Ripartire dal principio della progressività per garantire ai ceti bassi e medio bassi meno aggravi nella compartecipazione alla spesa sanitaria. E’ questa la proposta che il gruppo consiliare del Pd lancerà domani con un ordine del giorno al bilancio, chiedendo un confronto serrato alla maggioranza.
Il Partito Democratico ritiene infatti che in Lombardia il peso della compartecipazione sanitaria sia sbilanciato sulle fasce di reddito basse e medio basse della popolazione e lo sosterrà in Aula chiedendo che la Giunta si impegni a prevedere l’esenzione dal pagamento dei ticket sui farmaci e del superticket sull’attività diagnostica ed ambulatoriale per i cittadini lombardi con un reddito familiare 2011 non superiore a 30mila euro e a introdurre criteri di progressività nella compartecipazione alla spesa sanitaria per i redditi che superano tale soglia.
“E’ una scommessa politica sulla quale stiamo investendo per cercare di cambiare il modello lombardo – ha spiegato il capogruppo del Pd Luca Gaffuri – . Vogliamo che la maggioranza che governa questa Regione non si sottragga a un confronto nel merito per esercitare l’autonomia che le regioni hanno nell’attuazione della manovra nazionale. E il Pirellone ha dunque il compito di rendere più eque le scelte del governo, articolando il principio della progressività in un modo o nell’altro. Alcune regioni lo hanno fatto sulle prestazioni sanitarie, altre sull’addizionale Irpef. Regione Lombardia non ha sinora messo in campo né l’uno né l’altro intervento imponendo un doppio balzello che colpisce ricchi e poveri allo stesso modo”.
Solo in Lombardia, tra le sette Regioni con i conti in ordine (cioè non obbligate dal governo ad onerosi piani di rientro dal deficit accumulato), tutte le voci della compartecipazione gravano infatti anche sui redditi minori. E, anche per quanto riguarda l’addizionale regionale Irpef, occorre ricordare che la Lombardia ha scelto già dal 2003 di applicare le maggiorazioni fino alla quota massima dell’1,4%, che a partire dal 2012 sarà del 1,73%, poiché la Regione ha deciso di incrementare tutte le fasce di reddito dopo l’aumento deciso in finanziaria nazionale dello 0,33%.
Il Partito Democratico ritiene che in Lombardia il peso della compartecipazione sanitaria sia sbilanciato sulle fasce di reddito basse e medio basse della popolazione lombarda. Lo sosterrà in Aula martedì e mercoledì, durante la discussione del bilancio regionale, presentando un ordine del giorno che impegna la Regione a prevedere l’esenzione dal pagamento dei ticket sui farmaci e del superticket sull’attività diagnostica ed ambulatoriale per i cittadini lombardi con un reddito familiare 2011 non superiore a 30mila euro e a introdurre criteri di progressività nella compartecipazione alla spesa sanitaria per i redditi che superano tale soglia.
Secondo il Partito Democratico la situazione di attuale crisi impone un’attenzione maggiore alle fasce di reddito più deboli che, senza l’introduzione di strumenti più equi per la compartecipazione alla spesa sanitaria, rischiano di vedere venire meno il diritto all’universalità e all’equità di accesso alle prestazioni e ai servizi sanitari.
Nel bilancio 2012 i fondi destinati al finanziamento del servizio socio sanitario regionale sono 17 miliardi e 450 milioni di euro circa, di cui 8,6 miliardi per l’assistenza distrettuale, 7,3 miliardi per l’assistenza ospedaliera, 935milioni per l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e lavoro e 450milioni euro come saldo di mobilità attiva per i cittadini fuori regione. Rispetto al 2011 c’è un incremento di soli 260 mln di euro (+1,5%), di cui 50 mln di euro per il socio-sanitario.
I conti in ordine della Regione Lombardia sono sostenuti dal cospicuo contributo dei cittadini: attraverso i ticket sui farmaci (da 2 a 4 euro per ricetta), i ticket su visite ed esami (in Lombardia fino a 66 euro per prescrizione), l’addizionale regionale Irpef, che la Regione applica dal 2003. Solo la Regione Lombardia:
• fa pagare i ticket sui farmaci a chi guadagna meno di 12mila euro (solo Lombardia e Veneto non hanno esenzioni sotto i 36mila euro).
• fa crescere l’addizionale regionale Irpef all’1,3% (1,63% dal primo gennaio 2012) già a partire da redditi pari a 15.500 euro.
• (con Veneto e Marche) non esenta alcuna fascia di reddito dal superticket di 10 euro su visite ed esami, che in Lombardia è modulato per prestazione e può costare fino a 30 euro in più. La Lombardia ha anche il massimale più alto, pari a 66 euro, che è pagato anche dai redditi minori, se non esenti per patologia o per l’appartenenza ad alcune categorie specifiche.
Comunque la si giri, in Lombardia i redditi sotto i 36mila euro sono chiamati a contribuire più che nelle altre sei Regioni a statuto ordinario con conti sanitari in ordine (Tosca, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Veneto e Basilicata) e più che nelle Regioni a statuto speciale, anch’esse con i conti in ordine.
Occorre anche considerare che le entrate da ticket farmaceutici sono in crescita costante: quest’anno la Regione incasserà 235 milioni di euro, 36 milioni in più rispetto al 2010, 92 milioni in più rispetto al 2007.
La Regione Lombardia, inoltre, è l’unica ad aver rimodulato il ticket per il valore della prestazione e che quindi prestazioni come la visita specialistica e di controllo, l’elettrocardiogramma dinamico (Holter), o la mammografia bilaterale costano di più che in Emilia Romagna e in Veneto (vedi tabella allegata), per citare due casi che hanno adottato filosofie diverse nell’applicazione del superticket.