Consiglio regionale: prontezza e trasparenza le parole d’ordine di questa nuova legislatura

Gaffuri ha sottolineato la differenza di percezione tra la realtà che sta vivendo la Lombardia oggi e la “narrazione del presidente”: a lui, ha detto Gaffuri, “pare che tutto vada per il meglio: l’eccellenza lombarda si estende a inglobare l’azione regionale come suo elemento inscindibile, anzi come suo elemento essenziale. E così la Lombardia diventa la regione migliore possibile”. Ma non è così, ha sottolineato Gaffuri, e lo stesso ministro Bossi lo ha detto recentemente, ripreso e confermato dal neo presidente del consiglio Boni. Che qualcosa non vada, in Lombardia, per il Partito democratico lo dimostra il fatto che proprio la Lega ha proposto di tenere una delle prossime sedute consiliari a Malpensa (“luogo nel quale è stato consumato un grave tradimento degli interessi di tutti i lombardi”) e che la “riunione di tutte le competenze riguardanti artigianato e industria in un solo assessorato sono state affidate alla Lega”. Quali, allora, i punti dolenti di Regione Lombardia su cui per il Pd bisogna lavorare fin da subito? “Ha tempi lunghi e non spicca per prontezza”, ha proseguito Gaffuri, ricordando che “le misure per le imprese, l’artigianato, il commercio annunciate dalla Regione nell’autunno 2008, dopo un anno non avevano prodotto effetti significativi. Le 13 iniziative per 351 milioni varate a ottobre 2008 vedevano 6 bandi: 2 di essi, con una dotazione complessiva di 119 milioni, a distanza di 12 mesi non erano ancora aperti e avevano erogato risorse pari a zero euro; i restanti, una dotazione di 176 milioni, avevano erogato risorse per 55 milioni”. Ma c’è un altro tema importante che, secondo il Pd, ha urgenza di essere trattato: “Il federalismo è stato in attesa due anni, dopo l’iniziale intesa con il Governo Prodi. Ma noi, da quest’aula, abbiamo sollecitato più volte a riprendere l’iniziativa con il governo nazionale. Ora aspettiamo Formigoni alla prova dei fatti”. Veloce e trasparente: la Regione vista dal Partito democratico ha bisogno di “semplificazione, che non può essere solo quella legislativa, cui si è già lavorato – ha proseguito Gaffuri –: la moltitudine di iniziative, misure e bandi attraverso i quali si esplica l’attività della Regione, la loro formulazione spesso complicata e i tempi stretti che intercorrono tra la pubblicazione dell’intervento e l’apertura dei termini di presentazione delle domande ostacolano l’accesso dei cittadini, delle associazioni e delle imprese ai servizi e alle sovvenzioni della Regione. Ma anche il proliferare di misure e iniziative conduce a disperdere le risorse, limita l’efficacia delle iniziative, disorienta i cittadini”. Trasparenza significa poi verificare quali siano i costi del progetto della tessera sanitaria, quali siano le ricadute di un provvedimento come il Piano casa, come mai, a fronte del fatto che dal 1995 a oggi il personale della Giunta regionale è stato razionalizzato, passando da 5mila a 3mila effettivi – così si legge nel programma elettorale di Formigoni –, si dimentica di dire che nel frattempo è nato e si è sviluppato un sistema societario (partecipazioni regionali dopo quelle statali?) che svolge funzioni amministrative”. Infine, un accenno al nuovo Statuto regionale, la cui presidenza era spettata proprio al Pd nella scorsa legislatura: “Dovremo procedere al suo adempimento e alla sua attuazione e soprattutto – ha chiuso Gaffuri – dovremo adottare la legge elettorale regionale”.

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