Con la prima applicazione del federalismo municipale anche i comuni delle provincia di Como vedono diminuire le risorse. Si tratta di tagli, ancorché di ridotta entità, che si aggiungono a quelli decisamente più consistenti che si sono registrati negli ultimi anni e che hanno trovato l’apice in occasione della pesante manovra finanziaria dell’anno scorso. Una riduzione di contributi che sta mettendo in grave difficoltà gli enti locali che si trovano ad aver a disposizione risorse più contenute per assicurare i diversi servizi ai cittadini.
Dai dati diffusi la settimana scorsa dal Ministero dell’Interno, e relativi all’attribuzione delle risorse finanziarie per il 2011, è emerso che per i 25 comuni della provincia lariana con oltre 5.000 abitanti le minori contribuzioni complessivamente sfiorano i 150mila euro. Le diminuzioni più consistenti dei fondi riguardano i Comuni con maggiore popolazione quali Como, Cantù, Erba, Mariano Comense, Lurate Caccivio ed Olgiate Comasco. Complessivamente i tagli riguardano anche Albavilla, Alzate Brianza, Appiano Gentile, Bregnano, Cadorago, Canzo, Capiago Intimiano, Cermenate, Cernobbio, Figino Serenza, Fino Mornasco, Guanzate, Inverigo, Lipomo, Lurago d’Erba, Rovellasca, Rovello Porro, Tavernerio e Villaguardia. Per i Comuni sotto i 5 mila abitanti nel 2011 saranno attribuite le stesse risorse assegnate nel 2010, al netto però dei tagli della manovra dell’anno scorso. Nella provincia lariana le risorse incrementano solo in pochi centri: Cabiate, Turate, Carugo, Mozzate e Lomazzo.
«Al posto dei trasferimenti, quest’anno si applica per la prima volta il federalismo fiscale che sarà in vigore nel 2014 – sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -. Le risorse così attribuite giungono da una quota di compartecipazione all’Iva, da una sulla fiscalità immobiliare e da una parte del fondo di riequilibrio. Ma il risultato purtroppo non cambia: il segno è sempre meno. Anche se, a parte Como ed Cantù, non si tratta di cifre elevate viene così smentito chi diceva che con questo federalismo sarebbero state destinate più risorse alle Amministrazioni comunali. Così com’è stato impostato questo è un federalismo solo di facciata perché, in concreto, a farne le spese sono le casse dei Comuni e tutto ricade sui cittadini che si vedono ridotti i servizi. Siccome, probabilmente, nei prossimi giorni verrà approvata la legge che proroga di sei mesi l’adozione dei decreti attuativi della riforma, chiediamo che si approfitti di questo periodo di tempo per correggere la riforma stessa. Il Partito Democratico, infatti, non ha votato la proposta del Governo sul federalismo fiscale municipale perché era chiaro che con un Decreto scritto in quel modo, di fatto, si sarebbero solo ridotte le risorse effettive dei Comuni».
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