Archivi del mese: novembre 2010

Acqua: discussione in Consiglio Regionale rinviata in attesa del Milleproroghe

acqua Il Pd aveva dapprima posto la pregiudiziale e quindi chiesto la sospensiva della trattazione del tema, motivandolo con il fatto che rischiava di essere troppo presto per dire una parola definitiva su una riforma che, a febbraio, potrebbe essere stoppata dalla Corte Costituzionale.

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Frontalieri: occorre maggiore integrazione

dogana chiassoProprio in risposta alle ritorsioni di alcuni gruppi politici del Canton Ticino, i consiglieri regionali del Pd Luca Gaffuri, capogruppo e comasco, Stefano Tosi, Alessandro Alfieri, varesini, Angelo Costanzo, sondriese, e Carlo Spreafico, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza regionale e lecchese, hanno portato in Aula una mozione, votata all’unanimità, in cui si chiede di impegnare la Giunta regionale “ad attuare tutte le iniziative affinché siano tutelate e rafforzate le relazioni di buon vicinato tra le comunità confinanti e siano tutelati i diritti di tutti i cittadini; ad attivarsi presso il nostro Governo perché sia manifestata alle autorità elvetiche il profondo disagio delle nostre comunità, siano tempestivamente attivate tutte le iniziative tese a riaffermare il reciproco rispetto culturale e morale tra le rispettive comunità; a promuovere con le competenti autorità cantonali tutte quelle iniziative volte a favorire una effettiva integrazione tra le diverse realtà confinanti”. E in questi giorni è partita la contro-campagna in risposta a quella dell’Udc ticinese (niente a che vedere con quello italiano), nota come “Bala i ratt”: manifesti appesi ai confini e volantini distribuiti in dogana in cui, con la metaforica immagine degli ingranaggi di un orologio, uno dei quali tricolore, si intende ribadire come i 45mila lavoratori frontalieri lombardi siano parte integrante dell’economia e delle fortune della Svizzera.

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Polo logistico, opportunità da non perdere

Pubblicato su “L’Ordine” del 23 novembre 2010

containersCittà e provincia devono guardare al futuro: anche a Como. Per questo mi è sembrato rilevante che dalle colonne dell’Ordine il presidente di Confindustria Como, Ambrogio Taborelli, rilanci sulla logistica come occasione da non lasciarsi scappare per lo sviluppo prossimo del territorio. L’esigenza di un polo di scambio intermodale ferro-gomma nasce infatti dal Tavolo per la Competitività della Camera di Commercio, che sta esercitando il ruolo di cabina di regia territoriale. E l’invito è lanciato al sindaco, che purtroppo non è stato sinora un assiduo frequentatore del tavolo, e alla politica lariana: se accolto, potrebbe essere occasione per superare i limiti che come esponente dell’opposizione rimprovero a chi ha la responsabilità di amministrare Como e provincia.

