Archivi del mese: dicembre 2010

Trasporto pubblico: la prima stangata

Prima stangata sugli utenti del trasporto pubblico locale e sui pendolari, dopo la delibera approvata  mercoledì 29 dicembre 2010 in Giunta regionale sull’aumento delle tariffe.

Dal primo febbraio i pendolari lombardi, al rinnovo degli abbonamenti e all’acquisto dei biglietti, pagheranno il 10% in più e dal 1 maggio scatterà un ulteriore 10%. Così, si andrà a fine anno a circa +25% per avere un servizio peggiore. “Regione Lombardia e il Governo nazionale mettono le mani nelle tasche dei pendolari – commenta Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd –. E per farlo usano la foglia di fico del miglioramento della qualità del servizio, obiettivo che non hanno raggiunto in 16 anni di Governo Formigoni, non si capisce come questo possa essere raggiunto nel giro di tre mesi”.

“I tagli dovuti alla Finanziaria saranno pagati dai pendolari – insiste Gaffuri –. La Giunta anziché ricercare soluzioni per l’efficientamento dei costi e la riduzione dei tagli, si limita a scaricare sui pendolari, che rappresentano con i loro abbonamenti il 52% dei ricavi, ulteriori aggravi. I nuovi documenti di viaggio introdotti sono simbolici. Infatti, il tentativo dell’integrazione tariffaria tocca solo il 10% dell’utenza ed è un’integrazione non per area di traffico, come si sarebbe dovuto fare già da anni, ma una semplice ripartizione del cosiddetto tesserone annuale di 990 euro, poco utilizzato oggi per il suo costo. Tutto questo ha il sapore di una toppa inutile dell’ultimo minuto”.

“Per i treni e il bonus di gennaio, confrontando i dati relativi al bonus ferroviario del 2008/2009/2010 (dati disponibili fino ad ottobre), l’anno 2010 è stato peggio dell’anno 2009 ed eguaglia l’anno 2008. Quest’anno il numero totale delle direttrici che hanno usufruito del bonus è di 57 (ma mancano i dati di novembre e dicembre); nel 2009 era 54 e nel 2008 era 57 – conclude Gaffuri –. Questo dato ci preoccupa non poco e dimostra che il miglioramento annunciato con la costituzione di Tln sino a questo momento non c’è”.

Pubblicato in dalla Regione, Mobilità | Taggato , , , | Lascia un commento

Per Natale

La festa è ormai imminente: permettetemi di condividere con voi una riflessione e di fare il più sincero augurio di un sereno Natale. 

«Il compito dell’amore politico è quello di creare e custodire le condizioni che permettono a tutti gli altri amori di fiorire: l’amore dei giovani che vogliono sposarsi e hanno bisogno di una casa e di un lavoro, l’amore di chi vuole studiare e ha bisogno di scuole e di libri, l’amore di chi si dedica alla propria azienda e ha bisogno di strade e ferrovie, di regole certe… La politica è perciò l’amore degli amori, che raccoglie nell’unità di un disegno comune la ricchezza delle persone e dei gruppi, consentendo a ciascuno di realizzare liberamente la propria vocazione. Ma fa pure in modo che collaborino tra loro, facendo incontrare i bisogni con le risorse, le domande con le risposte, infondendo in tutti fiducia gli uni negli altri» (Chiara Lubich)

Pubblicato in Idee e politica | Taggato | Lascia un commento

Parliamo di Campus a Como

Parliamo di campus ma -  attenzione! – l’oggetto del discorso non è l’istruzione e tanto meno la cultura: l’argomento è la politica. La notizia da un mese a questa parte è che c’è un ripensamento sulla costruzione del campus universitario a Como.

Lo ha ribadito tre giorni fa l’assessore provinciale al lavoro, attività economiche e università Alessandro Fermi ma il primo a spiegarcelo è stato il senatore Alessio Butti: «L’idea di campus non ha i presupposti, non funziona, è superata – ha detto alla stampa – Si parla di campus da vent’anni ma non è stato compiuto nessun passo avanti, non abbiamo visto un progetto e neppure un piano finanziario».

