Archivi del mese: maggio 2011

Residenza di via Pannilani: L’assessore Rossoni deve intervenire

“Stiamo raccogliendo la documentazione su eventuali contributi regionali alla realizzazione del complesso di via Pannilani, per vedere se ci sono elementi ulteriori da far pesare da parte di Regione Lombardia nel trattare con l’Inail”, lo fa sapere Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, a proposito della diatriba che si è aperta a Como sull’edificio che ospita studenti, a prezzi calmierati, in via Pannilani.

Comunque, aggiunge Gaffuri, “la Regione, nella persona dell’assessore all’Istruzione Rossoni, deve muoversi: ha tutti i titoli istituzionali per intervenire e attivarsi da subito per trovare soluzioni al problema. Il diritto allo studio e quindi anche gli interventi per rendere disponibile un alloggio a costi sostenibili per gli studenti delle università lombarde sono di competenza regionale”.

Di fatto ogni tre anni il Consiglio regionale approva le “Linee triennali di indirizzo in materia di diritto allo studio universitario”: le ultime sono quelle del 2008. Lì si riconosceva l’estrema urgenza di residenzialità per gli studenti e la Regione si poneva come obiettivo il “potenziamento delle strutture universitarie, in particolare residenziali per studenti, in un quadro di programmazione dell’espansione dei poli universitari e in una logica di incentivazione del cofinanziamento e della partnership tra soggetti pubblici e privati”, come recita il documento.

Ancora più di recente nel Programma regionale di sviluppo 2010-15 approvato lo scorso autunno si diceva che “si intende dar corso a iniziative che forniscano adeguate risposte a specifiche aree di domanda abitativa, anche temporanea, legate a situazioni di disagio e debolezza sociale ovvero di carenza di offerta sostenibile, compresa l’ospitalità per gli studenti universitari. Regione Lombardia intende inoltre migliorare i propri interventi di diritto allo studio universitario”.

Nel capitolo su Como del Programma regionale di sviluppo si legge che “la competitività del territorio trova un punto di snodo nella presenza del sistema universitario, che all’interno della provincia di Como ricopre un ruolo primario come incubatore di risorse umane e specializzate: contribuire allo sviluppo del sistema universitario è quindi uno dei punti di maggiore interesse. Per lo sviluppo del sistema universitario comasco appare cruciale e strategica la realizzazione del campus universitario, (fatto salvo il rispetto della normativa nazionale e regionale vigente) con caratteristiche e funzionalità coerenti con il progetto di università che il territorio e le università presenti vanno delineando. Tale progetto costituisce, infatti, la condizione imprescindibile per qualificare e rafforzare le capacità di accoglienza degli studenti stranieri e, più in generale, di talenti e professionalità di alto profilo che altrimenti migrano verso altri poli economici (Milano, Svizzera o altri paesi esteri)”.

Gaffuri aggiunge polemicamente: “Per quanto riguarda il campus universitario a Como va ricordato che la delibera della Giunta regionale atta a promuovere uno studio di fattibilità sull’area di San Martino è lettera morta dal 2008”.

Invece, a proposito di un’auspicabile interlocuzione con l’Inail, Gaffuri ricorda che “Marco Fabio Sartori, presidente dell’istituto, e Giuseppe Lucibello, direttore generale, dovrebbero essere sensibili e conoscere i problemi del polo universitario di Como, in quanto il primo è un ex deputato della Lega originario della provincia di Varese, e il secondo è membro del Collegio dei revisori dei Conti del Politecnico di Milano”.

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Sul sito di Trenitalia scomparsi gli orari dei treni regionali. Siano subito ripristinati!

Nasce Trenord e Trenitalia cancella la Lombardia dall’orario ferroviario. Se ne stanno accorgendo gli utenti che intendono prendere un treno regionale per recarsi a Milano dal resto della regione o viceversa e che hanno provato a consultare il sito di Trenitalia, www.trenitalia.com. Il motore di ricerca ammette solo intercity, treni regionali veloci e regionali di altre regioni confinanti che sconfinano in Lombardia. Non è riportato alcun treno tra quelli passati sotto la competenza della nuova società Trenord, il vettore ferroviario nato dalla fusione di Trenitalia e Le Nord che si occupa del trasporto regionale.

