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Proroga PGT: “Si discuta subito la modifica della legge regionale 12 in Commissione”

“Otto mesi previsti dal nostro progetto di legge, depositato nei giorni scorsi, sono un periodo sufficiente per i comuni comaschi per concludere l’iter di approvazione dei Pgt e adeguarsi definitivamente alla norma”. Così il consigliere regionale del PD Luca Gaffuri commenta la delibera approvata ieri dalla Giunta che prevede un ulteriore termine al 30 giugno 2014.  “Si tratta della quarta proroga in 5 anni – spiega l’esponente del Pd – Per noi questa rappresenta un’ultima chiamata per i comuni inadempienti i quali hanno tutto il tempo per approvare i propri strumenti urbanistici entro fine anno. Apprezziamo l’approccio della Giunta che, a seguito della presentazione della nostra proposta di legge, ha affrontato la questione in maniera reattiva e nella direzione da noi indicata. Ora si tratta di valutare la durata di questa proroga. Ci auguriamo che la Commissione V affronti il prima possibile la modifica della Legge Regionale 12 e che questa discussione prenda finalmente in considerazione anche il nostro progetto di legge sul contenimento del consumo di suolo che è la principale emergenza di questa Regione”.

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Costi della politica: ma significativo passo avanti, per noi è priorità

La legge sui costi della politica sarà discussa in commissione entro l’inizio del mese di ottobre. Un piccolo passo avanti, secondo il PD, a cui appartiene il primo dei tre testi depositati in Regione e che ora saranno abbinati. È quanto ha deciso questa mattina la riunione dei capigruppo del Consiglio regionale lombardo, nella quale sono stati programmati i lavori dei prossimi mesi.

Certamente si poteva fare di più ma per arrivare all’approvazione in Consiglio entro la fine di ottobre occorreva ben altra convinzione da parte del centrodestra. Noi siamo dell’avviso che questa sia una priorità, mentre per altri è più importante definire la nuova bandiera della Lombardia.

Faccio riferimento a un progetto di legge firmato dalla Lega che è all’ordine del giorno della seduta di giovedì della commissione affari istituzionali, la stessa che assieme alla commissione bilancio dovrà licenziare il provvedimento sulla riduzione dei costi della politica.

“Dopo la presentazione del nostro testo, a giugno, anche PDL e Lega hanno depositato una propria versione – continua il capogruppo del PD -. Ci sarebbero quindi le condizioni per fare bene e in fretta, ma avremmo preferito che la capigruppo definisse una data per la discussione in Consiglio, come spesso accade quando un provvedimento è ritenuto importante e urgente. Un primo risultato lo abbiamo però ottenuto: quando abbiamo discusso a fine giugno una mozione sui costi della politica PDL e Lega ci accusavano di fare demagogia. Oggi, almeno, abbiamo ottenuto che la commissione cominci l’iter di approvazione.”

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Imprese, il bilancio regionale 2011 non sostiene la crescita economica

Euro-fioreÈ questa la critica mossa oggi dal PD lombardo in un seminario aperto alle organizzazioni imprenditoriali e sindacali svoltosi questa mattina, venerdì 3 dicembre, al palazzo Pirelli. Presenti al tavolo il capogruppo PD Luca Gaffuri, il segretario regionale Maurizio Martina, il vicesegretario Alessandro Alfieri e il responsabile nazionale economia e lavoro del PD on. Stefano Fassina. Il PD, con il capogruppo Gaffuri, ha puntato il dito contro i tagli ai settori produttivi, che vedono una riduzione del 57% (-6,8 milioni) delle risorse per le politiche attive (spese correnti) per Industria e artigianato e del 50% (-10,5 mln) per il turismo. Va meglio all’agricoltura, che grazie ai fondi europei vedrà invece un aumento del 12% (+3,3 mln). Certo meglio che a Sport e giovani, le cui politiche subiscono un taglio del 97,44% (-8 mln).

