Archivi del mese: maggio 2010

Manovra: l’unica certezza è che sarà pagata dai cittadini

Così il capogruppo del PD in Regione Lombardia Luca Gaffuri commenta le nuove notizie sui tagli che sarebbero riservati alla Lombardia dalla manovra del Governo che, secondo una dichiarazione di Formigoni si attesterebbero sui tre miliardi di euro nel biennio, contro il miliardo e ottocento milioni annunciato ieri dall’assessore Colozzi. “Non saremmo preoccupati – continua Gaffuri – se il taglio delle risorse comportasse per la Regione Lombardia la riduzione dei costi della burocrazia o degli stanziamenti per la comunicazione e per le relazioni internazionali, che sicuramente possono essere ridimensionati, ma qui si vanno ad intaccare, e forse ad azzerare, servizi per i cittadini e per le imprese. Cosa ne sarebbe, con il taglio di un miliardo e mezzo l’anno, dei fondi per il rilancio dell’economia, degli investimenti per il trasporto pubblico, degli interventi a sostegno delle famiglie e delle persone in difficoltà?”. “Il governo che dovrebbe essere superfederalista – conclude il capogruppo PD – si dimostra federalista al contrario. Questa manovra smentisce tutti i principi del federalismo fondati sulla responsabilità territoriale tra capacità di entrata e capacità di spesa e costringe anche le Regioni che avevano mantenuto in pareggio i propri conti a tagliare le risorse per i servizi”.

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«A Como non è necessario avere la figura del direttore generale»

A Lecco la giunta di centrosinistra del neoeletto sindaco Virginio Brivio nelle ultime ore ha cancellato la figura del direttore generale (risparmierà oltre 40mila euro) e ha abolito l’assegno ad personam di circa 14mila euro a testa attribuito ai dirigenti a tempo determinato, assicurandosi altri 70mila euro.

Gli oltre 100mila euro che entreranno nelle casse del Comune verranno destinati a voucher per pagare cassintegrati e persone in difficoltà che si occuperanno della manutenzione del verde e dell’arredo urbano per conto dell’amministrazione. L’opposizione a Como preme sull’acceleratore per fare lo stesso e la Lega vede di buon occhio la cancellazione della figura del direttore generale. Il capogruppo del Pd Luca Gaffuri è pronto ad esportare l’iniziativa del primo cittadino lecchese e collega di partito. «Come si può notare – commmenta – quando si ha la volontà se un’amministrazione vuol fare politiche innovative e che tengano presente la realtà che si sta vivendo, è possibile farlo. L’iniziativa portata avanti da Virginio Brivio lo dimostra. Da sempre sosteniamo che a Como non è necessario avere la figura del direttore generale. In questa situazione economica penso che sia una scelta oculata quella di non riconoscere premi, ma di destinare risorse a chi in questo momento sta vivendo la realtà della disoccupazione. Del direttore generale si può fare a meno ed è quello che chiederemo di fare visto che abbiamo già un emendamento sui premi ai dirigenti».

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Il caso Cà d’Industria in procura. Gaffuri: «Troppe stranezze»

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I consiglieri di Pd, Lista per Como, Paco, Rifondazione e Gruppo misto chiedono alla magistratura di verificare se nella vicenda dell’affidamento del servizio cucina a una società esterna «si configuri o meno la sussistenza di reati», ribadendo «l’anomalia di quanto accaduto». Nelle 23 pagine depositate in tribunale gli esponenti di minoranza ricostruiscono le tappe che hanno portato all’appalto e contestano le procedure seguite per la gara, che reputano «illegittima e nulla» a causa di «gravissime irregolarità».

Marcello Iantorno (Pd) spiega: «Il cda di Ca’ d’Industria ha motivato la scelta dell’esternalizzazione con la necessità di risparmiare, invece si ritroverà a sostenere 3,1 milioni di costi in più in 10 anni. Per scoprirlo basta confrontare il prezzo proposto dalla società vincitrice, la Fms, con quello della seconda classificata, la Inservio. Inoltre non è stato rispettato il codice degli appalti e si è affidato il servizio a una società che non ha mai fatto catering, ma si occupa di distributori di merendine e pertanto non doveva essere nemmeno invitata. Le anomalie sono decine. Gli inviti per la gara partono il 19 febbraio e il termine è il 24, con di mezzo sabato e domenica; di fatto si danno solo due giorni di tempo». E ancora: «Nei documenti di presentazione, Fms dice di far parte del gruppo Serist, invece sono società diverse. Ma la commissione di gara ha assegnato a Fms punteggi che fanno riferimento alle caratteristiche di Serist».

