Archivi del mese: giugno 2011

Frontalieri: Gaffuri e Alfieri (PD), congelamento parziale dei ristorni è decisione grave. Governo e Regione intervengano

Il Governo ticinese era chiamato a scegliere se congelare o meno parzialmente il riversamento dei ristorni per i frontalieri al fine di fare pressione su Roma e in particolare sul ministro dell’economia italiano Giulio Tremonti. Alla fine ha prevalso la linea del congelamento parziale, del 50%, della quota destinata ai comuni di frontiera. La metà dei ristorni sarà quindi conservata in un conto corrente della Banca di Stato svizzera in attesa dell’apertura di un tavolo con il Governo italiano. La decisione è frutto di un accordo tra i due ministri leghisti, Marco Borradori e Norman Gobbi e l’esponente del PPD Paolo Beltraminelli, che hanno battuto il socialista Manuele Bertoli e la liberal-radicale Laura Sadis, favorevoli alla via del dialogo chiesta da Berna.

La decisione di Bellinzona di bloccare la metà dei ristorni ha pesanti ripercussioni per le casse di molti comuni delle province di Como, di Varese e del Verbano Cusio Ossola: verrebbero a mancare circa 20 milioni di euro, vitali per assicurare alle piccole realtà locali i servizi essenziali, quali trasporti pubblici e politiche sociali.
Molto preoccupato il Partito Democratico lombardo, che chiama in causa il Governo e la Regione. “Il governo ticinese – dichiarano il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri e il vicesegretario regionale Alessandro Alfieri – si è assunto la grave responsabilità di agire in contrasto con un accordo internazionale siglato tra Italia e Confederazione Elvetica nel 1974. Se si è arrivati a questo punto è perché il Governo ha a lungo sottovalutato il problema, e addirittura la Lega ha a più riprese dimostrato vicinanza e comunanza di valori con la Lega ticinese, principale responsabile della decisione di bloccare la metà dei ristorni. Il Governo italiano si deve ora muovere riattivando i canali diplomatici con Berna per chiedere il rispetto degli accordi e il ristabilimento di relazioni serene tra i due Paesi. È essenziale che sia garantita l’intera quota di ristorni ai comuni frontalieri, senza la quale le amministrazioni non possono chiudere i bilanci e garantire servizi essenziali ai loro cittadini. Parallelamente la Regione Lombardia, sulla scorta dei rapporti di amicizia e di collaborazione istituzionale deve mettere in campo tutte le azioni utili affinché si ricreino le condizioni positive idonee alla piena attuazione degli accordi in essere”. Il PD annuncia che già martedì in Consiglio regionale interrogherà la Giunta regionale sulla questione dei ristorni e dei rapporti italosvizzeri.

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“Un mondo diverso è possibile”

Vi propongo un appuntamento.

Giovedì 7 Luglio 2011 alle ore 21.00 il padre Alex Zanotelli sarà a Mozzate (CO), all’Area Feste – Parco Guffanti, per l’incontro organizzato dall’ONLUS Amici per il Centrafrica. Interessante l’oratore e interessante il tema: “Un mondo diverso è possibile”.

La locandina

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Parchi: la maggioranza PDL-Lega si è sciolta sul controllore regionale dentro le nostre aree protette

