Archivi del mese: febbraio 2012

Gioco d’azzardo: norme chiare e precise per prevenire e contrastare la dipendenza

Istituire un Osservatorio regionale sulle dipendenze da gioco ed inibire la possibilità, per i minorenni, di poter accedere a videolottery, slot machine ed altre forme di gioco d’azzardo elettronico. Sono due delle proposte contenute nel disegno di legge presentato dal Partito Democratico in Consiglio Regionale. «In provincia di Como nel 2011 si sono giocati in media 1.504 euro a persona, cioè una cifra pari a uno stipendio mensile. Nel 2010 il dato medio di giocate a persona era inferiore di 300 euro  – sottolinea il capogruppo Luca Gaffuri -. Questi due dati preoccupanti pongono in Lombardia il comasco secondo solo a quello di Pavia. E non bisogna dimenticare che spesso il gioco d’azzardo è sinonimo di patologia, usura e criminalità che colpiscono soprattutto le fasce medio/basse, cioè pensionati, disoccupati, cassa-integrati, studenti. Un fenomeno dai costi sociali elevati in quanto sempre più persone si rivolgono ai servizi sociali per contrastare questa dipendenza che porta spesso alla rovina non solo dei singoli protagonisti ma anche delle rispettive famiglie nonché di attività imprenditoriali». In Lombardia, secondo i dati forniti da un’elaborazione della Consulta nazionale antiusura, i giocatori d’azzardo sono 700mila ed il 54% di maschi con età inferiore ai 24 anni gioca almeno una volta la settimana.. «La nostra proposta di legge intende dar vita ad un Osservatorio regionale sul gioco d’azzardo che, a livello nazionale, ha visto in soli undici anni crescere in modo esponenziale il volume di scommesse e puntate varie, passato da 14,3 miliardi a 79 miliardi. Inoltre si prevede che presso ogni ASL sia costituita un’unità specializzata e sia creato un fondo regionale per interventi di sostegno economico utilizzando lo strumento delle addizionali regionali sugli utili dei concessionari e dei gestori dei vari giochi. Infine, per prevenire fenomeno di dipendenza nei minori di 18 anni prevediamo l’installazione di un lettore capace di leggere la banda magnetica della CRS così da inibire a questi la possibilità di accedere alle varie forme di gioco elettronico».

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Trenord investa sulla Como-Lecco

«Un impegno di Trenord per potenziare la linea Como-Lecco è quanto mai opportuno. La domanda di trasporto c’è. Piuttosto sembra manchi la voglia di intervenire su un’infrastruttura già esistente». Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene dopo l’ennesimo disservizio relativo alla linea ferroviaria tra i due capoluoghi di provincia sulle sponde del Lario. «Visto lo stato di congestionamento da traffico delle nostre strade è assurdo che non si migliorino i collegamenti via ferro nella nostra Provincia. Sarebbe semplice creare corse che permettano di spostarsi comodamente tra Erba, Cantù e Como eppure la linea Como-Lecco rimane ai margini del trasporto ferroviario del nostro territorio con convogli vecchi, perennemente in ritardo, inattiva i giorni festivi e con i pochi coraggiosi utenti che non riescono nemmeno ad ottenere il bonus previsto da Trenord per le linee che superano frequentemente gli standard di puntualità. Tutto questo deve finire anche perché è il territorio che lo chiede. Occorre riqualificare la “Pedemontana ferroviaria” tra Como e Lecco per favorire gli spostamenti delle persone con il treno e studiare l’integrazione tariffaria con la linea FNM Milano-Asso visto che la stazione di Merone è servita dai convogli delle due tratte mettendo fine allo scandalo dell’impossibilità di dover fare un biglietto via Seveso-Camnago per andare fino a Como o viceversa. Lunedì prossimo, 27 febbraio, la direzione mobilità di Regione Lombardia ha convocato alle 17 l’associazione dei pendolari per esaminare le problematiche della linea ferroviaria Como-Lecco. Invito coloro che possono ad intervenire ed a raccontare la propria esperienza e i disservizi»

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Nuovo piano casa: legge utile per pochi

Ieri, in Commissione V Infrastrutture e Mobilità, è stato approvato il progetto di legge regionale dal titolo “Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente” che recepisce le indicazioni del Piano Casa nazionale varato dal precedente governo. Il testo, composto da 16 articoli, modifica la legge urbanistica regionale 12/2005 e nasce con l’intento di rilanciare il settore edile, incentivare il recupero edilizio per evitare ulteriore consumo di suolo e l’housing sociale. Dopo quattro mesi di discussione il provvedimento, pronto per essere portato in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, ha subito fino all’ultimo importanti modifiche.

