Archivi del mese: novembre 2011

Nicoli Cristiani: il PDL dimentica che faceva parte della Giunta ed è un membro del partito

Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, risponde ai colleghi Valentini e Zuffada sulla questione Nicoli Cristiani: “Il capogruppo del Pdl Valentini ci chiede cosa c’entra Formigoni con Nicoli Cristiani, che non è più membro della Giunta. Ora, al di là del fatto che non abbiamo nulla di personale contro Nicoli Cristiani, anzi, gli auguriamo di chiarire subito la sua posizione e abbiamo piena fiducia nel lavoro della Magistratura, vorremmo ricordare al Pdl che il loro vicepresidente è stato assessore all’Ambiente ed energia nella legislatura iniziata nel 1995, ha proseguito con il medesimo mandato nella legislatura del 2000 e dal 2005, anche se non fino alla fine, è stato assessore al Commercio e mercati. Ci pare appena il caso di ricordare, poi, che Nicoli Cristiani e Formigoni militano nello stesso partito, il Pdl, appunto. E che comunque è necessario che il presidente della Lombardia venga a riferire dopo l’ennesimo caso – nelle ultime settimane c’è stato anche il San Raffaele – in cui la Regione viene coinvolta. Inoltre, facciamo presente che in quanto a Filippo Penati, chiamato in causa dal centrodestra, non solo lui stesso ha fatto subito i passi necessari per rendere chiara la sua posizione all’interno del Consiglio, ma noi, come Gruppo del Pd, non ci siamo sottratti al confronto sulla questione Sesto, affrontata nella prima seduta utile, come richiesto dalla Lega”.

«Chiediamo che Formigoni riferisca in aula sui fatti - sottolineano Sara Valmaggi, vicepresidente del consiglio regionale e Carlo Spreafico, consigliere segretario -. Ribadiamo la nostra fiducia nella magistratura che auspichiamo possa fare, anche a tutela di Nicoli Cristiani, chiarezza sulla vicenda in tempi brevi. Sottolineiamo che a quanto si apprende dalle notizie di stampa  i fatti contestati a Nicoli Cristiani  non sono in alcun modo riferiti ad attività  relative alle funzioni dell’ufficio di presidenza. La nostra preoccupazione  ora è  quella di tutelare la dignità del Consiglio e del suo ufficio di presidenza. Per questo chiediamo che l’ufficio di presidenza faccia propria la nostra  richiesta:  Formigoni riferisca in aula sui fatti”.

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Oggi in Commissione VI la conferma che i contributi dell’Assessorato alla Protezione Civile sono stati inadeguati di fronte al disastro ambientale

“Sono esterrefatto dall’assenza dei rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale di Como nell’audizione che si è svolta stamattina presso la VI Commissione “Ambiente e protezione civile” di Regione Lombardia per fare il punto sugli interventi di ripristino e tutela a Brienno dopo gli eventi disastrosi dello scorso 7 luglio. Un’assenza che, visto e considerato che l’invito era stato rivolto a due assessori (Sergio Mina, assessore al territorio, ed Ivano Polledrotti, assessore alla Protezione Civile), è dimostrazione di una chiara volontà di non voler assolutamente confrontarsi su questo argomento”. Così tuona Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale al termine dell’audizione del sindaco del paese rivierasco, Patrizia Nava, accompagnata dall’arch. Alessandro Colombo, responsabile del servizio “Assetto del territorio”. Nel corso dell’audizione è stato illustrato come Regione Lombardia sia intervenuta assicurando meno dell’80% di quanto previsto per il pronto intervento dopo l’evento calamitoso (a fronte di una spesa di 205.000 euro il Comune rivierasco ha dovuto sostenere spese per 80.000 euro): “E’ stata la dimostrazione lampante di come i contributi messi a disposizione dall’Assessorato regionale alla Protezione Civile non si siano affatto dimostrati adeguati a sopperire alla grave carenza di risorse che il Comune di Brienno si è trovato a sperimentare di fronte alla gravità dei danni” sottolinea Gaffuri. Inoltre rimane ancora inevasa la richiesta di sostegno a coloro che hanno perso l’abitazione o i locali produttivi: “E dire che il 26 luglio scorso il Consiglio Regionale ha invitato la Giunta a rivedere la propria deliberazione con la quale, nel 2010, ha limitato il sostegno finanziario della Regione Lombardia per le opere di ‘somma urgenza’ e di ‘urgenza’ svolte dai piccoli comuni e richiesto che vengano individuate opportune forme di sostegno per i privati in caso di perdita o danno grave degli immobili adibiti ad abitazione principale o a funzioni d’impresa – ribadisce Gaffuri -. L’audizione ha confermato come, finora, la Giunta regionale non ha dato seguito alla menzionata deliberazione del Consiglio. I cittadini vogliono, giustamente, risposte e se la Giunta non prende in alcuna considerazione quanto deciso in modo chiaro e lampante dal Consiglio, ecco quindi il facile accostamento dell’organo legislativo regionale quale ennesimo ‘ente inutile’“. Qualche raggio si sole sembra essere assicurato invece dallo stato dello studio per la messa in sicurezza del paese che è stato accolto in Regione e a sua volta finanziato con 83.000 euro. A fine luglio Brienno è stato inserito nell’”Accordo di programma nella tutela del suolo”, predisposto da Regione Lombardia e Governo, per un impegno pari ad un milione di euro. Lo studio ha individuato priorità che comportano una spesa di ben 5,5 milioni. L’obiettivo dell’esecutivo regionale è assicurare i contributi per coprire tale differenza attraverso risparmi finali su altre azioni analoghe previste nel territorio lombardo; tuttavia questo significa che molti degli interventi previsti a Brienno saranno possibili solo dopo la conclusione dei lavori già in corso altrove, quindi molto in là nel tempo.