Peraltro il centrodestra governa da un quindicennio il nostro territorio e da tre anni è al palo l’accordo per lo studio di fattibilità di un campus a San Martino promosso dalla Regione. Nel gennaio 2007, dopo averne parlato con Formigoni, il sindaco Bruni spiegava: «Proprio sul campus abbiamo concentrato l’attenzione. A primavera contiamo di siglare con gli altri partner l’accordo di programma per fissare tutti i dettagli dell’operazione e partire». Ma adesso il primo cittadino ha cambiato opinione: «non ha nessun senso parlare oggi di campus».

Si dice che con la riforma Gelmini sarebbe meglio il modello “college”. Eppure agli Stati generali dell’università comasca, convocati a gennaio dalla Camera di Commercio per scongiurare la china troppo varesina assunta dall’Insubria, tutti sono stati concordi nel ritenere il campus essenziale e il senatore Butti non ci ha avvertiti delle linee della riforma che stavano predisponendo a Roma. Né l’allarme è stato sollevato ad aprile al varo del Piano per la competitività da parte del Tavolo provinciale dello sviluppo, cui partecipano anche Butti e Fermi (Bruni è sempre assente): perciò la costruzione del campus è uno degli obiettivi inseriti nel Piano Regionale di Sviluppo 2010-15 approvato a settembre dal Consiglio regionale. Carta straccia?

C’è un’altra notizia, però: lunedì il presidente Formigoni – evidentemente non informato dal senatore Butti e dall’assessore Fermi e neppure dal sindaco Bruni – ha posato la prima pietra del campus di Lecco, annunciando la conclusione dei lavori entro diciotto mesi. Vale la pena ascoltare le voci che giungono da “quel ramo” del lago per sentirci dire perché sarebbe sbagliato rinunciare a Como all’idea del campus e in fondo a un futuro universitario.

È «un intervento strategico quello di Lecco, un intervento che rende ancora più forte la sinergia tra Lecco e Milano, un intervento condiviso e voluto dall’intera comunità», ha detto il rettore del Politecnico, Azzone, ricordando anche i legami esistenti sul territorio «con ingegneria e architettura che sono nate qui […] e il legame con l’industria meccanica così radicata. Tutto questo lo dobbiamo a persone lungimiranti che hanno fatto scelte importanti per il territorio».

Il presidente della Provincia, Nava: «il campus diventa realtà»; c’è «la capacità di trasformare questa zona centrale in qualcosa che è al servizio di tutta la comunità». Commenta il sindaco della città, Brivio (ed è interessante, data la polemica sulla “colata di cemento” che c’è a Como): del campus «dovremo tenere conto nel Pgt che stiamo elaborando, abbiamo un impegno per la riqualificazione, per la viabilità e per integrare perfettamente il campus e renderlo un tutt’uno con le nostre aziende».

Il presidente della Camera di Commercio, Valassi, ha ricordato: «Tutto è partito nel novembre del 1986 quando sottoposi alla giunta della Camera la proposta di fare uno studio di fattibilità per portare il Politecnico qui, nel febbraio del 1987 lo studio era pronto e da allora sono stati fatti così tanti passi avanti». Conclude Formigoni: «Significa far fare a Lecco un balzo in avanti […] Un campus infatti non solo aumenta l’offerta e la vivibilità di un centro cittadino […] Pensate alle imprese lecchesi, vera grande forza di questo territorio, che hanno fondato sulla loro qualità e capacità di innovare le fortune di tutto il circondario. Pensate a quali vantaggi potranno ottenere dal campus: più competenza, più ricerca, più possibilità di creare reti di innovazione e di sviluppo.» Rapporto serio tra territorio e università, collaborazione tra le istituzioni, individuazione delle prospettive di sviluppo economico e sociale, obiettivi strategici per il futuro e costanza nel perseguirli: questi sono i meriti di chi ha governato a Lecco.

A Como resta solo chi è all’opposizione a pensare che è il modo giusto di fare? In maggio a Lomazzo per l’inaugurazione del polo tecnologico Comonext non abbiamo visto né il sindaco Bruni né il presidente Carioni.