«Non appena viene sollevato il problema dell’assenza di legami tra le due società – ricorda il capogruppo Pd, Luca Gaffuri – compare, guarda caso, un  contratto di “avvalimento”, tra l’altro con data incerta. E mi sembra a dir poco strano che nel contratto sia previsto il pagamento tramite Rid, non lo si fa mai per cifre alte».

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Consiglio regionale: prontezza e trasparenza le parole d’ordine di questa nuova legislatura

Gaffuri ha sottolineato la differenza di percezione tra la realtà che sta vivendo la Lombardia oggi e la “narrazione del presidente”: a lui, ha detto Gaffuri, “pare che tutto vada per il meglio: l’eccellenza lombarda si estende a inglobare l’azione regionale come suo elemento inscindibile, anzi come suo elemento essenziale. E così la Lombardia diventa la regione migliore possibile”. Ma non è così, ha sottolineato Gaffuri, e lo stesso ministro Bossi lo ha detto recentemente, ripreso e confermato dal neo presidente del consiglio Boni. Che qualcosa non vada, in Lombardia, per il Partito democratico lo dimostra il fatto che proprio la Lega ha proposto di tenere una delle prossime sedute consiliari a Malpensa (“luogo nel quale è stato consumato un grave tradimento degli interessi di tutti i lombardi”) e che la “riunione di tutte le competenze riguardanti artigianato e industria in un solo assessorato sono state affidate alla Lega”. Quali, allora, i punti dolenti di Regione Lombardia su cui per il Pd bisogna lavorare fin da subito? “Ha tempi lunghi e non spicca per prontezza”, ha proseguito Gaffuri, ricordando che “le misure per le imprese, l’artigianato, il commercio annunciate dalla Regione nell’autunno 2008, dopo un anno non avevano prodotto effetti significativi. Le 13 iniziative per 351 milioni varate a ottobre 2008 vedevano 6 bandi: 2 di essi, con una dotazione complessiva di 119 milioni, a distanza di 12 mesi non erano ancora aperti e avevano erogato risorse pari a zero euro; i restanti, una dotazione di 176 milioni, avevano erogato risorse per 55 milioni”. Ma c’è un altro tema importante che, secondo il Pd, ha urgenza di essere trattato: “Il federalismo è stato in attesa due anni, dopo l’iniziale intesa con il Governo Prodi. Ma noi, da quest’aula, abbiamo sollecitato più volte a riprendere l’iniziativa con il governo nazionale. Ora aspettiamo Formigoni alla prova dei fatti”. Veloce e trasparente: la Regione vista dal Partito democratico ha bisogno di “semplificazione, che non può essere solo quella legislativa, cui si è già lavorato – ha proseguito Gaffuri –: la moltitudine di iniziative, misure e bandi attraverso i quali si esplica l’attività della Regione, la loro formulazione spesso complicata e i tempi stretti che intercorrono tra la pubblicazione dell’intervento e l’apertura dei termini di presentazione delle domande ostacolano l’accesso dei cittadini, delle associazioni e delle imprese ai servizi e alle sovvenzioni della Regione. Ma anche il proliferare di misure e iniziative conduce a disperdere le risorse, limita l’efficacia delle iniziative, disorienta i cittadini”. Trasparenza significa poi verificare quali siano i costi del progetto della tessera sanitaria, quali siano le ricadute di un provvedimento come il Piano casa, come mai, a fronte del fatto che dal 1995 a oggi il personale della Giunta regionale è stato razionalizzato, passando da 5mila a 3mila effettivi – così si legge nel programma elettorale di Formigoni –, si dimentica di dire che nel frattempo è nato e si è sviluppato un sistema societario (partecipazioni regionali dopo quelle statali?) che svolge funzioni amministrative”. Infine, un accenno al nuovo Statuto regionale, la cui presidenza era spettata proprio al Pd nella scorsa legislatura: “Dovremo procedere al suo adempimento e alla sua attuazione e soprattutto – ha chiuso Gaffuri – dovremo adottare la legge elettorale regionale”.

