e Formigoni deve prenderne atto”.
Così dichiara Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Regione Lombardia, commentando la classifica di gradimento dei governatori lombardi stilata da Datamonitor sulla base di una ricerca condotta intervistando i cittadini tra il 20 gennaio e il 28 marzo 2012.

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Sanità: Regione Lombardia è la più generosa d’Italia per le funzioni non tariffabili

“Nei recenti scandali della sanità lombarda esistono verità che vanno raccontate e sono quelle dei numeri che Formigoni non dice. Dopo il capitolo della cosiddetta legge Daccò, c’è quello, ben più cospicuo, delle “funzioni non tariffate”, diverse cioè da quelle rimborsate secondo il meccanismo dei drg: un fiume di denaro che Regione indirizza per quasi il 20% verso strutture sanitarie private. Agli Irccs privati e alle case di cura private tra il 2008 e il 2010 sono stati assegnati oltre 576 milioni di euro, di cui quasi 147 al San Raffaele e più di 72 alla Maugeri. Oggetto del finanziamento sono soprattutto il potenziamento della ricerca, della riabilitazione, la didattica e l’emergenza urgenza, definiti con un evidente margine di discrezionalità. Ad ammetterlo è lo stesso Daccò, che nell’interrogatorio, a quanto si apprende, parla della sua abilità a far ottenere ai suoi clienti molti soldi da questi capitoli”. Il fiume di denaro, ha spiegato oggi durante una conferenza stampa il vicesegretario regionale del Pd Alessandro Alfieri, è un miliardo di euro l’anno per ognuno degli ultimi tre. “Solo altre quattro Regioni – aggiunge – ovvero Puglia, Veneto, Liguria e Lazio, danno risorse anche agli Irccs privati, ma in misura molto minore”.
“Pur essendo consapevoli della necessità di finanziare l’eccellenza – ha aggiunto la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi – i dati dimostrano che il criterio della flessibilità nell’erogare fondi alla ricerca ha sconfinato troppo nella discrezionalità. Un sistema che non è più accettabile, occorre rivedere la normativa prevedendo dei tetti di spesa o comunque criteri più stretti”.

I numeri

Dal verbale dell’interrogatorio di Pierangelo Daccò del 17 aprile: “Quando lei fa una prestazione sanitaria, la prestazione ha un ritorno. Viene pagata questa prestazione da parte della Regione Lombardia. Nel pagamento sono inclusi i costi. I costi sono compresi in una tabella. Ci sono dei costi che non vengono compresi in questa tabella, che comunque l’ente sostiene. Allora vengono riconosciute con questo istituto delle funzioni non tariffabili”.
Un miliardo di euro l’anno su 17 miliardi di euro (dati 2011), più che in ogni altra Regione italiana: è la spesa per le “funzioni non tariffabili”, che la Regione Lombardia riconosce alle strutture sanitarie con evidenti margini di discrezionalità. È questa la voce più cospicua del bilancio sanitario regionale su cui si concentrava il lavoro di Pierangelo Daccò, come si evince dalla lettura dei verbali di interrogatorio. La Lombardia riserva alle funzioni non tariffabili circa il 6% del fondo sanitario regionale, seguita dal Lazio, Veneto, Liguria e Puglia. In Lombardia valgono il 15% dell’intera spesa ospedaliera. Tra gli scopi principali delle funzioni non tariffabili c’è la promozione della ricerca, e infatti una quota importante è riservata ai diciotto Irccs lombardi (Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico) pubblici e privati. Tra questi il primo beneficiario è il San Raffaele, che tra il 2008 e il 2010 ottiene quasi 147 milioni di euro, e quarta è la Maugeri, seconda però tra i privati, con oltre 72 milioni nello stesso triennio, su un totale di oltre 716 milioni di euro.
Le funzioni più remunerative per gli Irccs sono la ricerca, la didattica universitaria, la riabilitazione (la Maugeri è di gran lunga la maggior beneficiaria), e l’emergenza urgenza specialistica.

