Archivi del mese: marzo 2012

Successo dell’operazione volantinaggio alla stazione di Lomazzo

Oltre 500 volantini sono stati distribuiti all’alba a pendolari e studenti: un’iniziativa promossa dai rappresentanti della sezione locale del PD coordinati dal capogruppo in Consiglio Regionale Luca Gaffuri per denunciare lo stato dei lavori per l’ammodernamento della stazione ferroviaria di Lomazzo. La vicenda è ormai nota: qualche settimana fa FerrovieNord ha concluso l’intervento di innalzamento parziale della banchina al fine di agevolare l’accesso ai nuovi convogli ferroviari. Un lavoro, però, eseguito parzialmente che sta comportando più disagi che benefici agli utenti del servizio ferroviario.
“FerrovieNord deve concludere quanto finora ha realizzato in modo parziale – commenta Luca Gaffuri – Tantissime persone ci hanno infatti confermato il loro disappunto per lavori richiesti da anni ed eseguiti in modo insufficiente. Ad esempio, nel periodo di nostra permanenza alla stazione di Lomazzo, tre convogli diretti a Como si sono fermati ben oltre il tratto di banchina rialzato, costringendo gli utenti alle note fatiche per scendere dai treni stessi”.
“I lavori a Lomazzo vanno conclusi al più presto e nella loro interezza – dichiara Mauro Porcelli, rappresentante del Circolo PD di Lomazzo. L’intervento finora è stato eseguito senza alcun criterio complessivo ed ha comportato addirittura la creazione di vere e proprie barriere architettoniche. Questo di certo non agevola le persone con difficoltà di movimento o in carrozzella (ad esempio il famoso gradino nei pressi del passaggio a livello denunciato sabato scorso in conferenza stampa). Inoltre a rendere ancora più preoccupati gli utilizzatori del treno sono le voci sempre più insistenti che vedrebbero il Comune di Lomazzo intenzionato ad introdurre la sosta a pagamento. Ulteriori costi per pendolari e studenti, che vanno ad aggiungersi ai rincari delle tariffe ferroviarie decise da Regione Lombardia lo scorso anno, cui non corrisponde un miglioramento del servizio, in questo caso per ciò che riguarda la stazione”.
Ma i disagi strutturali rilevati dagli esponenti del PD non sono certo conclusi: “Della tanto sospirata pensilina che consentirebbe di aspettare il treno in direzione Milano senza sottostare alle intemperie, non vi è traccia – sottolinea Lucia Gallo, esponente del gruppo giovanile del PD – Inoltre il parziale intervento eseguito da FerrovieNord ha comportato una nuova sgradita novità: sotto la pensilina in muratura del binario 1, quello su cui transitano i convogli diretti a Como, a causa dell’innalzamento della banchina in quel tratto, sono scomparsi i posti a sedere che, ovviamente, non si è pensato di ripristinare”.

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Trasporto pubblico locale: finalmente una buona riforma

E’ stato approvato all’unanimità in Consiglio regionale l’articolato che disciplina il settore del trasporto pubblico in Lombardia: “È un buon provvedimento” secondo il capogruppo del Pd Luca Gaffuri che sottolinea la portata del documento che “favorirà la mobilità sostenibile e promuoverà un sistema di governance su aree vaste”.

“Questa è la prima legge di riforma del sistema del trasporto pubblico locale – dichiara l’esponente del Pd – che arriva in forte ritardo rispetto alle richieste pervenute dal territorio. La responsabilità politica è da imputare esclusivamente a Formigoni che in 17 anni non ha colto la necessità di rinnovare un sistema nevralgico come quello del trasporto regionale”.

“Il testo approvato è il frutto di un lavoro condiviso – spiega il consigliere -: rispetto alla formulazione della Giunta, sono state apportate modifiche importanti e  migliorie tecniche. Sono stati accolti nostri emendamenti che correggono punti essenziali dell’articolato. Innanzitutto è stato ridotto il numero dei bacini da sette a cinque: Como farà parte del bacino nord, che comprende anche Lecco, Varese e Sondrio. È una rivoluzione nella gestione del trasporto pubblico che migliorerà notevolmente la programmazione su area vasta del servizio e porterà importanti benefici economici e per la mobilità. Un’altra novità riguarda la decisione di trasformare le stazioni ferroviarie in punti di snodo per la mobilità sostenibile: si favorirà così lo scambio ferro-gomma creando le condizioni per una intermodalità diffusa”.