Il PD ha votato contro il progetto di legge; Luca Gaffuri, consigliere regionale del PD, spiega il perché. “E’ una legge utile per pochi – dichiara Gaffuri – anche se meno dannosa rispetto a come era stata presentata dalla Giunta. Restano tutt’ora fortissimi dubbi su punti essenziali dell’articolato. La maggioranza, stamattina, ha fatto un passo indietro sulla questione dei sottotetti, reintroducendo il limite temporale dei cinque anni ma si consente di superare le altezze fino ad un massimo di un metro e mezzo esautorando così i comuni da ogni tipo di controllo sulla crescita del tessuto urbano”. Quanto alla questione dei parcheggi sotterranei, l’articolo 9, nonostante le critiche del PD sul rischio idrogeologico, permette di derogare alle norme che limitano l’impermeabilizzazione del suolo per la realizzazione di autorimesse interrate negli stabili realizzati prima del 7 aprile 1989: per Gaffuri si tratta di “una vera e propria deregulation con pericolose conseguenze sul sistema di smaltimento delle acque piovane dei comuni, ne va della sicurezza stessa dei cittadini”.

Un altro articolo molto discusso è il 15 che prevede che nei comuni sopra i 15000 abitanti siano le giunte comunali ad approvare  e adottare i piani attuativi conformi agli strumenti urbanistici vigenti e non più, come prevede la legge urbanistica regionale, i consigli esautorandoli di fatto dalla pianificazione urbana. “Se il problema è il rispetto dei tempi di attuazione – denuncia Gaffuri – non si risolverà sicuramente estromettendo i consigli comunali dall’approvazione dei piani attuativi. Così facendo si renderà meno trasparente il procedimento urbanistico rischiando al contrario di allungare i tempi burocratici che la giustizia ordinaria richiede nel caso di un ricorso al Tar”.

Gaffuri esprime forte perplessità anche sull’articolo 4 relativo all’ampliamento di fabbricati destinati ad attività industriale, artigianale e ricettiva: “Secondo questo articolo – denuncia Gaffuri – in tempi troppo ristretti, entro il 30 aprile 2012, gli interessati possono presentare domanda di ampliamento con la possibilità di ingrandire fino ad un massimo di 500 metri quadri i fabbricati a destinazione industriale e artigianale e 200  metri quadri nel caso di alberghi, dando inoltre la possibilità per quest’ultimi di derogarli in altezza fino a quattro metri”.

Il vero cruccio per il PD rimane l’articolo 5 che riconosce un premio volumetrico a chi, recuperando immobili esistenti, realizza alloggi per l’affitto a canone moderato convenzionato o residenze universitarie: principio in parte vanificato con gli emendamenti della maggioranza che prevedono un premio volumetrico superiore (35%) a chi realizza immobili di pregio rispetto a chi realizza alloggi a canone moderato e sociale (20%) e che premia in maniera differenziata l’operatore privato rispetto al pubblico. “In tempi di crisi e in mancanza di fondi – spiega Gaffuri –  la legge riconosce un premio volumetrico a chi trasforma edifici esistenti in residenze in affitto a costi contenuti. Nella riscrittura si riduce di molto la portata innovativa della legge: nella formulazione ultima risulta inefficace e introduce una discriminazione tra il privato e il pubblico”.  

Il PD è riuscito comunque a far apportare modifiche importanti al testo. “Abbiamo messo a segno due punti importanti – dichiara soddisfatto Gaffuri -: innanzitutto con un nostro emendamento abbiamo corretto l’articolo 4 che consentiva di poter demolire e ricostruire gli edifici senza rispettare il vincolo di sagoma compromettendo l’equilibrio urbanistico delle zone interessate. Con la nuova formulazione si limita la modifica alla sagoma solo se necessari per armonizzare l’edificio con il contesto. Inoltre abbiamo fatto si che gli immobili di terziario in disuso possano essere trasformati in residenza destinando il 20% ad edilizia residenziale sociale: in questo modo si aumenta l’offerta abitativa, senza ulteriore consumo di suolo” .