Per fare alcuni esempi, per raggiungere Cremona da Milano nel pomeriggio il sito di Trenitalia indica soluzioni come il Frecciabianca delle 16.35 con cambio a Piacenza per prendere l’autobus sostitutivo verso Cremona. Tempi previsti? due ore e quindici minuti. Nessuna traccia del diretto delle 16.20, (come quelli delle 17.15, 18.20 e 19.15) che impiega un’ora e dieci minuti senza bisogno di cambi.

Ma anche da e per Pavia sono scomparsi treni utilizzati da pendolari e studenti universitari, come il 19.30 da Milano Centrale a Novi Ligure o il 9.51 da Pavia a Milano Greco Pirelli, che ferma in tutte le stazioni. Così da Como, da Lodi e da tutte le altre città della Lombardia. E sono soprattutto le piccole stazioni ad avere la peggio. Basta fare una semplice ricerca per scoprire che negli scali normalmente interessati dai treni locali risulta non si fermi alcun treno. Andrebbe un po’ meglio se funzionasse almeno il motore di ricerca della nuova società Trenord su www.trenord.it, ma anche quello non restituisce alcun risultato all’utente in cerca del treno da prendere. E né su Trenitalia.com né su trenord.it c’è alcuna indicazione sul fatto che l’orario indicato non è completo.

“Trenord è appena nata ed è già stata diseredata da Trenitalia?” si chiedono ironicamente i consiglieri regionali del PD Luca Gaffuri e Stefano Tosi. “Che sia una coincidenza, un errore tecnico o una decisione di carattere burocratico non è questo il punto – continuano -. Un fatto del genere non si è mai verificato prima. Non è possibile lasciare disorientati, come sta avvenendo, tutti i viaggiatori occasionali e i turisti, anche stranieri, che consultano l’orario per un singolo viaggio. L’orario completo deve essere ripristinato al più presto su entrambi i siti di Trenitalia e di Trenord, perché il disservizio è molto grave e ingiustificato. Altro che grandi innovazioni, almeno il sito internet lo si faccia funzionare correttamente!”

Il PD, con il consigliere Agostino Alloni, ha scritto all’assessore regionale Raffaele Cattaneo perché intervenga.

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Una vergogna lo sfregio alla targa di Falcone

L’oltraggio alla targa collocata sul lungolago di Como in memoria del giudice Giovanni Falcone da parte di ignoti nella ricorrenza della strage di Capaci è un atto grave che non deve essere sottovalutato

Chi ha cercato di cancellare il nome di Falcone deve sentire che tutta la città di Como ricorda con illimitata ammirazione e gratitudine l’opera del giudice che ha dato la vita per la lotta alla mafia. Questo gesto vile rafforza in tutti noi la repulsione verso chi lo ha compiuto, che speriamo possa esse al più presto scoperto dalle forze dell’ordine.

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Acque del Lario: 3 proposte per uno sfruttamento virtuoso

Il Lario è come un catino, schiacciato tra le esigenze degli invasi a monte e delle necessità dell’agricoltura a valle, la gestione del livello delle acque è deciso in base a questi bisogni senza curarsi della salvaguardia della fauna ittica e della gestione delle rive.

Le enormi risorse generate dallo sfruttamento delle acqua del lago, poi non ricadono sugli enti rivieraschi ma vengono ingurgitate della grande idrovora rappresentata dalla Regione Lombardia senza essere reimpiegate sui territori.

