Archivi del mese: marzo 2012

Caso Boni: forzate le regole per non farci nemmeno discutere

“La giornata di oggi segna uno spartiacque nella legislatura. Il centrodestra ha scelto di forzare le regole pur di non discutere né votare sul caso Boni una mozione del tutto legittima delle opposizioni. L’imbarazzo di Pdl e Lega e di Formigoni è del tutto evidente, e il gesto delle opposizioni, che compattamente si sono rifiutate di discutere le altre mozioni all’ordine del giorno, è il segnale di un disagio forte e di una chiara unità di intenti su un punto: che Davide Boni deve separare la propria vicenda dal ruolo di presidente dell’assemblea. Le sue dimissioni sono un atto necessario”. Così Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale della Lombardia, commenta quanto accaduto questa mattina in Regione durante la seduta in cui si sarebbe dovuta discutere la mozione delle opposizioni che chiedeva le dimissioni di Boni dalla presidenza dell’Aula. Mozione dichiarata inammissibile dal vicepresidente Carlo Saffioti, in veste di presidente. “L’immagine di Boni che anziché presiedere si siede tra i banchi della Lega – continua Gaffuri – stretto tra Renzo Bossi e il capogruppo Galli, rimane un simbolo di questa giornata. Un presidente sotto tutela politica non è ciò di cui la Lombardia ha bisogno”. Quanto a Formigoni, Gaffuri risponde così: “il presidente della Regione è prigioniero di un fortino che si sta sgretolando per gli scandali e per gli errori suoi e di chi con lui ha assunto ruoli importanti in Giunta e in Consiglio. Le sue accuse all’opposizione, tra gaffes e imprecisioni, denotano solo nervosismo, perché la sua maggioranza, lo si è visto oggi, non è nemmeno in grado di esprimersi, né in un verso né nell’altro, su un fatto semplice come le dimissioni di una persona inquisita dalla presidenza del consiglio regionale”.

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Stazione di Lomazzo: lavori eseguiti come sempre al risparmio

Lavori necessari, ma gestiti al risparmio, e garanzie sulla presenza, in futuro, di personale presso la stazione di Lomazzo. Luca Gaffuri, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale, ha preso le proverbiali carta e penna inviando una lettera alla società Trenord e predisponendo un’interrogazione all’Assessore alla mobilità di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, per chiedere chiarimenti rispettivamente ai lavori in corso di svolgimento alla stazione di Lomazzo e se corrispondo al vero alcune voci che indicherebbero una prossima chiusura di tutti i servizi con personale all’utenza nel principale scalo intermedio tra Saronno e Como. «È significativo che dopo anni di solleciti Trenord abbia avviato lavori di innalzamento della banchina a Lomazzo così da consentire ai passeggeri, soprattutto coloro che utilizzano ausili per spostarsi, di accedere con maggiore facilità ai convogli – puntualizza Gaffuri -. Purtroppo, però, come sovente accade in questi casi, il cantiere è stato gestito “al risparmio”. I lavori, infatti, stanno interessando solo una piccola parte della banchina, cioè quella prospiciente la stazione, con evidenti disagi soprattutto per chi deve raggiungere i convogli diretti a Como. In questo caso chi si trova in carrozzina, ad esempio, deve percorrere tutta la banchina del 1 binario al fine di raggiungere il nuovo manufatto sul binario 2 oppure, se normodotato, scendere e risalire dal sottopassaggio. E poi le banchine non hanno una pensilina che eviti agli utenti a dover aspettare sotto le intemperie l’arrivo del treno». Gaffuri intende avere una risposta su come Trenord, ente cui compete la manutenzione delle stazioni sulla linea, intende rimediare a questi disagi, completando l’innalzamento, realizzando una pensilina su tutta la banchina e creando una apertura su via Belvedere onde consentire un miglior accesso al secondo binario. Inoltre andrebbe completamente rifatto il marciapiede di fronte alla stazione che è sconnesso nonché di difficile accesso per chi utilizza ausili o passeggini. Gaffuri, inoltre, vuole sapere se hanno un fondamento di verità le voci a riguardo di privare la stazione di Lomazzo della presenza di personale: «Tra gli utenti della zona si fanno sempre più insistenti indiscrezioni riguardo un imminente disimpegno di tutto il personale che sarà sostituito da apparecchiature elettroniche per erogare biglietti ed abbonamenti. Ebbene, in questa presunta corsa alla modernizzazione mi sembra invece che la precedenza nelle decisioni di Trenord dovrebbe essere invece riservata allo stato del passaggio a livelli di Lomazzo (quello di via Trento e via Graffignana). I tempi di chiusura delle sbarre, infatti, sono assolutamente inaccettabili, soprattutto nelle ore di punta. Il tutto perché mancano i segnalatori e le sbarre, ancora oggi, vengono abbassate con intervento manuale quando i convogli partono, rispettivamente, da Rovellasca e da Caslino al Piano. Questo sarebbe un intervento ben più importante rispetto a quello di privare la più importante stazione tra Como e Saronno, dove tra l’altro fanno sosta anche i treni diretti, di personale. Dulcis in fundo, un’altra tegola si sta per abbattere sugli utenti e cioè la decisione del Comune di Lomazzo di istituire la sosta a pagamento in diversi parcheggio oggi gratuita. Si chiede a Trenord di intervenire nei confronti dell’amministrazione comunale per concordare le tariffe e di prevedere, magari, una parziale integrazione con l’abbonamento per evitare l’ennesimo aggravio di costi per i pendolari. Non basta tinteggiare la facciata per avere una stazione decorosa ed efficiente».

