Archivi del mese: aprile 2010

Di nuovo candidato sindaco? Mai dire mai

«I cinque anni di esperienza e il lavoro svolto hanno avuto un peso» dice. Ma se Luca Gaffuri è il nuovo capogruppo del PD in Consiglio Regionale lo si deve soprattutto alla valanga di preferenze personali conquistate sul Lario alle ultime elezioni: 12.806, secondo assoluto tra i più votati del partito in Lombardia, alle spalle del segretario regionale Maurizio Martina. «Le preferenze sono aumentate del 41% rispetto al 2005», rimarca con un punto d’orgoglio.

Gaffuri, resterà capogruppo del PD anche a Palazzo Cernezzi?

«I due impegni non sono inconciliabili. Certo, gestire tutto sarebbe molto faticoso. Ne discuteremo. Per il momento prendo atto con piacere che la scelta di nominarmi capogruppo in Consiglio Regionale è stata condivisa da tutti».

Il risultato elettorale le assegna anche il ruolo di candidato sindaco in pectore…

«Io continuo a sostenere che abbiamo diverse figure su cui puntare, penso ad alcuni consiglieri comunali. Il partito non deve fossilizzarsi su una persona».

Quindi esclude di correre di nuovo per la poltrona di primo cittadino?

«In politica mai dire mai».

A proposito di elezioni comunali, pensa che Bruni cadrà prima del 2012?

«Bella domanda. Non è ancora caduto solo perché i suoi sono incollati alla sedia. Nel Pdl ormai sono arrivati alla guerra tra bande, con i comunicati stampa fatti un’ala del partito contro l’altra».

Quale sarà la sua prima mossa in Consiglio regionale?

«Il gruppo del Pd in Regione è salito da 18 a 22 consiglieri, abbiamo almeno un rappresentante per ogni provincia lombarda e ci faremo sentire. Chiederemo subito un intervento sulla crisi, perché la si sta sottovalutando».

E per il territorio comasco?

«Innanzitutto torneremo a chiedere il secondo lotto della tangenziale e un miglioramento del servizio ferroviario, con corse ogni ora tra Como San Giovanni e Milano Centrale. Inoltre ci concentreremo sulla richiesta dello stato di crisi per il settore tessile, avanzata ormai da tempo ma ancora bloccata perché mancano i decreti del Governo con l’indicazione dei criteri».

Mi.Sa.

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Bond, con crisi Grecia la Regione rischia 115 milioni di euro

Il fondo di ammortamento (sinking fund) è stato ceduto agli istituti Merrill Lynch e UBS Warburg con un derivato, che prevedeva la possibilità per le due banche di allocare le risorse accantonate in titoli statali o garantiti dallo Stato e, appunto, 115 milioni sono una quota di un bond emesso dalla Grecia.

Se la Grecia andasse in default la perdita ricadrebbe interamente sulla Regione. “Dobbiamo vederci chiaro nell’interesse dei risparmiatori lombardi e il presidente della Regione non se la può cavare con una battuta – dichiara il capogruppo del Pd in Lombardia Luca Gaffuri – La prima cosa che il presidente Formigoni e l’assessore Colozzi devono fare è spiegare perché hanno costruito un’operazione che si sta dimostrando rischiosa per le casse regionali a fronte di vantaggi che sono solo per le banche presso cui l’hanno costituita, le quali non si assumono alcun rischio. La maggioranza consiliare, PDL e Lega, deve invece spiegare perché non ha ancora creato il board di esperti internazionali, come previsto da una nostra proposta votata dall’Aula il 28 luglio scorso. Il collegio dovrebbe valutare l’opportunità e la rischiosità del Bond e del successivo derivato e fornire al Consiglio e quindi alla Regione le migliori strategie per ridurre la rischiosità di quell’operazione finanziaria. Ora, dopo nove mesi di ritardi e di inerzia, e visti gli ultimi eventi, non si può attendere oltre”.