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150° Unità d’Italia: occasione per valorizzare il turismo della memoria. Presto una legge

“Costruire percorsi interessanti e motivati potrebbe anche incentivare il turismo scolastico oltre che la conoscenza diretta della storia – sottolinea Gaffuri – . Le celebrazioni del 150° potrebbero addirittura protrarsi sino al 2016 in Lombardia, dato che è il 1866 l’anno dell’annessione di Mantova al Regno. L’Assessore al Turismo si faccia carico delle nostre richieste”A cominciare dai luoghi delle battaglie, sui quali, in molti casi, sono stati costruiti contenitori appositi per conservare la storia risorgimentale: dalla Cappella Ossario di Solferino, alla Torre mausoleo di guerra di San Martino al Memoriale della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere. Le stesse città lombarde sono colme di segni, a cominciare da Milano, che rende omaggio alle sue Cinque Giornate con il monumento di Giuseppe Grandi, il Museo del Risorgimento e molte altre testimonianze, a Brescia che si ricorda Leonessa d’Italia nelle sale del Museo civico, a Como che rende omaggio al grande patriota con il Museo Garibaldi. Ma non solo delle memorie delle battaglie la Lombardia è disseminata: l’Unità d’Italia porta infatti la firma dei grandi personaggi ma anche di moltitudini anonime e di tanti testimoni che al patriottismo hanno dedicato la vita e la creatività. Musicisti, pittori, scrittori, poeti, filosofi, letterati attorno ai quali si possono costruire percorsi altrettanto interessanti. La sala di Hayez dell’Accademia di Brera, la Casa del Manzoni, l’Ecomuseo di Fogazzaro e persino la Tipografia Elvetica di Capolago, che è stata il luogo simbolo della diffusione degli scritti dei patrioti (se si vuole andare oltre il confine), sono protagonisti della lunga vicenda che ha portato all’Unità. Come per i percorsi della Grande Guerra, anche il 150° può diventare dunque l’occasione per “un giro delle province nella memoria risorgimentale” e generare ricadute economiche sul territorio dove si sono svolte molte tappe importanti per la costruzione dello Stato italiano.

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FNM: sempre più difficili i collegamenti tra Como e Malpensa

Dal 28 marzo – fa presente Gaffuri – Fnm ha apportato delle importanti variazioni sugli orari da e per l’aeroporto. Dalle 19.29 i treni da Malpensa a Saronno hanno frequenza di un’ora anziché di mezzora come nel resto della giornata. E a pagarne le spese non sono solo i cittadini di Saronno e dintorni: questa è una stazione di cambio per chi va a Como, come pure a Varese o Novara. Non è un orario di calma, mi fanno notare gli utilizzatori del servizio – prosegue Gaffuri –: molti di essi sono i nostri imprenditori, i manager e i tecnici che vanno in trasferta a Roma, ad esempio, e che rientrano comodamente proprio a quell’ora. Ma poi per raggiungere casa, come chi vuole tornare a Como, cioè una cinquantina di chilometri scarsi, rischiano di impiegarci il doppio del tempo”.
In questo modo, fa notare Gaffuri, “si incentiva non l’uso del mezzo pubblico, ma al contrario dell’auto. Andando contro tutte le politiche ambientali di cui spesso chi governa si riempie solo la bocca. E tutto ciò per non perdere i pochi minuti che bastano a far scendere i passeggeri a Saronno. Dunque, indubbiamente la nostra proposta è di ripristinare la fermata ogni mezzora in tutte le ore del servizio. E come primo atto in favore di questo ritorno, presentiamo subito una mozione”.

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A Como dico: basta elenchi della spesa

Sede della Regione LombardiaTorna al Pirellone da capogruppo del Pd in consiglio regionale. Si aspettava questo ruolo?
Prima delle elezioni non ci avevo pensato. Nel momento in cui la crescita del consenso è stata così importante a fronte della diminuzione dell’elettorato è stato un segnale forte che ha dato il territorio di Como ed è stato apprezzato anche in Regione.

È paradossale, ma il comasco più potente in Regione è lei, capogruppo dell’opposizione…
Sì. Da una parte è il segnale che Pdl e Lega in un territorio con consenso stabile da anni non hanno la necessità di valorizzare l’espressione provinciale del consenso. È un segnale negativo per il territorio perché si dà per scontato un consenso al di là della rappresentanza.

Quattro i comaschi. Riuscirete a lavorare insieme?
Nella scorsa legislatura sui problemi del territorio sulle strutture ospedaliere della provincia di Como piuttosto che sulle infrastrutture, abbiamo sempre cercato di lavorare in sintonia. Idem da parte mia.

Dario Bianchi aveva detto subito che si doveva fare squadra…
Il problema è che arrivino dal territorio comasco le priorità. Troppe volte i documenti elaborati in provincia di Como sono solo un elenco della spesa.

E quindi è difficile portare avanti le richieste?
Sì, è difficilissimo e si indebolisce il nostro ruolo.

E se dovesse vedere Pozzi seduto di fianco a Rinaldin?
Penso che si siano organizzati perché non avvenga.