La legge prevede il coinvolgimento in prima persona degli utenti: “Nella definizione dei contratti di servizio – aggiunge Gaffuri – dovranno essere coinvolte per la prima volta in forma obbligatoria le associazioni dei consumatori e i comitati dei pendolari”.

“La legge da sola non è sufficiente a risolvere le problematiche legate ai disservizi, per questo motivo – conclude – il PD ha presentato un ordine del giorno, votato in Consiglio all’unanimità, che chiede alla Giunta di reperire maggiori risorse da destinare al trasporto pubblico locale”.

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Stazione FNM Lomazzo: i lavori vanno conclusi!

Completare e migliorare i lavori che Ferrovie Nord ha promosso, dopo anni di richieste da parte dei pendolari, presso la alla stazione ferroviaria di Lomazzo. Interventi, come detto, attesi da tempo ma realizzati in modo imparziale e che attualmente rischiano di creare più disagi che benefici agli utilizzatori del treno. “Occorre che Ferrovie Nord completi quanto ha iniziato e non lasci la stazione di Lomazzo nelle condizioni attuali”. E’ con questo auspicio che il capogruppo in Consiglio Regionale del PD, Luca Gaffuri, ha visitato quest’oggi la stazione ferroviaria di Lomazzo, la più importante sulla tratta Milano Cardona-Como Lago tra Como e Saronno e dove si fermano anche i convogli diretti. La stazione è stata oggetto di alcuni lavori che si sono conclusi due settimane fa. In modo particolare l’intervento ha riguardato l’innalzamento di parte delle banchine al fine di favorire l’accesso ai nuovi treni TSR portando i marciapiedi agli stessi livelli delle porte dei convogli: “I lavori attesi da anni e richiesti dagli stessi pendolari non sono completi – ha sottolineato Gaffuri -. Le richieste avanzate prevedevano l’innalzamento della banchina in tutta la sua interezza e la realizzazione di una pensilina. A tutt’oggi la banchina è stata alzata solo parzialmente e della banchina, invece, non v’è traccia. Lavori incompleti, quindi, che creano più disagi che benefici perché, ad esempio, le persone che hanno difficoltà di mobilità devono per forza stare attente a salire sulle prime o sulle ultime carrozze nella stazione di partenza, confidando che a Lomazzo il treno si fermi accanto alla banchina più alta. Le ultime carrozze dei convogli per Milano, ad esempio, si fermano oltre la nuova banchina”. Gaffuri ha sottolineato, inoltre, la presenza di altri disagi in stazione cui non è messa mano come la mancanza di scivoli o di ausili che consentano alle carrozzine di accedere agevolmente al binario 2, quello per Como, senza attraversare i binari. In questo momento, infatti, i sottopassi non prevedono alcun macchinario per agevolare le persone in carrozzina. All’incontro ha preso parte anche il sindacalista Mauro Porcelli (CGIL) che da anni si occupa di trasporti pubblici: “Questi lavori erano richiesti ma sono stati eseguiti in modo incompleto. Noi chiediamo che l’intera banchina venga alzata e che si provveda ad effettuare altri miglioramenti come realizzare la tettoia, così che si possa aspettare il treno lungo tutta la banchina senza sottostare alle intemperie, che venga ripristinata l’obliteratrice sul binario 2 per Como e che si realizzino nuovi accessi che favoriscano la mobilità delle persone in carrozzina sullo stesso binario”.

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Caso Bordoli: vicenda che va contro l’etica e specula su famiglie in difficoltà