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Arresto Nicoli Cristiani: Formigoni in aula subito e dimissioni immediate del vicepresidente

Sull’arresto del vicepresidente del Consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani intervengono Luca Gaffuri e Maurizio Martina, capogruppo consiliare e segretario regionale del Pd: “Chiediamo al presidente Formigoni di venire in Aula a riferire già nella seduta di martedì prossimo, ma anche di dare avvio quanto prima a un’indagine all’interno dell’Arpa. Sono poi necessarie le dimissioni di Nicoli Cristiani dal suo incarico nell’Ufficio di presidenza del Consiglio, perché tutti si devono far carico di tutelare, in un momento così delicato, la funzione e il ruolo della stessa assemblea”.

E aggiungono: “Da altre delicate vicende, fra cui il caso San Raffaele, fino a quest’ultima, emerge un grave problema di rispetto delle regole e di efficacia e autonomia del sistema regionale dei controlli. Non si tratta certo di sole vicende personali, bensì di un serio problema che coinvolge direttamente l’operato dell’amministrazione regionale. Per questo, ci aspettiamo che nessuno voglia minimizzare quanto accaduto”.

Capogruppo e segretario regionale ricordano infine l’impegno del Pd: “La nostra battaglia sulla cava di Cappella Cantone era giusta e proprio per questo avevamo chiesto solo poche settimane fa al Consiglio di sospendere il decreto regionale che aveva autorizzato l’avvio dei lavori della discarica di amianto”.

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Primarie: ha vinto la partecipazione dei cittadini

Sono stati 3532 i cittadini comaschi che hanno partecipato alle primarie del Centro Sinistra a Como. Vince la consultazione Mario Lucini
Le preferenze accordate a Mario Lucini sono state 1745 (il 49,4%), quelle a Gisella Introzzi 916 (25,9%), a Bruno Magatti ne sono spettate 507 (14,4%), mentre a Marcello Iantorno ne spettano 344 (9,8%).
Il dato più interessante riguarda però i votanti che sono stati 3532, molto in aumento rispetto all’edizione del 2007 in cui furono 2087.

“E’ grande la grande la soddisfazione per la partecipazione dei cittadini comaschi che mostrano la volontà di voltare pagina rispetto alla fallimentare amministrazione di PDL e Lega – sottolinea Luca Gaffuri-. Mario Lucini è la persona giusta perché come sindaco possa dare un futuro alla città di Como grazie alla sua onestà e competenza. Inizia oggi una grande avventura da condividere con i cittadini comaschi”.

