Archivi del mese: luglio 2012

Formigoni è fuggito dalle sue responsabilità

“Alla bella ora delle 18.30 il presidente della Lombardia Formigoni decide di far sapere al suo Consiglio regionale che è in congedo istituzionale e non assente dall’Aula. Fatto che conoscevamo benissimo senza che lui ce lo dicesse. Anzi, abbiamo persino detto, stamattina, che alcuni degli impegni erano chiaramente inderogabili. Ma sembra incredibile che dopo un’intera giornata di Aula, Formigoninon abbia potuto partecipare nemmeno per un paio d’ore ai lavori e riferire sulla vicenda giudiziaria che lo riguarda. La nostra impressione è che il presidente fugga dalle sue responsabilità e, di fronte a richieste di chiarimenti, di confronto, di presenza in Aula, metta la testa sotto la sabbia, adducendo la scusa degli impegni istituzionali. Peccato che questi, per un presidente, siano all’ordine del giorno, e lui stesso, quando gli interessava, abbia conciliato gli uni e l’altra, senza grossi problemi e necessità di giustificazioni”.

Lo dichiara Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, a commento della nota del presidente Formigoni circa la sua assenza oggi dall’Aula.

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Formigoni preferisce i concerti al Consiglio Regionale

Il Pd lo aveva chiesto pubblicamente: Roberto Formigoni venga in Aula a riferire sulla vicenda giudiziaria in cui si è venuto a trovare dopo l’avviso di garanzia dei pubblici ministeri di Milano. Ma il presidente di Regione Lombardia, almeno durante questa mattina, non si è presentato e ha giustificato la sua assenza con impegni istituzionali. “Evidentemente per Formigoni il Consiglio regionale non è un’istituzione così importante da richiedere la sua presenza e le sue parole in un frangente difficile e delicato come questo – ha detto in apertura di seduta Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd –. Avevamo chiesto espressamente al presidente, nella riunione dei capigruppo, di riferire in Aula sulla vicenda giudiziaria che lo coinvolge e che sta ledendo l’immagine della Regione. La sua è un’assenza imperdonabile, soprattutto se consideriamo che il primo impegno della giornata era la presentazione di una rassegna di concerti, seppure legati a Expo. Poteva essere qui con noi, i consiglieri di Regione Lombardia, rappresentanti dei cittadini, almeno le prime ore. E poi recarsi in Prefettura per gli impegni veramente inderogabili della sottoscrizione di tre protocolli di legalità per opere connesse a Expo”. Il Pd ribadisce tuttavia l’invito: “Gli chiediamo che venga in Aula nel corso della giornata”, ha insistito Gaffuri.

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Province: sbagliata la deroga per Isernia, Terni e Matera

“La maggioranza ci ripensi, introdurre deroghe per tre piccole province sarebbe un grave errore”. Lo dichiara il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri dopo la notizia dell’approvazione, oggi in commissione bilancio al Senato, di un emendamento presentato con firme di esponenti di PD e PDL che salverebbe le province di Isernia, Terni e Matera dalla chiusura.
“Noi – aggiunge Gaffuri – siamo pronti ad accettare la sfida della costruzione di un nuovo assetto degli enti territoriali valutando l’accorpamento di province con territori popolosi ed estesi, come sono quella di Como, di Varese e di Monza e Brianza. Ma non possiamo assistere ad accordi al ribasso per i quali ogni volta che si prende una decisione c’è sempre qualcuno che propone deroghe incomprensibili, con argomenti francamente risibili rispetto al passaggio epocale che stiamo affrontando. In Lombardia abbiamo province consistenti per territorio, numero di abitanti e di comuni, che non sono nemmeno comparabili alle tre che si vorrebbero salvare. Noi vorremmo parlare, pur con qualche perplessità sui criteri adottati, di una revisione degli enti territoriali che vada incontro alle linee guida della spending review per razionalizzare i costi e garantire servizi migliori ai cittadini, ma se comincia il gioco delle deroghe la discussione perde di senso”.

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Formigoni non si nasconda dietro ad un dito

Il PD ribadisce a Formigoni la richiesta a riferire in Consiglio regionale il prossimo martedì, nell’ultima seduta utile prima della pausa estiva, dopo la formalizzazione dell’avviso di garanzia da parte della procura di Milano.
“Il presidente non si nasconda dietro a un dito e cominci a considerare l’Aula come la sede propria dove affrontare le questioni politiche invece di continuare a farlo sempre e soltanto nelle conferenze stampa come ha fatto con i tagli della spending review – dice il capogruppo Luca Gaffuri – . Non è istituzionalmente accettabile che un problema di questa rilevanza, che rischia di infangare l’immagine della Lombardia stessa, venga trattato in altre sedi non competenti. Ne avevamo, per questo, già fatto richiesta in conferenza di capigruppo al rappresentante della Giunta, il quale ci aveva informato del fatto che dipendesse esclusivamente dalla volontà del presidente”.

