Archivi del mese: agosto 2011

Province: deve prevalere l’interesse generale dei cittadini e non quello della sola Lega Nord

Rivedere il ruolo delle Province nell’attuale assetto degli Enti Locali e giudicarle secondo l’utilità che effettivamente rivestono per il territorio di competenza. L’On. Chiara Braga e Luca Gaffuri, capogruppo del Consiglio Regionale del PD, non sono affatto d’accordo su quanto dichiarato dal Presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, sul fatto che le Amministrazioni Provinciali così come sono siano Enti utili. «Che la Provincia di Como sia virtuosa ho molti dubbi – rileva l’On. Chiara Braga -. Basta dare un’occhiata agli ultimi bilanci che mi auguro il Presidente conosca. Quanto alla vicinanza di questo Ente ai piccoli Comuni immagino che Leonardo Carioni si riferisca alla concessione di contributi (sempre più scarsi) attribuiti con criteri spesso discutibili e riconducibili all’affinità politica di questa o quell’Amministrazione e non certo alle reali priorità del territorio. Se prendiamo invece come metro di riferimento la capacita di coordinamento e sostegno alle realtà locali, nonché le tematiche ambientali, energetiche o la gestione del territorio, l’Amministrazione Provinciale lariana è totalmente inefficace per non parlare poi del peso irrilevante che il nostro territorio ha sui tavoli istituzionali. Mi riferisco alle vicende che riguardano il secondo lotto della Tangenziale di Como nonché il progetto dell’autostrada Varese-Como-Lecco. Se la Provincia di Como sparisse anche domani nessuno ne noterebbe l’assenza!». Della stessa opinione il consigliere regionale Luca Gaffuri: «Penso che l’attuale ruolo ricoperto dalle Province vada sicuramente rivisto e di fronte a chi, come in Lombardia, trova nella loro attuale collocazione nell’assetto degli Enti Locali motivo di indiscusso successo partitico mi senso di sottolineare come la loro validità sia da valutare esclusivamente per l’utilità che queste rivestono per il rispettivo territorio di competenza. Spero che nei fatti Umberto Bossi smentisca, dunque, Leonardo Carioni altrimenti siamo davvero davanti a dei “quaqquaraqqà” il che è veramente preoccupante». Anche l’On. Braga concorda sul fatto che bisogni modificare il sistema degli Enti Locali: «Di fronte alla situazione seria e urgente in cui si trova oggi il Paese occorre trovare il coraggio di ripensarne seriamente e senza demagogia l’architettura istituzionale cosicché competenze oggi attribuite alle Province possano essere assorbite ad altri livelli, venga aumentata la capacità dei piccoli comuni di aggregare servizi e funzioni e siano generati, quindi, risparmi. Deve prevalere insomma l’interesse generale dei cittadini e non quello piccolo di bottega della Lega Nord».

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Manovra economica e pensioni: siamo nelle mani di dilettanti allo sbaraglio

«Mi fa piacere che la norma sulle pensioni, che in più di 24 ore dal suo annuncio ha scatenato una ventata di proteste notevole anche a livello locale, sia stata stralciata ma sono e resto molto preoccupato: ancora una volta è tutto da rifare per cercare di dar vita alla manovra finanziaria ed ho seriamente paura di cosa possa inventarsi ora il Governo». E’ con un tono un po’ ansioso che Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio regionale, commenta le notizie odierne che vedono, per l’ennesima volta, l’esecutivo decidere di rimettere mano manovra finanziaria per il pareggio di bilancio. «Decisione iniqua ed incostituzionale – rileva Gaffuri -: mi fa piacere che, finalmente, ci si sia resi conto dell’effettivo contenuto di questo provvedimento. In un solo giorno ho avuto modo di ricevere la giusta indignazione di coloro che hanno servito il Paese nelle armi e di chi ha compiuto grandi sacrifici per completare i propri studi universitari, soprattutto medici. Mi associo a quanti stanno definendo le vicende relative a questa manovra economica una farsa sulle spalle dei cittadini. Il Governo infatti sembra impegnato nel cercare soluzioni per far quadrare i conti che puntualmente devono essere poi annullate, dimostrazione dell’assoluta incapacità di chi ci governa di avere una qualche idea su come impostare un provvedimento serio».