Voti

Seggi Valide Bianche Nulle TOT Iantorno % Introzzi % Lucini % Magatti % Rif. 2007
Albate 435 0 2 437 20 5% 45 10% 312 71% 58 13% 365
Muggiò 272 0 2 274 6 2% 11 4% 240 88% 15 5%
Lora 119 0 0 119 12 10% 20 17% 64 54% 23 19% 88
Camerlata 161 1 0 162 7 4% 40 25% 79 49% 35 22% 91
Rebbio 183 0 1 184 14 8% 38 21% 99 54% 32 17% 169
Breccia 96 0 0 96 10 10% 38 40% 40 42% 8 8% 152
Prestino 138 0 0 138 29 21% 36 26% 38 28% 35 25% 110
Camnago Volta 38 0 0 38 2 5% 10 26% 12 32% 14 37% 31
Como Circ. 5 Tommaso Grossi 420 0 1 421 45 11% 182 43% 147 35% 46 11% 200
Como Circ. 6 Grandi 422 1 1 424 56 13% 103 24% 189 45% 74 17% 186
Como Circ. 7 Collegio Dottori 260 6 0 266 14 5% 127 48% 87 33% 32 12% 115
Como Fondazione Avvenire 325 0 0 325 30 9% 114 35% 127 39% 54 17% 156
Como Sede PD 228 0 2 230 53 23% 71 31% 71 31% 33 14% 103
Sagnino 94 0 2 96 14 15% 17 18% 44 46% 19 20% 93
Monteolimpino 173 1 0 174 25 14% 40 23% 94 54% 14 8% 86
Ponte Chiasso 46 0 0 46 3 7% 9 20% 31 67% 3 7% 59
Tavernola 85 0 0 85 4 5% 11 13% 58 68% 12 14% 50
Civiglio 17 0 0 17 0 0% 4 24% 13 76% 0 0% 24
TOT 3512 9 11 3532 344 9,7% 916 25,9% 1745 49,4% 507 14,4% 2078

Affluenza al voto
Ore 12 Ore 17 Ore 20
Seggi Iscritti liste Stranieri Giovani TOT Iscritti liste Stranieri Giovani TOT Iscritti liste Stranieri Giovani TOT
Albate 171 4 0 175 291 6 3 300 424 10 3 437
Muggiò 119 0 1 120 221 0 2 223 272 0 2 274
Lora 39 0 0 39 81 0 0 81 117 2 119
Camerlata 39 4 0 43 109 12 1 122 141 20 1 162
Rebbio 60 1 1 62 115 2 1 118 177 5 2 184
Breccia 45 0 1 46 76 0 2 78 94 0 2 96
Prestino 42 0 1 43 109 3 2 114 131 5 2 138
Camnago Volta 3 0 0 3 28 0 2 30 36 0 2 38
Como Circ. 5 Tommaso Grossi 126 9 0 135 253 17 3 273 387 29 5 421
Como Circ. 6 Grandi 138 24 1 163 265 48 2 315 365 57 2 424
Como Circ. 7 Collegio Dottori 95 4 0 99 197 12 2 211 250 12 4 266
Como Fondazione Avvenire 125 2 0 127 238 7 0 245 315 9 1 325
Como Sede PD 83 6 1 90 148 10 1 159 218 11 1 230
Sagnino 43 1 2 46 75 1 2 78 93 1 2 96
Monteolimpino 64 0 1 65 133 2 1 136 165 6 3 174
Ponte Chiasso 18 0 0 18 41 0 0 41 45 1 0 46
Tavernola 28 0 0 28 58 0 0 58 85 0 0 85
Civiglio 8 0 0 8 11 0 0 11 17 0 0 17
TOT 1246 55 9 1310 2449 120 24 2593 3332 166 34 3532
95,1% 4,2% 0,4% 94,4% 4,6% 0,9% 94,3% 4,7% 1,0%

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Niente finanziamenti: non partono i lavori per gli adeguamenti a Menaggio, Longone, Cantù e Mariano