Pubblicato in Cultura e sport, Economia e lavoro, Scuola | Taggato , , | Lascia un commento

Acqua: Pdl e Lega votano una legge illogica

Il Governo nazionale dà una proroga che consente a tutte le Regioni di aspettare i pronunciamenti della Corte costituzionale, l’indizione del referendum e di fatto una condizione legislativa più chiara. Ma Regione Lombardia, incautamente, con 39 consiglieri su 80, quindi una minoranza, approva la legge sull’acqua”, è il commento di Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, dopo la votazione di ieri, mercoledì 22 dicembre 2010, in Consiglio regionale. L’opposizione ha fatto fino all’ultimo ostruzionismo e, al momento del voto, ha abbandonato l’Aula. Ma nonostante mancasse evidentemente il numero legale, la maggioranza Pdl-Lega ha deciso di continuare e di votare il progetto di legge.

“Eppure è una legge sull’acqua che non aveva i termini dell’urgenza. Non c’era fretta per votare una norma che esautora i Comuni dalla gestione del servizio idrico, facendo una rivoluzione indipendentemente dal quadro normativo nazionale; che non permette più la gestione in house; che mette mano in un settore che, attualmente, ha le tariffe più basse d’Europa; che costringe le Ato a riaffidare entro il 31 dicembre il servizio; che inserisce elementi normativi in contrasto con sentenze della Corte costituzionale”, continua Gaffuri.

“Per questo motivo abbiamo fatto il nostro dovere fino in fondo. La maggioranza di Governo di questa regione ancora una volta non ha dato ascolta a centinaia di migliaia di cittadini referendari, ai tanti che avevano manifestato la propria preoccupazione, alle innumerevoli proposte emendative fatte al testo, e si è arroccata con una posizione difficilmente comprensibile. Ma questo Formigoni e i suoi lo dovranno spiegare ai Comuni e ai cittadini lombardi”, conclude l’esponente del Pd.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura, dalla Regione, Idee e politica, Territorio | Taggato , , , , | Lascia un commento

Bilancio: capitoli di spesa azzerati. Non possiamo che essere contrari

“Il Governo Berlusconi requisisce a Comuni e Regioni importanti risorse per i servizi ai cittadini. Regione Lombardia ha abbaiato alla luna tutta l’estate, adesso abbassa la testa e accetta l’aut aut”, commenta Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Partito democratico. “Non si è mai visto un bilancio con tanti zeri sui capitoli di spesa – prosegue Gaffuri –. Il fatto è tanto più grave perché non si tratta solamente di cifre contabili. Quello che la Giunta Formigoni ci chiedeva di votare è l’azzeramento di politiche, impegni, prospettive di avanzamento e sviluppo”. “Questo bilancio è certo conseguenza della Finanziaria impostata dal Governo nazionale. Ma la manovra Tremonti, proprio perché è legata al rallentamento economico generale, è la riprova e insieme il tentativo di contenere l’insuccesso delle politiche del governo di Pdl e Lega – continua Gaffuri –. Insomma, le difficoltà che si palesano in questo bilancio sono conseguenza anche del modo di procedere del Governo nazionale, che ha scaricato buona parte del peso della manovra sul comparto delle Regioni, in maniera non concertata e impositiva, come è emerso dalle prese di posizione reiterate di diversi presidenti regionali, non ultimo il presidente Formigoni, e del presidente della Conferenza delle Regioni Errani. Su questo attacco del Governo Berlusconi alle funzioni e alle prerogative delle Regioni, la Giunta ha la nostra solidarietà”.

Eppure questo è lo stato di fatto, nota il capogruppo Pd che sottolinea come “ci preoccupano i tagli perché minano la possibilità della Regione di procedere con la forza e il vigore che sarebbero stati necessari di questi tempi. Così per quanto riguarda il sostegno alle imprese e ai settori produttivi: si va da una riduzione del 57% (-6,8 milioni) delle risorse per le politiche attive (spese correnti) per Industria e artigianato al 50% (-10,5 mln) per il commercio, i servizi e il turismo. Va meglio all’agricoltura, che grazie ai fondi europei vedrà invece un aumento del 12% (+3,3 mln)”. In definitiva, i dati che emergono dalla bozza di bilancio 2011 contraddicono gli obiettivi contenuti nel Piano regionale di sviluppo approvato il 28 settembre scorso: “Vengono azzerati i fondi per il sostegno e la promozione della competitività delle Pmi (erano 660.000 euro); i contributi in conto capitale alle imprese artigiane per ridurre l’inquinamento (che equivalevano nel 2010 a 1 milione); gli interventi di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese artigiane (che quest’anno vedevano 1 milione di euro); il fondo di rotazione per il finanziamento delle attività imprenditoriali (erano 4,5 milioni); il cofinanziamento regionale del fondo unico per incentivi alle imprese (erano 41 milioni)”.

