Acqua: Lombardia in ritardo di 20 anni sulla depurazione

Regione Lombardia è in ritardo di 20 anni in tema di depurazione delle acque. Questo significa continuo inquinamento. Per non parlare dello spreco, nell’uso quotidiano dei singoli cittadini, ma anche in quello che si fa a livello aziendale. Insomma, il concetto di utilizzo di questo bene primario dell’uomo è da ripensare. E’ la sfida che ha lanciato oggi, sabato 26 maggio 2012, il Gruppo regionale del Pd con il convegno “Acqua 2.0 – Quale futuro tra fabbisogno alimentare e sviluppo?”.
“Il primo dato che emerge dal confronto tra i vari livelli istituzionali che abbiamo portato al convegno, è un ritardo endemico nella realizzazione delle opere sulle infrastrutture che provoca il continuo inquinamento delle nostre acque e richiede un urgente intervento non solo per l’infrazione comunitaria che arriverà sicuramente proprio sulla questione della depurazione, ma anche per un dovere etico e morale”, spiega Fabrizio Santantonio, consigliere regionale del Pd e capogruppo in Commissione Agricoltura e risorse idriche.
Il secondo dato che è risultato forte e chiaro dai vari interventi “è quello di un sistema di gestione delle acque inefficiente – continua Santantonio –. Il valore del business è pari a circa 1 miliardo all’anno, incassato con le tariffe più basse d’Europa, ma si scontra con la necessità urgente di realizzare 600 milioni di euro di investimenti su cui la Corte di Giustizia europea sta per emettere una condanna per il mancato adeguamento a quanto previsto dalla normativa comunitaria. E’ indispensabile quindi per la Lombardia un grande piano di recupero per l’efficientamento del sistema”.
Il Pd, per voce del consigliere Enrico Brambilla, ha invitato dunque la Regione a “prendere urgentemente in mano la situazione per mettere i comuni e le nostre aziende pubbliche nella condizione di erogare il miglior servizio possibile ai nostri cittadini e far ripartire gli investimenti” e a “spingere sull’acceleratore, muovendosi velocemente per garantire che l’acqua rimanga servizio pubblico e si facciano gli interventi necessari”. L’impegno che noi ci dobbiamo prendere – ha detto il Pd – è il piano della riqualificazione delle infrastrutture delle acque che deve diventare la nostra priorità per l’ambiente e per il lavoro. Un miliardo di investimenti vuol dire, infatti, 10mila posti di lavoro tra indotto e diretto. Costruire una linea di credito è una delle difficoltà, ma l’obiettivo è troppo importante”. E sul fronte delle proposte il Pd è pronto a fare la sua parte, ha assicurato Francesco Prina: “E’ assurdo che si sia passati in 40 anni da una calibratura, nelle abitazioni private, di 100 litri per abitante ai 300 di oggi. Proporremo di cambiare la normativa edilizia e passare alla doppia rete nell’urbanistica, in modo da non sprecare l’acqua potabile per altri usi. Ma chiederemo anche di innalzare ancora le tariffe per lo sfruttamento delle fonti regionali utilizzate dalle multinazionali per l’imbottigliamento. E con il ricavato vorremmo che Regione Lombardia investisse nel servizio idrico integrato”.

Articolo scritto in Ambiente e agricoltura, dalla Regione, Territorio e con i tag , .



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