Dovevano permettere tutta una serie di interventi finalizzati all’adeguamento normativo (messa in sicurezza, adeguamenti igienici e posa di impianti finalizzati al risparmio energetico) ed a ottenere a quattro presidi comaschi (Menaggio, Longone al Segrino, Cantù e Mariano Comense) i requisiti minimi per l’accreditamento, ma, come ormai è appurato, i finanziamenti per tali lavori non saranno erogati in tempi brevi. Nell’ordine si tratta della mancata posa di impianto fotovoltaico su tutti e quattro i nosocomi (3.072.000 euro) nonché della mancata sistemazione del blocco B del Felice Villa di Mariano Comense (adeguamento strutturale ed impiantistico finalizzato all’accreditamento e volto al raggiungimento delle certificazioni di prevenzione incendio e sisma, all’abbattimento delle barriere architettoniche, alla bonifica per la presenza di amianto, alla messa in sicurezza degli impianti elettrici, all’umanizzazione degli spazi dedicati alla degenza) per 6,7 milioni di euro e a quattro interventi per l’ospedale Sant’Antonio a Cantù: realizzazione di un nuovo comparto operatorio; di un nuovo blocco ascensore nonché opere di adeguamento normativo all’edificio “M” (installazione monta lettighe, allargamento rampa esterna, sostituzioni reti idrico-sanitarie, riscaldamento e scarico al piano seminterrato); opere di adeguamento alle normative antincendio del presidio e adeguamento degli impianti cucine e mensa edificio “A” per un totale di 5.690.000 euro.
«Questi sono i casi comaschi compresi negli 85 gli interventi negli ospedali lombardi previsti nel quarto accordo di programma del marzo 2010, che sono rimasti senza finanziamento da parte del Governo Berlusconi – sottolinea il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri-. Si tratta di adeguamenti relativi a ristrutturazioni attese da tempo, ma che non saranno a breve realizzate e che, dunque, rimangono sulla carta. Certo, le strutture sanitarie continueranno ad operare ma non adempiranno alle condizioni standard per poter essere accreditate». E l’allarme sul rischio concreto che si verificassero tali tagli era già stato ventilato dallo stesso Gaffuri nell’autunno dello scorso anno: «Allora avevo sottolineato che i fondi, già dati per certi nell’estate 2008, avrebbero potuto subire una decurtazione per il mancato impegno di spesa della Regione che non era ancora stato effettuato. La cosa purtroppo ha avuto ora conferma».
Da segnalare che la scorsa settimana il PD aveva presentato una mozione in Consiglio regionale perché fossero ridefinite le priorità e si utilizzassero le risorse per affrontare anche gli interventi più urgenti tra quelli non finanziati. La mozione è stata respinta dalla maggioranza a voto segreto (26 voti a favore e 31 contrari).
«Senza lo sblocco dei fondi da parte del Governo quegli interventi rimangono sulla carta – conclude Gaffuri -. Noi chiediamo quindi che la Regione riveda le priorità e utilizzi i propri fondi anche per le opere che sono ritenute inderogabili ed essenziali, tra l’altro, per garantire il rispetto dei criteri di accreditamento di interi reparti. Il “no” di Pdl e Lega a un ragionamento di buon senso ci sorprende e ci fa temere che aspetteremo a lungo prima di vedere realizzati quegli interventi che, ricordiamo, sono stati concordati con il governo precedente già nel marzo 2010».

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Primarie a Como: dove si può votare domenica

Ecco l’elenco dei seguito i seggi per votare alle Primarie di domenica 27 novembre 2011.
Albate Circoscrizione n. 1 via S. Antonino 1 – sezioni dal n. 41 n. 45
Muggiò Negozio via Muggiò 41/a (adiacente bar) di fronte Farmacia – sezioni dal 39 al 40
Lora Circoscrizione n. 2 via di Lora 22 – sezioni dal n. 36 al n. 38
Camerata Circoscrizione n. 3 via Varesina 1 – sezioni dal n. 46 al n. 49
Rebbio Sala Soci Coop Via Lissi 8 – sezioni dal n. 50 al n. 54
Breccia Camper – via Risorgimento (zona parcheggio) – sezioni dal n. 55 al n. 57
Prestino Sala Civica centro Anziani – sezioni dal n. 58 al n. 60
Camnago Volta Circoscrizione n. 4 Piazza Martinoni – sezione n. 35
Como Circoscrizione n. 5 via Tommaso Grossi – sezioni dal n. 11 al n. 17 e n. 19
Como Circoscrizione n.6 via Grandi – sezioni 23 e dal n. 25 al n. 32
Como Circoscrizione n. 7 via Collegio dei Dottori – sezioni dal n. 1 al n. 4
Como Sede Fondazione Avvenire via Teresa Ciceri 12 – sezioni n. 18 -20 -21 -22 -24 e n. 34
Como Sede Partito Democratico Via Regina Teodolinda 17 – sezioni dal n. 5 al n. 10
Sagnino Camper – via Segantini (zona Circoscrizione) – sezioni dal n.66 al n.69
Monteolimpino Circolo Anziani via Amoretti – sezioni dal n. 61 al n. 65
Ponte Chiasso Bar Dolce Vita Piazza XXIV Maggio – sezioni n. 73 e n. 74
Tavernola Centro Civico via Conciliazione – sezioni dal n. 70 al n. 72
Civiglio Circoscrizione. n. 9 Piazza Concordia – sezione n. 33