E “ci preoccupano i tagli nel settore delle infrastrutture e dei trasporti. Non ci sono solo i treni o il trasporto pubblico locale, ma anche gli zero euro alle province per le strade regionali, gli zero euro per le piste ciclabili, gli zero euro per le infrastrutture del trasporto lacuale. Si potrebbe continuare con la rassegna dei diversi settori. Ad esempio con il comparto sociale e sociosanitario: l’impressione è che, venendo meno le risorse, la Regione, farà affidamento ancora una volta e ancora di più sull’impegno di cura che le famiglie offrono ai loro membri in difficoltà e nel disagio. Non è però questo un buon modo di governare. E noi non potevamo certo appoggiarlo”, conclude Gaffuri.

Pubblicato in dalla Regione, Economia e lavoro | Taggato , , | Lascia un commento

I frontalieri e il treno: “Bene in Ticino, ma in Italia…”

Una settimana da frontalieri con il treno. E’ quanto abbiamo provato a fare per capire chi, nella consistente mole di lavoratori italiani che si recano ogni giorno in Canton Ticino, si muove sui binari lasciando a casa l’auto. Abbiamo scelto, per questo esperimento, la tratta che parte da Albate-Camerlata, periferia di Como. Una linea diretta, che giunge fino a Biasca, in attività da circa due anni, ed inaugurata con grandi sorrisi, strette di mano e brindisi.

Successo – Una tratta di successo? Non ancora. Sono pochi, a dire la verità, i lavoratori che ne fanno uso: non superano il centinaio nelle ore di punta, mentre sull’autostrada sono in migliaia, spesso in coda per cantieri, traffico o incidenti. Cosa non va, dunque? Come mai così pochi scelgono di spostarsi con il Tilo transfrontaliero?

Frontalieri – Loro, i frontalieri che vengono a lavorare in Ticino e usano il treno, cosa ne pensano del servizio? Le risposte sono quasi unanimi: il servizio funziona. Meglio però in Svizzera, i problemi sono nel tratto italiano. Quali siano questi problemi, lo vedremo in seguito. I lavoratori sottolineano principalmente le cose che vanno bene. E questo è già un successo.

I più loquaci sono, stranamente, quelli che prendono il treno prima delle sette, quando é ancora buio: “Sono fortunato perché non abito lontano dalla stazione e ci vado in bicicletta” dice Andrea, operaio. “In venti minuti percorro il mio tragitto, mi piace”. Luisa, impiegata, non rimpiange l’auto: “Una volta ho rischiato l’incidente in autostrada, da allora prendo solo il treno”. Altri ancora dicono di sentirsi più rilassati quando arrivano sul posto di lavoro: “In treno leggo, scambio quattro chiacchiere, e il tempo passa, quasi non ci si accorge di muoversi”.

Disagi – Per i frontalieri, forse perché ci hanno fatto il callo, non sono una novità, ma a noi saltano all’occhio. Le carrozze, in certi orari, sono molto affollate, e non tutti trovano posto a sedere, specialmente quando si è vicini a Lugano. Molti gli studenti, ma anche pendolari ticinesi che si recano al lavoro. A parte ciò i disagi riguardano, dal nostro punto di vista, principalmente la parte italiana del tracciato. Un esempio: il primo giorno della nostra piccola sperimentazione il Regio Express delle 18.51 ha interrotto la sua corsa a Chiasso. Scesi sulla banchina, siamo stati informati che il treno era stato soppresso, senza che gli utenti fossero stati informati in anticipo, e senza soluzioni alternative. Per andare a recuperare l’auto ad Albate-Camerlata sono stati necessari due autobus, ed oltre mezz’ora in più.