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Navigazione Laghi: servono impegni concreti, non promesse infondate

FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTrasporti Lombradia hanno indetto oggi, 12 marzo, uno sciopero di 4 ore dei lavoratori della Navigazione Laghi per protestare contro i tagli al servizio previsti dalla Legge di stabilità 2012 e degli interventi del Governo.
 
Al presidio di Menaggio hanno partecipato sia l’on.Chiara Braga, deputata e consigliere provinciale, sia Luca Gaffuri, capogruppo PD in Consiglio Regionale.
 
“Le ricadute drammatiche che deriveranno sulla Gestione Governativa dei servizi pubblici di navigazione sui Laghi Maggiore, Garda e Como per le misure contenute all’interno delle note di variazione del Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2012 – si legge nella nota diramata dai sindacati -, aggiunte ai tagli degli anni precedenti, prevedono una riduzione delle risorse finanziarie da destinare all’azienda di 13 milioni di euro, e faranno mancare all’azienda il 50% delle risorse necessarie per funzionare (13 milioni nel 2012 rispetto ai 26 milioni del 2008).Questa situazione finanziaria difficile, viene ulteriormente aggravata, a seguito delle conseguenze prodotte da un provvedimento sull’Iva che, costerà all’azienda ulteriori 5 milioni di euro. La riduzione di risorse non potrà essere affrontata con riorganizzazioni interne o altre manovre di recupero, e si ricorrerà al taglio sia dei servizi di trasporto sui tre laghi e sia dell’occupazione. Si colpirà il turismo e il trasporto pubblico locale e questo intervento graverà negativamente sui cittadini con un effetto devastante sull’economia del settore turistico dei tre laghi. Con questa mobilitazione si intende difendere non solo i lavoratori interessati e a rischio del proprio posto di lavoro, ma anche l’utenza che perderà così un punto di riferimento molto forte sul piano del trasporto pubblico”.
 

Chiara Braga dopo l’incontro con lavoratori commenta: “Per risolvere i problemi della Navigazione non c’è bisogno di promesse infondate come qualcuno si ostina a fare, ma di un sostegno costante e condiviso da parte di tutte le Istituzioni per garantire continuità nel servizio  e le risorse necessarie a scongiurare i tagli di corse. Le riduzioni infatti penalizzerebbero soprattutto parte del territorio come il Centro Lago per i cui cittadini la Navigazione Laghi è un elemento fondamentale e garantisce la possibilità di spostarsi, per studio e lavoro. Oggi siamo stati a fianco dei lavoratori –prosegue la deputata – a differenza di molti altri politici e mi chiedo, sinceramente, che cosa stiano facendo le Istituzioni locali per fare pressione sulla gestione legislativa: fino ad oggi mi pare sia stato fatto poco o nulla, nonostante il Consiglio Provinciale abbia approvato ormai un mese fa una mozione a sostegno della navigazione per rilanciare un Piano del trasporto lacuale”.

