Archivi del mese: ottobre 2011

Troppi guasti e disservizi sulla linea ferroviaria Como-Milano

“Il rinnovamento del materiale rotabile da parte di Regione Lombardia non è più procrastinabile. E’ inammissibile che viaggiatori e pendolari debbano vivere esperienze come quelle degli ultimi giorni verificatisi alla stazione di Milano Porta Garibaldi”. Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, torna a chiedere a gran voce maggiore attenzione sul trasporto ferroviario regionale dopo i pesanti ritardi nella circolazione dei treni in partenza da Milano Porta Garibaldi che hanno praticamente bloccato la circolazione ferroviaria sulla direttrice Como-Milano nel pomeriggio di mercoledì 26 ottobre. “A causa di un guasto tecnico si sono registrate deviazioni di treni, la cancellazione di ulteriori corse e consistenti rallentamenti sulla linea, che hanno bloccato in stazione tantissimi pendolari diretti a Monza, Como, Lecco e Bergamo – sottolinea Gaffuri -. Un episodio particolarmente grave che segue altri disservizi registrati in questi ultimi giorni. Si tratta di esempi di malfunzionamento del servizio ferroviario che l’Assessore ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, sembra ignorare. Eppure le tariffe per i viaggi ferroviari in Lombardia sono lievitate nel corso di quest’anno di ben il 25%. Biglietti ed abbonamenti a caro prezzo che hanno come contrappeso un servizio palesemente insufficiente dal punto di vista qualitativo”.

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A Como per la campagna contro l’influenza non erano previsti soldi in bilancio

“Sono soddisfatto del fatto che il Dottor Bollina abbia rilasciato risposte puntuali su alcune questioni in ambito sanitario che hanno animato il dibattito comasco nel corso degli ultimi mesi”. Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, ha partecipato questo pomeriggio alla seduta della Commissione Sanità di Regione Lombardia nella quale, su richiesta dello stesso consigliere regionale comasco, è stato ascoltato il direttore generale dell’ASL di Como, Roberto Bollina. La questione vaccinazioni, le lunghe code fuori dagli sportelli ASL per ottenere l’esenzione dei ticket, il punto sulle commissioni d’invalidità e l’attivazione dei CReG (cioè Cronic Related Group, il progetto lombardo che prevede l’assistenza domiciliare delle patologie croniche sul territorio) sono stati gli argomenti affrontati nel corso dell’audizione.
“Sulle vaccinazioni anti-influenzali rimango perplesso sul fatto che il Dottor Bollina abbia sottolineato come quest’anno, ma anche in passato, tra le voci del bilancio preventivo dell’ASL lariana non figurasse la voce relativa alla spesa per questa campagna, storicamente di 700mila euro – ha puntualizzato Gaffuri che, ad una precisa domanda sulla differente identità di vedute tra Regione Lombardia ed ASL di Como riguarda proprio alla campagna di vaccinazione antinfluenzale, ha visto Bollina rispondere come le parole dell’Assessore Luciano Bresciani, di fatto, non erano del tutto puntuali in quanto non aveva la completa conoscenza di come era stato organizzato il servizio. «Secondo me tra ASL di Como e Assessorato Regionale alla sanità manca comunicazione in quanto non possono essere imputate solo ad un fraintendimento le dichiarazioni rilasciate dall’Assessore Bresciani riguardo proprio alla campagna vaccinale” ha sottolineato Gaffuri.
Le lunghe code di cittadini che hanno affollato l’ASL di Como a settembre per la richiesta, o la conferma, dell’esenzione dai ticket secondo Luca Gaffuri rischiano di riproporsi dal prossimo 1° gennaio anche se Bollina ha sottolineato come l’ASL lariana abbia cercato di venire incontro ad un pubblico di 70.000 persone (quella di Como è una delle province lombarde più anziane) aprendo tutti gli sportelli disponibili.
Sulla riforma delle commissioni d’invalidità è stato ribadito come la materia è ormai quasi del tutto di competenza dell’INPS. Per l’ASL lariana le decisioni in questo ambito hanno riguardato per lo più l’applicazione di una riorganizzazione interna dove le commissioni sono ora composte dai medici della stessa Azienda Sanitaria che ha permesso di abbassare i tempi di attesa della visita da 90 a 40 giorni. “I ritardi o la sospensione nell’erogazione dei benefici economici è stata imputata all’INPS che ora si occupa quasi totalmente di questa materia – ha sottolineato Gaffuri -. In ogni caso auspico che, sia sul fronte dei disabili, sia sull’assistenza agli anziani che chiedono informazioni o debbano inoltrare la pratica per richiedere l’esenzione dei ticket, l’ASL metta in campo una migliore organizzazione rispetto a quanto si è visto a settembre. La proposta di delegare i familiari per eseguire queste incombenze, in quanto avrebbero meno problemi a sostenere ore di attesa ad uno sportello, non mi sembra una buona risposta”.
Sulla sperimentazione dei CREG, ovvero la gestione dei pazienti cronici a domicilio che vede il comasco come uno dei territori “pilota” su questo progetto, l’ASL di Como, riuscendo a far lavorare insieme un centinaio di medici del territorio ha assegnato questo servizio a cinque entità che ora sono attese da una verifica concreta sul campo.