Albate-Camerlata – Le corse dei frontalieri cominciano e terminano, come detto, alla stazione di Albate-Camerlata. Scalo da sempre consacrato principalmente alle merci, e lo si vede. I pochi frontalieri salgono in un’atmosfera abbastanza desolante. I bagni sono fuori uso, come pure l’obliteratrice. Il Tilo, nuovo e pulito, sembra quasi fuori posto. Ma il vero problema è un altro, ed è a poche decine di metri.

Posteggi – Il posteggio nei pressi della stazione fu aperto in fretta e furia con l’avvio del servizio, un anno fa. Oggi risulta chiaramente insufficiente. Basta arrivare intorno alle 7 per rischiare di non trovare più nemmeno un posto libero. La stazione di periferia, infatti, è usata anche dai pendolari che vanno a Milano, che sono ben più di quelli diretti in Svizzera. I mezzi pubblici? Nei dintorni passa solo una linea d’autobus secondaria, mentre l’importante snodo di Piazza Camerlata dista quasi due chilometri. Giocoforza, i frontalieri devono arrivare alla stazione in auto, sempre con il rischio di non trovare posteggio. Quella che dovrebbe essere una stazione d’interscambio auto-treno per i pendolari, perde così gran parte della sua efficacia. Come ci conferma un pendolare: “La stazione è rimasta tale e quale, e i posteggi sono troppo pochi. Ad esempio, stamattina ho posteggiato lì”, e mi indica, mentre il treno lentamente si avvia verso la Svizzera, un’auto parcheggiata nell’erba, accanto ad un binario dismesso. Possibilità di essere multato? L’uomo alza le spalle: l’alternativa è arrivare in ritardo al lavoro, si corre il rischio.

Politica – Problemi, quelli da noi constatati, denunciati anche dalla politica. In quei giorni il Pd lombardo, con il capogruppo Luca Gaffuri (originario, tra l’altro, proprio di Albate) ha effettuato un viaggio tra le stazioni ferroviarie della regione. La linea che conduce in Svizzera, secondo Gaffuri, ha un’ottima potenzialità, che non viene sfruttata. “Occorre pubblicizzare il servizio presso i pendolari comaschi”. Il consigliere regionale punta il dito sui responsabili regionali del settore, assessore Cattaneo in testa, e chiede, a nome del partito, un potenziamento delle strutture già esistenti, una maggiore concorrenza del servizio ferroviario, e che i tagli del Governo Berlusconi non vadano a colpire i viaggiatori lombardi.

Si parlava, in quei giorni, di un aumento delle tariffe fino al 30%, e puntualmente la notizia dei rincari è arrivata, su percentuali non certe, ma che dovrebbero attestarsi sul 25%. La Regione Lombardia, trovatasi nella necessità di risparmiare 247 milioni di euro, ha previsto un taglio dei servizi su gomma e rotaia, e un contemporaneo aumento del costo dei biglietti. Una decisione pesantemente criticata dal Pd e dalle associazioni dei consumatori e dei pendolari.

Visione svizzera – Cosa ne pensa la politica ticinese? Il consigliere nazionale leghista Norman Gobbi ha avuto modo di parlare del tema durante un convegno sulla realtà transfrontaliera tenutosi a Varese l’8 novembre. E non è stato indulgente nei confronti delle istituzioni italiane: “La cooperazione è fondamentale nel campo della mobilità – ha dichiarato – se i frontalieri potessero muoversi in treno invece che in auto la vivibilità del territorio migliorerebbe. Peccato che mentre noi procediamo svelti nella realizzazione delle infrastrutture, per quanto riguarda i tratti di competenza italiani ci sono sempre ritardi”.

Conclusioni – Il servizio, a nostro giudizio, appare buono, anche se presenta margini di miglioramento notevoli. Le FFS ci hanno comunicato che nel 2009 le persone salite nei treni Flirt durante la settimana lavorativa (lunedì-venerdì) ad Albate-Camerlata sono state un’ottantina, quelle scese poco meno di 150. A Como invece sono state registrate invece più di 240 persone salite e poco più di 300 scese. Al conto mancano quei frontalieri che abitano nelle zone di confine, e salgono sul treno a Chiasso e Balerna. Un trend, affermano le FFS, destinato a consolidarsi, che vedrà sempre più persone prendere il treno. Una speranza che non possiamo non condividere.