          Luca Gaffuri, capogruppo PD in Consiglio Regionale, aggiunge: “Chiediamo da tempo che Regione Lombardia, Regione Piemonte, Regione Veneto e Provincia Autonoma di                          Trento affrontino il problema in maniera condivisa. Per questo chiederemo la convocazione di una Commissione Regionale con la presenza degli assessori degli enti che ho appena nominato. All’incontro di oggi è pesata l’assenza della Provincia di Como e del suo  presidente, Leonardo Carioni (Lega Nord), dei consiglieri regionali e dei parlamentari di PDl e Lega”

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Riassetto razionale delle sedi giudiziarie

Il Decreto Crescitalia prevede la costituzione di Tribunali delle imprese esclusivamente nei capoluoghi dei distretti della Corte d’Appello; a questi tribunali verranno assegnate ampie competenze in materia di rapporti societari, sottratte, a loro volta, alle sezioni dei tribunali locali che attualmente se ne occupano.

Questa mattina, la deputata del Pd Chiara Braga ed il capogruppo regionale del Pd Luca Gaffuri hanno incontrato, presso il Tribunale di Como, il Consiglio degli avvocati comaschi, accogliendo l’invito rivolto dall’Ordine a tutti i parlamentari e consiglieri regionali lariani per discutere alcune questioni legate all’esercizio della professione e al funzionamento della giustizia e, in particolare, proprio all’istituzione del Tribunale delle Imprese.

“Ho molto apprezzato lo spirito costruttivo dell’incontro e mi dispiace che, alla fine e al netto delle giustificazioni di ciascuno, nessuno degli altri colleghi parlamentari e consiglieri regionali era presente – ha detto l’on. Chiara Braga – . Il rischio di soppressione delle sedi distaccate di Cantù, Erba e Menaggio è frutto della manovra Berlusconi di agosto, votata da Lega e Pdl su cui, invece, il Pd aveva espresso molte criticità anche in sede di discussione parlamentare. Nonostante questo ci siamo già attivati oltre un mese fa anche a livello locale, impegnando con una mozione la Provincia ad attivarsi, in raccordo con i Comuni, per contribuire a definire un riassetto razionale delle sedi giudiziarie e cercare di salvaguardare almeno la presenza dei Giudici di pace, partendo da un’attenta valutazione dei dati di efficacia e dei costi di funzionamento”.

“Riguardo all’istituzione del Tribunale delle Imprese abbiamo preso atto delle preoccupazioni espresse dall’Ordine degli Avvocati, conseguenti al trasferimento presso le sole sedi di Milano e Brescia di molte competenze legate alle attività d’impresa, per il rischio di appesantimento anziché di maggiore efficienza per gli stessi utenti e per le ricadute non solo sull’attività di avvocatura, ma anche di tutta una serie di attività professionali connesse e radicate sul territorio” dicono Gaffuri e Braga.

“Personalmente – continua la Braga – mi sono impegnata ad approfondire e condividere anche nel rapporto con il Governo la questione, tenendo conto del fatto che la ricerca di una maggiore efficienza della giustizia civile, assolutamente necessaria per il nostro Paese, non può passare attraverso decisioni non ponderate e concordate con chi opera in un settore così importante per cittadini e imprese e che rischia soprattutto di penalizzare i giovani che oggi entrano nel mondo delle professioni. Inoltre – conclude l’onorevole – abbiamo affrontato il tema delicato della governance delle società di professionisti, che si intreccia con la riforma dell’ordinamento professionale oggi “bloccata” in Parlamento; l’auspicio, condiviso, è che queste importanti leggi di riforma possano riprendere il loro cammino e affrontare così, in maniera compiuta, molti punti problematici oggi rimasti aperti”.

“Per una regione come la Lombardia, per presenza quantitativa di imprese, è necessario che si mantenga la competenza sulle imprese ai tribunali – dice Gaffuri – il rischio è infatti che aumentino i costi per le imprese sia in termini di tempo sottratto al lavoro che in termini economici. Ulteriore rischio è il rallentamento dei processi che renderebbe meno competitiva l’economia lombarda”.