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Rapine sul treno: il problema è dei convogli ma anche delle stazioni degradate

Dopo le recenti rapine che hanno interessato i treni notturni sulla tratta Milano-Como interviene Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale: “Nei mesi scorsi ho girato questa come molte altre tratte e conosco bene il problema. Trenord deve intervenire al più presto con investimenti sulla sicurezza della tratta. Non c’è solo il problema dei convogli, reso drammatico dal susseguirsi delle rapine, da risolvere c’è anche lo stato di degrado delle stazioni. Ci sono fermate dove si ha paura a prendere i sottopassi, dove la cosa più bella sono i murales dei writer o intere stazioni che dopo i tagli sono praticamente abbandonate, come Cucciago. Occorre al più presto provvedere con nuovi investimenti. Che senso ha far viaggiare i pendolari pigiati come sardine di giorno e far girare treni deserti di notte? Trenord deve inoltre aumentare i controlli, soprattutto nella fascia serale e notturna”.

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Canone Rai per i computer delle imprese? Ma per favore…smettiamola

Un balzello vero e proprio che, oltre tutto, non ha nessuna giustificazione, in quanto spesso è applicato forzatamente e a sproposito. La linea del Gruppo regionale del Pd sulle richieste di Canone Rai a società, imprese, liberi professionisti, segue quella del partito a livello nazionale: “Richiesta ingiusta ed esagerata”. E se il Pd in Parlamento pensa a un’interrogazione da sottoporre al presidente Monti, il Pd lombardo sta presentando una mozione indirizzata al governatore Formigoni, in cui lo si impegna a intervenire direttamente a Roma per chiedere lo stralcio di quel passaggio della manovra.

“Come stanno denunciando la stampa locale e i cittadini sui social network, su artigiani, commercianti, liberi professionisti o semplicemente chi ha la partita Iva perché non ha alternative, stanno piovendo solleciti di pagamento di canone Rai, non solo per l’eventuale possesso di apparecchi televisivi anche sul luogo di lavoro, ma anche per computer, videofonini, iPad e quant’altro potrebbe ricevere un segnale radiotelevisivo – fanno sapere Luca Gaffuri e Enrico Brambilla, capogruppo e consigliere regionali del Pd –. E’ capitato persino alle aziende, come le agenzie immobiliari, che usano apparecchi per mandare immagini fisse e a circuito chiuso. In ogni caso è un ennesimo, inaccettabile balzello che va a detrimento delle aziende italiane e lombarde”.

Da qui la decisione della mozione: “Impegneremo il presidente Formigoni a chiedere al Governo Monti di stralciare dalla manovra la voce che impone a società e imprese di dichiarare il pagamento del canone Rai. Se, in generale, possiamo essere d’accordo con l’impianto della Finanziaria, ci sono degli aspetti che fanno davvero danni ai cittadini che lavorano in proprio”, concludono Gaffuri e Brambilla.

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Parte il Blog del PD Ticino

Anche in Svizzera un gruppo di italiani si è iscritto al PD ed ha formato diversi circoli su tutto il territorio. Il circolo del Canton Ticino da circa tre anni operio sul territorio italofono partecipando al dibattito politico sui temi che interessano i nostri connazionali residenti in Svizzera, senza dimenticare i tanti italiani che ogni mattino varcano il confine per portare il loro contributo di professionalità e competenze in questo Paese. Da oggi anche il PD del Canton Ticino è su Blogdem e questo non mancherà di creare i presupposti per una maggiore e puntuale informazione degli argomenti di interesse comune a cavallo della frontiera.

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Trasporti: Ticino in orario, Lombardia ferma al palo dalla ferrovia ai battelli

Svizzera come sempre in perfetto orario sulla tabella di marcia dei progetti di trasporto pubblico e infrastrutturali. Italia all’anno zero. Sono queste le conclusioni a cui è giunto oggi, giovedì 16 febbraio 2012, Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, durante l’incontro a Lugano tra l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio della Repubblica e Canton Ticino, per parlare, appunto, di mobilità.

Punto per punto, Gaffuri ha fatto presente i problemi e chiesto delucidazioni agli amministratori ticinesi e ai loro funzionari: “Ho notato che il Canton Ticino ha una prudenza che desta preoccupazione sul quadruplicamento ferroviario verso Seregno. E d’altra parte la prima a frenare sul progetto è stata proprio la Giunta regionale lombarda. Però il rischio è che si vada al collasso perché non è solo una linea per le merci, ma anche per i passeggeri”.

Un rischio che corrono anche strade e autostrade in quanto, ha detto poi Gaffuri, “mentre la Svizzera arriva in orario sui poli logistici, l’interporto, le gallerie di base, l’Italia è all’anno zero. Con un intervento mastodontico alle porte: i lavori nel San Gottardo che porteranno alla chiusura del passaggio tra le Alpi per 900 giorni. Un problema che non sa nemmeno la Svizzera come affrontare”.