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Ammortizzatori sociali: una proroga per i voucher di conciliazione

Lo strumento dei voucher di conciliazione emessi da Regione Lombardia a favore dei lavoratori che ne hanno diritto e delle loro famiglie, che aveva già ottenuto di essere prorogato su richiesta del Pd in modo che un numero sempre più significativo di persone in stato di necessità ne potesse beneficiare, ora rischia di non poter più essere utilizzato dopo il 31 ottobre. Questa infatti la data di scadenza prevista dall’Assessorato per usufruire dei servizi di conciliazione previsti come nidi, micronidi, baby sitting, servizi di accompagnamento, ecc.. Anzi, già oggi, come segnalato da diversi soggetti, risulta essere stato respinto agli sportelli comunali per problemi di natura burocratica. Un esempio tra gli altri, in particolare, segnala anche l’impossibilità di consumare il bonus rimasto per pagare anticipatamente i servizi di diritto.
“Chiediamo all’Assessore di prorogare questa misura importante per molte famiglie comasche oltre la fine del mese – spiega il capogruppo del Pd Luca Gaffuri – Se il nostro appello non verrà raccolto, lo formalizzeremo nella prima seduta utile di Consiglio regionale attraverso un’interrogazione a risposta immediata. Anche perché le famiglie in stato di difficoltà che non ce la fanno a pagare e quindi avrebbe pagato i servizi con i voucher alla fine chiederanno proprio ai comuni stessi di farsi carico delle rette”.

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Autosilo Valmulini: il primo spreco epocale per Como

Autosilo Valmulini, viadotto dei Lavatoi, paratie e Ticosa. A costo di essere ingenerosi sono queste le grandi opere che negli ultimi vent’anni hanno caratterizzato il dibattito politico in città. Su quattro interventi grandi soprattutto in termini di denaro pubblico investito solo il cavalcavia è riuscito bene, visto che l’autosilo giace inutilizzato, le paratie non si sa ancora quando finiranno e quanto costeranno mentre sulla Ticosa è meglio stendere un velo pietoso. “L’autosilo della Valmulini è stata l’ultima grande opera voluta dall’Amministrazione Botta, quando ormai si sapeva che l’ospedale se ne sarebbe andato da Como anche se non si sapeva esattamente dove – spiega Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Regione Lombardia che in quegli anni guidava l’opposizione in città -. Un’opera che poteva avere un’indubbia utilità altrove ma che adesso, senza l’ospedale e con la cittadella sanitaria che ancora molto in là da venire, rischia di essere perfettamente inutile”. Costato 10 milioni e 626 mila euro, di cui 4 milioni e 646 mila finanziati dalla Regione, l’autosilo venne ufficialmente inaugurato il 4 febbraio del 2006.
Allora a rendere economicamente conveniente l’investimento, specie per il Comune di Como che fu il principale finanziatore dell’opera, era il fatto di poter contare sul parcheggio da parte degli utenti e del personale dell’ospedale. Un calcolo fin troppo ottimistico visto che di oltre 5 milioni e mezzo di euro investiti palazzo Cernezzi negli ultimi cinque anni ne ha visti rientrare poco più di 540mila, finché il Sant’Anna non si è trasferito a San Fermo. Oggi le entrate non bastano neppure lontanamente a compensare i costi di gestione dell’opera, pari a 343mila euro l’anno. “Purtroppo a Como manca un progetto serio di mobilità – prosegue Gaffuri – in passato quando si capì che l’ospedale se ne sarebbe andato si pensò di creare una fermata del treno vicino a Valmulini, così da creare una sorta di metropolitana leggera. Anche questo progetto è rimasto solo sulla carta. Pensare che la nostra è una città dove i parcheggi in centro sono pochi e per di più cari”.