Un successo per il Partito democratico che ha a lungo battagliato, a partire proprio dalla Commissione ambiente, in favore di una legge sui parchi che sia di vera riforma, a quasi trent’anni dalla prima, e di un provvedimento sulla governance (previsto nel milleproroghe) che sia il più possibile delegato ai territori e alle loro comunità.
Un primo segnale di cedimento della maggioranza si è avuto al voto sull’emendamento sulla forma giuridica degli enti gestori dei parchi, sempre proposto dal Pd, che è stato bocciato con pochi voti di scarto.
“Al secondo voto segreto la maggioranza si è sciolta come neve al sole”, sentenziano Luca Gaffuri, capogruppo, e Maurizio Martina, segretario regionale del Pd. Ai numeri, 39 favorevoli e 35 contrari che, fatti i calcoli e considerati i 28 presenti della minoranza, significa 11 consiglieri di maggioranza non d’accordo sul fatto che il presidente convochi la comunità del parco per l’elezione dei componenti il consiglio di gestione “previa acquisizione del nominativo del componente designato dalla Regione”. Quello cioè che dal Pd è sempre stato definito una sorta di commissario e controllore del potere regionale.
“In questo modo la stessa maggioranza ha affossato il centralismo del Governo Formigoni che, dopo la sanità, voleva allungare le mani anche sull’ambiente e sulle nostre aree protette”, incalzano Gaffuri e Martina.
E infatti Pdl e Lega “si sono sentiti in evidente imbarazzo, se non hanno potuto fare altro che chiedere il ritiro del progetto di legge, dopo settimane di discussione, per ripartire da capo in Commissione”, chiosano i due esponenti del Pd.

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Carta sconto benzina, emessa la circolare interpretativa che scongiura le multe

E’ finalmente stata diramata la circolare della Regione che fa chiarezza sulle multe relative alla carta sconto benzina della fascia confinaria. Lo ha annunciato questa mattina in commissione bilancio l’assessore regionale Romano Colozzi rispondendo ad un’interrogazione del PD. Ora è quindi ufficiale che non saranno sanzionati i cittadini che hanno continuato ad utilizzare la carta sconto dopo essersi trasferiti di residenza all’interno della stessa fascia confinaria, e quindi compiendo un abuso “tecnico”, in buona fede, che non comporta danni per l’erario né vantaggi indebiti per il trasgressore. Numerosi comuni, infatti, temendo a loro volta di poter essere sanzionati per il mancato rispetto della legge, hanno negli ultimi mesi comminato multe salate, da mille euro anche per questi casi particolari.
La circolare invita inoltre i sindaci a commisurare le multe all’entità reale della trasgressione per chi ha conservato la carta sconto dopo essersi trasferito dalla fascia di sconto A alla B, con diritto ad uno sconto minore. In altre parole, la Regione sembra suggerire ai comuni di valutare i casi di trasgressione con equilibrio.
Positivo il commento del PD, che aveva da subito incalzato l’assessore sulla vicenda, ottenendo da Colozzi un impegno onorato in questa settimana.
“Abbiamo ottenuto finalmente l’intervento regionale che aspettavamo – dichiarano a margine della commissione Luca Gaffuri e Alessandro Alfieri, rispettivamente capogruppo e vicesegretario regionale del PD – La maniera più efficace per sbloccare la situazione era la circolare interpretativa e i sindaci hanno ora uno strumento di riferimento per ritirare le multe date a questi cittadini che di fatto non hanno commesso alcun abuso, semmai una dimenticanza che non reca danni alle casse pubbliche. Auspichiamo infine che Regione Lombardia mantenga le promesse in merito alla rapida soluzione dei disservizi tecnici nell’utilizzo della carta regionale dei servizi come carta sconto riscontrati dagli utenti e dagli operatori”.

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ASL, un progetto di riorganizzazione prevederebbe la soppressione o l’accorpamento dei distretti periferici

