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Casalpusterlengo, PD: “La via Emilia chiuda ai mezzi pesanti”.

Il Pd vuole la chiusura ai Tir della via Emilia con una ripresa della sperimentazione che fu effettuata nel febbraio 2008: i motivi sono diversi, ma in testa ci sono la salute dei cittadini e la pressione per sbloccare il progetto della nuova tangenziale, per la quale sembra difficile reperire il finanziamento da 100 milioni di euro.«Nei prossimi giorni ci saranno le manutenzioni stradali sulla via Emilia, ma sono costi che i cittadini di Casale sostengono a causa del passaggio dei Tir – dice Roberto Ferrari del Pd -. Allora, dopo le manutenzioni non si torni al regime attuale con 20 mila veicoli in transito al giorno, di cui gran parte pesanti. Si abbia il coraggio di un’iniziativa come quella che assunse la giunta Pagani nel 2008 per vietare la circolazione dei mezzi pesanti sul tratto urbano».

La proposta non contiene un diktat su tempi e modi, ma al contrario è aperta e mira a innescare un dibattito in merito al futuro della via Emilia casalina. «Quella fu una sperimentazione riuscita alla quale non si è più dato seguito – continua Ferrari -. Noi riteniamo che sia possibile fare il blocco e che il territorio non abbia a subirne conseguenze, che il blocco migliorerebbe salute, sicurezza e ambiente per i cittadini, e che in questo modo si potrebbe mettere pressione per ottenere il finanziamento per la nuova tangenziale, perché secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo i soldi non ci sono».

La nuova bretella di Livraga del resto sgombra il campo da quello che quasi quattro anni fa fu il pericolo territoriale numero uno, e cioè che i Tir potessero invadere Livraga. Inoltre, tutto il complesso iter amministrativo, fatto di provvedimenti e ordinanze, è già nei cassetti comunali e persino cartelli e divieti sono già pronti in magazzino.

«Francamente mi sembra una proposta che può essere presa in considerazione – commenta l’ex sindaco Angelo Pagani -. All’epoca, con una chiusura parziale, il Pm 10 fu abbattuto alla metà, con grande sollievo dei residenti. Ora si potrebbe studiare una formula per ripresentare il provvedimento, nelle formule e nei modi più consoni. La salute dei cittadini ne trarrebbe giovamento, e anche per la realizzazione della tangenziale sarebbe un bel segnale. E forse tornerebbe a far parlare il territorio del problema, trascurato, delle polveri sottili».

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Controllo delle caldaie: Provincia inadempiente

Nella notizia che nel territorio lo smog sia schizzato alle stelle, è stato evidenziato come il periodo peggiore per naso e polmoni dei lodigiani sia l’inverno, il traffico, il clima e il riscaldamento.

Legambiente sottolinea che per combattere lo smog non servono interventi a “spot”, ma politiche ben strutturate, dal contrasto all’utilizzo dell’auto privata al rilancio del trasporto pubblico.

Su questo punto credo che nessuno abbia nulla da obiettare, compreso il fatto che non credo vi sia qualcuno che possa ritenere che questa battaglia possa essere condotta in solitaria dal territorio.

Non si può tuttavia non evidenziare la distanza tra le parole e i fatti.

Sul piano nazionale il governo ha tagliato pesantemente il trasporto pubblico locale, mentre ha spalmato su 10 anni la possibilità della detrazione del 55%, di fatto indebolendola, (dopo una battaglia dell’opposizione per la sua reintroduzione) per gli interventi di riqualificazione energetica.

Sul piano regionale i provvedimenti della Giunta lombarda appaiono inefficaci e poco innovativi. Gli appelli sono condivisibili, ma è dal 2006 che Formigoni propone la soluzione “del maglione in più e del riscaldamento più basso” (http://civati.splinder.com/post/6897929 è l’indirizzo del post che scrisse allora Civati sul suo blog, per chi vuole documentarsi, ndr).

Sul piano provinciale l’assessore Nancy Capezzera spiega che la giunta non ha preso in considerazione la riduzione della velocità sulle strade provinciali, sostenendo la necessità di promuovere controlli, sia sui veicoli privati sia sui mezzi pubblici, ma anche sulle caldaie.

Considerando le competenze specifiche della Provincia occorre tuttavia rilevare che non ci sono noti interventi che vanno nella direzione di quelli auspicati. Non ci risulta un progetto di adeguamento dei mezzi pubblici (si tratta di ripartire fondi nazionali e regionali tra le società concessionarie di tratte), non ci risulta l’avvio di una campagna di controllo sugli edifici e soprattutto non viene svolto alcun controllo sulle caldaie.

Se nel caso degli altri interventi, la Provincia può attivarsi sulla base di disponibilità istituzionalmente superiori, nel caso dei controlli sulle caldaie, la Provincia è inadempiente. Da Giugno 2010, infatti, è scaduta la convenzione con EAL Service, che si occupava proprio del controllo. Da allora nessun controllo è stato più effettuato.

Aldilà dell’intervento dell’Assessore Capezzera, e del silenzio dell’Assessore all’Ambiente, viene quindi da chiedersi qual è la strategia della Provincia di Lodi sull’inquinamento, anche perché nessun Assessore della Provincia di Lodi ha mai partecipato alla cabina di regia antismog regionale.

Federazione PD Provincia di Lodi

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