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Formigoni abbandona il lungolago di Como al suo destino dopo essersi fatto garante della sua realizzazione

«Usando una metafora, che ben si presta alla situazione visto che comunque stiamo parlando di acque, credo che la “nave” del progetto paratie di Como stia affondando ed il presidente della Regione, Roberto Formigoni, il quale ha più volte assicurato il suo assenso affinché l’opera giungesse a compimento, è il primo ad abbandonarla ed a mettersi in salvo». Così il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri, commenta la notizia secondo la quale il presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sia intenzionato a non dare il via libera al Decreto che approva la perizia di variante da 1,9 milioni di euro al progetto e che consentirebbe di riprendere i lavori sul lungolago. «La firma del Governatore lombardo rappresenta un atto indispensabile per riprendere l’attività dopo la bocciatura della stessa variante da parte dell’Amministrazione Provinciale di Como avvenuta ad inizio agosto – prosegue Gaffuri -. Gli operai dovrebbero tornare in cantiere lunedì 4 settembre. Ora invece tutto è rimesso fortemente in discussione e sembra che all’orizzonte si preannunci un autunno molto caldo per quanto riguarda il lungolago cittadino: cantiere fermo, impasse su come procedere e rischio sempre più concreto che la Sacaim presenti il conto della penale da 5 milioni di euro a carico di Palazzo Cernezzi, già in evidente crisi finanziaria, per il protrarsi dell’impossibilità di proseguire i lavori. Ed a complicare la situazione anche il fatto che la ditta, attualmente commissariata dal Tribunale di Venezia, è a rischio di fallimento». Dello stesso tono del Consigliere Regionale è anche l’opinione di Mario Lucini, capogruppo del PD a Palazzo Cernezzi: «Le dichiarazioni del presidente Formigoni gettano ancora di più nel caos la situazione del cantiere del lungolago. Forse, davvero, a questo punto sarebbe il caso di trovarsi tutti attorno ad un tavolo per individuare una via di uscita ragionevole per la città da questa opera che si è rivelata nefasta». In ogni caso, per quanto riguarda l’atteggiamento del presidente Roberto Formigoni, Luca Gaffuri vuole vederci chiaro: «Ho intenzione di presentare un’interrogazione con risposta scritta allo stesso Presidente al fine di conoscere nei dettagli quale è stato l’iter adottato da Regione Lombardia in questa vicenda e perché, improvvisamente, il cammino lungo un sentiero che sembrava ben segnato si è interrotto bruscamente. Quando si verificò il famoso caso del “muro”, ormai due anni or sono, lo stesso Formigoni si era fatto garante che il progetto del lungolago sarebbe stato portato a compimento ma allora eravamo a pochi mesi dall’appuntamento con le elezioni regionali».

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Crisi: sul servizio militare e sull’Università non più conteggiabili nel calcolo della pensione

«Un provvedimento che può essere definito anticostituzionale in quanto non riconosce diritti acquisiti addirittura adempiendo un “obbligo” per quanto concerne il servizio militare”. Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, si è espresso sul fatto che il Governo pare intenzionato a non considerare più gli anni dell’Università e della “naja” nel conteggio per calcolare l’età pensionabile. «Sono stato subissato di messaggi di cittadini che si lamentano di quest’ultima scelta da parte di un esecutivo che non sa proprio più cosa inventarsi per fronteggiare lo stato in cui versano le finanze del nostro Paese dopo aver negato per tanto tempo l’esistenza della crisi – rileva Gaffuri -. Credo che di fronte a notizie come questa i conti della manovra del governo tornino sempre di meno e le ingiustizie per i cittadini siano sempre più pesanti ». Se tale intenzione del Governo dovesse venire confermata, considerando che fino agli anni ’80 il servizio militare durava 18 mesi, gli ex coscritti dovranno andare in pensione un anno e mezzo più tardi rispetto al passato. Per quanto riguarda l’Università finora era riscattabile il periodo limitato alla durata del corso di studi previsto per la laurea conseguita (con ammissione del riscatto parziale per il periodo stesso) nonché per studi post-laurea (master). Irrilevanti erano considerati gli anni di iscrizione fuori corso.