Un taglio netto agli uffici decentrati dell’Asl potrebbe presto portare a una forte riduzione dei servizi nella zona del medio e alto Lario con grande disagio per i cittadini. Queste sono le voci che circolano in merito al piano di riorganizzazione che l’Asl di Como è in procinto di definire e che dovrebbe diventare operativo con il prossimo anno.
Il progetto prevederebbe al momento la soppressione e l’aggregazione dei servizi nei quattro distretti dell’Asl a svantaggio delle zone periferiche, per concentrarli nella sede di Como. Contro questa ipotesi si schiera il capogruppo del PD in Consiglio regionale Luca Gaffuri, che presenterà un’interrogazione in Regione.
“Togliere dal territorio servizi importanti – dichiara Gaffuri – lasciando scoperta la provincia è un danno prima di tutto per gli utenti, e stiamo parlando di persone invalide, anziane o comunque fragili. Un problema ancor maggiore se ciò avviene nel medio e alto Lario, da dove diventa molto più disagevole raggiungere gli uffici nel capoluogo. C’è anche un problema per il personale, che dovrebbe essere ricollocato o spostato, con sicura perdita di competenze oltre che di presidi preziosi. Del resto le prime avvisaglie le abbiamo già avute con la centralizzazione, a partire dal prossimo 27 giugno, della gestione delle invalidità civili nel capoluogo, con la conseguente soppressione delle attività di front-office negli uffici distrettuali periferici. Il modello a cui noi guardiamo con favore è la diffusione dei servizi sul territorio, non la depredazione di risorse dalla periferia a vantaggio delle sedi principali. Chi paga, alla fine, sono i cittadini, costretti a perdere tempo prezioso e a spendere soldi per raggiungere gli uffici centrali quando fino ad ora potevano usufruire di servizi nel proprio comune o a una distanza ragionevole. Se le notizie saranno confermate ne chiederemo conto in Consiglio regionale, così come mi auguro che i sindaci dei distretti facciano sentire la propria voce.”

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Varese-Como-Lecco: non è un gioco per equilibristi come sta facendo la Lega Nord

«Se la Lega Nord davvero non vuole la Varese-Como-Lecco perché il consigliere Dario Bianchi, nella sua lettera inviata a tutti gli amministratori comaschi, pone come sola condizione alla sua realizzazione il fatto che tutti i Comuni interessati debbano essere d’accordo quando, di fatto, non lo sono?»
E’ quanto si chiede il capogruppo del PD in Consiglio Regionale Luca Gaffuri all’indomani della presa di posizione manifestatata a vario titolo da esponenti della Lega Nord che intimerebbero al governo regionale di tenere in considerazione le volontà dei Comuni comaschi, ovvero un diniego completo alla realizzazione dell’autostrada Varese-Como-Lecco, già peraltro manifestata all’indomani della decisione della Giunta regionale nel procedere all’affidamento della predisposizione dello studio di fattibilità ad Infrastrutture Lombarde da parte del PD. Eppure in seno alla stessa Lega Nord emergono delle posizioni contraddittorie come quella del consigliere regionale Dario Bianchi: «I cittadini e gli enti locali non vogliono l’autostrada Varese-Como-Lecco, che comporterebbe un pesante pedaggio in termini ambientali da un territorio, quello lariano, già sfruttato senza alcun criterio in passato e che non può permettersi ulteriori nuovi scempi – rileva Gaffuri -. Eppure Bianchi sostiene che dopo un attento lavoro di confronto “si potrà affrontare un’adeguata previsione di un sistema autostradale” facendo riferimento alla Varese-Como-Lecco ma con la sola condizione che i Sindaci dei Comuni interessati ai tracciati siano d’accordo sulle soluzioni progettuali rappresentate”. Quindi io mi chiedo – conclude Gaffuri -: a livello regionale, qual è la posizione della Lega Nord? Se i Comuni hanno già espresso la loro contrarietà, e questo è lampante, perché chiedere condivisione? Bianchi non potrebbe semplicemente farsi portavoce di queste istanze negative alla Varese-Como-Lecco nei confronti della sua maggioranza? E poi, comunque, la Lega Nord siede in Giunta ed i suoi assessori hanno approvato la delibera di affidamento dello studio di fattibilità ad Infrastrutture Lombarde. Viste le dichiarazioni degli ultimi giorni ed i precedenti comportamenti mi sembra, dunque, che sia diventato un partito di equilibristi».

