Crisi del settore tessile: nuove politiche per favorire lo sviluppo economico

Settemila operai in cassa integrazione dal prossimo mese di settembre. Se è vero che in questi giorni fabbriche e uffici hanno chiuso i battenti per le vacanze estive le prospettive per il futuro, soprattutto relativamente ad un comparto importante dell’economia lariana come quello tessile alla ripresa di settembre, non sembrano affatto rosee. «Il motore trainante del tessuto produttivo comasco è in affanno» sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale riferendosi ai dati diramati da Cisl Lombardia dove ci sarebbero, tra cassintegrati e lavoratori in mobilità, non meno di 5mila persone.
«Già in passato ho affermato che di fronte alla trasformazione dell’economia ed alla situazione che si è venuta a creare a causa della crisi economica occorrono nuove strategie. Purtroppo dall’analisi dei dati dell’Osservatorio Cisl (relativi ai primi sei mesi del 2011) i posti di lavoro persi e quelli che rischiano di perdersi sono frutto della difficoltà di gestire modelli organizzativi nuovi dettati dalle mutate regole di mercato, con una struttura industriale vecchio stampo. Da qui il ricorso in aumento della cassa ordinaria, con il record a livello regionale in fatto di richieste da parte delle realtà produttive lariane, considerato strumento utile per garantire flessibilità a costi ridotti per l’azienda. Credo che con la ripresa delle attività sia sempre più impellente continuare ad impegnarsi per concretizzare obiettivi che sono al centro della politica del PD per ciò che concerne lo sviluppo economico e cioè favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani con revisione dei contratti di apprendistato, degli stage e dei tirocini; potenziare le misure per l’attività femminile; semplificazione le modalità di incentivazione ed aumentare le risorse a disposizione delle aziende al fine di porre un freno alle consistenti difficoltà di questo comparto economico».

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