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Discariche amianto: occorre un coordinamento vero tra Regione, Enti Locali e popolazione per risolvere il problema dello smaltimento

E magari anche un ente terzo che si occupi di controllare e dare garanzie, a partire dal trasporto e fino allo stoccaggio, cioè lungo tutto il percorso. Solo così si potrà risolvere il problema delle discariche di amianto”, lo dice Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd. “Il Gruppo del Pd in Consiglio regionale chiede da cinque anni a Regione Lombardia che si faccia chiarezza e si muovano i passi giusti per risolvere il problema dell’amianto – continua Gaffuri –.Invece siamo ancora fermi alle richieste di privati per la realizzazione di siti a Cremona, Bergamo e Brescia senza nessuna programmazione. Prima di tutto bisogna identificare l’esatta quantità di amianto lombardo da smaltire, poi stabilire come affrontiamo il tema: utilizzando solo le discariche o verificando l’opportunità degli impianti di trasformazione? E se non ci sbrighiamo, poiché entro pochi anni la Regione dovrà aver risolto il problema, rischiamo di ricorrere solo alla logica della discarica. Logica strettamente legata a quella del riutilizzo delle cave e che noi abbiamo contrastato fin dall’inizio della precedente legislatura con un nostro progetto di legge”. Non solo: “Tutto questo è sotteso dalla necessità di scardinare l’attuale sistema di autorizzazione, relegato a un rapporto tra i privati e gli uffici della Regione che concedono la Via, quindi senza nessun controllo reale. Invece, le decisioni vanno concordate e condivise tra gli enti e le comunità locali, evitando speculazioni e nuove pericolosità”, conclude Gaffuri.

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Una classe dirigente che commette errori come quelli di Como non può pretendere di esprimere assessori a livello regionale

Sede della Regione LombardiaGaffuri ha anche partecipato all’incontro promosso dall’Associazione piccole e medie imprese per discutere delle priorità di Como nel quale non sono mancate osservazioni su alcuni “temi politici” che riguardano il rapporto Como-Regione Lombardia: «Le giustificazioni che dà Formigoni sono molto discutibili in particolare quando dice che sì, è stato dato l’ospedale a Como, ma è stato dato visto che è stato finanziato per due terzi dal Governo Prodi e la parte restante attraverso il project financing».

Non è mancata anche un’osservazione sul Pd cittadino: «Di sicuro il mancato assessore alla provincia di Como dovrebbe indurre una necessaria assunzione di responsabilità da parte del coordinamento provinciale del Pdl. Sono sicuro che i continui litifi e gli errori commessi sul muro e sulla Ticosa non hanno avuto risonanza solo cittadina, ma anche in Regione. Una classe dirigente che commette errori di questo tipo non può pretendere di esprimere assessori a livello regionale».

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Deragliamento treno a Como: le Nord attivino un servizio di sms per comunicare i disservizi

Sino al ripristino del servizio, che non avverrà prima di domani, come si apprende dal sito delle Ferrovie Nord, sarà attivo un servizio sostitutivo di autobus nel tratto interessato. “Un episodio di grave disinformazione – per il consigliere del Pd Luca Gaffuri – che passa attraverso il non funzionamento dei pannelli a messaggio variabile in ingresso della città e nella messa in rete di un comunicato tardivo all’interno del sito delle Nord. Nessuna informazione invece sul sito di Comune e Provincia di Como. Per il resto i pendolari e gli altri utenti non hanno potuto che constatare, in loco, l’assenza del treno. Lanciamo l’idea di inviare sms agli abbonati per comunicare in tempo reale le eventuali disfunzioni”.

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A Como c’è incapacità nel progettare

Investire

L’analisi dei conti comunali del Sole – 24 Ore serve un assist all’opposizione, che attacca sul punto debole di Como: gli investimenti. Palazzo Cernezzi è 83esimo su 110 capoluoghi Italiani, praticamente in fondo alla classifica.