Carlo Spreafico, consigliere segretario Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, dichiara: “Da 5 anni sottoponiamo alla Regione il problema rappresentato dalla gestione delle acque del Lario, ma le nostre continue richieste e sollecitazioni sono rimaste inascoltate, ora anche altre forze politiche si sono rese conto del ruolo strategico rappresentato dal Lario e dell’inadeguatezza dell’attuale sistema di gestione. Come gruppo consiliare del Pd chiediamo di rivedere le norme di gestione della diga di Olginate e di conseguenza delle acque del Lario; che nella cabina di regia vengano inseriti i territori prospicienti il lago in modo che abbiano voce in capito in un problema che li tocca tanto da vicino e che possano affiancare Regione Lombardia nella definizione dei livelli delle acque. La ricchezza del nostro lago non viene solo dai canoni di derivazione – prosegue Spreafico – proponiamo di sfruttare la risorsa idrica lariana anche in altri modi per generare valore, in particolare sarebbe possibile generare energia elettrica dal lago attraverso un sistema di pompe di calore. Per questo vorremmo proporre un progetto pilota in collaborazione con l’unione Europea. In questo modo il bacino Lario potrebbe entrare a far parte in pieno titolo della filiera regionale della produzione della energia elettrica. Chiediamo inoltre di regionalizzare il trasporto lacuale”.

Luca Gaffuri, capogruppo Pd in Consiglio Regionale, aggiunge: “Chiediamo al più presto una nuova audizione dei soggetti coinvolti nella gestione delle acque del Lario, tenendo presente anche la questione delle Paratie a Como, realizzate in modo strumentale per gestire ulteriormente il bacino idrico lariano. Inoltre vorremmo che le risorse derivate dalla gestione del lago diventassero patrimonio anche dei territori rivieraschi e non solo incamerate dalla Regione e inglobate nel grande mare del bilancio. Chiediamo che anche le altre forze politiche si facciano promotrici di una proposta che veda la maggioranza in Consiglio Regionale. Per questo – conclude il capogruppo – non perderemo occasione di sollevare il problema in tutte le sedi competenti”

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E se il prossimo sindaco di Como fosse una donna?

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La Svizzera sarà in Expo 2015. Formigoni e Moratti smentiscano qualsiasi altra notizia

I telegiornali e i mass media ticinesi ieri rilanciavano una notizia preoccupante: il Consiglio regionale della Lombardia avrebbe votato, secondo i documenti che avevano in mano gli operatori dell’informazione, una mozione in cui si metteva in dubbio la partecipazione della Svizzera a Expo 2015 a causa dell’atteggiamento del Canton Ticino verso i lavoratori frontalieri e il Governo italiano. Noi ci dissociamo completamente da questa posizione e ribadiamo che il documento votato, anche dal Gruppo regionale del Pd, aveva tutt’altro tenore”: sono le parole di Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, rispetto all’incidente diplomatico che rischia di crearsi tra Italia e Svizzera e soprattutto nei rapporti tra Lombardia e Canton Ticino.

“Da quanto si evince, è evidente che quello che è stato fatto girare tra i mass media ticinesi ieri, speriamo per errore, era un documento preparato inizialmente dal Pdl e che ha immediatamente creato tensione internazionale. Ma questo ci dice due cose – continua Gaffuri –: dopo le elezioni di domenica, il partito di Berlusconi ha perso la bussola e sta facendo la fine del pugile suonato, sotto tutti i punti di vista. E il secondo aspetto è che a ordinare e ottenere una posizione più tiepida della maggioranza di centrodestra, per certi versi anche troppo, è stata la Lega Nord che infatti non ha voluto si menzionasse in nessun punto del documento veramente votato i ‘fratelli’ della Lega ticinese”.

Sarebbe oltre modo inverosimile la posizione paventata, evidentemente in un primo tempo, dal Pdl lombardo, secondo Gaffuri: “I primi a confermare la propria partecipazione a Expo 2015, all’inizio di quest’anno, con un investimento di 19 milioni di euro, sono stati proprio gli svizzeri! All’epoca – era febbraio scorso – ci fu addirittura una cerimonia al Centro svizzero di Milano con la partecipazione dell’allora sindaco Moratti”.

Conclude il capogruppo Pd: “Per chiarezza e per poter ripristinare e rinsaldare i rapporti con il Governo svizzero, chiediamo al presidente Formigoni una secca smentita e alla Moratti di confermare la partecipazione della Confederazione elvetica a Expo. Queste notizie rischiano di mettere in discussione la credibilità stessa dell’esposizione del 2015, soprattutto agli occhi del Governo di Berna”.

