Caregiver, aiutare chi aiuta

Il riconoscimento di chi si fa carico dei familiari non autosufficienti è nell’agenda parlamentare: per la valorizzazione della figura del caregiver è in discussione alla Camera un disegno di legge e, con la manovra di Bilancio 2018, sono stati appostati 60 milioni di euro. In Regione Lombardia, dopo aver fatto approvare una risoluzione e un ordine del giorno in consiglio regionale, abbiamo presentato una proposta di legge che ne prevede la tutela e il sostegno anche dal punto di vista previdenziale, sanitario e assicurativo.
Se l’attivazione di questi servizi può essere demandata agli enti locali, il livello fiscale è invece demandato al livello nazionale. Inoltre anche se nel testo di legge ci si concentra al sostegno alla figura del caregiver, il sistema concepisce anche la necessaria integrazione con le badanti nella gestione della non autosufficienza.
È un tema fondamentale di questo momento, a cui la Giunta non ha mai dato rilevanza in questi ultimi cinque anni. Basti pensare che non ha mai dato gambe nemmeno al progetto di legge istitutivo degli sportelli per le badanti. L’assistenza domiciliare delle fragilità deve invece essere al primo posto nell’agenda del legislatore, dato che riguarda prima o poi tutte le famiglie e genera, a ricaduta, esclusione sociale e problematiche gestionali a tutti i livelli. Anche la Lombardia deve al più presto dotarsi di una legge per rispondere ai bisogni di tutti quei cittadini che ogni giorno sacrificano le proprie scelte per curare un anziano o un disabile grave. Sarà uno dei punti chiave di cui ci occuperemo nella prossima legislatura.

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Allievi infermieri: Regione ripristini il contributo

Tra gli ultimi atti che ho compiuto prima di concludere il mio lungo mandato da consigliere regionale, ho scritto all’assessore regionale alla Sanità per porre alla sua attenzione un problema importante che riguarda il corso di laurea in infermieristica, fondamentale dal momento che copre un comparto in costante carenza di organico.
Fino all’anno accademico 2014/2015 a ogni nuovo studente iscritto al primo anno del percorso di studio era riconosciuto un contributo di 800 euro. Un sostegno per merito, trasferito allo studente in relazione agli esami sostenuti. La misura, nel consentire agli allievi di compensare le spese di frequenza, conferiva valore alla professione, contribuendo al tempo stesso a contrastare la carenza del personale del comparto. Tuttavia, con le Regole di Gestione del servizio sociosanitario per l’esercizio 2016, la Giunta ha disposto che non venga più riconosciuto alle Asst , sedi del corso di studio, l’onere derivante dall’erogazione del contributo in oggetto. Eppure la carenza di organico del comparto è cosa nota. Inoltre gli studenti, durante il percorso formativo, sono anche impegnati sul campo arginando il bisogno di personale. Confidiamo pertanto nel fatto che, sebbene ormai al termine della legislatura, la Giunta voglia rivedere con provvedimenti urgenti, che prevedano nuovamente il riconoscimento del contributo per l’immatricolazione agli allievi infermieri, le disposizioni prese con la delibera delle Regole del 2016. Diversamente sarà un nostro impegno nel governo di Regione Lombardia.

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Per bambini e soggetti fragili dentista gratuito

Prevenzione e tutela della salute dei denti: come Pd abbiamo depositato un progetto di legge che risponde a un bisogno diffuso tra i cittadini lombardi, per la promozione e la prevenzione della salute odontoiatrica verso i soggetti più vulnerabili e verso i minori sino a 12 anni.
Si tratta di una proposta che, mettendo in rete soggetti pubblici e privati, si propone di dare una risposta concreta a tutta quella fetta di popolazione che ancora rinuncia alle cure, sin dall’infanzia, aggravando così patologie che diventano sistemiche e gravano sulla spesa sociosanitaria in seguito.
Le conseguenze della mancanza di prevenzione e di cure odontoiatriche sono un tema di salute pubblica troppo spesso dimenticato. La prevenzione in età evolutiva è facilmente attuabile con misure economiche contenute e ha, per contro, importanti ricadute in termini di risparmio di spesa, consentendo di reinvestire risorse per ampliare, nel tempo, la platea dei beneficiari.
Il progetto prevede l’avvio di percorsi gratuiti di prevenzione a chiamata per i più piccoli e per le donne in gravidanza; per i soggetti più vulnerabili, socialmente ed economicamente, sono previste prestazioni odontoiatriche a tariffe calmierate con una progressività in base al reddito e adeguate al costo medio sostenuto dalle strutture. All’erogazione di queste cure concorreranno strutture sia pubbliche che private convenzionate e accreditate secondo precisi standard di qualità.
È importante il fatto che sia stata introdotta una clausola valutativa per poter monitorare l’attuazione e i risultati, nonché la distribuzione omogenea delle risorse sui territori. Inoltre abbiamo previsto che in ogni provincia debba essere garantita la presenza di strutture odontoiatriche specializzate per i disabili.

