Archivi del mese: marzo 2011

Pedemontana, giovedì 31 in Regione l’audizione del Ministro Castelli

Planimetria del sistema viabilistico "Pedemontana"

Si tiene giovedì 31 marzo presso il palazzo del Consiglio regionale, a Milano, in via Filzi 29, l’audizione del viceministro Roberto Castelli in merito alla realizzazione della Pedemontana. L’incontro con la commissione Territorio, competente in materia di infrastrutture, è stato chiesto dal Partito Democratico, preoccupato delle diverse questioni ancora aperte.

“Abbiamo chiesto l’audizione di Castelli prima del via libera del Cipe al prestito ponte – spiega il capogruppo PD Luca Gaffuri – nel momento in cui sembravano esserci ulteriori difficoltà, ma l’occasione è buona per chiedere al viceministro di chiarire le diverse questioni ancora aperte, dal finanziamento dell’opera alla definizione del progetto esecutivo e del tracciato, in particolar modo rispetto ai secondi lotti delle tangenziali di Como e Varese e del collegamento tra Villaguardia e Grandate. Il tema del finanziamento, lo ricordo, riguarda anche il pedaggiamento delle tangenziali, su cui chiederemo a Castelli di dare risposte convincenti.”

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No alla maxi antenna Ciclope a Civiglio-Brunate (Video)

No alla maxiantenna a Civiglio-Brunate. Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo oggi insieme al Comitato dei cittadini che hanno incontrato la Commissione Ambiente (VI) del Consiglio regionale. È stata un’occasione importante per far comprendere anche ai consiglieri regionali che costa sta succedendo a Como. Purtroppo la città sta diventando famosa per gli scempi ambientali: da un lato il muro, dall’altro questo “Ciclope” collocato sulla collina di Brunate. Rischiamo di vederci costruire un’antenna di 60 metri, molto più alta del Faro Voltiano.
Le responsabilità del comune comasco sono ben chiare: non ha tenuto conto di un vincolo di Regione Lombardia. Chiediamo che l’assessore regionale venga in Commissione a rispondere all’interrogazione che abbiamo già presentato tempo fa e a cui non è mai stata data una risposta. Chiediamo anche ai tecnici di Regione Lombardia di venire e dare risposte chiare. Chiediamo anche di incontrare il sindaco di Como, qui in Regione. Deve rispondere e spiegare cosa è successo.

Nel video una sintesi della vicenda dalle voci dei cittadini stessi.

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L’Europa funziona se tutti fanno la loro parte, anche la Lombardia

C’è una frase di Altiero Spinelli che penso può essere d’ispirazione per il nostro lavoro oggi: l’Europa non cade dal cielo. Nel libro pubblicato nel 1960 con questo titolo Spinelli scrive:
«Nella battaglia per l’unità europea è stata ed è tuttora necessaria una concentrazione di pensiero e volontà per cogliere le occasioni favorevoli quando si presentano, per affrontare le disfatte quando arrivano, per decidere di continuare quando è necessario».
In noi tutti è viva la percezione che la prima sessione comunitaria del Consiglio regionale non debba essere vissuta come un adempimento burocratico; per l’importanza che il diritto comunitario ormai riveste nel nostro sistema, per la rilevanza degli argomenti toccati dal programma per il 2011 della Commissione europea, per il ruolo che la regione è chiamata a svolgere in attuazione delle competenze ad essa attribuite dal titolo V della Costituzione, non è possibile eludere il momento comunitario, se il nostro Consiglio regionale vuole davvero essere assemblea legislativa e se la Regione Lombardia vuole davvero essere ente di governo e non soltanto amministrativo. Continua a leggere

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Emergenza profughi: il doppiogiochismo della Lega è stato smascherato oggi in Aula

Con il voto di Lega e Pdl il Consiglio regionale dà il via libera in Lombardia all’arrivo di circa 10mila immigrati provenienti dalla crisi del Nord Africa. L’ordine del giorno che hanno approvato con il nostro voto contrario, dice infatti: ‘Visto che il Ministro Maroni ha chiesto alle regioni di ospitare 50mila profughi e di utilizzare il criterio di proporzionalità demografica; che il presidente Formigoni ha chiesto che si tenga conto degli effettivi indici di affluenza; invita il presidente e la Giunta a sostenere attivamente l’azione e le richieste del Governo’!

Il doppiogiochismo della Lega, abituata a dire nei nostri comuni una cosa e a farne un’altra nei palazzi dove governa, ha le gambe corte e finalmente viene smascherato

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Pedemontana ferroviaria: è tempo di fare sul serio per la Como-Lecco

La scorsa settimana scorsa, all’apertura del cantiere dell’Arcisate-Stabio, l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo ha promesso di rispettare le scadenze della Pedemontana ferroviaria, sottolineando l’importanza strategica della struttura: secondo le previsioni, nel 2013 sarà possibile raggiungere Varese da Como in 39 minuti e Varese da Lugano in 34, con un grande beneficio per la mobilità della Regio Insubrica.