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Manifestazione dei sindaci: al Governo messaggio forte e chiaro

“La straordinaria partecipazione di sindaci e amministratori locali oggi a Milano, al Pirellone e poi in piazza della Scala è un chiaro messaggio al governo perché annulli i tagli al comparto delle autonomie locali, già duramente colpito dalle ultime manovre di questo governo. Un no forte e chiaro, quello dei sindaci, a misure inaccettabili, inique, e peraltro del tutto inefficaci rispetto alla gravità delle questioni economico – finanziarie che affliggono il Paese. Misure che rischiano di costringere i Comuni ad aumentare le tasse, le rette di asili e scuole e le tariffe dei servizi, facendo ricadere sulle famiglie il peso della manovra.” Lo dichiara il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri, presente questa mattina alla manifestazione.

“E non sarà sufficiente – aggiunge – un dimezzamento dei tagli annunciati, come pare si stia decidendo a Roma in questa fase di confuse trattative, che sommati ai 6 miliardi di euro che la finanziaria dello scorso anno ha già sottratto alle autonomie locali, sanciranno comunque la fine del federalismo fiscale, non rimanendo più nulla da fiscalizzare. Positiva, invece, la marcia indietro sui piccoli comuni: non bisogna confondere i costi della politica con i costi della democrazia: la via giusta è quella di incentivare le gestioni associate dei servizi.”

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Captazioni in alto lago: un problema che non va dimenticato

«Giustamente in questi ultimi mesi l’attenzione di tutti è stata rivolta allo sfruttamento delle acque del lago da parte del Consorsio dell’Adda ma non dobbiamo dimenticarci che il territorio lariano è interessato da un altro problema che riguarda da vicino lo sfruttamento delle sue risorse idriche: quello delle captazioni in alto Lario». Il capogruppo del PD, Luca Gaffuri, approfitta di questo periodo estivo per tornare a parlare di un argomento che ha tenuto banco lo scorso inverno ma che poi è finito nel cosiddetto “dimenticatoio”. «Le captazioni nella provincia di Como interessano circa un quinto del territorio e, anche se si parla di prelievi di piccole entità, continuano ad essere concessi i permessi – sottolinea Gaffuri -. Si tratta di richieste che sono aumentate negli anni e che porteranno a condotte forzate e interrate, piste di accesso e vasche di accumulo che determineranno una totale trasformazione dell’ambiente fluviale dei monti dell’alto Lario, molto spesso in sito protetti. Noi confidiamo che si arrivi ad una moratoria, simile a quella adottata per la Valtellina: con la scusa dei “certificati verdi” per le aziende che producono in questo modo energia elettrica di certo non si salvaguarda l’ambiente ma, anzi, si contribuisce ad aumentarne il degrado».

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Crisi del settore tessile: nuove politiche per favorire lo sviluppo economico

Settemila operai in cassa integrazione dal prossimo mese di settembre. Se è vero che in questi giorni fabbriche e uffici hanno chiuso i battenti per le vacanze estive le prospettive per il futuro, soprattutto relativamente ad un comparto importante dell’economia lariana come quello tessile alla ripresa di settembre, non sembrano affatto rosee. «Il motore trainante del tessuto produttivo comasco è in affanno» sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale riferendosi ai dati diramati da Cisl Lombardia dove ci sarebbero, tra cassintegrati e lavoratori in mobilità, non meno di 5mila persone.
«Già in passato ho affermato che di fronte alla trasformazione dell’economia ed alla situazione che si è venuta a creare a causa della crisi economica occorrono nuove strategie. Purtroppo dall’analisi dei dati dell’Osservatorio Cisl (relativi ai primi sei mesi del 2011) i posti di lavoro persi e quelli che rischiano di perdersi sono frutto della difficoltà di gestire modelli organizzativi nuovi dettati dalle mutate regole di mercato, con una struttura industriale vecchio stampo. Da qui il ricorso in aumento della cassa ordinaria, con il record a livello regionale in fatto di richieste da parte delle realtà produttive lariane, considerato strumento utile per garantire flessibilità a costi ridotti per l’azienda. Credo che con la ripresa delle attività sia sempre più impellente continuare ad impegnarsi per concretizzare obiettivi che sono al centro della politica del PD per ciò che concerne lo sviluppo economico e cioè favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani con revisione dei contratti di apprendistato, degli stage e dei tirocini; potenziare le misure per l’attività femminile; semplificazione le modalità di incentivazione ed aumentare le risorse a disposizione delle aziende al fine di porre un freno alle consistenti difficoltà di questo comparto economico».