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Crisi industriale: il Consiglio regionale approva documento proposto dall’opposizione

Ricalibrare gli strumenti di contrasto alla crisi e di sostegno alle imprese affinché l’economia lombarda possa ricominciare a crescere e iniziare un nuovo ciclo. Impegnare la Giunta a prolungare gli ammortizzatori sociali per il 2012, istituire una cabina di regia con le parti sociali per monitorare i problemi più acuti; far leva sulle varie forme esistenti di aggregazioni di imprese, difendere i vari distretti produttivi.

Sono queste le principali proposte uscite dal Consiglio regionale di oggi, un Consiglio interamente dedicato alla grave situazione di crisi industriale e produttiva che da alcuni mesi attanaglia la Lombardia e le sue imprese. La discussione di oggi e il documento voluto dall’opposizione e votato all’unanimità dall’Aula sono una prima risposta alle richieste pressanti dei lavoratori in mobilità, cassintegrati, licenziati, precari, che da due settimane chiedono, con la loro presenza diretta, a Regione Lombardia interventi concreti e immediati.

“Sinora la Lombardia ha attivato politiche industriali inefficaci che, a prescindere dalla crisi dei mercati e dalla congiuntura economica europea e italiana, hanno portato la nostra regione ad una contrazione del meno 8% e ad una crescita che l’ha relegata agli ultimi posti tra le regioni europee – attacca il capogruppo del Pd Luca Gaffuri – E’ ora il momento che la politica prenda in mano la situazione, che la Commissione competente aggredisca i problemi, prima di tutto ridisegnando quello che è il settore più importante dell’industria lombarda, ossia il settore manifatturiero, che oggi non è più quello di prima, è passato dalla sola produzione alla vendita di sistemi e servizi integrati e vale il 27% dell’industria manifatturiera italiana. E poi completando l’iter dello Statuto della piccola e media impresa, e ancora, sostenendo i distretti del made in Italy come quello della moda, del design, della ricerca e innovazione. Con il nostro ordine del giorno oggi abbiamo fatto un primo passo importante”.

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Domani in Commissione Sanità il DG dell’Asl di Como

Domani pomeriggio, 26 ottobre, presso la Commissione Sanità in Consiglio regionale si svolgerà l’audizione con il direttore generale dell’Asl di Como Roberto Bollina in merito alle diverse attività svolte dell’azienda sanitaria e ad alcune criticità emerse proprio nelle ultime settimane, come la decisione dell’Asl di affidare le vaccinazioni anti influenzali ai suoi ambulatori e alle sue strutture sanitarie (fatto salvo per gli ultra75enni che potranno affidarsi ai medici di base) o la nuova modalità di erogazione delle pensioni di invalidità con l’ulteriore passaggio presso l’INPS. Di questi e altri argomenti si dibatterà domani in Commissione con i consiglieri di maggioranza e opposizione al fine di fare chiarezza e di rendere più semplice e meno macchinoso per i cittadini l’accesso a qualsiasi tipo di prestazione.

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Occorre evitare che l’emittenza televisiva lombarda scompaia