L’intermodalità, infatti, è una prospettiva di sistema: si parla di trasporti e di mobilità delle merci ma i presupposti sono la volontà di rilanciare economia e produzione provinciali e il bisogno di trovare una nuova mission per il settore spedizionistico comasco. Parliamo poi di un progetto che guarda agli scenari legati all’apertura di un’opera epocale come l’Alptransit e che tiene conto di ciò che avviene al di là dei nostri confini: le politiche del trasporto europee e svizzere. Si tratta di un passo verso un modello d’integrazione della mobilità più moderno e sostenibile di quello attuale: un modello ferro-gomma (ma a Como anche acqua, con i servizi di navigazione) che potrebbe essere adottato utilmente anche per la mobilità delle persone. E non dimentichiamo che la realizzazione di un polo logistico a Como, indurrebbe necessariamente a operare in termini di “Grande Como”, poiché mi pare improbabile che si possa individuare entro i confini del capoluogo un ’area adatta: occorre dunque agire meglio di quanto fatto per il Nuovo Sant’Anna, con le diatribe tra le amministrazioni di Como e San Fermo. Un progetto per la piattaforma intermodale chiederebbe agli amministratori comaschi di dare prova, una buona volta, di costanza e affidabilità. È vero: se può servire gli interessi della Svizzera in materia di politica dei trasporti e dell’ambiente, le autorità elvetiche offrono contributi finanziari per la costruzione d’infrastrutture ubicate all’estero, sulla base dell’ordinanza per la promozione del traffico combinato e grazie ai ricavi della tassa sul transito dei veicoli pesanti; è già successo a Busto Arsizio, ma anche per la galleria di Monte Olimpino. Servono, però, certezze: non aiuta perciò che il Comune di Como sia inadempiente nel progetto di riqualificazione legato alla stazione di Albate Camerlata, previsto dall’accordo in materia di ferrovie tra Lombardia e Cantone Ticino, né che negli strumenti di programmazione delle politiche della Giunta regionale di Roberto Formigoni la piattaforma intermodale comasca venga dimenticata (nell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale del 2009, nonostante avessi chiesto che vi fosse uno specifico piano d’area per l’area doganale) oppure recuperata in extremis (è il caso del recente Piano Regionale di Sviluppo, grazie a un emendamento votato in Consiglio regionale dopo che ho sollevato la questione). Neppure è un buon segno che il viceministro alle Infrastrutture Castelli dichiari alla rivista dell’Ufficio Federale svizzero dei Trasporti che il quadruplicamento della linea Chiasso-Monza è secondario, rispetto alla gronda ferroviaria Bergamo-Seregno: concetto ribadito nell’incontro del Comitato interministeriale italo-svizzero di cooperazione ferroviaria, svoltosi il 12 novembre a Lecco. Ecco: gli amministratori di centrodestra, finora supini, troveranno il coraggio di sostenere l’esigenza di un polo logistico comasco a Milano e a Roma, di fronte ai membri del loro stesso schieramento politico?

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100% Swiss Made? Altro che ratt…

pd_svizzeriLuca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, ha ricordato come questa sia “un’iniziativa portata avanti insieme dalle Federazioni del Pd di Sondrio, Como, Varese e Verbano-Cusio-Ossola. In questi mesi abbiamo assistito a una campagna di carattere denigratorio nei confronti dei frontalieri – ha detto Gaffuri –. E non è stata portata avanti da dei buontemponi, ma da una delle principali forze politiche della Confederazione elvetica, cioè l’Udc, partito di maggioranza relativa. Per noi è fondamentale dare una risposta di carattere politico”. Il metodo è presto detto: “Una campagna di affissioni che sarà fatta sui territori di confine e volantinaggio alle dogane. Inoltre – ha proseguito il capogruppo al Pirellone –, martedì prossimo (il 23 novembre, ndr), in Consiglio regionale, andrà in discussione una mozione sul tema che noi avevamo presentato appena partita la campagna, che sul momento era anonima e molto forte e solo dopo ne erano emersi i responsabili”. Il messaggio del Pd è chiaro, ha fatto notare Gaffuri: “I frontalieri sono una componente fondamentale per permettere all’economia del Canton Ticino e della Confederazione elvetica di funzionare. Abbiamo scelto come prodotto simbolo dell’economia svizzera un orologio, i cui meccanismi, da sempre sinonimo dell’efficienza elvetica, funzionano grazie al lavoro di tanti frontalieri che ogni giorno all’alba si alzano e attraversano i confini.