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Trasporto pubblico: dire che l’aumento delle tariffe non supererà il 25 % è tragicomico

treni fnm“Dire che le tariffe aumenteranno ma non più del 25% appartiene al genere tragicomico. La realtà è un servizio di trasporto pubblico inadeguato, con treni, autobus e corriere vecchi e spesso inaffidabili, con convogli spesso guasti e non certo encomiabili per la pulizia. Un servizio pubblico che non migliorerà ma che costerà ai cittadini lombardi circa 100 milioni di euro in più. Stato e Regione tagliano e al cittadino tocca integrare con l’aumento di biglietti e abbonamenti: per quanto si cerchi di indorarla la pillola è questa.” Così il capogruppo del PD in Regione Lombardia Luca Gaffuri commenta le dichiarazioni rese oggi dal presidente Formigoni sul trasporto pubblico regionale.

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Acqua: discussione in Consiglio Regionale rinviata in attesa del Milleproroghe

acqua Il Pd aveva dapprima posto la pregiudiziale e quindi chiesto la sospensiva della trattazione del tema, motivandolo con il fatto che rischiava di essere troppo presto per dire una parola definitiva su una riforma che, a febbraio, potrebbe essere stoppata dalla Corte Costituzionale.

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Frontalieri: occorre maggiore integrazione

dogana chiassoProprio in risposta alle ritorsioni di alcuni gruppi politici del Canton Ticino, i consiglieri regionali del Pd Luca Gaffuri, capogruppo e comasco, Stefano Tosi, Alessandro Alfieri, varesini, Angelo Costanzo, sondriese, e Carlo Spreafico, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza regionale e lecchese, hanno portato in Aula una mozione, votata all’unanimità, in cui si chiede di impegnare la Giunta regionale “ad attuare tutte le iniziative affinché siano tutelate e rafforzate le relazioni di buon vicinato tra le comunità confinanti e siano tutelati i diritti di tutti i cittadini; ad attivarsi presso il nostro Governo perché sia manifestata alle autorità elvetiche il profondo disagio delle nostre comunità, siano tempestivamente attivate tutte le iniziative tese a riaffermare il reciproco rispetto culturale e morale tra le rispettive comunità; a promuovere con le competenti autorità cantonali tutte quelle iniziative volte a favorire una effettiva integrazione tra le diverse realtà confinanti”. E in questi giorni è partita la contro-campagna in risposta a quella dell’Udc ticinese (niente a che vedere con quello italiano), nota come “Bala i ratt”: manifesti appesi ai confini e volantini distribuiti in dogana in cui, con la metaforica immagine degli ingranaggi di un orologio, uno dei quali tricolore, si intende ribadire come i 45mila lavoratori frontalieri lombardi siano parte integrante dell’economia e delle fortune della Svizzera.

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Polo logistico, opportunità da non perdere

Pubblicato su “L’Ordine” del 23 novembre 2010

containersCittà e provincia devono guardare al futuro: anche a Como. Per questo mi è sembrato rilevante che dalle colonne dell’Ordine il presidente di Confindustria Como, Ambrogio Taborelli, rilanci sulla logistica come occasione da non lasciarsi scappare per lo sviluppo prossimo del territorio. L’esigenza di un polo di scambio intermodale ferro-gomma nasce infatti dal Tavolo per la Competitività della Camera di Commercio, che sta esercitando il ruolo di cabina di regia territoriale. E l’invito è lanciato al sindaco, che purtroppo non è stato sinora un assiduo frequentatore del tavolo, e alla politica lariana: se accolto, potrebbe essere occasione per superare i limiti che come esponente dell’opposizione rimprovero a chi ha la responsabilità di amministrare Como e provincia.

