Frontalieri, confermata la nuova tassazione. Ma intanto nel mirino finiscono gli artigiani

FrontalieriAffollato incontro questo pomeriggio, nella sede del Consiglio regionale della Lombardia, a Milano, in Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica. Vieri Ceriani, consigliere del Ministro per le Politiche fiscali, è intervenuto, su richiesta del Gruppo regionale del Pd, per aggiornare un folto parterre di rappresentanze, oltre che i consiglieri regionali, in merito all’accordo tra Italia e Svizzera per la tassazione dei redditi da lavoro frontaliero.

“Ceriani ha chiarito ancora una volta i punti dell’accordo e ha confermato quanto sapevamo già, a proposito della gradualità della nuova tassazione, che comunque prima del 2019 non verrà applicata – fanno sapere Luca Gaffuri e Alessandro Alfieri, consiglieri regionali del Pd –. I frontalieri potranno beneficiare delle detrazioni fiscali in Italia che finora non hanno potuto avere, dai mutui alle ristrutturazioni, oltre ad avere una franchigia di 7.500 euro, dedurre oneri sociali obbligatori, il secondo pilastro, la disoccupazione e sottraendo la tassazione svizzera”. Più preoccupante la novità emersa in questi giorni, secondo Gaffuri: “La nuova iniziativa del Canton Ticino sull’albo degli artigiani mira a creare difficoltà ai padroncini, cioè alle imprese artigiane italiane più piccole e ai loro dipendenti. Per questo in fase di conclusione dell’accordo abbiamo chiesto a Ceriani di far sentire la nostra voce, richiamando i trattati che abbiamo con la Svizzera e chiedendo di non complicare la vita anche a questa categoria di lavoratori”.

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