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Un commento post elettorale

“A due giorni dalla vittoria del candidato Pisapia e della coalizione di centrosinistra nella prima fase delle comunali, è partita nel centrodestra la caccia ai responsabili della sconfitta. Avevamo già denunciato che la scelta del presidente Berlusconi e dei suoi candidati Lassini e Moratti di voler spostare la campagna elettorale – che doveva essere di proposta e di verifica sugli ultimi 5 anni di amministrazione – su una battaglia senza frontiere e dal punto di vista ideologico su temi che c’entravano poco con la città, non era premiante.
Ma c’è un altro aspetto che ha sicuramente contribuito alla sconfitta del sindaco uscente: l’incapacità della Lega di gestire la questione profughi, in particolare in Lombardia dove la Regione si è fatta addirittura commissariare dalla Protezione civile”.

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Legge sui parchi: devono diventare più fruibili da cittadini e portatori di interessi

I consiglieri del Pd cantano vittoria nel momento in cui in VIII Commissione agricoltura e parchi la maggioranza accetta di sospendere la discussione per 15 giorni per affrontare per conto proprio solo il tema della governance (il Governo centrale impone la revisione entro il 31 dicembre 2011, ma tutto deve essere pronto almeno sei mesi prima) e, contestualmente, per cominciare la discussione su una vera e propria legge quadro sui parchi regionali. “In Commissione la maggioranza Pdl-Lega ha portato un progetto di legge di iniziativa della Giunta che oltre a prevedere la nuova organizzazione degli enti gestori, modifica solo parzialmente la vecchia legge dell’83 – spiegano Francesco Prina e Agostino Alloni, consiglieri regionali del Pd –. Ma sarebbe la sedicesima volta che si va avanti per sole parziali modifiche: noi, invece, proponiamo una grande e nuova legge sulle aree protette regionali”, annunciano i consiglieri. Il motivo è ben chiaro per il Pd: “Il sistema dei parchi è importante per Regione Lombardia, non solo perché copre il 30 per cento del territorio e coinvolge 500 comuni, ma anche perché ne va della qualità della vita dei cittadini – aggiunge Luca Gaffuri, capogruppo in Consiglio regionale –. E per questo riteniamo che i soggetti protagonisti delle scelte dei singoli parchi debbano essere coloro che più vivono queste realtà, dagli agricoltori alle pro loco, o comunque tutte le associazioni che vivono i territori”. Un’importanza dimostrata anche dalle prossime iniziative del Gruppo: superata la tornata elettorale, una serata sarà dedicata dai consiglieri a parlare della loro idea di parchi lombardi attraverso una sorta di incontro-convegno in streaming dal sito www.blogdem.it che potrà essere visto e interagito sia da iscritti e simpatizzanti dei circoli, sia da qualsiasi cittadino connesso a Internet.

La proposta
Ecco i punti salienti della proposta del Pd come illustrati dai consiglieri Alloni e Prina: protagonismo delle comunità locali,che mantengono un importante ruolo decisionale; rafforzamento della sussidiarietà orizzontale e allargamento della partecipazione delle associazioni all’interno degli organi dell’ente con un ruolo non solo consultivo, ma attivo e decisionale all’interno delle comunità del parco; estensione delle superfici di tutela, con inserimento della previsione delle aree contigue, finalizzata a garantire un’adeguata tutela ambientale anche ai confini delle aree protette; valorizzazione oltre che tutela del territorio compreso nel parco, con particolare attenzione ai sistemi produttivi (partendo dall’agricoltura), alla fruizione turistica, alla definizione paesaggistica.
“L’obiettivo fondamentale – dicono Prina e Alloni – è di riuscire ad affermare un’idea di tutela dinamica dei territori, che possono e debbono rappresentare un modo diverso e originale di produrre attività, reddito, occupazione, riuscendo nel contempo a preservare attentamente biodiversità e qualità ambientale e territoriale”.