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Collaborazione italo-svizzera nei trasporti stradali e ferroviari

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Durante l’incontro le parti hanno constatato che nel settore del potenziamento dell’infrastruttura per il traffico ferroviario tra la Svizzera e l’Italia i lavori procedono senza particolari difficoltà. La costruzione della tratta Mendrisio – Varese avanza in entrambi i Paesi secondo programma. L’inaugurazione è prevista per il 2013. Anche il risanamento della galleria elicoidale di Varzo, lungo la linea del Sempione, si svolge regolarmente. In futuro si effettueranno altri risanamenti sugli assi nord-sud: quello acustico del tratto del Gamborogno sul Lago Maggiore lungo la linea di Luino nel 2011 e quello della galleria del Sempione tra il 2012 e il 2014. Nel 2015 e 2016 sarà poi risanata la strada del Sempione e, dopo il 2020, la galleria stradale del San Gottardo. Secondo il Comitato direttivo, questi interventi andranno coordinati. Sul piano dell’esercizio, una task force è stata incaricata di occuparsi degli aspetti della puntualità e della sicurezza per migliorare la qualità dei trasporti, in particolare per quanto concerne la tratta del Sempione. In ambedue i Paesi si impongono provvedimenti a medio termine per far fronte al pronosticato aumento del traffico. L’Italia prevede di attuare entro il 2015 una serie di interventi minori, quali la realizzazione di quattro punti d’incrocio tra Premosello e Vignale, mentre la Svizzera ultimerà entro il 2017 la galleria di base del San Gottardo ed entro il 2019 quella del Monte Ceneri. Entrambi i paesi – si legge ancora nel comunicato del DFT – promuovono inoltre lo sviluppo del traffico merci combinato. L’Italia prevede di aumentare le capacità del nodo di Novara e di realizzare la tratta denominata Gronda Est (Seregno – Bergamo). La Svizzera si incarica di chiarire la possibilità di ampliare entro il 2020 il profilo dell’asse del San Gottardo in modo da consentire la circolazione di convogli della strada viaggiante con un’altezza di 4 m agli angoli. L’attuazione di tali misure eviterebbe l’insorgere di problemi di capacità fino al 2020. Nei due Paesi sono altresì allo studio interventi a lungo termine da coordinare tra di loro. Sul fronte svizzero si tratta di progetti previsti dal programma Ferrovia 2030 e dell’ampliamento a quattro binari della linea Lugano – Chiasso. In Italia riguardano tra l’altro il potenziamento della linea di Luino per il traffico merci. Il Comitato ha il compito di assicurare l’applicazione della convenzione sulla garanzia della capacità delle principali linee che collegano AlpTransit alla rete italiana ad alta capacità.

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Fusione comunale in alto lago bocciata: sarebbe non democratico ignorare la volontà popolare

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Il referendum ha avuto natura consultiva, e non deliberativa, e la strada appare tracciata «e sarebbe illogico e poco democratico andare contro la volontà espressa dai cittadini e imporre comunque l’accorpamento – ha sottolineato Luca Gaffuri -. Il progetto non è passato ma i numeri sono stati confortanti: soltanto dieci anni fa una simile proposta avrebbe incontrato meno della metà dei consensi attuali. L’aver promosso assemblee pubbliche sull’argomento è stato utile per il futuro anche se c’è il rischio che, rimandando le scelte, i piccoli Comuni possano subire fusioni imposte dall’alto». Senza fare tanta strada: un po’ quello che accade talvolta in un paese dall’ordinamento altamente democratico quale la Svizzera e nel dettaglio il Canton Ticino (per gli interessati basta cercare materiale relativo alla fusione che ha costituito il comune di Aquila in val di Blenio).

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Varese-Como-Lecco: clamorosa assenza dei vertici politici comaschi!

tangenziale como

 “Oltre a Carioni, che tra l’altro figurava come relatore conclusivo della mattinata, ma la cui assenza era già praticamente data per scontata, mancava l’assessore alle infrastrutture e al territorio della Provincia, Sergio Mina, così come il consigliere regionale Pozzi, presidente della Commissione regionale Territorio – fa notare Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd –.  Assenze che sono state  notate e sottolineate, oltre che dal pubblico, anche dai relatori”.