L’intermodalità, infatti, è una prospettiva di sistema: si parla di trasporti e di mobilità delle merci ma i presupposti sono la volontà di rilanciare economia e produzione provinciali e il bisogno di trovare una nuova mission per il settore spedizionistico comasco. Parliamo poi di un progetto che guarda agli scenari legati all’apertura di un’opera epocale come l’Alptransit e che tiene conto di ciò che avviene al di là dei nostri confini: le politiche del trasporto europee e svizzere. Si tratta di un passo verso un modello d’integrazione della mobilità più moderno e sostenibile di quello attuale: un modello ferro-gomma (ma a Como anche acqua, con i servizi di navigazione) che potrebbe essere adottato utilmente anche per la mobilità delle persone. E non dimentichiamo che la realizzazione di un polo logistico a Como, indurrebbe necessariamente a operare in termini di “Grande Como”, poiché mi pare improbabile che si possa individuare entro i confini del capoluogo un ’area adatta: occorre dunque agire meglio di quanto fatto per il Nuovo Sant’Anna, con le diatribe tra le amministrazioni di Como e San Fermo. Un progetto per la piattaforma intermodale chiederebbe agli amministratori comaschi di dare prova, una buona volta, di costanza e affidabilità. È vero: se può servire gli interessi della Svizzera in materia di politica dei trasporti e dell’ambiente, le autorità elvetiche offrono contributi finanziari per la costruzione d’infrastrutture ubicate all’estero, sulla base dell’ordinanza per la promozione del traffico combinato e grazie ai ricavi della tassa sul transito dei veicoli pesanti; è già successo a Busto Arsizio, ma anche per la galleria di Monte Olimpino. Servono, però, certezze: non aiuta perciò che il Comune di Como sia inadempiente nel progetto di riqualificazione legato alla stazione di Albate Camerlata, previsto dall’accordo in materia di ferrovie tra Lombardia e Cantone Ticino, né che negli strumenti di programmazione delle politiche della Giunta regionale di Roberto Formigoni la piattaforma intermodale comasca venga dimenticata (nell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale del 2009, nonostante avessi chiesto che vi fosse uno specifico piano d’area per l’area doganale) oppure recuperata in extremis (è il caso del recente Piano Regionale di Sviluppo, grazie a un emendamento votato in Consiglio regionale dopo che ho sollevato la questione). Neppure è un buon segno che il viceministro alle Infrastrutture Castelli dichiari alla rivista dell’Ufficio Federale svizzero dei Trasporti che il quadruplicamento della linea Chiasso-Monza è secondario, rispetto alla gronda ferroviaria Bergamo-Seregno: concetto ribadito nell’incontro del Comitato interministeriale italo-svizzero di cooperazione ferroviaria, svoltosi il 12 novembre a Lecco. Ecco: gli amministratori di centrodestra, finora supini, troveranno il coraggio di sostenere l’esigenza di un polo logistico comasco a Milano e a Roma, di fronte ai membri del loro stesso schieramento politico?

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100% Swiss Made? Altro che ratt…

pd_svizzeriLuca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, ha ricordato come questa sia “un’iniziativa portata avanti insieme dalle Federazioni del Pd di Sondrio, Como, Varese e Verbano-Cusio-Ossola. In questi mesi abbiamo assistito a una campagna di carattere denigratorio nei confronti dei frontalieri – ha detto Gaffuri –. E non è stata portata avanti da dei buontemponi, ma da una delle principali forze politiche della Confederazione elvetica, cioè l’Udc, partito di maggioranza relativa. Per noi è fondamentale dare una risposta di carattere politico”. Il metodo è presto detto: “Una campagna di affissioni che sarà fatta sui territori di confine e volantinaggio alle dogane. Inoltre – ha proseguito il capogruppo al Pirellone –, martedì prossimo (il 23 novembre, ndr), in Consiglio regionale, andrà in discussione una mozione sul tema che noi avevamo presentato appena partita la campagna, che sul momento era anonima e molto forte e solo dopo ne erano emersi i responsabili”. Il messaggio del Pd è chiaro, ha fatto notare Gaffuri: “I frontalieri sono una componente fondamentale per permettere all’economia del Canton Ticino e della Confederazione elvetica di funzionare. Abbiamo scelto come prodotto simbolo dell’economia svizzera un orologio, i cui meccanismi, da sempre sinonimo dell’efficienza elvetica, funzionano grazie al lavoro di tanti frontalieri che ogni giorno all’alba si alzano e attraversano i confini.