Occorre evitare che l’emittenza televisiva lombarda scompaia.
È l’appello che giunge da un convegno tenuto ieri sera, giovedì 20 ottobre, al Circolo della Stampa dal Gruppo Regionale del PD. Presenti il prof. Fausto Colombo (docente dell’Università Cattolica), Marco Cipriano (Vicepresidente Corecom Lombardia), Marzio Quaglino (USIG Rai). Per il PD, il capogruppo Luca Gaffuri e i consiglieri Fabio Pizzul, moderatore dell’incontro, e Mario Barboni.
Il dibattito tra gli ospiti del convegno è stato interessante e approfondito (è consultabile alla pagina http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/video/). Il prof. Fausto Colombo ha osservato come la legge Gasparri abbia di fatto tutelato l’oligopolio televisivo presente in Italia e come l’unica possibilità per le televisioni locali di sopravvivere sia quella di puntare in modo deciso e innovativo sulle nuove possibilità garantite dal digitale, a partire da Internet.
Marco Cipriano ha denunciato come la legislazione in materia di comunicazione sia “la più centralista che si possa immaginare” e come l’attività di CORECOM sia sostanzialmente di notifica e attuazione delle direttive di AGCOM, una condizione che limita la possibilità per il federalismo di divenire in questa materia strumento di pluralismo.
Infine, Marzio Quaglino ha sottolineato come anche la Rai stia patendo pesantemente il passaggio al digitale, a causa di un assetto normativo che ha di fatto favorito Mediaset. Per non parlare della recente battaglia dell’USIG Rai a difesa dell’ultima edizione serale del Tg regionale, fortunatamente andata a buon fine, almeno per ora. In Italia, in materia televisiva, siamo in una situazione tale per cui “è come se la squadra dell’Inter fosse gestita dall’allenatore del Milan” ha dichiarato Quaglino.
“Regione Lombardia” hanno sostenuto i consiglieri del PD “dovrebbe impegnarsi da un lato per difendere e consolidare una potestà legislativa in materia di comunicazione di cui è titolare ma che non ha mai esercitato, dall’altro, per studiare strumenti di promozione degli investimenti nell’intero mondo digitale da parte delle emittenti televisive locali in difficoltà. Da parte nostra faremo di tutto perché il patrimonio delle TV locali lombarde non vada disperso”.

La registrazione del convegno sarà entro oggi disponibile all’indirizzo http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/video/

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Villa Erba: il Comune di Cernobbio apra tutto il parco alla popolazione e non solo la passeggiata a lago

«Auspico che dal tavolo di lavoro promesso dal Sindaco di Cernobbio, Simona Saladini, possa emergere una volontà chiara e precisa sul fatto che l’ambiente di Villa Erba, nella fattispecie l’area dell’ex galoppatoio, sia un bene da preservare e non da consumare per realizzare opere fortemente invasive addolcite dalla sola riapertura della passeggiata a lago». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, torna sul futuro di parte del parco di Villa Erba a Cernobbio interessata dal progetto per la realizzazione del vasto porto marina che prevede la costruzione di nuove strutture sul fronte lago e vicino alla foce del torrente Breggia nonché la conseguenze distruzione di parte del verde presente nell’area dell’ex galoppatoio. «Viste le necessità degli utenti del lago continuo ad essere convinto che basterebbe creare posti barca intervenendo sull’attuale darsena e sull’antico porticciolo di Villa Erba. Un lavoro di recupero che potrebbe rappresentare inoltre un “valore aggiunto” per tutto il parco. Auspico, dunque, che dai lavori del tavolo di lavoro promesso dal Sindaco Saladini, l’Amministrazione Comunale di Cernobbio, si ponga anche nelle vesti di ascoltatore delle proposte dei cittadini, in particolar modo di quelle del Comitato Civico che ha espresso più volte la sua contrarietà al progetto presentato finora dichiarandosi invece a favore del recupero di quanto già esiste». Il capogruppo del PD in Consiglio Regionale ritiene che tutto il parco di Villa Erba debba essere inoltre destinato alla collettività: «Il Sindaco Saladini ha promesso solo la riapertura della passeggiata a lago, di cui si parla dalla fine degli anni ’80. Io resto fermamente convinto che, salvo quando si svolgono eventi, tutto il parco di Villa Erba debba essere fruibile da parte dei cittadini così che lo sono gli spazi verdi che circondano le ville in tutta Europa. Non vedo perché a Cernobbio ci si debba comportare diversamente» .