(Fabio Caironi)

Pubblicato in Mobilità, Rassegna stampa, Territorio | Taggato , , , | Lascia un commento

Bilancio: la Giunta Formigoni non aiuta la Lombardia a reagire alla crisi

“La Lombardia ha le risorse e la vocazione per stare al top. E proprio per questo ci saremmo aspettati una manovra capace di reagire alle sfide che si profilano. Invece, la vediamo debole e indecisa e non ci basta affidare le risorse della Regione a una Giunta che ancora sta scrutando l’orizzonte e decidendo il da farsi”, queste le motivazioni, espresse da Luca Gaffuri, capogruppo, che hanno spinto il Pd in Consiglio regione a esprimere il suo voto contrario alla manovra di bilancio. “Occorrono politiche chiare – ha proseguito Gaffuri –, ma la crisi paralizza anche la politica e serve uno sforzo condiviso, ma la Giunta regionale, come dimostra questo collegato, preferisce l’arroccamento solitario. Noi non vediamo in questa manovra di bilancio la scelta di politiche chiare. Si mostra di volere tenere in piedi la baracca, ma di fatto la Giunta ci chiede semplicemente un grosso atto di fiducia. Molto grosso. Nell’ordinamento regionale non esiste la legge delega, ma in questo collegato si chiedono più deleghe in bianco perché la Giunta possa provvedere in materie di grande importanza: per i trasporti, ad esempio, ma anche per i criteri di virtuosità dei comuni”.

Nel primo caso, ha sottolineato il capogruppo Pd, “la Giunta ci chiede di lasciarle mano libera nel definire le tariffe del trasporto pubblico locale, nello stabilire i criteri della riforma e dell’integrazione tariffaria, nell’offerta del servizio. Ci chiede insomma di poter modulare il diritto dei cittadini lombardi alla mobilità, ma senza una discussione politica nel merito. Ci chiede ancora il diritto a infilare la mano nel portafogli dei cittadini senza chiarirci in cambio di cosa. Insomma, il Consiglio regionale è considerato un semplice luogo di ratifica delle deliberazioni giuntali: in questo collegato è stato inserito all’ultimo momento un articolo sulle grandi derivazioni idroelettriche, un articolo di peso, per densità tecnica e per rilevanza della materia. Deploriamo che questo argomento non sia stato trattato nella commissione consiliare. E sempre un atto di fiducia ci viene chiesto nel caso dei fondi costituiti per far fronte alla crisi economica e sociale. Nel Fondo per la ripresa economico-sociale per il 2010, dei 50 milioni che sono stati messi a bilancio, ne restano ancora 40 che non ci risultano essere stati utilizzati; nel Fondo patto-sviluppo sostenibile, a 10 giorni dalla fine del 2010, restano ancora 34 milioni. Anche per questo ci sembrerebbe opportuno che il bilancio per il 2011 definisca già in Consiglio a quali azioni e necessità destinare le risorse: per indirizzare meglio, secondo le necessità dei cittadini e dei territori lombardi che rappresentiamo, soldi che altrimenti non verrebbero utilizzati”. E a fronte di tutto questo, con le aziende lombarde che stanno chiudendo in uno stillicidio senza fine, non c’è nella manovra di bilancio, ha concluso Gaffuri annunciando il voto contrario del Pd, “quell’atteggiamento più aggressivo contro la crisi che ci saremmo aspettati. Anzi, tra i settori tagliati vi è quello del sostegno all’economia produttiva”.

Pubblicato in dalla Regione, Economia e lavoro | Taggato , | Lascia un commento

8 milioni di tagli ai comuni comaschi

tagli agli enti localiE’ stato recentemente pubblicato il Decreto con cui il Governo riduce drasticamente i trasferimenti erariali per il 2011 ai Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.

