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Tangenziale di Codogno, De Vecchi chiarisca o si dimetta

“Vale esattamente l’opposto di quel che ha dichiarato De Vecchi: per fortuna che hanno ereditato la tangenziale di Codogno e i lavori sono in uno stato avanzato, cosicché il loro intervento non creerà problemi”, così Mauro Soldati e Giovanni Ghilardelli, rispettivamente segretario Provinciale e di Codogno del Pd, all’indomani delle dichiarazioni dell’Assessore Provinciale della Lega, il quale ha sostenuto che se fosse possibile bloccherebbe i lavori relativi alla Tangenziale di Codogno.

“De Vecchi in un colpo solo – dichiara Soldati – riesce a riconoscere il lavoro della precedente amministrazione provinciale e questo non è poco visto i continui tentativi messi in atto dal centrodestra di appropriarsi di quell’opera, ma arriva anche a negare l’importanza di un impegno fondamentale per la bassa, mettendo tra l’altro in chiaro tutti gli artefici con i quali la Provincia sta scaricando il peso del patto di stabilità su aziende e privati”.

“Non si capisce poi – continua Soldati – che senso abbia mettere in relazione i costi della 235 con quelli della 234, come se le opere fossero equivalenti, o ciò viene fatto semplicemente per addurre, senza alcuna motivazione, un presunto eccesso di costi? Ovviamente è evidente a tutti che la non esecuzione dell’opera avrebbe fatto sfumare tutti i finanziamenti, i quali non erano certo dirottabili altrove, senza dimenticare che l’esecuzione di quell’opera, oltre alla necessità in sé, rappresenta un’importante occasione di lavoro per le aziende impegnate nella sua realizzazione”.

“E’ proprio il caso di dire – aggiunge Giovanni Ghilardelli, segretario Pd di Codogno – che l’abbiamo scampata bella. Di fronte a dichiarazioni di questo tipo se da una lato vien da dire per fortuna che la giunta Felissari aveva stanziato i fondi e fatto il bando, dall’altro ci chiediamo cosa possa aspettarsi Codogno da questa amministrazione provinciale, che arriva addirittura a disconoscere un’opera fondamentale per la seconda città del Lodigiano, dato che devierà all’esterno tutto il traffico “pesante” ora concentrato sulle strade interne alla città, migliorando sensibilmente la vita dei nostri concittadini. Se invece le cose stanno come dichiarato dall’esponente della Lega, non abbiamo altra strada che chiedere le dimissioni dell’Assessore De Vecchi, mentre aspetto fiducioso una vigorosa presa di distanza da parte del centrodestra di Codogno”.

Dal Pd, infine, fanno sapere di aver già presentato un’interrogazione in Provincia, affinché l’amministrazione prenda le distanze dalle dichiarazioni dell’Assessore De Vecchi.

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Casalpusterlengo, PD: “La via Emilia chiuda ai mezzi pesanti”.

Il Pd vuole la chiusura ai Tir della via Emilia con una ripresa della sperimentazione che fu effettuata nel febbraio 2008: i motivi sono diversi, ma in testa ci sono la salute dei cittadini e la pressione per sbloccare il progetto della nuova tangenziale, per la quale sembra difficile reperire il finanziamento da 100 milioni di euro.«Nei prossimi giorni ci saranno le manutenzioni stradali sulla via Emilia, ma sono costi che i cittadini di Casale sostengono a causa del passaggio dei Tir – dice Roberto Ferrari del Pd -. Allora, dopo le manutenzioni non si torni al regime attuale con 20 mila veicoli in transito al giorno, di cui gran parte pesanti. Si abbia il coraggio di un’iniziativa come quella che assunse la giunta Pagani nel 2008 per vietare la circolazione dei mezzi pesanti sul tratto urbano».

La proposta non contiene un diktat su tempi e modi, ma al contrario è aperta e mira a innescare un dibattito in merito al futuro della via Emilia casalina. «Quella fu una sperimentazione riuscita alla quale non si è più dato seguito – continua Ferrari -. Noi riteniamo che sia possibile fare il blocco e che il territorio non abbia a subirne conseguenze, che il blocco migliorerebbe salute, sicurezza e ambiente per i cittadini, e che in questo modo si potrebbe mettere pressione per ottenere il finanziamento per la nuova tangenziale, perché secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo i soldi non ci sono».

La nuova bretella di Livraga del resto sgombra il campo da quello che quasi quattro anni fa fu il pericolo territoriale numero uno, e cioè che i Tir potessero invadere Livraga. Inoltre, tutto il complesso iter amministrativo, fatto di provvedimenti e ordinanze, è già nei cassetti comunali e persino cartelli e divieti sono già pronti in magazzino.

«Francamente mi sembra una proposta che può essere presa in considerazione – commenta l’ex sindaco Angelo Pagani -. All’epoca, con una chiusura parziale, il Pm 10 fu abbattuto alla metà, con grande sollievo dei residenti. Ora si potrebbe studiare una formula per ripresentare il provvedimento, nelle formule e nei modi più consoni. La salute dei cittadini ne trarrebbe giovamento, e anche per la realizzazione della tangenziale sarebbe un bel segnale. E forse tornerebbe a far parlare il territorio del problema, trascurato, delle polveri sottili».