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“Nidi gratis”, pagamenti in ritardo

In una delle ultime sedute di questa legislatura, ho presentato un’interrogazione sulla misura “Nidi gratis 2017-2018” per sapere quali siano le motivazioni per le quali i Comuni non hanno ancora potuto rendicontare la spesa a carico della misura, ritardando così a loro volta l’erogazione dei fondi alle proprie strutture convenzionate. Infatti, succede che troppe di queste, che lavorano con il sistema regionale, si trovano, per inadempienze di Regione Lombardia, a fare “da banca”, aspettando di essere rimborsate e spesso andando in sofferenza. L’incertezza e i ritardi della fase istruttoria stanno mettendo a rischio l’operatività delle strutture.
L’assessore regionale che mi ha risposto ha ricostruito le fasi di attuazione della delibera che ha introdotto la misura nel luglio del 2017, assicurando una sua sistematizzazione e un incremento di risorse in funzione del numero di aderenti crescenti. Abbiamo chiesto nello specifico quando avverranno i trasferimenti ai Comuni. La mia impressione è infatti che il sistema sia stato ingolfato in questi mesi e a farne le spese sono state purtroppo le strutture che ogni mese erogano il servizio avendo a proprio carico costi di personale, derrate e servizi vari.

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Arcisate-Stabio, primo giorno flop

Il primo giorno in cui la linea che porta da Como a Varese, attraverso Mendrisio, ovvero la nuova Arcisate-Stabio, è entrata a pieno regime, con pendolari, frontalieri, orario pieno, ha già mostrato la corda: 57 minuti di ritardo per il treno delle 7.07, in partenza da Albate-Camerlata che si è guastato e ha innescato poi una catena di problemi. Due treni successivi, attorno alle 9, sono stati, poi, cancellati, sia in arrivo da Varese che in partenza da Albate-Camerlata.
La domenica, appena entrato in servizio, non ci sono stati problemi, ma erano anche molto pochi i passeggeri e non certo con l’urgenza di un giorno di lavoro. Perciò, il vero “battesimo” era lunedì ed è stato un flop. A questo punto conviene prendere il servizio di trasporto pubblico su gomma che collega Como con Varese, perché a fronte di un risparmio di tempo ipotetico di 20 minuti, finisce che invece ci si guadagna.
Inoltre, a far propendere ancora i pendolari per autobus e corriere potrebbe essere anche il costo: il biglietto del treno, complice il fatto che si interseca con le politiche dei prezzi del trasporto pubblico del Canton Ticino, costa 6,40-6,80 euro, a seconda della fermata della città da cui si parte, mentre quello dell’autobus varia da 3,40 a 3,70 euro. Sul fronte degli abbonamenti, si passa da un range di 107-113 euro a 79-86. È evidente che per i pendolari si tratta di differenze sostanziali. Forse Regione Lombardia deve rivedere qualcosa, perché in questo modo l’attesa novità dell’Arcisate-Stabio rischia di essere inutile.

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Frontalieri: il centrodestra li lascia allo sbando

Siamo alla fine della legislatura e l’amministrazione regionale di centrodestra non ha trovato nemmeno una soluzione per il problema dei frontalieri. La Commissione speciale rapporti Lombardia Confederazione elvetica ha perso man mano la sua forza e lo stesso motivo di esistere. Era necessario tenere aperte le porte con i nostri vicini. Bisognava analizzare bene le questioni aperte e trovare loro una soluzione. Ad esempio, uno dei temi che più fanno arrabbiare i ticinesi è quello del traffico. E giustamente, a ben vedere: purtroppo 60mila persone che entrano ogni giorno in un territorio tutto sommato contenuto e probabilmente ciascuna con la propria auto, non sono certo un bene per l’ambiente. Una soluzione c’era e si poteva cominciare a percorrerla, ma il centrodestra, Lega in testa, non ne ha voluto sapere.
Avevo presentato un emendamento al bilancio di previsione 2018-2020 in cui chiedevo intanto di provvedere al finanziamento per lo sviluppo almeno per l’area dell’Olgiatese, dove molti frontalieri vivono, di progetti di trasporto pubblico transfrontaliero. Dopo l’apertura dell’Arcisate-Stabio, è fondamentale investire sul trasporto pubblico dei territori di frontiera comaschi. Inoltre, si poteva studiare l’agevolazione di forme innovative, quello che si chiama car pooling, per la mobilità condivisa di questi lavoratori.
Non erano somme impossibili: si trattava di aumentare di 300mila euro lo stanziamento per i trasporti pubblici, ma il centrodestra ha preferito lasciare la situazione com’è. Non lamentiamoci poi, però, se siamo nel mirino della politica ticinese.