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Sighignola: dal 22 agosto al via il cantiere per la demolizione dell’ecomostro

Lunedì 22 agosto sarà una data importante non solo per la valle Intelvi ma per tutta la provincia di Como e per il comprensorio del lago in modo particolare. In questa data è previsto l’avvio dei lavori per l’abbattimento dell’ecomostro alla Sighignola, ovvero lo scheletro della stazione di arrivo di una teleferica mai conclusa e che avrebbe dovuto collegare la vetta con Campione d’Italia. «Dal 1969 uno dei più bei balconi del nostro Paese è praticamente deturpato dalle lastre di cemento armato di un’opera mai conclusa: finalmente, tra qualche giorno, tutto questo apparterrà al passato» è il commento di Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale alla vigilia dell’avvio del cantiere. La storia di questo ecomostro è nota: nel 1969, una volta edificate le sovrastrutture portanti della stazione di partenza e di quella d’arrivo, la società svizzera che aveva ottenuto l’appalto per la realizzazione della funivia incriminata, si accorse che i calcoli erano errati ed il cantiere dovette fermarsi. «La Valle Intelvi è un’area sicuramente importante per il turismo nel comasco – sottolina Gaffuri -. In più occasioni mi sono battuto affinché alcune infrastrutture presenti non venissero dismesse, come nel caso della funivia Argegno-Pigra, o rivalutate, come per la funicolare Lanzo-Santa Margherita. Questa volta sono invece felice che al posto di quella che è stata per decenni un’autentica bruttura, più volte al centro di campagne di informazione non solo da parte dei cittadini bensì anche da associazioni e movimenti ambientalisti al di qua ed al di là del confine, possa finalmente lasciar spazio ad un balcone panoramico di incomparabile bellezza».

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Navigazione laghi: è tempo di concretizzare la regionalizzazione