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TEEM: Così non va, non rispettato l’accordo di programma. Provincia assente!

Giovedì 3 febbraio, la Federazione PD del Lodigiano ha riunito i Circoli PD, i Sindaci e gli Amministratori Locali dei Comuni Lodigiani interessati alla TEEM, insieme agli amministratori di Paullo, capofila dei Comuni del milanese, al fine di condividere informazioni e valutazioni in merito alla Tangenziale Est Esterna Milanese.

In questi giorni, infatti, sarà pubblicato il progetto definitivo dell’opera, ed entro 60 giorni dovranno essere presentate le osservazioni, entrando così nella fase definitiva del progetto che sarà poi operativo.

Le valutazioni del PD sono:

TEEM, Metropolitana sino a Paullo, riqualificazione della Paullese e tutte le opere contenute in accordi di programma sottoscritti da Governo, Regione Lombardia, Province di Milano, Cremona e Lodi e da tutti i Comuni interessati, devono procedere insieme.

I Comuni attraversati dalla TEEM, facendosi carico dei problemi dell’area milanese, hanno accettato, e per molti versi subito, un’infrastruttura che scompaginerà il territorio, attraversando aree agricole e due parchi regionali. Lo hanno fatto a patto che, contestualmente, si proceda alla realizzazione della Metropolitana sino a Paullo e alla riqualificazione della viabilità ordinaria dei Comuni interessati.

La Metropolitana è pertanto indispensabile per assicurare l’accesso a Milano di migliaia di pendolari che oggi hanno tempi di percorrenza al lavoro insopportabili ed anche per portare meno macchine nella città di Milano, che da oltre un decennio appare impotente di fronte al problema dello smog e delle polveri sottili.

La Metropolitana è quindi indispensabile sia per ridurre il traffico automobilistico, sia perché, con le sole TEEM e BRE.BE.MI, l’accesso a Milano potrebbe persino essere ancora più difficile (la TEEM prevede oltre 60.000 automezzi il giorno, la BRE.BE.MI circa 70.000). A meno che non si voglia “soffocare” ulteriormente l’area milanese, coinvolgendo sempre più il Lodigiano.
La TEEM interesserà la vita di migliaia di cittadini lombardi e solo se integrata con le opere complementari consentirà alla città di Milano di affermare finalmente una visione di “governo metropolitano”, senza scaricare i propri problemi sulle’hinterland milanese.

E’ quindi gravissimo che, ancora una volta, il progetto della Metropolitana venga nei fatti “sfilato”.

La decisione della Corte dei Conti suona come un’accusa: “non avete fatto niente per reperire le risorse” e il fatto che né il Presidente Formigoni, né la Lega Nord, abbiano reagito alla seconda bocciatura del progetto della Metropolitana da parte della Corte dei Conti, per “l’assenza di risorse finanziarie”, conferma il loro essere “territoriali e federalisti” solo a parole.

Reperire le risorse finanziarie, infatti, è compito del Governo, dei Ministeri competenti e degli Enti Locali ed è stata la stessa Corte a chiedere un nuovo progetto dopo aver approvato l’accordo di programma che conteneva le due opere (TEEM E METRO’).

Per la realizzazione del progetto TEEM pare manchino 100/150 milioni, che Governo, Regione Lombardia e Provincia di Milano non intendono integrare.

La conseguenza sarà il taglio delle “opere compensative” concordate con i Comuni, nonché delle opere di mitigazione ambientale previste nel progetto preliminare (percorsi in trincea, bretelle di accesso, piantumazione ecc.), peggiorando l’impatto ambientale dell’opera che attraversa ampiamente aree di pregio ambientale milanesi e del Lodigiano.

E’ del tutto evidente che la TEEM, oltre al deterioramento ambientale, rappresenterà un formidabile incentivo per nuovi insediamenti (logistica, residenza) e che tale processo dovrà essere attentamente governato, difendendo l’identità dei Comuni attraversati che rischiano trasformazioni simili a quelle che hanno riguardato i Comuni più vicini e intorno a Milano.

Una particolare attenzione dovrà perciò essere rivolta ai Piani di Governo del Territorio in via di definizione, coordinando immediatamente l’azione degli Enti Locali.

Su tutti questi temi sarebbe quindi necessario un forte ruolo delle Province, le quali però appaiono deboli e occasionali nel svolgere il loro ruolo di coordinamento territoriale, risultando persino assenti.

I Circoli del PD, infine, nel rilevare che ancora una volta PDL e LEGA NORD negano e disattendono investimenti e infrastrutture a favore del territorio, e un sistema di mobilità intelligente che aiuterebbe pendolari e imprese, chiedono al Presidente Formigoni ed ai Presidenti delle Province di Milano e Lodi, di pretendere e di rispettare i patti sottoscritti negli accordi di programma.

La TEEM, la Metropolitana sino a Paullo, la riqualificazione della Paullese e le opere previste devono procedere insieme.

Federazione PD del Lodigiano
Lodi,7 febbraio ’11

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