In Lombardia, e più precisamente sulla linea di Como, “non si è riusciti nemmeno a realizzare correttamente un park&rail, un parcheggio di interscambio, nella stazione di Albate-Camerlata – ha ricordato il capogruppo Pd –. La soluzione temporanea ha visto un investimento di 20mila euro e il risultato è che oggi si parcheggia sui marciapiedi. Oltre tutto è una linea che può fare quasi le funzioni di metro tramvia, ma non viene assolutamente pubblicizzata”.

D’accordo anche Marco Borradori, consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento del territorio, secondo il quale se non si riesce a finalizzare con strutture al passo con i tempi, questi sono interventi inutili.

“Fortunatamente – ha aggiunto Gaffuri in tono evidentemente polemico – a Como si va al voto tra un paio di mesi e spero che i futuri amministratori siano più illuminati. Inoltre, vengono chiuse le Province: nel caso di Como, risultava un ente davvero inutile, visto che non si è mai occupata del problema, e in questo modo la questione passa in capo alla Regione”.

Gaffuri ha poi chiesto lumi sulla possibilità di estendere la linea da Lugano a Lecco, passando per la cosiddetta Pedemontana ferroviaria. Ma su questo i tecnici ticinesi hanno risposto che dipende dalla Lombardia, considerato anche il fatto che servirebbero delle locomotive a trazione diesel, in quanto la linea non è elettrificata.

Altro tema di rilievo toccato durante l’incontro, è stato la navigazione lacuale: “L’ex Ministro Tremonti ha tagliato 13 milioni di euro e da allora non ci sono state più novità – ha spiegato Gaffuri –. D’altra parte, se la soluzione è la regionalizzazione del servizio, la questione diventa complessa perché riguarda anche altre regioni, come Piemonte, Veneto e Trentino. Ma qualcosa bisogna pensare: i ticinesi sono molto interessati alla navigazione lacuale in chiave turistica e hanno sottolineato l’esigenza di trovare una soluzione in vista dell’inizio di stagione, altrimenti ne risentiranno anche loro”.

Gaffuri ha chiesto, infine, l’interesse del Canton Ticino per la tratta di navigazione Porlezza-Lugano, che trasporta una media di 3500 persone: “Il ministro ticinese Borradori ha risposto che il Governo sta facendo una valutazione e che sono seriamente interessati al servizio”.

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Ristorni: si dia via libera al tavolo che sblocchi i soldi

Formigoni in Consiglio regionale quanto prima per aggiornare l’assemblea sui contatti con il Governo Monti sul tema dei ristorni. E nel giro di un paio di settimane via libera al tavolo con il Canton Ticino che svincolerà in un colpo solo 28 milioni di euro in tasse che vanno tornate ai Comuni di confine della Lombardia dove vivono gran parte dei frontalieri con la Svizzera. Un impegno che ha sollecitato Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, oggi, giovedì 16 febbraio 2012, durante l’incontro a Lugano tra l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio della Repubblica e Canton Ticino. Si doveva parlare solo dell’importante nodo dei trasporti, ma Gaffuri ha colto l’occasione della presenza di Marco Borradori, consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento del territorio, che ha sempre seguito la partita, e posto il tema sul piatto. E se Borradori ha ammesso di essere stato più ottimista qualche mese fa (il tavolo stava per essere istituito e “un minuto dopo”, parola del ministro ticinese, i soldi sarebbero stati svincolati, ma è cambiato il governo italiano), ha anche assicurato che non appena il presidente Monti ne avrà il tempo, il Canton Ticino è pronto al confronto. Complice, possibilmente, la Regione Lombardia che ha già fatto dei passi in questo senso. Il presidente del Consiglio Boni, che guidava la delegazione lombarda, tirato per la giacchetta da Gaffuri e sollecitato da Borradori, ha preso l’impegno di chiamare in Aula il governatore Formigoni per capire a che punto è l’iter. “Appoggiamo in toto la richiesta di Boni a Formigoni, naturalmente – commenta Gaffuri –. E chiediamo che, tempo qualche settimana, la situazione sia definitivamente sbloccata. I nostri Comuni sono in fase di bilancio e devono sapere se mettere o meno nelle poste il denaro che dovrebbe arrivare dalla Svizzera. Con il quale – aggiunge il capogruppo Pd – arriverebbe anche una boccata d’ossigeno per le casse comunali e dunque per i servizi ai cittadini”.