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Inchiesta sanità: Formigoni riferisca in Consiglio regionale martedì

Il PD ha chiesto formalmente durante la riunione dei capigruppo che Formigoni riferisca martedì prossimo in Consiglio regionale sulle sue intenzioni dopo la formalizzazione dell’avviso di garanzia da parte della procura di Milano. “Formigoni – spiega il capogruppo del PD Luca Gaffuri – deve venire in Consiglio a spiegare se intende proseguire la legislatura regionale come se nulla fosse, nonostante le gravi accuse per le quali è indagato. La Regione Lombardia non può permettersi di essere infangata da vicende che riguardano il suo presidente e i lombardi hanno diritto a una Regione che sappia affrontare questa crisi compiendo scelte a favore delle famiglie e delle imprese con serenità e dedizione piena. La nostra richiesta non può che essere quella del voto anticipato”. In merito alle critiche rivolte dal governatore alle forze di opposizione, Gaffuri replica così: “Formigoni si difende insultando l’opposizione, ma ormai i cittadini hanno capito che dietro a tanta sicumera e supponenza c’è una persona che tenta disperatamente di mantenere il suo potere, a dispetto delle gravissime accuse che gli vengono rivolte e del danno che recano alla credibilità della Presidenza della Regione. Accuse non paragonabili alle altre vicende sui giornali in questi giorni”.

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Bonus Io viaggio: 13.400 abbonati mensili non possono essere ignorati

Nella riunione della Commissione Infrastrutture e Mobilità in Consiglio regionale è stato audito l’assessore regionale Raffaele Cattaneo in merito alla questione della mancata applicazione del bonus sui titoli di viaggio “Io viaggio ovunque in Lombardia” sottoposta con un’interrogazione dal PD. Nella delibera regionale del 18 aprile 2012, infatti, la Giunta lombarda stabilisce che a questi titoli di viaggio non è riconosciuto il bonus a seguito del mancato rispetto dell’indice mensile di puntualità, regolarmente valido sui tradizionali abbonamenti ferroviari regionali, nonostante vi sia un ordine del giorno presentato dal PD e approvato all’unanimità dal Consiglio regionale il 27 marzo scorso, che dica esattamente il contrario. “L’assessore Cattaneo pur riconoscendo il problema – spiegano i consiglieri Gaffuri e Alloni – ha confermato l’impossibilità di applicare il bonus ma al tempo stesso si è impegnato ad arrivare al più presto ad una soluzione. Su nostra richiesta inoltre ci ha fornito le stime esatte degli abbonamenti di questa tipologia sottoscritti dal febbraio 2011 al maggio scorso: gli abbonamenti mensili sono 23.400, con una media di 13.400 sottoscritti al mese e un totale di 400.000 per tutti i tipi di abbonamenti targati Io viaggio. Un trend in netta crescita se si considera che da 3000 abbonamenti, nel giro di quasi un anno, si è toccata quota 13.400 tessere al mese. Ovviamente non siamo soddisfatti della risposta di Cattaneo ma apprezziamo la volontà di risolvere questo problema ad oggi, cifre alla mano, ancora più significativo. Ci auguriamo che il tutto avvenga nel breve tempo possibile, e comunque entro l’avvio dell’orario invernale, per evitare che si prolunghi questa ingiusta disparità di trattamento”.

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Serve atto di responsabilità verso la Regione, voto anticipato unica strada

“La notizia di oggi conferma e aggrava la preoccupante situazione che coinvolge direttamente il vertice della Regione Lombardia (Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni è indagato per il reato di corruzione, con l’aggravante dei reati transnazionali, in concorso con l’uomo d’affari Pierangelo Daccò e l’ex assessore regionale Dc alla Sanità Antonio Simone, attualmente in carcere nell’inchiesta sulla sanità lombarda, e con Umberto Maugeri e Costantino Passerino). Tale situazione, per i pesanti fatti che vengono contestati, non è in alcun modo paragonabile a vicende di altre regioni. Ribadiamo ciò che abbiamo sempre detto: non spetta a noi dare giudizi sul merito delle contestazioni penali. Siamo certi che gli organi giudiziari continueranno a compiere il loro lavoro con assoluta professionalità e serietà. Il nostro compito è sempre stato, ed è tanto più oggi, quello di difendere l’istituzione regionale, la sua credibilità, autorevolezza e operatività, insistendo perché si scindano immediatamente le vicende delle persone coinvolte dalle responsabilità istituzionali di massimo livello che oggi ricoprono. Il punto è la responsabilità politica. Per la gravità delle accuse e per la delicatezza del momento, continuare a tenere ostinatamente sovrapposte le questioni danneggia in modo irreparabile proprio l’ente regionale. Serve un’assunzione di responsabilità che fino a qui non c’è stata: il voto anticipato continua ad essere l’unica strada percorribile per rinnovare una situazione sempre più ingestibile.” Lo dichiarano Maurizio Martina e Luca Gaffuri, rispettivamente segretario regionale e capogruppo in Regione del Pd lombardo.