«È sinonimo di incapacità progettuale – commenta Luca Gaffuri, eletto tra l’altro ieri capogruppo Pd in Regione – e indica come questa amministrazione non sia in grado di reperire fondi da Regione, Stato ed Europa. L’immobilismo negli investimenti è davanti agli occhi di tutti: le ultime due opere importanti, autosilo Valmulini e viadotto dei Lavatoi, sono un’eredità di Alberto Botta. Da quando amministra Bruni non si vede nulla di nuovo».
Gaffuri è un commercialista, finanza e bilanci sono la sua materia. «Il Comune ha perseguito una politica di abbassamento del debito. Oggi, l’unico modo per fare opere è ricorrere a un indebitamento responsabile, visto che peraltro ci troviamo in un momento in cui i tassi sono molto bassi».
Gli investimenti, secondo Gaffuri, sono stati frenati anche dalla mancata vendita della Ticosa, ipotesi confermata dall’assessore al Bilancio Sergio Gaddi. «La giunta Bruni per 3 anni, escluso il presente, ha messo nel preventivo l’introito della Ticosa, con il quale contava di fare investimenti. Quei soldi non sono mai entrati nelle casse comunali. Anche il costo del personale comunale andrebbe approfondito – conclude Gaffuri – Com’è noto, il Comune ha affidato alcuni servizi ad aziende esterne controllate».

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Berlusconi non mantiene la parola. Nessun comasco in Giunta regionale

Sede della Regione LombardiaFuori ancora una volta questo pezzo di Lombardia dall’esecutivo regionale. Colpa dell’irrilevanza del centrodestra locale? O delle mancate promesse di Berlusconi? Secondo il consigliere del Pd Luca Gaffuri colpa di entrambe che commenta “Como perde un’altra occasione. Berlusconi non ha mantenuto la parola data sul territorio in campagna elettorale quando assicurava ai comaschi che avrebbero avuto finalmente un assessore. Formigoni invece non ha inserito nessun rappresentante del nostro territorio nella sua Giunta. L’eco della litigiosità di Pdl e Lega comaschi è arrivata ai confini della provincia e la debolezza di questa classe politica va come sempre a danno dei cittadini”. Infine, sottolinea Gaffuri, nella Giunta di Formigoni c’è posto per una sola donna in contraddizione con i principi paritari contenuti nello Statuto regionale.

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Stazione di Merone, primo passo per la realizzazione del progetto di Pedemontana ferroviaria

Tra i 55 progetti che sono stati avanzati da enti locali, RFI e Ferrovie nord, quattro ricadono in provincia di Como. Un contributo di 3.203.700 euro riguarda il progetto di Ferrovie nord a Merone l’adeguamento del locale impianto ferroviario in funzione dell’intermodalità delle merci.

Particolare soddisfazione esprime il consigliere regionale comasco del Partito Democratico, Luca Gaffuri che dichiara “La riqualificazione della stazione di Merone deve diventare il primo passo per la realizzazione del progetto di Pedemontana ferroviaria lombarda. A Merone, infatti, i binari della linea Milano-Asso delle Nord incrociano la Como-Molteno-Lecco delle Ferrovie dello Stato: è un punto strategico per rendere effettivo un collegamento delle due linee e per farne un’infrastruttura integrata a servizio dell’economia, per il trasporto merci (a Merone in particolare già se ne serve la cementeria Holcim), e realizzare, per quanto riguarda il trasporto passeggeri, una sorta di metropolitana della Brianza, vera colonna vertebrale di una mobilità sostenibile in una zona tanto strategica ma saturata dal traffico”.

Sempre per quanto concerne le infrastrutture ferroviarie, altri due progetti finanziati riguardano interventi per l’accessibilità ai passeggeri e la messa a standard delle stazioni delle Nord a Rovello Porro e Como Camerlata: nel primo caso il contributo ammonta a 992.488 euro (su un costo totale di 2,2 milioni di euro) mentre il contributo per Camerlata è di 676.952 euro a fronte di un costo totale di 1,43 milioni. Infine, sul fronte della viabilità, il collegamento diretto tra Cantù Asnago e la Pedemontana, per un contributo di 3.450.000 pari al 50% del costo totale dell’opera.