L’attività della NaviLaghi e i suoi finanziamenti sono stati al centro di un incontro che si è tenuto a Desenzano del Garda giovedì 11 agosto alla presenza di Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, nonché dei consiglieri regionali bresciani Gianbattista Ferrari e Gianni Girelli Gianni, nonché della candidata alle primarie come sindaco di Desenzano, Rosa Leso. “Grazie al dietrofront dei partiti di Governo sono stati ripristinati i fondi a favore della Navigazione dei Laghi: un’iniziativa presa grazie anche alle numerose sollecitazioni avanzate dal PD a livello regionale nonché dai parlamentari lariani che ha permesso di salvare, di fatto, la navigazione come servizio all’utenza nonché come posti di lavoro” ha commentato Luca Gaffuri in tema di finanziamento della NaviLaghi cui fa riferimento l’ultima campagna di affissioni del PD. La Navigazione Laghi Maggiore, di Garda e di Como (ovvero NaviLaghi) rappresenta una situazione particolare all’interno del sistema di trasporto lombardo in quanto si tratta di una Gestione Governativa (con unica direzione generale a Milano nonché tre direzioni d’esercizio, una per bacino, con sedi ad Arona, Como e Desenzano) ed anche perché, sola eccezione del Lario dove si effettua un servizio di trasporto pubblico passeggeri, svolge servizio di tipo turistico. Se è vero che è in questo modo non è stata oggetto dei diversi aumenti tariffari del TPL regionale (con la sola eccezione del lago d’Iseo, unico bacino che rientra nel sistema di trasporto pubblico lombardo) uno dei suoi punti critici è rappresentato dai finanziamenti. Negli ultimi anni (2009 e 2011, per il quale sono stati attribuiti 2 milioni di euro) questi sono stati assicurati dai cosiddetti decreti Milleproroghe che hanno permesso alla Gestione Governativa della Navigazione di Laghi di reimpiegare per i diversi esercizi gli avanzi di gestione delle annate precedenti derogando così temporaneamente all’articolo 4 della legge 614/1957 che prevede che tali avanzi siano invece incamerati dal bilancio statale (norma che comunque rimane vigente) e sanando le situazioni disastrose che avrebbero le leggi Finanziarie che prevedevano una pesante decurtazione dei finanziamenti (-40%, ad esempio, con la legge 220/2010). Tagli che avrebbero messo a rischio la continuità del servizio e i livelli occupazionali (peraltro la Navigazione offre impieghi anche di tipo stagionale, per l’estate) con conseguenze pure per quanto riguarda il turismo nelle zone dei laghi e per l’indotto. “Come ci ha sottolineato il direttore di NaviLaghi negli ultimi anni la Gestione Governativa ha contribuito a ridurre le spese migliorando i suoi risultati operativi e gestionali – rileva Gaffuri – ma questo non basta: occorre arrivare ora alla regionalizzazione del servizio, della quale si parla tanto e che avrebbe dovuto concretizzarsi nel 2010, ma che, nonostante le rassicurazioni sul “modus operandi” di questa trasformazione rilasciate dall’Assessore ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, in seguito ad una nostra interrogazione nello scorso inverno, è ancora ben lungi da diventare realtà. La regionalizzazione, infatti, porterebbe ad uno sviluppo del servizio che verrebbe incontro a diverse esigenze del territorio per ciò che concerne la mobilità di persone e merci, in particolare laddove l’accesso viabilistico è insufficiente, per le condizioni morfologiche e infrastrutturali del territorio; uno sviluppo turistico nonché maggiore tutela territoriale visto che non si ripeterebbero i casi di acquisto di natanti che, per dimensioni e potenza producono danni alle rive, come accaduto anche nel recente passato ad opera della Gestione Governativa.

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“La Regione tagli se stessa: chiudiamo i Pirellini”

Dal quotidiano “La Provincia” del 18 agosto 2011: “Federalismo fiscale già finito prima di nascere e tagli alle regioni: il governatore lombardo, Roberto Formigoni, ha protestato per la manovra di Ferragosto, rappresenta una punizione per la Lombardia, locomotiva d’Italia e per nulla sprecona.
«Ma davvero in Lombardia non c’è niente da razionalizzare per risparmiare sulla spesa?», chiede Luca Gaffuri, Pd, consigliere regionale comasco e capogruppo in consiglio. Forse vuol suggerire, come ha già fatto qualcuno, di chiudere gli uffici della Regione a Roma o a Bruxelles. Non lo esclude, ma la sua proposta plana direttamente sulla nostra città, tra Via Benzi, via Einaudi e Viale Varese, sul palazzo turchese, quattro piani, accanto alla basilica del Crocifisso. È il “Pirellino”, sede territoriale della Regione, già da qualche anno al centro di critiche perché sottoutilizzato.
«Suggerisco di chiudere il Pirellino»: è la proposta di Gaffuri. Inaugurato nel 2001, aveva consentito di accorpare in una proprietà regionale di 1.800 metri quadrati, acquistata per otto milioni di euro da un privato, tutti gli uffici lombardi allora sparsi per la città: dieci anni fa, erano 80 i dipendenti. Adesso, sono 45; costi complessivi per gestione, manutenzione, stipendi, circa 2,3 milioni di euro l’anno.
I posti di lavoro sono intoccabili: «Certo, i dipendenti non vanno trasferiti di forza a Milano, ma potrebbero svolgere le stesse funzioni nei Comuni o in amministrazione provinciale, in convenzione con la Regione», sottolinea il consigliere Pd.

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