Nell’ultima seduta del consiglio comunale di Como una consigliera ha letto una lettera in cui la presidente di una associazione di promozione sociale, che effettua diagnosi per i disturbi dell’apprendimento infantile e la dislessia, accreditata e convenzionata con la Regione attraverso la Asl di Como, chiede che, in occasione delle primarie del Popolo della Libertà per la scelta del candidato sindaco, i genitori dei bambini assistiti votino la candidata Laura Bordoli.
Le argomentazioni addotte (“Per noi la sopravvivenza non è una sicurezza acquisita, nonostante l’accreditamento”, “Per continuare a esistere e dare una mano ai bambini, purtroppo ho sempre bisogno di avere ottime relazioni con gli enti istituzionali” e ancora, se l’associazione “non ci sarà più, tutti i bambini faranno una lista d’attesa interminabile presso gli altri enti con tutte le conseguenze del caso”), rivolte a persone che in famiglia devono affrontare problemi di salute, “assumono un valore antietico, di speculazione sulle difficoltà personali e familiari”, commenta Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd.
“La lettera fa inoltre intendere che il rapporto tra il privato sociale e le istituzioni non possa prescindere da contiguità e scambio di favori e che il diritto dei cittadini ad avere un’assistenza sia subordinato al sostegno dato a una parte o a un preciso contendente politico – continua Gaffuri –. Mi ha dato da pensare che nella lettera s’invitasse i destinatari non solo a votare un certo candidato, ma anche a farlo in un unico seggio delle primarie del Pdl, tra i diversi allestiti in città, come se si volesse censire chi tra i genitori avrebbe partecipato e chi no. Sono fatti che, se riproposti alle elezioni, potrebbero essere anche penalmente rilevanti”.
Conclude il capogruppo Pd: “Io ritengo che queste iniziative siano inaccettabili e da censurare, perché tendono a imporre condizioni ai diritti dei cittadini, in questo caso al diritto alla salute e a quello di libera espressione politica. La Regione si fonda sulle libertà democratiche e attiva collaborazioni con il privato sociale perché i diritti dei cittadini siano garantiti: per questo proporrò in Consiglio regionale che sia adottato un atteggiamento intransigente verso episodi simili in futuro, fino all’interruzione dei rapporti della Regione e degli organi da essa dipendenti con singoli ed enti che antepongono la contiguità alla correttezza”.

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Volgare oltre che inconcludente: la Lombardia merita un vero Presidente. Basta con la pantomima Formigoni

“Dito medio alzato, inculati, pirla: vogliamo un altro presidente”, è secco e imbarazzato il commento di Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, dopo la performance del presidente Formigoni, oggi, martedì 20 marzo 2012, in Aula, che, a fronte di tutta la discussione fatta sull’opportunità politica che il presidente del Consiglio Boni si dimettesse, ha ritenuto come unica risposta di spiegare perché dare del pirla al capogruppo dell’Idv Stefano Zamponi non era un reato.
“Tempo fa, fuori da Palazzo Grazioli, dopo una riunione del Pdl, alla folla che lo contestava, Formigoni ha mostrato le corna e il dito medio – riassume Gaffuri –. Nell’altro Consiglio regionale si è rivolto al capogruppo dell’Udc Gianmarco Quadrini sostenendo che quest’ultimo aveva ‘inculato’ il centrosinistra. Oggi, con tutti i problemi che dobbiamo affrontare in una regione in difficoltà e con dieci suoi rappresentanti indagati, viene in Aula, cosa per altro assai rara, e invece di partecipare al dibattito sulla questione politica, offende un capogruppo e se ne fa la ragione, sostenendo che non sia così. Formigoni – conclude Gaffuri –, basta volgarità. E basta con questo presidente!”.

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CREG a Como, a che punto siamo?

A che punto siamo ad un anno dal lancio del progetto Creg, Chronic Related Group, ovvero la nuova modalità di presa in carico sanitaria di pazienti cui al di fuori delle strutture sanitarie deve essere garantita l’erogazione di tutta una serie di servizi extra ospedalieri necessari per la gestione clinico/organizzativa della patologia cui sono affetti. E’ quanto chiede il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri, che ha disposto un’interrogazione insieme a cinque colleghi di partito. Quella di Como, infatti, è una delle cinque ASL lombarde in cui è stata promosso l’avvio della procedura di questo nuovo sistema. «Il CRG è stato lanciato dall’Assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Luciano Bresciani, il 31 marzo 2011 come un’ “innovativa” modalità di presa in carico dei pazienti cronici (oltre 200.000 le persone potenzialmente coinvolte) che, attraverso una quota di risorse stabilita in anticipo dalla stessa Regione, garantisce a tali persone tutta una serie di servizi extraospedalieri necessari per una buona gestione della loro patologia cronica che spazia, al momento, da bronco pneumopatie cronico ostruttive a scompensi cardiaci, dal diabete di tipo I e II all’ipertensione e cardiopatia ischemica, all’osteoporosi, alle patologie neuromuscolari. L’obiettivo – sottolinea Gaffuri – dunque sarebbe quello di assistere adeguatamente quei pazienti che, pur avendo superato la fase di instabilità e di criticità clinica, continuano ad avere bisogno di assistenza. Ad un anno dal lancio in “grande stile” di questa “rivoluzione” non ci sembra però che le adesioni raccolte da parte dei medici e dei pazienti abbiano raggiunti livelli entusiastici. I dati in nostro possesso parlano di soli 75 medici comaschi che avrebbero aderito». Attraverso l’interrogazione il consigliere regionale comasco vuole sapere quanti sono effettivamente i medici di medicina generale che hanno aderito al progetto Creg, quanti i pazienti reclutati (suddivisi per patologia) e quali siano i tempi previsti per l’avvio effettivo della fase sperimentale operativa: «Confidiamo di avere risposte serie e precise – conclude Gaffuri -. Questa Giunta ha abituato i lombardi a proclami altisonanti ma a troppi imbarazzanti silenzi sui risultati concreti. L’occasione, invece, dovrebbe essere quella di riflettere seriamente sul progetto Creg e sui suoi obiettivi di implementazione futuri».