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Cà d’Industria: il CdA è decaduto. Ogni suo atto è nullo

«Con le dimissioni della maggioranza dei componenti, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cà d’Industria, secondo quanto stabilisce l’articolo 7 dello Statuto della stessa Fondazione, il Cda decade e di conseguenza viene a bloccarsi ogni attività amministrativa. Per tanto, tutti gli atti e le decisioni in questo lasso di tempo prese sono nulle ed i componenti dimissionari devono assumersi le proprie responsabilità in proposito». Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene sulle voci che riguarderebbero una prossima convocazione dei membri del Cda dimissionario di Cà d’Industria da parte del presidente uscente Pellegrino sottolineando come: «Non è più valida la prorogatio di cui alla legge 444/1994 (disciplina della proroga degli organi amministrativi) che consentiva alle Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza (IPAB) l’attività ordinaria nel termine di 45 giorni. Come detto, gli atti eventualmente approvati sono nulli e l’autorità di controllo, in questo l’ASL di Como, deve procedere alla nomina di un commissario per l’attività».
Per la Cà d’Industria è dunque arrivato il momento di “voltare pagina”: «La decadenza del Consiglio di Amministrazione della Cà d’Industria, conseguenza delle dimissioni, seppure molto tardive, di oltre la metà dei suoi componenti risale ormai a due settimane fa – conclude Gaffuri -. Domenico Pellegrino, Presidente uscente, deve farsi parte attiva e comunicare alle autorità preposte che il Cda è decaduto a seguito delle dimissioni presentate dalla maggioranza dei componenti»

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Frontalieri: il Governo tolga la Svizzera dalla black-list

Il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri e il vicesegretario regionale Alessandro Alfieri intervengono sulla vicenda dei ristorni, dopo la minaccia del ministro ticinese Marco Borradori di bloccare quasi 55 milioni di franchi svizzeri destinati ai comuni della fascia confinaria come ritorsione verso il governo italiano.
“Il governo italiano – dichiarano Gaffuri e Alfieri – dovrebbe sedersi a un tavolo con l’esecutivo elvetico per mettere finalmente la parola fine a un periodo di contrasti che rischia di minare una tradizione di rapporti di buon vicinato tra i due Paesi. Un primo passo, come sostenuto dai parlamentari di tutte le forze politiche, è la cancellazione della Svizzera dalla “black list” dei paradisi fiscali in cui il ministero dell’Economia l’ha confinata, e in tal senso il Parlamento ha votato un documento di indirizzo solo dieci giorni fa. Ma consiglierei ai ministri ticinesi maggior prudenza, perché se è giusto recuperare rapporti di correttezza questo non può avvenire se continuerà la campagna ai danni dei lavoratori frontalieri, che sono stati ancora una volta tirati in ballo in modo chiaramente strumentale. La questione dei ristorni è delicata e certo non può essere agitata da questo o quel ministro ticinese per ritorsione nei confronti del governo italiano”.

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Federalismo “fiscale”, ovvero nel 2011 per il comasco meno risorse

Con la prima applicazione del federalismo municipale anche i comuni delle provincia di Como vedono diminuire le risorse. Si tratta di tagli, ancorché di ridotta entità, che si aggiungono a quelli decisamente più consistenti che si sono registrati negli ultimi anni e che hanno trovato l’apice in occasione della pesante manovra finanziaria dell’anno scorso. Una riduzione di contributi che sta mettendo in grave difficoltà gli enti locali che si trovano ad aver a disposizione risorse più contenute per assicurare i diversi servizi ai cittadini.
Dai dati diffusi la settimana scorsa dal Ministero dell’Interno, e relativi all’attribuzione delle risorse finanziarie per il 2011, è emerso che per i 25 comuni della provincia lariana con oltre 5.000 abitanti le minori contribuzioni complessivamente sfiorano i 150mila euro. Le diminuzioni più consistenti dei fondi riguardano i Comuni con maggiore popolazione quali Como, Cantù, Erba, Mariano Comense, Lurate Caccivio ed Olgiate Comasco. Complessivamente i tagli riguardano anche Albavilla, Alzate Brianza, Appiano Gentile, Bregnano, Cadorago, Canzo, Capiago Intimiano, Cermenate, Cernobbio, Figino Serenza, Fino Mornasco, Guanzate, Inverigo, Lipomo, Lurago d’Erba, Rovellasca, Rovello Porro, Tavernerio e Villaguardia. Per i Comuni sotto i 5 mila abitanti nel 2011 saranno attribuite le stesse risorse assegnate nel 2010, al netto però dei tagli della manovra dell’anno scorso. Nella provincia lariana le risorse incrementano solo in pochi centri: Cabiate, Turate, Carugo, Mozzate e Lomazzo.
«Al posto dei trasferimenti, quest’anno si applica per la prima volta il federalismo fiscale che sarà in vigore nel 2014 – sottolinea Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -. Le risorse così attribuite giungono da una quota di compartecipazione all’Iva, da una sulla fiscalità immobiliare e da una parte del fondo di riequilibrio. Ma il risultato purtroppo non cambia: il segno è sempre meno. Anche se, a parte Como ed Cantù, non si tratta di cifre elevate viene così smentito chi diceva che con questo federalismo sarebbero state destinate più risorse alle Amministrazioni comunali. Così com’è stato impostato questo è un federalismo solo di facciata perché, in concreto, a farne le spese sono le casse dei Comuni e tutto ricade sui cittadini che si vedono ridotti i servizi. Siccome, probabilmente, nei prossimi giorni verrà approvata la legge che proroga di sei mesi l’adozione dei decreti attuativi della riforma, chiediamo che si approfitti di questo periodo di tempo per correggere la riforma stessa. Il Partito Democratico, infatti, non ha votato la proposta del Governo sul federalismo fiscale municipale perché era chiaro che con un Decreto scritto in quel modo, di fatto, si sarebbero solo ridotte le risorse effettive dei Comuni».