Cosa si aspetta da questi cinque anni con un ruolo così importante?
Che si riescano a dare risposte al nostro territorio. Ci sono problemi non più rimandabili: penso al secondo lotto tangenziale, Alptransit, a un polo logistico in una realtà di confine con la dogana.

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Federalismo differenziato: applicarlo seriamente e rapidamente senza fare demagogia

Sede della Regione Lombardia“La Lega dice di procedere a passi veloci verso il federalismo ma è un ritornello che ripete dalla precedente legislatura con pochi risultati e speriamo che Boni intenda prima del 2015 – dice il capogruppo del Pd Luca Gaffuri – Noi ci siamo sempre battuti per il federalismo differenziato, ossia l’attribuzione di funzioni e competenze in attuazione dell.art 116 della Costituzione, a partire dalle grandi infrastrutture, dagli aeroporti, dalla tutela dell’ambiente, dalla valorizzazione del patrimonio. Servono passaggi importanti per dare efficacia e efficienza alla pubblica amministrazione e avvicinare la Regione ai cittadini e una precisa determinazione delle funzioni invece della solita demagogia”.

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La prima seduta del Consiglio regionale lombardo si apra con inno nazionale

Sede della Regione LombardiaEgregio dottor Lucchini, l’11 maggio, data di convocazione della prima seduta del Consiglio regionale rinnovato, ricorre il 150° anniversario dello sbarco dei Mille a Marsala, evento capitale verso l’unità politica della Nazione italiana proclamata nel 1861 e giunta infine a perfezionamento con la Costituzione repubblicana che ha stabilito la sovranità popolare in forme democratiche e ha sancito l’istituzione delle Regioni. La coincidenza tra la ricorrenza della storica impresa garibaldina e l’avvio dei lavori della IX legislatura, unitamente alla considerazione che tra i patrioti della spedizione dei Mille il maggiore contingente regionale era lombardo, con 435 componenti, mi spingono ad avanzare, anche a nome dei colleghi consiglieri del gruppo consiliare del Partito Democratico della Lombardia, formale richiesta perché la seduta del Consiglio regionale del prossimo 11 maggio si apra con l’esecuzione in aula dell’inno nazionale, simbolo dell’unità italiana nonché canto risorgimentale per eccellenza.

Luca Gaffuri, presidente del gruppo regionale del Partito democratico

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Incarichi regionali: ancora una volta Como esclusa per altre province

Sede della Regione Lombardia“Nomine che sono evidentemente state fatte per accontentare le province finora rimaste all’asciutto, ma per Como nulla di fatto – continua Gaffuri –. Lodi, dove nessun consigliere del Pdl ha passato il turno elettorale, vede Monica Guarischi, sorella dell’ex consigliere Massimo, delegata alle pari opportunità. Una sorta di contentino per non essere riuscita a passare il turno ed essere stata scavalcata, esattamente con il doppio dei voti, dal consigliere del Pd? Stesso destino per Roberto Baitieri di Sondrio, che è stato premiato, per aver perso contro il nostro candidato, con la delega allo sviluppo delle aree montane. Altro trombato eccellente alle elezioni l’ex assessore all’Ambiente e artigianato, il bergamasco Marco Lionello Pagnoncelli (era nella seconda parte del listino, quella che è rimasta a casa), che però ora viene ricompensato con la delega alle relazioni con gli Enti locali. E’ notorio, poi, che l’onorevole Giancarlo Abelli, nonostante abbia vinto le elezioni nel pavese, si limiterà a tenere i rapporti con il Parlamento, rimanendo probabilmente parlamentare”.

E Como cosa si è persa? “Un incarico importante e molto adatto alla nostra provincia – secondo il capogruppo Gaffuri –: la delega alla moda e al design che, in un territorio dove il tessile è stato la spina dorsale dell’industria e delle piccole e medie imprese, avrebbe reso merito anche ai risultati elettorali. Invece no, si è preferito accontentare Brescia e in particolare tale architetto Fabio Saldini, che a gennaio veniva dato come possibile candidato nel listino Formigoni, ma che poi evidentemente ha dovuto rinunciare”.

Gaffuri conclude caustico: “Con due esponenti eletti dal popolo il Pdl lascia fuori Como dal Governo Formigoni, ma accontenta altre province con candidati trombati o addirittura con sconosciuti. I quali però, ora andranno a prendere un compenso che può raggiungere cifre pari a quelle dell’indennità attribuita ai consiglieri regionali regolarmente eletti. In conclusione, per Como e i comaschi nessun incarico: né come assessori, né come sottosegretari e ora nemmeno come consulenti del presidente”.

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