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Firme false: l’ennesima botta per Formigoni

Giuseppe Civati e Luca Gaffuri, consigliere e capogruppo regionali del Pd, commentano la notizia dell’avviso di garanzia a Guido Podestà, nell’ambito delle indagini relative alla presentazione delle liste elettorali regionali del 2010:

“L’ennesima botta per Formigoni. Le firme lo perseguitano fin dall’inizio della legislatura, e la chiusura delle indagini, che coinvolge direttamente il leader locale del Pdl, coincide con il momento peggiore per il presidente della Regione.

E’ un complotto anche questo, come sicuramente preciserà il governatore lombardo, o forse la semplice ricostruzione della vicenda “Firmigoni”, da noi più volte denunciata, fin dalla campagna elettorale del 2010?

A questo punto di firma ne manca soltanto una: quella delle dimissioni”.

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Nostra mozione su Formigoni dopo che i lombardi lo avranno sfiduciato alle amministrative

“Formigoni non tema, la nostra mozione arriverà appena dopo la sfiducia che i cittadini gli confermeranno nelle urne il 6 e 7 maggio, nel primo consiglio utile visto che la maggioranza ha respinto la nostra richiesta di convocare una seduta prima di quella data. Certo, è probabile che la mozione venga respinta in Aula, a meno che i consiglieri di maggioranza non votino responsabilmente un atto di sfiducia, rischiando così di perdere il seggio e di finire all’opposizione. Ricordiamo però al governatore che PDL e Lega hanno bocciato anche la mozione di sfiducia a Davide Boni, e ciò non ha impedito che gli eventi lo costringessero ugualmente a dimettersi”.
Lo dichiarano Luca Gaffuri, Stefano Zamponi e Chiara Cremonesi, capigruppo rispettivamente di PD, IdV e SEL in Consiglio regionale della Lombardia, in merito alla mozione di sfiducia a Formigoni.

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Le frequentazioni di Formigoni creano imbarazzo al Pdl e anche a CL

“Le disinvolte frequentazioni di Formigoni sono di grave imbarazzo per il suo partito, il Pdl, e anche per molti aderenti a Comunione e liberazione. La lettera a Tempi e la difficile giornata con il segretario Alfano ne sono prove evidenti. Anche l’utilizzo di un tono meno tracotante dimostra che finalmente Formigoni comincia a rendersi conto che il sistema che ha retto la Lombardia negli ultimi diciassette anni non regge più. E non occorre una sentenza della magistratura per riconoscere che è ora di tornare a dare la parola agli elettori”.
Lo dichiara Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Regione, dopo la lettera di Formigoni al sito Tempi.it in risposta alle dichiarazioni della moglie di Antonio Simone, l’ex assessore lombardo ora in carcere per l’inchiesta sulla distrazione di fondi alla fondazione Maugeri.

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Il bilancio sanitario non è di 7 ma di 17 miliardi.

I numeri sono numeri, e il bilancio della sanità lombardo non è di 7 ma di 17 miliardi di euro. La Giunta Formigoni non smentisca noi ma il Ministero della salute, di cui abbiamo pubblicato una tabella in modo integrale, tabella presa da una relazione pubblicata quando c’era il governo Berlusconi e il ministro era Ferruccio Fazio. L’arcano è presto svelato: l’ufficio stampa della Regione cita due voci, la medicina ospedaliera e la specialistica, mentre il ministero ne ricomprende anche altre, come la riabilitativa, la farmaceutica e la medicina generale”.
Così dichiarano il vicesegretario regionale del Pd Alessandro Alfieri ed il capogruppo PD in Consiglio Regionale in risposta alla nota della Regione Lombardia che lo smentisce (vedi nota LN-LOMBARDIA. SANITA’ PRIVATA, REGIONE SMENTISCE ALFIERI delle 18.06).

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