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Riforma trasporto pubblico: elementi positivi ma la legge non convince

E’ stata approvata ieri nel tardo pomeriggio in commissione Territorio e mobilità del Consiglio regionale la legge di riforma del trasporto pubblico locale. Le maggiori novità sono la creazione di cinque agenzie formate dagli enti locali all’interno di altrettanti bacini del trasporto regionale all’interno dei quali i servizi saranno gestiti uniformemente. Il Pd, dopo aver ottenuto l’approvazione di alcuni emendamenti qualificanti si è astenuto.
“Il nostro progetto – spiegano i consiglieri regionali del Pd Luca Gaffuri e Stefano Tosi – prevedeva una ripartizione in tre grandi bacini, con agenzie più forti e autonome, con maggior capacità di programmazione. Tuttavia la legge licenziata ieri, anche grazie all’accoglimento di nostre proposte di modifica, va nella direzione da noi condivisa, seppure con troppe limitazioni. Un buon passo in avanti è stata la riduzione dei bacini da sette a cinque, con l’accorpamento delle province di Varese, Lecco, Como e Sondrio da un lato, di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia dall’altra. Non è stata condivisa dall’assessore e dalla maggioranza la nostra proposta di arrivare a tre. Sono rimaste quindi da sole Bergamo, che noi chiedevamo di accorpare all’area montana, e Brescia, che avremmo voluto aggregare con il bacino, il quinto, di Cremona e Mantova”.
“Altri aspetti positivi – aggiungono gli esponenti del Pd – sono che le aziende avranno l’obbligo di rispondere ai reclami dei cittadini entro trenta giorni e che le stazioni ferroviarie dovranno diventare luoghi di riferimento della mobilità sostenibile con lo scambio ferro – gomma – ciclabili – mezzo privato. Dovranno prevedere, insomma, l’intermodalità, e in un prossimo futuro anche le biglietterie potranno essere unificate”.
I punti non condivisi dal PD, oltre a quanto detto sopra, sono invece, tra gli altri, il mancato riconoscimento della futura area metropolitana e la limitazione delle competenze delle agenzie alla sola gomma, mentre i consiglieri democratici avevano chiesto che nel programma di bacino rientrasse anche il servizio ferroviario.
Il provvedimento andrà in Consiglio il 27 e il Pd ripresenterà gli emendamenti che la maggioranza ha ieri respinto.
“L’obiettivo del Pd – concludono Gaffuri e Tosi – è ottenere una vera legge di riforma del trasporto pubblico locale che incentivi sempre più la mobilità sostenibile e che cambi il modello di sviluppo che la Regione ha promosso negli ultimi due decenni”.

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Caso Giammario: ennesimo esponente della passata giunta Formigoni coinvolto

“L’avviso di garanzia ad Angelo Giammario è l’ennesimo ad un esponente della passata giunta Formigoni, in qualità di sottosegretario con delega ai rapporti con l’area metropolitana, e attuale consigliere. Non entriamo in alcun modo nel giudizio sul caso in questione e auguriamo al consigliere del Pdl di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti su cui la magistratura indaga. La nostra richiesta tuttavia è netta: la stagione formigoniana è finita, occorre tornare al voto e rinnovare l’istituzione regionale. Troppe sono le crepe in questa maggioranza, andare al voto è la strada maestra per restituire credibilità alla Regione”.
Così Luca Gaffuri, capogruppo Pd in consiglio regionale della Lombardia, commenta l’avviso di garanzia al consigliere regionale del Pdl Angelo Giammario.