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Per la montagna servono un riordino e le piste tagliafuoco

La montagna e il Triangolo lariano sono stati al centro di altre mie richieste per il bilancio del 2018. Ho presentato due emendamenti rispettivamente da un milione sul capitolo relativo allo Sviluppo sostenibile del territorio montano dei piccoli Comuni, e da 600mila euro sulla missione Soccorso civile.
Da un lato volevo che venisse finanziato un progetto per la riqualificazione e lo sviluppo del territorio montano della sponda ovest del Lago di Como, con iniziative di riordino e accorpamento fondiario, operazione che viene attesa da tempo. Significa pensare a un progetto per l’accorpamento delle proprietà spezzettate tra diversi proprietari.
Dall’altro, i 600mila euro potevano essere utili in tema di Protezione civile per gli investimenti per il sistema di piste tagliafuoco nel Triangolo lariano. In questo caso si tratta proprio di una questione di sicurezza dei nostri territori, soprattutto silvestri, dopo gli incendi che nei mesi scorsi hanno interessato queste zone. Ma la tutela dell’ambiente abbiamo visto in questi cinque anni, non è stata proprio tra le priorità della Giunta Maroni che non ha voluto approvare queste richieste.

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Un milione per ComoNext. La Lega non vuole

Un milione di euro in più per ComoNext. Lo avevo chiesto alla Giunta regionale presentando un emendamento al bilancio 2018. Potevano benissimo recuperare le risorse dagli accantonamenti e destinarli alla missione “Sviluppo economico e competitività”, nel programma dedicato a Ricerca e innovazione. Ma non c’è stato verso: Maroni e la sua maggioranza hanno bocciato l’emendamento. Tuttavia, è stato almeno approvato un ordine del giorno in tal senso cui potrà dare attuazione la prossima Giunta.
Ma ciò che doveva avvenire senza ulteriori rinvii, era che, in analogia a quanto già accaduto con la legge regionale 22/2017 relativamente al Parco-tecnologico Padano-Science park di Lodi, si potesse autorizzare un contributo straordinario per il Parco scientifico tecnologico ComoNext di Lomazzo.
Le motivazioni c’erano tutte: l’alto valore strategico di ComoNext, quale motore dello sviluppo, del trasferimento dell’innovazione e della crescita della nuova imprenditoria avanzata sul territorio, anche nella prospettiva data dalla vicinanza del parco al territorio svizzero e al suo insistere in area di confine, doveva spingere Regione Lombardia a destinare risorse straordinarie per sostenerne gli investimenti e le attività. Ma non è stato così.

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Un parco, finalmente, 34 anni dopo

Trentaquattro anni per avere un parco. Non perché non ci fossero proposte di legge che lo istituissero, ma perché erano forse gli interessi a bloccarlo. Finalmente, in pratica a fine legislatura, il consiglio regionale della Lombardia ha approvato l’Ampliamento dei confini del parco regionale delle Groane e l’accorpamento della riserva naturale Fontana del Guercio e del parco locale di interesse sovracomunale della Brughiera Briantea.
Ero stato uno di quei  consiglieri che a suo tempo, ancora nel 2007, presentò l’ennesima proposta di legge per il parco, perciò per me, questo riconoscimento rappresenta un momento storico perché la prima volta che si iniziò a parlare di parco della Brughiera era il 1983, quando nel Piano generale delle aree protette era stata data particolare rilevanza territoriale all’area della brughiera, appunto.
Voglio ricordare che questa è un’iniziativa che nasce dal basso, grazie a un comitato promotore che ha seguito passo passo tutto lo svilupparsi del percorso, con alcuni momenti in cui le speranze andavano affievolendosi. Ma la costanza di portare avanti un progetto di questo tipo e di coinvolgere la cittadinanza, le associazioni, organizzare convegni, raccolte di firme, iniziative di conoscenza delle aree del parco oggi ha ripagato.
Quello raggiunto è però un punto di partenza perché andiamo a normare l’area del parco, estendendo le Groane alla brughiera, però poi un parco va fatto vivere. È un territorio di pregio, ma all’interno di una zona molto urbanizzata: proprio per questo va il più possibile protetto e valorizzato. Ora, speriamo che entrino a farne parte anche tutti i Comuni che finora, forse sconfortati da come andavano le cose, consideravano questo risultato una chimera.

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Palazzetto dello sport di Muggiò, arrivano i soldi stanziati grazie a Renzi

Sono molto soddisfatto per l’ottima notizia dei fondi che stanno per arrivare alla città di Como per la riqualificazione delle strutture sportive, in particolare per l’atteso palazzetto dello sport di Muggiò.
Sono soldi che provengono dal Patto per la Regione Lombardia, interventi per lo sviluppo economico, la coesione sociale e territoriale, ovvero le risorse stanziate dal Governo dopo l’accordo siglato a novembre da Maroni e dall’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Di fatto, il palazzetto dello sport di Muggiò, proposto dalla Giunta Lucini, ora si potrà realizzare grazie ai fondi stanziati dal Governo e voluti da Renzi.

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