Ogni altra informazione utile sul sito delle Primarie 2011 all’indirizzo http://primarie.como.it/le-primarie/.

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Perché Regione Lombardia non ha ancora nominato il suo componente nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Cà d’Industria”?

«Vogliamo sapere perché regione Lombardia non ha ancora nominato il proprio componente in seno al Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Cà d’Industria”. Il sindaco Stefano Bruni, secondo le ultime dichiarazioni, continua a sottolineare che procederà alla nomina dei membri di competenza dell’Amministrazione comunale di Como solo dopo che Regione Lombardia si sarà presentata. Risultato? Una situazione di stallo che non fa certo il bene della struttura, dei suoi ospiti e dei suoi dipendenti». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene riguardo alla mancata nomina del nuovo membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Cà d’Industria” da parte di Regione Lombardia mentre sta predisponendo un’interrogazione rivolta all’Assessore alla Famiglia, Integrazione e Solidarietà, Giulio Boscagli, sull’argomento. «L’obiettivo? Sapere chiaramente perché Regione Lombardia non ha ancora effettuato la nomina di sua competenza. Cà d’Industria è soggetta dallo scorso 7 luglio alla gestione provvisoria in seguito alla nomina del Commissario Straordinario, dr. Achille Bonzanigo, dopo che il vecchio Cda aveva rassegnato le dimissioni l’8 giugno precedente. Il problema è che tutta una serie di decisioni non possono essere prese dal Commissario straordinario e questo sta creando un clima di incertezza che si ripercuote sugli ospiti, sulle loro famiglie e sui dipendenti. Spero che questo ritardo non sia dovuto a meri motivi politici ovvero a problematiche di equilibrio interno tra le diverse correnti della maggioranza»

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Per tutelare non solo i frontalieri le autorità svizzere devono intervenire sulla tentazione dei salari in Euro

Predisposizione di una lettera d’intenti sulla revisione degli accordi tra Svizzera e Italia in materia di imposizione fiscale per i lavoratori frontalieri, che sarà sottoposta al voto da parte del Consiglio Regionale, con la quale si invita il Governo a sedere finalmente ad un tavolo comune con gli omologhi elvetici per risolvere l’annosa questione. Si è concluso con questo impegno l’incontro tra i rappresentanti del Consiglio Regionale della Lombardia e del Gran Consiglio del Canton Ticino che si è svolto quest’oggi a Milano. «Dopo l’incontro introduttivo, risalente a poco più di un mese a Bellinzona, finalmente si sono affrontate alcune questioni d’attualità tra Lombardia e Canton Ticino, in particolare per ciò che concerne il mercato dei lavoro frontaliero» sottolinea il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri, che ha partecipato al tavolo di lavoro. Infatti, insieme all’EXPO, la situazione dei lavoratori frontalieri e dei relativi accordi per la compensazione finanziaria ai Comuni italiani di confine è stata al centro del dibattito. «Attualmente la battaglia lavorativa sui frontalieri in Canton Ticino è di natura salariale. Ci sono infatti diverse componenti produttive in Ticino che sostengono come gli italiani impiegati nel Cantone italofono debbano essere retribuiti in Euro, oltre che svolgere maggiori ore di lavoro gratuitamente. Comprendo come in Svizzera la legislazione in questa materia sarà caratterizzata da una contrattazione tra lavoratori e imprese sconosciuta in questi termini da noi, e che quindi la possibilità che il lavoro venga retribuito non con la divisa nazionale sia possibile, ma questa “elasticità” rischia di essere non solo controproducente per i frontalieri bensì anche per gli stessi lavoratori ticinesi perché potrebbe acuire il fenomeno del dumping salariale. Auspico che le autorità elvetiche decidano presto di pronunciarsi in materia». Da parte loro i membri del Gran Consiglio hanno sottolineato come in Svizzera si attenga un gesto di favore a riprendere le trattative per la revisione degli accordi risalenti al 1974 per sbloccare la seconda tranche dei ristorni, bloccati lo scorso 30 giugno. Per ciò che concerne Expo 2015 è stata ribadita la mancanza di reciprocità nelle opportunità di lavoro per le imprese elvetiche in Lombardia, con un occhio di riguardo soprattutto sui prossimi bandi per la realizzazione delle strutture dell’Esposizione Universale. Al centro del dibattito di un prossimo incontro tra le due istituzioni ci sarà invece il tema della mobilità e dei trasporti: «E’ importante che si affrontino e si chiariscano le posizioni su un argomento delicato e d’attualità – conclude Gaffuri -. Il futuro di Alptransit in Lombardia e la mancanza di infrastrutture che vedono soprattutto il comasco in una posizione di svantaggio nei confronti della vicina provincia di Varese una volta ultimato il progetto dell’Arcisate-Stabio per un utilizzo del treno in maniera più concorrenziale nei confronti dell’auto, sono, ad esempio, due esempio che meritano un approfondimento condiviso».