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Parcometri a Cadorago e Caslino: così non si incentiva l’uso del treno

I parcometri fanno scuola, ma per il consigliere regionale Luca Gaffuri è il moltiplicarsi di un errore che ha come unico risultato quello di penalizzare i pendolari. L’introduzione dei parcheggi a tariffa ridotta riservata a residenti o a tariffa piena, in zone limitrofe alle stazioni ferroviarie di Cadorago e Caslino al Piano, hanno dato spunto di riflessione a Luca Gaffuri, esponente del Pd al Pirellone, fautore del principio che «la strada migliore è su rotaie» e che ha posto nei suoi punti programmatici da portare alla realizzazione anche la «Cura del ferro».
«Serve una politica uniforme dei Comuni che hanno stazioni al fine di favorire l’utilizzo delle ferrovie e di non penalizzare i passeggeri già vessati dai continui disservizi delle Ferrovie Nord – sostiene lo stesso Gaffuri che e aggiunge – trasformare a pagamento i parcheggi di Cadorago e Caslino al Piano, dopo Fino Mornasco, significa solo spostare più a sud il problema senza risolverlo e rischiare di vedere a breve a pagamento anche Lomazzo, le cui strade sono già zeppe di auto posteggiate in ogni angolo del paese».
In materia Gaffuri ricorda poi il decreto regionale 4729 del maggio 2009 emesso per dare il via libera al finanziamento di proposte per la realizzazione di strutture atte a migliorare l’accessibilità, l’integrazione urbana e la fruizione di stazioni ferroviarie ubicate in determinati comuni, tra cui Como. Grandate, Luisago, Fino Mornasco, Cadorago, Lomazzo, Rovellasca, Rovello Porro: tutti paesi del tronco ferroviario Como-Saronno. Un’occasione da non perdere per i Comuni della provincia di Como situati nelle aree della mobilità critica, contraddistinte cioè da livelli critici, per la qualità dell’aria, secondo la zonizzazione prevista dal Programma operativo regionale.
«Un tema importante per portare avanti la mobilità sostenibile nella nostra Regione e in particolare nell’area comasca, che, come sappiamo, raggiunge livelli di criticità assoluta, a costi ambientali troppo elevati ? aggiunge il consigliere Luca Gaffuri ? I comuni che si trovano in questa condizione dovrebbero perciò farsi avanti per cogliere un’opportunità importante per il bene e la salute dei cittadini e dell’ambiente»

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Tariffe postali editoria: «A rischio molte testate lombarde»

“A pagarne pesantemente le conseguenze sono un numero rilevante di soggetti – spiega Gaffuri -, molto presenti e radicati anche in Lombardia, ovvero coloro che operano nel campo del no profit e utilizzano lo strumento di comunicazione cartaceo non per finalità di carattere economico, ma per mantenere il legame con i propri soci o per promuovere campagne di sottoscrizione per attività no profit”.

Di chi la colpa? Gaffuri punta il dito chiaramente verso il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti: “In questo modo rischia di dare il colpo di grazia al mondo dell’editoria locale, già pesantemente provato dalla crisi, riducendo ancora di più il pluralismo dell’informazione nel Paese e in Lombardia. Inoltre, vista la particolare natura di questi soggetti, se con una mano, attraverso il 5 per mille, si dà qualcosa in sostegno al no profit, con l’altra glielo si toglie a causa di questo provvedimento. Una totale incoerenza da parte del Governo”.

Scandaloso, secondo Gaffuri, ma significativo, anche il metodo usato: “Il decreto è stato firmato da Tremonti ed emanato il 30 marzo. E’ apparso sulla Gazzetta ufficiale il giorno dopo ed è entrato in vigore il 1 aprile senza nessun preavviso. Se poi aggiungiamo che da poche ore si erano chiusi i seggi elettorali, impedendo, dunque, alla stampa di protestare magari condizionando il voto, il disegno è chiaro”.

Il rischio reale, adesso, per Gaffuri “è la chiusura di un considerevole numero di testate, in particolare del terzo settore, uno tra i segmenti più importanti della comunicazione sociale della nostra regione. Un evidente tentativo di soffocare il pluralismo dell’informazione. Quella che probabilmente dà più fastidio perché seria, onesta, sincera”.

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