Luca Gaffuri e Carlo Spreafico, capogruppo e consigliere regionale del Pd, esprimono soddisfazione per l’impegno preso dall’assessore Cattaneo, ma manifestano anche alcune perplessità: «La pedemontana ferroviaria deve essere completata in prospettiva anche con il collegamento Como–Lecco e bisogna ripensare all’efficienza della linea in modo tale da dotarla di treni ogni mezz’ora negli orari di punta e ogni ora nella fascia di morbida. Chiediamo al presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni e al suo omologo lecchese Daniele Nava di fissare questa come una delle priorità delle Province che loro amministrano. Non possiamo sempre fare affidamento sul Canton Ticino che ora dobbiamo solo ringraziare per il collegamento tra Como e Varese».

Per approfondire la situazione della Pedemontana ferroviaria, l’appuntamento è sabato 16 aprile 2011, a Oggiono, con un convegno dedicato al tema.

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Nord camp!

Nei prossimi tre giorni sarò al Nord Camp, un’occasione per riflettere e confrontarci sulle tante questioni che interrogano non solo il Partito, ma anche il resto della società.

Per fare il punto su cosa sia il Nord e con che problemi abbia a che fare in questi tempi di crisi.

Consulta il programma del nord camp

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Inaugurazione Pirellone bis: niente bandiere e Formigoni fa una figuraccia

Il nuovo Palazzo Lombardia, inaugurato oggi dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è senza bandiere. Proprio nel giorno del ‘battesimo’ sull’edificio non sventolavano né il tricolore, né la bandiera europea, né il vessillo regionale.

Strano che un palazzo istituzionale non abbia le bandiere sulla facciata . E a chi chiedeva spiegazioni, il presidente Formigoni rispondeva che la bandiera italiana era stata posizionata all’interno. Speriamo che il governatore rimedi e che smetta di utilizzare il Pirellone bis come un suo personale trofeo autocelebrativo per farlo diventare davvero il palazzo dei lombardi.

Non solo: facendo eco a quanto già lamentato dal consigliere segretario Carlo Spreafico del Pd (ha scritto persino una lettera al presidente Boni in cui sottolinea che i consiglieri sono stati messi praticamente in un angolo), ricordo che il maxischermo posizionato nell’area più buia della piazza sottostante il palazzo non ha favorito la partecipazione dei cittadini e qualche dipendente della Regione ha lamentato di essere stato escluso dalla cerimonia.

Magra, a quanto pare, anche la figura fatta dal governatore di fronte al Presidente Napolitano: Formigoni si è sentito in dovere di puntualizzare (forse in ossequio all’ingombrante alleato leghista) come il percorso unitario sia stato sostanzialmente centralista e come il miglior modo di celebrare il compleanno dell’Italia sia quello di approvare nel 2011 la riforma federale dello Stato.

E per tutta risposta, come una sorta di tiratina d’orecchie, Napolitano ha offerto in pochi minuti una precisa e semplice lezione di diritto costituzionale, sottolineando come la promozione delle autonomie e del regionalismo sia parte integrante della Costituzione e, seppure con qualche lentezza, sia compresa in un cammino che attende di essere definitivamente attuato, ma che trova nella riforma del titolo quinto della Costituzione una pietra miliare.

In sostanza,  lo stesso concetto ribadito dal cardinal Tettamanzi che, prendendo spunto dalla metafora paolina del corpo e delle membra, ha sottolineato come una compagine sociale non possa vedere squilibri o disparità tra le sue parti costitutive e debba prendersi cura soprattutto dei più deboli.

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Intitoliamo lo stadio del ghiaccio di Casate a a Stefano Gosetto ed Alfredo Luraghi

Intitolare lo stadio del ghiaccio di Casate a Stefano Gosetto ed Alfredo Luraghi, due giocatori che hanno vestito per anni la casacca dell’HC Como nel quarantesimo anniversario di partecipazione della compagine hockeyistica cittadina ad un campionato di questa appassionante disciplina sportiva.

E’ questa la proposta di Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale. «La stadio del ghiaccio di Casate ha raggiunto i 41 anni di attività e da ben otto lustri una squadra di hockey porta il nome di Como sulle piste italiane ma anche all’estero – rileva Gaffuri -. Tra le centinaia giovani che hanno iniziato a pattinare e poi a giocare ad hockey a Casate il ricordo degli appassionati è accomunato dai nomi di Stefano Gosetto ed Alfredo Luraghi: due giovani che hanno perso la vita in circostanze tragiche ed ai quali l’affetto del pubblico e degli stessi ex compagni di squadra non è mai venuto meno». Stefano Gosetto è scomparso nel 1985 in un incidente stradale. Abitava a meno di 50 metri in linea d’aria dallo stadio di Casate ed insieme ai cosiddetti “ragazzi di via Orazio” ha scritto le prime pagine dell’hockey Como a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80. Imprese sportive culminate, nella primavera del 1984, con la prima storica promozione della compagine biancoblu in serie A.