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Liceo scientifico a Menaggio: ripristinare due classi prime per il prossimo anno scolastico

«Auspico che l’Ufficio Scolastico Regionale, e la sua sede Provinciale di Como, ritornino sulla decisione di non concedere l’istituzione di due classi prime per il liceo scientifico dell’istituto polifunzionale Vanoni di Menaggio. Se dovesse infatti essere confermata la costituzione di una sola prima classe ci troveremmo di fronte ad un nuovo elemento di disagio per la popolazione del lago di Como che, già, quotidianamente vive in un contesto dove i problemi, soprattutto per quanto concerne gli spostamenti, non mancano». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, non fa mancare il suo appoggio a genitori e vertici scolastici di uno degli istituti superiori più importanti del Lario che, come ormai capita da anni, si trova a dover convivere con decisioni prese da organismi superiori ma che non tengono nella dovuta considerazione le peculiarità del territorio compreso tra lago e Prealpi, preannunciando che invierà al più presto una lettera al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico, Giuseppe Colosio. «L’Istituto Vanoni rappresenta uno dei complessi scolastici più importanti della sponda occidentale del Lario – sottolinea Gaffuri -. Ogni anno è frequentato dai ragazzi del territorio. La decisione di istituire una sola classe prima crea evidenti problemi alle famiglie ed agli studenti in quanto, se è pur vero che possono iscriversi a Como, con l’inizio delle lezioni la difficoltà dovuta ai collegamenti stradali con il capoluogo, ed ora anche nella navigazione, si ripercuoteranno sulla vita di questi ragazzi. Già negli ultimi anni, infatti, giovani che avevano deciso di frequentare istituti analoghi a Como hanno poi rivisto la loro decisione nell’arco di qualche settimana dall’inizio delle lezioni per le evidenti difficoltà derivanti dall’andare a scuola e tornare a casa con mezzi pubblici». La bontà di avere due classi prime di liceo scientifico a Menaggio trova ulteriori conferme dopo che alcuni giovani dell’alto lago hanno visto rifiutata la loro iscrizione all’analogo indirizzo di studi di Morbegno: «Si tratta di giovani che potrebbero benissimo frequentare l’istituto menaggino – rileva Gaffuri -. Appunto per questo, considerando i ragazzi già iscritti, i potenziali studenti e coloro che, pur avendo optato per Como guarderebbero con favore a frequentare il liceo a Menaggio, credo che l’Ufficio Scolastico Regionale dovrebbe rivedere la sua posizione ripristinando le due classi prime per il prossimo anno scolastico».

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Frontalieri: intervenire per sbloccare i ristorni

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una mozione in cui si chiede il blocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri e di avviare una forma di cooperazione con la Svizzera in materia fiscale. La mozione urgente, bipartisan, impegna il presidente Formigoni “ad attivarsi nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri affinché addivenga, in un quadro europeo e in tempi rapidi, alla conclusione della trattativa con il Consiglio federale elvetico in merito alla cooperazione in materia fiscale e al conseguente sblocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri a favore dei Comuni interessati delle province di Como, Varese, e Sondrio”. Inoltre, aggiunge Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, “abbiamo chiesto a Formigoni di provvedere, nelle more di questa trattativa internazionale, ad anticipare, in tempi brevi, alle amministrazioni comunali gli importi dei ristorni monetari bloccati dall’autorità elvetica”. La mozione aggiunge l’impegno a “intervenire nella competente sede giudiziaria per ottenere il rispetto da parte dell’autorità elvetica dell’accordo internazionale sottoscritto da Roma e Berna nel 1974 in questa materia e a chiedere il risarcimento o l’indennità pecuniaria a titolo di riparazione per il danno subito a causa della violazione della Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati, commessa dal Consiglio di Stato del Canton Ticino entro il termine utile del giugno 2012”.

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Piano casa regionale: la legge ha creato più aspettative che benefici reali

Il progetto dal titolo “Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente” è legge: con 42 Si e 23 No è stato approvato ieri in Consiglio regionale l’articolato che recepisce le indicazioni del Piano Casa nazionale varato dal precedente governo e che andrà a modificare la legge urbanistica regionale 12/2005. Il Partito democratico, così come fatto in Commissione, ha ribadito la contrarietà al testo con il voto negativo in Aula. Il consigliere regionale del PD Luca Gaffuri ne spiega le ragioni puntando il dito contro alcuni ma essenziali elementi della legge: “Il nuovo piano casa regionale approvato ieri – dichiara Gaffuri – è frutto di un lavoro durato quattro mesi: rispetto alla versione originale, se si guarda all’implementazione della dotazione di edilizia sociale in Lombardia e all’efficientamento energetico degli edifici il testo è in parte migliorato. Il nostro giudizio però non è cambiato: abbiamo tentato fino all’ultimo di modificare il testo sui punti relativi alla questione dei sottotetti e dei parcheggi interrati, ma senza risultato”. Un altro articolo molto contestato dal Pd è quello che prevede che nei comuni sopra i 15.000 abitanti siano le giunte comunali ad approvare e adottare i piani attuativi conformi agli strumenti urbanistici vigenti e non più i consigli, come prevede la legge urbanistica vigente. “Il nostro emendamento – spiega Gaffuri – riproponeva esattamente il testo presentato dalla Giunta e chiedeva di lasciare ai consigli comunali la possibilità di deliberare in merito ai piani attuativi salvaguardando così la rappresentatività democratica. Con la legge verranno estromessi i consigli comunali dall’approvazione dei piani attuativi rendendo di fatto meno trasparente il procedimento urbanistico”. “Nel complesso – chiosa Gaffuri – permane l’idea che questa legge abbia creato più aspettative che benefici reali: il testo favorirà pochi soggetti a discapito del rilancio del settore edile, finalità a cui doveva volgere la legge”.