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Amianto: dopo la sentenza di Torino si discuta nuova legge lombarda

La sentenza del tribunale di Torino sulla vicenda amianto riapre a pieno titolo la questione anche in Lombardia: “Boni calendarizzi la discussione dei progetti di legge e Formigoni si faccia garante che quanto prima sarà approvata una norma per la bonifica e lo smaltimento delle grandi quantità di amianto presenti in regione”, chiedono a gran voce ai presidenti di Consiglio e Regione, Luca Gaffuri e Giuseppe Villani, capogruppo e consigliere e coordinatore del Pd in VI Commissione Ambiente. E annunciano che domani verrà depositata una richiesta proprio al presidente Boni in cui si invita a mettere all’ordine del giorno dell’Aula l’argomento. “Questa storica sentenza afferma una volta di più che l’amianto è una vera emergenza sanitaria e ambientale in Italia e nessuno può venirci a dire che mancano i soldi per le bonifiche e per smaltirlo”, aggiungono Gaffuri e Villani riferendosi ai continui rinvii, anche in Regione Lombardia, della discussione sul tema con la scusa che mancano i finanziamenti. “Anche in questo caso è una questione di scelte e priorità – dicono gli esponenti del Pd –. Facciamo la legge e troviamo i soldi per finanziare bonifiche, smaltimento e la programmazione per le discariche”. Nella lettera a Boni, fanno sapere Gaffuri e Villani, “diciamo che ci sono due progetti di legge: uno, bipartisan, sull’aspetto sanitario, discusso in Commissione Ambiente, pronto a passare il vaglio dell’Aula, ma poi sparito nel nulla. L’altro presentato da noi del Pd sul tema delle bonifiche e dei finanziamenti, appunto, che non è stato nemmeno mai discusso in commissione. Dopo la sentenza di Torino ci pare appena il caso di ricordare a Boni – ma ovviamente l’appello è rivolto anche al presidente della Regione Formigoni – che il pdl già in itinere va portato in Consiglio e l’altro va messo in calendario a partire dalla commissione ”.

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Fattore famiglia? Provvedimento che grava sulle spalle di chi ha bisogno dei servizi sociosanitari

La legge sulla compartecipazione degli utenti ai costi dei servizi sociosanitari è stata approvata la scorsa notte dal Consiglio regionale forzando il regolamento, ossia dopo la mezzanotte (orario sino al quale era convocata la seduta, ossia a 14 ore dall’inizio) e senza la presenza dell’opposizione, che aveva presentato una pregiudiziale, in Aula. “Una regione che dichiara di avere i conti della sanità in pareggio chiede per prima nel Paese una compartecipazione delle famiglie e dei cittadini alla spesa sanitaria e proprio in un momento di crisi come questo – ha spiegato il capogruppo del Pd Luca Gaffuri – . Di fatto nella legge approvata si sancisce il principio che i lombardi pagheranno anche le prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite universalmente, all’interno delle case di riposo, dei centri per disabili, dei centri diurni per anziani. Un simile provvedimento regionale presenta diversi aspetti di illegittimità andando a interferire con competenze esclusive dello Stato”.

Il cosiddetto Fattore Famiglia peserà, secondo le opposizioni, sulle spalle delle famiglie lombarde e sugli enti locali, che hanno infatti espresso un parere fortemente negativo così come le parti sociali e il Terzo Settore. “L’obiettivo della maggior equità nella distribuzione dei costi sociosanitari non sarà ottenuto con questa legge che, oltretutto, dovrà essere rivista fra tre mesi quando il Governo avrà approvato, come previsto dal decreto “Salva Italia”, la riforma dell’Isee, cioè dell’indicatore nazionale che determina la compartecipazione”. La legge prevede una sperimentazione di un anno (del costo di 1,5 milioni di euro), che sarà attuata presso solo 15 comuni lombardi, mentre per tutti gli altri 1500 comuni si dovrà attendere un altro anno prima dell’applicazione di nuovi criteri: “E’ la prima volta che si approva una legge prima di conoscere gli esiti di una sperimentazione concepita per definirne i contenuti – ha detto Gaffuri – Restiamo convinti che sia necessario aiutare le famiglie lombarde, soprattutto in un momento di crisi come l’attuale, ma questo non può essere fatto a costo zero per la Regione e scaricando i costi sui cittadini e gli enti locali. Perciò torniamo a chiedere il finanziamento del Fondo regionale per la Non Autosufficienza”.

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