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Treni: quest’oggi ritardi inammissibili sulla linea Como-Milano e la scusa del ghiaccio è inconcepibile

«A XXI secolo ormai avviato imputare al ghiaccio presente sui binari i pesanti ritardi che si sono verificati questa mattina sulla direttrice Como-Milano di Trenord mi sembra inammissibile! E’ incredibile! In uno anno le tariffe dei treni regionali sono aumentate del 25% e poi ci si trova a dover percorrere questo tragitto su convogli vecchi e con gente stipata. Inoltre sono numerose le persone che che, dopo la stazione di Grandate/Breccia, non sono mai state più in grado di salire sul convoglio». Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, è intervenuto per commentare i pesanti ritardi che hanno interessato la linea FNM Como-Milano imputati, secondo TreNord alla formazione di ghiaccio sui binari e che ha costretto centinaia di pendolari e studenti ad attendere il treno ed a recarsi a Milano in condizioni disagiate. «Avvisi di soppressione, annunci di ritardi sempre più pesanti e poi, finalmente, ecco arrivare un convoglio “datato” sul quale, insieme a centinaia di pendolari, mi sono anche io trovato stipato all’inverosimile con gli immancabili disagi anche dovuti al “vecchio” scaldino. Un altro episodio grave che segue i disservizi che normalmente si registrano sulle linee regionali, esempio di un malfunzionamento del servizio ferroviario che l’Assessore ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, sembra ignorare. Eppure le tariffe per i viaggi ferroviari in Lombardia sono lievitate nel corso di quest’anno di ben il 25%. Biglietti ed abbonamenti a caro prezzo che hanno come contrappeso un servizio palesemente insufficiente dal punto di vista qualitativo».

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Auto blu: la Giunta Formigoni tiene ben stretti i propri privilegi

“Mentre il Consiglio regionale discute su come tagliare i costi della politica, la giunta Formigoni tiene ben stretti i propri privilegi”. Così il capogruppo del PD in Regione Lombardia Luca Gaffuri commenta la bocciatura da parte di Lega e Pdl, oggi in Consiglio regionale, di una mozione dell’IDV che chiedeva di estendere anche a presidente e assessori il taglio del rimborso sostitutivo dell’auto di servizio. La proposta era quella di assumere la stessa decisione assunta dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale la scorsa settimana, dopo che i componenti del PD, Carlo Spreafico e Sara Valmaggi, avevano annunciato la decisione di rinunciare all’auto blu e al relativo rimborso sostitutivo.
“In questo clima, con la crisi in corso, il rimborso per il mancato utilizzo dell’auto blu è incomprensibile – attacca Gaffuri -. Siamo di fronte a una stagione di tagli pesanti e la politica deve saper essere esemplare. Non c’erano motivi di bocciare la mozione, come invece hanno fatto Pdl e Lega, soprattutto dopo il nostro emendamento, che vincolava qualsiasi scelta all’ottenimento di un effettivo risparmio per le casse pubbliche. Sorprende che si sia dovuta attendere la discussione sulle auto blu della Giunta per vedere tanti assessori contemporaneamente presenti in Aula”.

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