Dicono le consigliere provinciali del Pd comasco Rosangela Arrighi e Maria Rita Livio, presenti all’incontro: “E’ un’abitudine del presidente Carioni quella di sfuggire le responsabilità e di non avere il coraggio di sostenere con fermezza e coerenza delle posizioni politiche chiare, nemmeno quando potrebbe, come in questo caso, farsi portavoce della posizione unanime del Consiglio Provinciale in merito ai problemi e alle proposte che sono sul tavolo e sui quali la politica ha il dovere di pronunciarsi con chiarezza. Occorre ricordare che il consiglio provinciale nello scorso mese di luglio aveva votato all’unanimità un documento sulle priorità viabilistiche in provincia, che rivendica  prima di tutto la realizzazione del secondo lotto della Tangenziale di Como (come previsto dall’accordo di programma della Pedemontana) e della variante della Briantea e che si esprime negativamente sulla realizzazione dell’autostrada Varese-Como-Lecco”. “Da più voci è stata richiesta alla politica responsabilità e capacità di fare  scelte utili per il territorio. Un richiamo più che condivisibile, ma non si può fare a meno di sottolineare l’inadeguatezza di una classe amministrativa comasca, Lega Nord compresa, evidentemente incapace non solo di decidere, ma anche di affrontare a viso aperto un confronto serio e responsabile su temi così importanti”, commenta l’onorevole Pd Chiara Braga. Uscendo dalla presentazione di Busto Arsizio Gaffuri aggiunge: “Le associazioni di categoria pongono un problema reale: le difficoltà della mobilità nel territorio pedemontano. La soluzione proposta, cioè la costruzione di una nuova autostrada, non tiene però conto della realizzazione della Pedemontana che sgraverà la viabilità ordinaria e consentirà collegamenti più rapidi. Per la crescita del nostro territorio, riteniamo fondamentale che il confronto sia il più approfondito possibile poiché si tratta di questioni che segneranno il futuro della nostra provincia”.

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Troppi tagli: così il federalismo fiscale non può procedere

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Dibattito dal quale sono emerse le posizioni del Partito democratico circa il federalismo fiscale: “Dobbiamo fare molta attenzione a non forzare troppo quando ancora i livelli essenziali di assistenza non sono stati fissati – ha detto il consigliere Alessandro Alfieri –. Le cose devono andare di pari passo perché, se si fissa l’asticella troppo verso il basso, poi a pagare più tasse saranno i nostri cittadini. Ma è anche necessario procedere insieme al Codice delle autonomie e all’istituzione del Senato federale – ha proseguito –. E soprattutto, i tagli della manovra finanziaria non devono incidere sul federalismo fiscale, altrimenti tutto il nostro lavoro sarà vano. Motivo per cui abbiamo votato contro l’ordine del giorno di Pdl e Lega”.

Eppure, per il momento, si va in questa direzione, come spiegano il consigliere Enrico Brambilla e il capogruppo Luca Gaffuri: “Dopo quanto ha illustrato il presidente Formigoni a proposito della manovra di bilancio regionale, si conferma il fatto che i lombardi dovranno fare grossi sacrifici, soprattutto legati al trasporto pubblico, come del resto è stato confermato dal dibattito in Aula di oggi, che ha prefigurato rincari di tariffe con servizi sempre meno adeguati. Ma i sacrifici saranno anche sul piano dello sviluppo delle imprese, vista la bocciatura della nostra richiesta di sostegno al credito agevolato”.

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Se il PD va in stazione è per combattere

Stazione_Albate_CamerlataIeri in prima pagina dell’Ordine è apparso un commento, per la verità assai critico, a un’iniziativa messa in campo dai consiglieri regionali del Partito Democratico: un tour delle stazioni, una campagna di un mese per visitare ognuna delle 415 stazioni ferroviarie della Lombardia e per fare il punto sui disagi a cui sono costretti i pendolari. Si tratta anche di un’iniziativa per dire no ai tagli al trasporto pubblico locale e ad aumenti delle tariffe che, a partire da gennaio 2011, si annunciano pesantissimi e che non serviranno a portare maggiore qualità.