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Dimostreremo a Formigoni che vogliamo le elezioni

Formigoni continua a non vedere che tutto gli sta crollando intorno. Siamo pronti a dimostrargli anche in Aula che la nostra richiesta di elezioni è forte e chiara. Poi ciascuno si prenderà le proprie responsabilità di fronte ai cittadini”. Così il capogruppo del Pd in Regione Luca Gaffuri risponde al presidente della Regione Lombardia Formigoni sulla richiesta delle opposizioni di elezioni anticipate.

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Subito al voto e Boni si dimetta

Occorre andare presto al voto e ridare la parola agli elettori. Boni è l’ennesimo ex assessore di Formigoni colpito da un’indagine della magistratura. Dalle bonifiche alle cave, dalla sanità ai centri commerciali, emergono fatti gravi sui maggiori campi di competenza della Regione. L’inchiesta su Boni è anche un duro colpo alla Lega, perché Boni è un suo esponente di primo piano, a cui sono stati affidati ruoli importanti”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Luca Gaffuri dopo l’avviso di garanzia al presidente del Consiglio regionale lombardo Davide Boni.

“Per rispetto dell’istituzione – aggiunge Gaffuri – Boni si deve dimettere subito dalla presidenza del Consiglio regionale. Lo invitiamo a fare un passo indietro, per ridare serenità all’Aula e per garantire quel decoro che Boni stesso ha più volte richiesto”. Boni, ricorda Gaffuri, nella sua veste di presidente dell’assemblea lombarda è al momento anche coordinatore della conferenza dei presidenti delle assemblee legislative regionali e delle Province autonome.

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Sconto benzina: Formigoni potrebbe contare sulla forza lombarda per intervenire sul Governo

Roberto Formigoni, come presidente della regione più popolosa d’Italia con i suoi 10 milioni di abitanti, deve avere più peso sul Governo centrale per quanto riguarda tutte le problematiche inerenti le province di frontiera della Lombardia. A partire dalla questione del prezzo dei carburanti”, lo dice Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, commentando la risposta dell’assessore alle Finanze Colozzi a una question time firmata anche da lui, discussa oggi, martedì 6 marzo 2012, in Consiglio regionale.

Nel documento si chiedeva proprio quali iniziative presidente e assessore avessero assunto “per mantenere l’efficacia della misura regionale di riduzione dei prezzi dei carburanti alla pompa, prevedendo pure forme flessibili di determinazione del valore dello sconto, e per introdurre l’avvio dello sconto anche per il gasolio, e quali ostacoli sono emersi dal confronto con il Governo tali da rallentare l’adozione delle misure necessarie”.

“Erano state fatte delle promesse – aggiunge Gaffuri –. Questo è un provvedimento utile per i consumatori e per chi lavora sul territorio”.

La risposta di Colozzi è presto detta, spiega Gaffuri: “Colozzi ha in pratica rigettato le cause dei ritardi e delle mancate decisioni sul Governo Monti che ha accettato di perdere 300 milioni di euro di accise per non sborsarne 40 necessari a conservare l’efficace funzionamento del meccanismo di riduzione dei prezzi. Insomma, tutto dipende da Roma, secondo l’assessore. Noi, in effetti, abbiamo già fatto sentire la nostra voce con i colleghi del Pd in Parlamento, ma siamo altrettanto convinti – chiude Gaffuri – che, considerati anche gli altri problemi delle province di frontiera, in primis la partita dei frontalieri e dei loro ristorni, il presidente Formigoni ha tutte le motivazioni e, dietro di sé, la forza di una grande regione per poter intervenire, in maniera più efficace, sul Governo centrale”.

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