 

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Lario: pompe di calore per sfruttare l’energia termica delle acque

Sfruttare le acque del Lario per la produzione di energia elettrica e termica tramite pompe di calore e far sì che Regione Lombardia si doti di una legislazione specializzata al fine di ottenere le massime opportunità da questa fonte rinnovabile e del tutto rispettosa dell’ambiente. E’ questo l’obiettivo dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri regionali del Partito Democratico, Luca Gaffuri e da Carlo Spreafico. «Finalmente il lavoro intrapreso da tempo in Consiglio Regionale per sostenere l’idea di sfruttare anche nel nostro territorio fonti rinnovabili di energia, in questo caso tramite pompe di calore nelle acque del lago di Como, ha ottenuto un risultato positivo concreto – commentano Gaffuri e Spreafico-. Si tratta di un voto importante in quanto non dobbiamo dimenticare che entro il 2020 gli accordi internazionali ci impegnano a  triplicare in Lombardia la produzione di energia da tali fonti. L’approvazione di questo Odg rappresenta, dunque, un segno concreto nella possibilità di utilizzare il Lario per produrre energia. L’obiettivo è ora quello di costituire un apposito Consorzio tra Lecco e Como – concludono i due rappresentanti del PD del territorio lariano in Consiglio Regionale – che trasformi il bacino e l’Adda in  soggetti produttori entrando  nella filiera  energetica lombarda. Un progetto pilota a disposizione di tutti i laghi alpini che creerebbe anche una nuova opportunità di sviluppo scientifico ed economico per le nostre zone». Proprio per agevolare tali obiettivi l’Ordine del giorno, infatti, impegna Regione Lombardia a dotarsi di un’apposita legislazione specializzata.

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Amianto: dopo un anno la nuova legge ma mancano i fondi

E’ stata approvata oggi, martedì 23 luglio 2012, dal Consiglio regionale, la nuova legge sul risanamento dell’ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto. Favorevole il Gruppo regionale del Partito democratico che ha seguito passo passo lo sviluppo del progetto di legge, che va a modificare le norme già esistenti. “Se ne discute da un anno con grande coinvolgimento non solo della VI Commissione Ambiente e del Consiglio regionale, ma anche dei Comuni, delle Province, dell’Arpa, delle Asl, dei movimenti sindacali, delle associazioni di cittadini e dei familiari delle vittime che hanno dato un grande contributo alla discussione” hanno commentato Luca Gaffuri, capogruppo, e Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd e capogruppo proprio in Commissione Ambiente, spiegando i contenuti della nuova normativa: “Con questa legge andiamo a integrare e modificare la precedente e riusciamo a tenere insieme quattro punti fondamentali, a partire da quello sanitario: sono già stati accertati in Lombardia 3mila malati di mesotelioma, ma il picco è atteso fra 15-20 anni. Ecco perché è così importante l’aspetto della ricerca e delle strutture adeguate. C’è poi la questione delle bonifiche: nella nostra regione sono decine e decine da fare, a partire dalla ex Fibronit di Broni, paragonabile al caso di Casale Monferrato. Subito dopo viene la necessità dello smantellamento: si tratta di 3 milioni di metri cubi di materiale, in Lombardia, e la stima è al ribasso. Infine, il quarto, importante punto è quello dello smaltimento: occorre puntare sulle piccole discariche, che devono essere autosufficienti e calibrate sul livello provinciale, in collaborazione con le aziende di servizi pubbliche del territorio, ma senza chiudere agli impianti innovativi, seppure certificati, e sempre con il consenso dei territori”. Le legge tuttavia presenta una carenza finanziaria: prevede solo 2 milioni di euro all’anno per tre anni. Fondi insufficienti tanto che il Consiglio ha approvato all’unanimità un Ordine del giorno promosso dal PD che impegna la Giunta a definire un piano finanziario pluriennale al fine di garantire ulteriori risorse. “Già dal prossimo bilancio chiederemo di aumentare gli stanziamenti, inoltre ci impegniamo fin da subito a intervenire sul Ministero dell’Ambiente per avere altri fondi, soprattutto destinati alle bonifiche”.

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Quale futuro per la Regione Lombardia?

Dove sta andando la Regione Lombardia? E dove vogliamo che vada? Questa sera, 19 luglio, alla Festa Democratica di Galbiate si discuterà dell’attuale situazione politica della Regione, delle prospettive che si aprono e delle proposte del PD. L’appuntamento è per le 21.00. A rispondere alle domande di Stefano Golfari, giornalista di Telelombardia, oltre al sottoscritto ci sarà Carlo Spreafico, consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale.

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