Alla sua memoria, da oltre vent’anni, un torneo giovanile porta il suo nome e rappresenta il momento conclusivo della stagione hockeyistica comasca. Inoltre, in sua memoria, è stato ritirato il numero “5″, il suo numero, dalla squadra. Alfredo Luraghi, invece, è stato il portiere degli anni ’90 dell’HC Como che, dopo la parentesi della proprietà della Mediolanum Sport, ha permesso agli azzurri di scrivere nuove entusiasmanti pagine di sport contribuendo alla seconda partecipazione degli azzurri in massima serie. Luraghi è  scomparso in circostante tragiche, per un malore improvviso, nel 2008.

«La vicina piscina di Casate è stata intitolata ai nuotatori Comolli e Mondini – conclude Gaffuri -. Credo che dedicare lo stadio del ghiaccio a questi due giovani che amavano lo sport e questa struttura, dove hanno trascorso parte della loro vita lasciando ricordi indelebili nella memoria di chi li ha conosciuti, sia un gesto di particolare attenzione e di riconoscenza da parte di una città che troppo spesso si dimentica del valore e dell’importanza sociale che ricopre lo sport».

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Soddisfazione per la bocciatura del complesso residenziale ad Albate

Lunedì sera il Consiglio Comunale ha bocciato la proposta di realizzare un nuovo insediamento abitativo ad Albate, il progetto prevedeva la riconversione di un ex edificio industriale in un complesso residenziale che avrebbe ospitato più di 130 appartamenti.

Gabriele Guarisco, segretario del circolo PD di Albate, commenta: «Il sindaco Bruni non deve dire che esiste un partito del no e del non fare: il Consiglio comunale ha recepito un’indicazione espressa dal territorio e dai cittadini. Il consiglio di circoscrizione aveva già dato un parere negativo in merito; noi abbiamo presentato delle osservazioni al progetto e realizzata una raccolta firme tra i cittadini: avevamo raccolto 200 firme in breve tempo.  Quello di cui si sta parlando è un progetto molto vasto che si sarebbe inserito in una circoscrizione in cui la maggioranza ha già riversato un grande numero di interventi, ultimi quello di via Cumano e in via Frisia. Inoltre, mentre viene eliminata del tutto una linea di autobus, il 10, e il problema del traffico sulla Canturina non viene nemmeno sfiorato dall’amministrazione, sul territorio di Albate si vuol far passare una tangenziale che finirà nel nulla. Invece di aumentare la complessità dei problemi sul quartiere sarebbe opportuno risolvere le problematiche esistenti con soluzioni efficaci, che ad oggi mancano».

Sul progetto la Giunta Bruni è andata, ancora una volta, in minoranza. Segno di un governo del territorio che mostra tutte le sue debolezze e le manifesta nell’incapacità di farne gli interessi.

La Giunta Bruni si è contraddistinta in questi anni per l’approvazione di un’infinità di interventi edilizi, senza dotare i quartieri  dei necessari servizi – verde pubblico, parcheggi e marciapiedi. Finalmente il consiglio comunale di Como ha voluto dare uno stop a un intervento troppo pesante per il quartiere di Albate».

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Tangenziali di Varese e Como sempre più a rischio pedaggio

È grazie all’ultimo governo di centrosinistra guidato da Prodi se finalmente possiamo compiacerci del via libera definitivo alla Pedemontana. È sotto Prodi che nel 2007 fu dato l’impulso decisivo con l’approvazione al Cipe e la firma della convenzione tra la concedente Cal e la Pedemontana lombarda Spa. Un processo iniziato allora e proseguito sotto Berlusconi e Tremonti con grandi difficoltà e rallentamenti, fino al balletto delle ultime settimane tra i ministeri dell’economia e delle infrastrutture. Avremo quindi i primi lotti delle tangenziali di Como e Varese, ma dato che il governo di centrodestra non ha trovato nemmeno un euro, se i primi lotti rischiano di essere a pedaggio i secondi, se mai si faranno, lo saranno sicuramente”. Così Luca Gaffuri e Stefano Tosi, consiglieri regionali del PD, commentano l’annuncio da parte di Formigoni e Cattaneo della firma da parte del ministro Tremonti dell’atto aggiuntivo alla Convenzione CAL/Pedemontana e dunque del piano Economico Finanziario del progetto definitivo approvato dal CIPE.

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