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PGT: nel comasco su 160 Comuni solo 16 hanno adottato il nuovo strumento urbanistico

«PGT: si tratta di uno strumento molto importante. Peccato che nel comasco si viaggi “al rallentatore” più che nel resto del territorio regionale. Occorre che al più presto le Amministrazioni Comunali, nell’ambito del governo del territorio, effettuino le scelte più ponderate in materia di pianificazione urbanistica, in sintonia con il principio di sussidiarietà». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene sulla situazione di stallo e difficoltà che sta caratterizzando l’approvazione e l’adozione dei PGT, i Piani di Governo del Territorio, da parte dei Comuni della provincia di Como. «I dati sono impietosi – sottolinea Gaffuri -. Su un totale di 160 Comuni nel comasco soltanto 91 di questi (il 57%) hanno avviato la fase di predisposizione del PGT. 16 sono invece i centri dove il PGT è stato adottato e stiamo parlando del 10% del totale dei paesi lariani. 53, infine, sono le Amministrazioni che hanno approvato il PGT, ovvero il 33%. Si tratta di dati tra i più bassi tra tutti quelli relativi alle diverse province lombarde dove su 651 Comuni ha approvato il PGT il 53% ed 14%, (218 comuni) lo ha adottato. Inoltre in alcune delle realtà principali del territorio, ovvero Como, Cantù e Mariamo Comense, la predisposizione dei PGT prosegue ancora più a rilento a causa delle grosse spaccature interne nelle maggioranze di PDL e Lega Nord».
«Si potrebbe dire che fortunatamente la Regione ha introdotto un ultima proroga che fissa al 31 dicembre 2012 il termine ultimo a fini dell’approvazione del PGT – conclude Gaffuri – . Non saprei cosa pensare, infatti, dovessi confrontare questi dati con le prime indicazioni in materia fissate da Regione Lombardia che prevedevano come entro il prossimo 30 novembre tutte le procedure dovevano essere concluse».

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Brienno: non dimentichiamoci di cosa è successo

Per non dimenticare quanto è successo e quali sono le sue conseguenze attuali: “Nel cuore della valle della Bassora, mezzora di cammino a passo pspedito dal centro del paese, 150 metri inlinea d’aria sopra la falegnameria Ortelli, quel tardo pomeriggio del 7 luglio – in cui 20’ minuti di pioggia torrenziale causò distruzione e paura in paese- l’acqua superò i tre metri d’altezza. I segni di quei terribili enti minuti sono ancora ben visibili quassù. Il nostro viaggio, in compagnia di Corrado Zucchi, tecnico del Consorzio forestale Lario-Intelvese, ente in prima linea negli inteventi montani sui 27 Comuni del territorio, comincia da qui. Le ferite sono ancora ben visibili. Tutti e sette le valli di Brienno hanno scaricato contemporaneamente verso il paese massi, terriccio ed acqua, trascinando a valle tronchi, rami e molto altro. Anche i valletti secondari si sono ingrossati come mai in passato. Ciò che colpisce, camminando lungo il sentiero di mezzacosta è il colore argenteo che hanno le rocce che ora fanno da alveo ai torrenti. Non c’è più neppure una foglia depositata nei vari alvei. Puliti come nella più imponente delle operazioni di bonifica. Le sponde, quelle sì, fanno ancora paura. C’è un po’0 di tutto ammassato a varie quote. Quel 7 luglio, l’acqua ha avuto “un andamento violento ed innaturale”. I fenomeni franosi, almeno i più rilevanti sono stati ora cartografati, ma certo tenere monitorati cinque chilometri di costa non è affatto impresa da poco. Camminando lungo il sentiero di mezzacosta ci si imbatte in grossi alberi sradicati (uno, secolare, è poggiato sul tetto di due cascinali) e di in un masso (circa 20 quintali il peso che si è fermato contro le radici di un arbusto. Tagliando la costa, si arriva al simbolo del nubifragio del 7 luglio: la valle Canova, la cui furia ha trascinato con sé porzioni di abitazioni, auto, due ponti e gran parte della storia di Brienno. Il punto d’osservazione è fissato a 380 metri d’altezza. Qui a simboleggiare il ponte che univa i due argini c’è un numero – il 39 – segnato a vernice. L’hanno tracciato i geologi che sono saliti quassù a censire le situazioni di pericolo. La Valle Canova è davvero il simbolo della distruzione, che si è abbattuta su Briennio: l’alveo è come se fosse finito in un grosso frullatore”.
(da Il Giorno – 19.X.2011)

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