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Visibile il video del convegno on line sui parchi

A questo indirizzo http://www.blogdem.it/blog/2011/06/16/la-lombardia-e-il-futuro-dei-suoi-parchi-la-diretta-web-dalle-17/ è visibile il primo video del convegno on line che si è tenuto giovedì 16 giugno con i consiglieri regionali del Pd sul tema dei parchi. E prossimamente l’esperimento, che ha avuto una decina di interazioni immediate con gli utenti, che potevano postare le loro domande in diretta, e circa 500 contatti in mezzora, si ripeterà, partendo con il sentito argomento dei trasporti pubblici. Il confronto tra il capogruppo Luca Gaffuri, i consiglieri Agostino Alloni, Francesco Prina e Fabio Pizzul, che, forte della sua esperienza professionale, ha coordinato il dibattito, e il pubblico virtuale è durato una trentina di minuti e ha toccato gli argomenti principali della questione della legge sui parchi, ora in trattazione in sede consiliare. Ai consiglieri il compito di introdurre il tema: il progetto di legge sui parchi presentato dal Pd che propone una vera e propria riforma della vecchia norma del 1983 e intende rilanciare l’esperienza delle aree protette lombarde, anche in chiave turistica, ma tenendo conto delle realtà produttive che vi gravitano e della tutela dell’ambiente naturale e della biodiversità, come ha spiegato Gaffuri. La delicata questione della governance che il Pd ha bocciato proprio ieri in Commissione parchi del Consiglio regionale, ha ricordato Prina, per l’eccessiva ingerenza della Regione nei consigli di amministrazione, voluta da un apposito progetto di legge della Giunta. L’importanza della presenza, invece, dei veri attori del territorio verde nella gestione dei parchi, ha detto Alloni, a partire dagli agricoltori.

E poi le domande degli utenti, presentate da Pizzul: Gabriele che ipotizzava un ruolo per l’economia verde; Andrea che chiedeva lumi sulla gestione della fauna; Umberto che ricordava le tante limitazioni agli agricoltori e le poche alle industrie; Alessandro che toccava il tema delle guardie ecologiche volontarie; Cosetta da Turate che lamentava il problema del passaggio della futura pedemontana proprio in aree verdi.
“Vogliamo essere sempre connessi con i lombardi – ha detto in chiusura il capogruppo Gaffuri – con l’obiettivo di creare dibattito. Un’occasione che verrà ripetuta nei prossimi giorni anche nei circoli del Pd diffusi sul territorio”. Ed entro un mese di nuovo on line su www.blogdem.it con la scottante questione del trasporto pubblico locale.

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