Si tratta della solita battaglia di retroguardia del PD, come suggerisce l’autore del pezzo di ieri? Non credo: la mobilità è uno degli argomenti più attuali. Se, infatti, per andare giornalmente da Como a Milano studenti universitari e impiegati d’azienda perdono quotidianamente più tempo che nel 1939 e senza contare i ritardi, se in treno Malpensa è più vicina a Bologna che a Como, questo è un problema rilevante per lo sviluppo della nostra provincia (il Tavolo provinciale per la Competitività lo ha messo specificamente a tema). E la situazione non è migliore nel resto della Lombardia. A chi ritiene pretestuoso coinvolgere la Regione Lombardia e la giunta Formigoni nei disservizi di Trenitalia, posso dire che la regolazione del trasporto pubblico locale è già da anni una competenza esclusiva delle regioni; oltre a ciò Regione Lombardia è azionista di riferimento nella joint-venture TLN (Trenitalia Le Nord) cui la giunta lombarda ha affidato in esclusiva attraverso specifici contratti la gestione del servizio ferroviario di portata regionale: certo è difficile essere un buon controllore del rispetto dei contratti di servizio quando si vestono anche i panni del controllato. In più i tagli decisi dal Governo con la manovra di luglio, circa 300 milioni, mettono in crisi tutto il sistema del trasporto pubblico locale. Il direttore di TLN ha parlato di un possibile aumento dal 15 al 35% di biglietti e abbonamenti, inaccettabile per i pendolari lombardi che contribuiscono al servizio di trasporto ferroviario per quasi il 40% attraverso biglietti e abbonamenti, ben sopra la media nazionale e più o meno come i viaggiatori tedeschi e francesi che però hanno un servizio decisamente migliore. Perciò nel mese di novembre andremo in ogni stazione lombarda, da quelle maggiori alle più periferiche. Compileremo un questionario per ognuna di esse e avremo così uno strumento in più per valutare una situazione che chiede investimenti consistenti e invece si trova di fronte a tagli indiscriminati. Insieme all’aumento delle tariffe, infatti, c’è il pericolo di trovare stazioni e treni in condizioni peggiori. Il PD vuole rivolgere l’attenzione alla qualità delle stazioni, passandole ai raggi X e raccogliendo tutti i dati, per arrivare entro dicembre a dare ad ognuna un voto. Pubblicheremo le risultanze, con le testimonianze raccolte sul campo e i materiali inviati da cittadini. Intendiamo far emergere criticità, situazioni di disagio e di abbandono con cui si trovano a fare i conti i circa 750mila utenti che quotidianamente transitano nelle stazioni ferroviarie. Noi però speriamo anche di mettere in luce casi virtuosi e buone prassi possibili: il PD propone che la Regione, anziché finanziare una manutenzione cui l’azienda ferroviaria non riesce a star dietro, favorisca attraverso un bando la messa a disposizione di parti delle sale d’aspetto o altri locali alle associazioni del territorio e ai comuni perché le possano utilizzare, riqualificare e far rivivere, aumentando sicurezza e accoglienza come accade, ad esempio, in Alto Adige. 

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Trasporti: con aumento PDL e Lega tradiscono due milioni di pendolari

Con questi aumenti si colpiscono due milioni di pendolari lombardi che fino ad ora hanno preferito il mezzo pubblico all’automobile – dichiarano – Tutto ciò significa chiedere soldi in più alle famiglie e aumentare il traffico e lo smog, che é il contrario di ciò che dovremmo fare. Denunceremo questa politica sbagliata, frutto dei tagli indiscriminati del governo, in ognuna delle 415 stazioni lombarde che già stiamo visitando da qualche giorno per censire i disagi dei pendolari che, è bene ricordarlo, non avranno alcun beneficio in cambio degli aumenti di biglietti e abbonamenti. Con questa operazione il Pdl e la Lega si assumono la grossa responabilità di aver tradito ancora una volta le promesse fatte ai cittadini”.

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