Luca Gaffuri fa il punto dell’ennesimo salasso, soprattutto per quanto riguarda la provincia di Como: “Dopo due anni di chiacchiere sul federalismo, Lega e Pdl portano in dono ai comaschi un taglio drastico mai conosciuto: oltre 8 milioni di euro in meno di trasferimenti ordinari dello Stato ai Comuni. Che significheranno, molto concretamente, meno risorse per garantire i servizi ai cittadini e la buona amministrazione dei nostri comuni, con un aggravio secco di costi a danno delle famiglie, delle imprese e dei cittadini”.
 
Secondo Gaffuri “si tratta di tagli scandalosi, innanzitutto perché lineari, cioè uguali per tutti. Senza guardare alla differenza fra enti spreconi ed enti efficienti. Senza nessun parametro di merito su come i soldi vengono spesi. Alla faccia delle tante parole spese dal Ministro Brunetta”.
E come se non bastasse, aggiunge il capogruppo Pd, “anche i trasferimenti di quanto dovuto ai Comuni per il rimborso Ici, l’unica fonte di entrata federalista che esisteva, vengono ridotti, alla faccia delle promesse spese dai Ministri proprio verso i sindaci. Uno scandalo se solo ricordassimo i milioni di euro buttati dalla finestra da questo governo per Alitalia, ponte sullo Stretto, scudo fiscale e altre iniziative spot ingiuste e costose”.

E chiosa: “Il governo del federalismo a chiacchiere ha prodotto la peggiore manovra centralista della storia di questo Paese, mettendo in ginocchio i comuni, che sono e rimangono una delle poche istituzioni forti del Paese. Si tratta di un vero e proprio salasso soprattutto per i territori del nord. Alla faccia della propaganda leghista”.

Pubblicato in dalla Regione, Economia e lavoro, Territorio | Taggato , , , | Lascia un commento

Diaria per il Veneto, basta ritardi

alluvione venetoLuca Gaffuri replica al presidente consiliare Boni circa il suo invito a devolvere la diaria di una seduta alle popolazioni venete colpite dall’alluvione.

“L’invito di Boni – precisa Gaffuri – ci è stato fatto nella seduta d’Aula del 9 novembre, ma la lettera con la richiesta ufficiale e il modulo attraverso cui aderire all’iniziativa, dove per altro c’è anche scritto il numero di conto corrente che noi non potevamo certo inventarci, ci è arrivata solo il 2 dicembre. Poi, c’è stato il lungo ponte di Sant’Ambrogio e questa settimana siamo rientrati a pieno ritmo. Per quel che mi riguarda, ho comunicato al Servizio Affari generali e depositato la mia adesione, attraverso l’apposito modulo, lunedì 13 dicembre. Questo mi porta a concludere che in primis deve essere efficiente la Presidenza del Consiglio quando prende certe decisioni e non poi fare le pulci ai consiglieri o lamentarsi dei ritardi quando è la prima a far passare quasi un mese. Detto ciò, noi consiglieri del Pd effettueremmo sicuramente tutti il versamento”.

Pubblicato in dalla Regione, Territorio | Taggato , , | Lascia un commento

Concerto di solidarietà: anche Luca Gaffuri sostiene l’iniziativa

Parteciperanno anche i consiglieri del Gruppo consiliare del Partito democratico al concerto di Natale, che devolverà l’incasso in beneficienza, organizzato dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale.

“Apprezzo molto l’iniziativa e come Gruppo la sosterremo”, ha afferma Luca Gaffuri, capogruppo del Pd. Il concerto si terrà sabato 18 dicembre 2010, alle 17, in Aula consiliare, ed è riservato ai consiglieri regionali, ai propri familiari e ai loro ospiti. In analogia all’iniziativa di solidarietà che si tiene ogni anno in Senato, l’incasso dei biglietti verrà devoluto a due associazioni: Il Girasole, che si rivolge a detenuti, ex detenuti e loro familiari e il Caf, Centro di aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia in crisi. Il concerto, che vedrà protagonisti l’Orchestra e il Coro L. Van Beethoven, diretti dai maestri Adriano Bassi e Achille Nava, sarà registrato e trasmesso il giorno di Natale su Telelombardia, alle 18.45, su T-Sat, alle 21, su Milanow, sempre alle 21, e il 26 dicembre su Canale 6, alle 20.

Pubblicato in Cultura e sport | Taggato , | Lascia un commento