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Collaborazione italo-svizzera nei trasporti stradali e ferroviari

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Durante l’incontro le parti hanno constatato che nel settore del potenziamento dell’infrastruttura per il traffico ferroviario tra la Svizzera e l’Italia i lavori procedono senza particolari difficoltà. La costruzione della tratta Mendrisio – Varese avanza in entrambi i Paesi secondo programma. L’inaugurazione è prevista per il 2013. Anche il risanamento della galleria elicoidale di Varzo, lungo la linea del Sempione, si svolge regolarmente. In futuro si effettueranno altri risanamenti sugli assi nord-sud: quello acustico del tratto del Gamborogno sul Lago Maggiore lungo la linea di Luino nel 2011 e quello della galleria del Sempione tra il 2012 e il 2014. Nel 2015 e 2016 sarà poi risanata la strada del Sempione e, dopo il 2020, la galleria stradale del San Gottardo. Secondo il Comitato direttivo, questi interventi andranno coordinati. Sul piano dell’esercizio, una task force è stata incaricata di occuparsi degli aspetti della puntualità e della sicurezza per migliorare la qualità dei trasporti, in particolare per quanto concerne la tratta del Sempione. In ambedue i Paesi si impongono provvedimenti a medio termine per far fronte al pronosticato aumento del traffico. L’Italia prevede di attuare entro il 2015 una serie di interventi minori, quali la realizzazione di quattro punti d’incrocio tra Premosello e Vignale, mentre la Svizzera ultimerà entro il 2017 la galleria di base del San Gottardo ed entro il 2019 quella del Monte Ceneri. Entrambi i paesi – si legge ancora nel comunicato del DFT – promuovono inoltre lo sviluppo del traffico merci combinato. L’Italia prevede di aumentare le capacità del nodo di Novara e di realizzare la tratta denominata Gronda Est (Seregno – Bergamo). La Svizzera si incarica di chiarire la possibilità di ampliare entro il 2020 il profilo dell’asse del San Gottardo in modo da consentire la circolazione di convogli della strada viaggiante con un’altezza di 4 m agli angoli. L’attuazione di tali misure eviterebbe l’insorgere di problemi di capacità fino al 2020. Nei due Paesi sono altresì allo studio interventi a lungo termine da coordinare tra di loro. Sul fronte svizzero si tratta di progetti previsti dal programma Ferrovia 2030 e dell’ampliamento a quattro binari della linea Lugano – Chiasso. In Italia riguardano tra l’altro il potenziamento della linea di Luino per il traffico merci. Il Comitato ha il compito di assicurare l’applicazione della convenzione sulla garanzia della capacità delle principali linee che collegano AlpTransit alla rete italiana ad alta capacità.

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Fusione comunale in alto lago bocciata: sarebbe non democratico ignorare la volontà popolare

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Il referendum ha avuto natura consultiva, e non deliberativa, e la strada appare tracciata «e sarebbe illogico e poco democratico andare contro la volontà espressa dai cittadini e imporre comunque l’accorpamento – ha sottolineato Luca Gaffuri -. Il progetto non è passato ma i numeri sono stati confortanti: soltanto dieci anni fa una simile proposta avrebbe incontrato meno della metà dei consensi attuali. L’aver promosso assemblee pubbliche sull’argomento è stato utile per il futuro anche se c’è il rischio che, rimandando le scelte, i piccoli Comuni possano subire fusioni imposte dall’alto». Senza fare tanta strada: un po’ quello che accade talvolta in un paese dall’ordinamento altamente democratico quale la Svizzera e nel dettaglio il Canton Ticino (per gli interessati basta cercare materiale relativo alla fusione che ha costituito il comune di Aquila in val di Blenio).

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