Le critiche
“Noi diciamo no alla possibilità prevista dalla loro proposta di modificare i confini dei parchi, con il rischio di speculazioni; ma non accettiamo nemmeno la possibilità di approvare deroghe per opere di interesse pubblico, laddove con pubblico potrebbe essere inteso anche un albergo”, insistono Alloni e Prina.
Come limiti del progetto di legge il Pd vede anche la proposta di un ente di governo che affida poteri e decisioni a un centralismo regionale; dietro la proposta di semplificazione si cela il tentativo di svincolare dal regime di tutela le aree del parco mediante atti che afferiscono alla sola competenza della Giunta regionale, sottraendo il ruolo significativo che il Consiglio regionale ha sin qui esercitato, nelle scelte di pianificazione; ulteriore indebolimento dei Comuni. Insomma, non si tratta di una vera riforma secondo il Pd, perché il testo del progetto di legge della Giunta Formigoni è privo di elementi di innovazione e di valore strategico.

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Tra quindici giorni Pisapia sindaco!

Grande soddisfazione per il risultato di questa tornata elettorale che evidenzia l’apprezzamento degli elettori per la qualità del progetto del PD e premia la buona amministrazione, come nel caso di Torino.

I cittadini hanno deciso di dare al centro sinistra l’onere e l’onore di portare Milano verso l’expo e verso l’Europa; ritengo che tra quindici giorni Pisapia sarà il nuovo sindaco di Milano. Sono molto soddisfatto dal voto di preferenza attribuito a Boeri e della vittoria uniforme in tutte le nove zone della città.

I cittadini danno un segnale rispetto agli errori commessi negli anni scorsi indirizzando il loro voto in maniera significativa sulla lista Cinque stelle a Bologna e su De Magistris a Napoli.

Lega e Pdl escono distrutte avendo voluto chiedere un giudizio sull’operato del governo invece che proporre programmi seri per l’amministrazione delle città: questo dimostra come il populismo e le continue promesse non realizzate vengono bocciate dai cittadini.

Per quanto riguarda la provincia di Como, grande risultato di Olgiate Comasco dove Lista Civica riporta Maria Rita Livio al governo della città, insieme ad una valente squadra di amministratori. Viene premiata inoltre la scelta di prospettiva fatta dal PD sulla fusone dei comuni che hanno dato vita a Gravedona e Uniti. Si riconfermano poi le amministrazioni di Nesso ed Eupilio e la ritorna come sindaco Giuseppe Sormani a Sormano.

Da parte mia, un ringraziamento particolare a tutti coloro che hanno voluto mettere la propria candidatura a servizio delle loro comunità.

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Frontalieri: riavviare i rapporti con la Confederazione Elvetica

Valico Brogeda

Il Pd, che insieme all’Udc l’aveva presentata, ha però votato a favore di un’analoga, ma più timida, mozione presentata dalla maggioranza Pdl-Lega. “Gli ultimi mesi hanno visto un peggioramento del clima politico nei rapporti tra la Lombardia e la Confederazione elvetica – ha detto in Aula Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale –. In quest’aula abbiamo già discusso della tematica: l’impressione è che si approvano documenti ma poi poco si fa nei confronti del Governo nazionale, in particolare del Ministro Tremonti le cui decisioni sono state alla base dei dissapori tra i due Stati. Due forze politiche di peso nella Confederazione elvetica come l’Udc e la Lega ticinese hanno cercato di fare la loro fortuna sulle spalle dei frontalieri che sono parte integrante dell’economia della Svizzera e in particolare del Canton Ticino.
E siccome c’è sempre qualcuno più a sud di noi, è stato facile fare la campagna elettorale sulle paure, sul fatto che gli stranieri vengono a portare via il lavoro. Mentre le problematiche vere sono rappresentate dal dumping salariale e si crea una concorrenza forte con gli italiani che vanno a lavorare là”.
Gaffuri ha ricordato poi che ci sono anche “segnali positivi perché la settimana scorsa l’equivalente del nostro Tar ha riconosciuto come sia possibile per i lavoratori italiani partecipare ai concorsi pubblici in Ticino. Il che diventa un’ulteriore possibilità di lavoro sia per gli insegnanti che per altre figure professionali”. Cosa chiedevano allora Udc e Pd lombardi? “Chiarezza, dopo le equivoche dichiarazioni di esponenti della Lega Nord”. Ma anche che “si riavviino rapporti corretti con la Confederazione elvetica”.

Ecco il servizio sul telegiornale di RTSI

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