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Ristorni: non si strumentalizzi la Comunità Regio Insubrica

“Occorre che la Comunità di lavoro Regio-Insubrica recuperi la sua autentica missione, ossia quella di favorire e approfondire tematiche che riguardano lo sviluppo dei territori di confine e non venga invece strumentalizzata da parte di esponenti politici della Lega dei Ticinesi per sostituirsi ai governi nazionali”. Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, non fa mancare la sua opinione su alcune indiscrezioni riguardo il prossimo incontro della Comunità Regio-Insubrica che si svolgerà a Chiasso lunedì 26 marzo, riunione alla quale sono stati invitati tutti i primi cittadini dei comuni italiani di frontiera. Sembra che il presidente della Comunità, l’On. Norman Gobbi della Lega dei Ticinesi, voglia proporre ai sindaci, scavalcando sia Berna che Roma, una sorta di accordo fiscale per sbloccare la situazione relativa ai ristorni che il Governo del Canton Ticino ha congelato in un conto corrente apposito lo scorso 30 giugno. “E’ inammissibile che la forza politica che ha provocato questa situazione, ovvero la Lega dei Ticinesi, ora voglia cercare una via unilaterale e che non rispetta l’ordinamento istituzionale italiano per cercare una via d’uscita – puntualizza Gaffuri -. La questione dei ristorni è argomento di livello nazionale e spetta alle istituzioni preposte, ossia al Governo, cercare di trovare un accordo con la Svizzera. Che sia quanto mai necessario che questo argomento venga preso nella dovuta considerazione dal Governo Monti, magari grazie anche alla sensibilizzazione delle necessità dei comuni di frontiera avanzate da Regione Lombardia, è un dato di fatto. Invece reputo un fatto molto grave che nel vicino cantone italofono forze politiche approfittino di contesti particolari per trattare materie con i Comuni, cui non compete alcun potere in materia. Già il blocco dei ristorni è stata una misura illegale adottata dal Canton Ticino violando un trattato internazionale. Se queste indiscrezioni corrispondessero al vero allora la cosa sarebbe ancora più grave perché assisteremmo ad un nuovo comportamento che non è giustificato dal diritto vigente in Italia”.

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Nuovi treni sulla linea Como-Lecco: prima vittoria dopo anni di lavoro

“Finalmente qualcosa sta cambiando sulla linea ferroviaria Como-Lecco. L’entrata in servizio dei nuovi convogli “Besanino” confidiamo possa essere il primo passo verso un effettivo rilancio di questo collegamento che può risultare la “carta vincente” per la mobilità della direttrice Lecco-Erba-Cantù-Como nei confronti di un traffico automobilistico ormai al collasso”. Da anni impegnati nel cercare di dare visibilità e restituire importanza ad una linea ferroviaria dimenticata, Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, e il collega Carlo Spreafico sono soddisfatti della decisione di Trenord di introdurre lungo il tragitto tra Como San Giovanni e Molteno i nuovi convogli “Besanino”. “Una decisione che sicuramente renderà più agevole e confortevole il viaggio dei pendolari, magari inducendo qualcuno che oggi prende l’automobile per raggiungere Como o le sue stazioni, a preferire il treno. Questi convogli, infatti, oltre che belli e comodi, sono anche rispettosi dell’ambiente per ciò che concerne le emissioni e viaggiare con loro può comportare un risparmio anche economico per gli utenti che eviterebbero di utilizzare l’autovettura privata rimanendo sempre più spesso incolonnati per tanti minuti con evidente consumo di tempo e spese per il carburante che, ogni giorno che passa, sono sempre più care”. Ma l’avvio del servizio con i nuovi convogli non rappresenta certo un punto di arrivo nella battaglia intrapresa da Luca Gaffuri e Carlo Spreafico sulla valorizzazione della direttrice Como-Lecco: “Occorre intervenire sull’orario, ampliando il numero di corse così da rendere i treni su questa linea mezzi di trasporto autenticamente concorrenziali con l’auto privata. In modo particolare introducento un convoglio ogni 30 minuti nelle ore di punta e ogni ora nelle altre fasce orarie, studiando in modo particolare coincidenze con i treni della direttrice Milano-Erba alla stazione di Merone. Inoltre bisogna migliorare lo stato delle stazioni che, nella quasi totalità delle infrastrutture, risultano fatiscenti”. Sulla linea ferroviaria Como-Lecco, e sulle sua possibilità di diventare un collegamento “vincente” per muoversi tra i paesi della Brianza ed i capoluoghi posti agli estremi del lago il prossimo 12 aprile Luca Gaffuri e Carlo Spreafico, dedicheranno un convegno di approfondimento che sarà organizzato ad Erba.

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