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Prospettive della scuola italiana.

Dalle emergenze come l’edilizia scolastica, le liste d’attesa in alcune scuole dell’Infanzia, il dimensionamento e le classi pollaio, sino alle proposte di riforma che comprendono gli intereventi sul sistema di valutazione, l’organico funzionale, la formazione iniziale e il reclutamento dei docenti, ma anche la valorizzazione dell’autonomia scolastica e l’attuazione del Titolo V della Costituzione e senza dimenticare i cosiddetti “nativi digitali”, i bambini di oggi che hanno bisogno di un piano straordinario di infrastrutture e strutture tecnologiche.

Sono i temi che il Pd del Lodigiano affronterà nell’appuntamento organizzato per giovedì 15 marzo, alle ore 21, presso la sala Antonella Granata (ex sala San Paolo) in via Fanfulla, 3 a Lodi, al quale parteciperà Francesca Puglisi, Responsabile Nazionale Scuola Pd, che illustrerà il documento presentato nei giorni scorsi dai democratici al Ministro Profumo e ai sottosegretari Rossi Doria e Ugolini.

“Proseguiamo negli appuntamenti dedicati alla scuola – dichiara Maria Grazia Decarolis, responsabile scuola Pd del Lodigiano – con l’obiettivo di coinvolgere il territorio nella definizione del programma che presenteremo per le politiche del 2013. La disponibilità di Franscesca Puglisi è importante proprio per capire cosa sta succedendo e per raccogliere i contributi che possono emergere dal territorio”.

“Occorre una legge – continua Mauro Soldati, Segretario Provinciale del Pd – che rimotivi nella scuola la partecipazione degli studenti, delle famiglie e di tutto il personale scolastico

Il documento del Pd è consultabile all’indirizzo

http://www.partitodemocratico.it/doc/231331/emergenze-riforme-prospettive-della-scuola-italiana.htm

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Tangenziale di Codogno, De Vecchi chiarisca o si dimetta

“Vale esattamente l’opposto di quel che ha dichiarato De Vecchi: per fortuna che hanno ereditato la tangenziale di Codogno e i lavori sono in uno stato avanzato, cosicché il loro intervento non creerà problemi”, così Mauro Soldati e Giovanni Ghilardelli, rispettivamente segretario Provinciale e di Codogno del Pd, all’indomani delle dichiarazioni dell’Assessore Provinciale della Lega, il quale ha sostenuto che se fosse possibile bloccherebbe i lavori relativi alla Tangenziale di Codogno.

“De Vecchi in un colpo solo – dichiara Soldati – riesce a riconoscere il lavoro della precedente amministrazione provinciale e questo non è poco visto i continui tentativi messi in atto dal centrodestra di appropriarsi di quell’opera, ma arriva anche a negare l’importanza di un impegno fondamentale per la bassa, mettendo tra l’altro in chiaro tutti gli artefici con i quali la Provincia sta scaricando il peso del patto di stabilità su aziende e privati”.

“Non si capisce poi – continua Soldati – che senso abbia mettere in relazione i costi della 235 con quelli della 234, come se le opere fossero equivalenti, o ciò viene fatto semplicemente per addurre, senza alcuna motivazione, un presunto eccesso di costi? Ovviamente è evidente a tutti che la non esecuzione dell’opera avrebbe fatto sfumare tutti i finanziamenti, i quali non erano certo dirottabili altrove, senza dimenticare che l’esecuzione di quell’opera, oltre alla necessità in sé, rappresenta un’importante occasione di lavoro per le aziende impegnate nella sua realizzazione”.

“E’ proprio il caso di dire – aggiunge Giovanni Ghilardelli, segretario Pd di Codogno – che l’abbiamo scampata bella. Di fronte a dichiarazioni di questo tipo se da una lato vien da dire per fortuna che la giunta Felissari aveva stanziato i fondi e fatto il bando, dall’altro ci chiediamo cosa possa aspettarsi Codogno da questa amministrazione provinciale, che arriva addirittura a disconoscere un’opera fondamentale per la seconda città del Lodigiano, dato che devierà all’esterno tutto il traffico “pesante” ora concentrato sulle strade interne alla città, migliorando sensibilmente la vita dei nostri concittadini. Se invece le cose stanno come dichiarato dall’esponente della Lega, non abbiamo altra strada che chiedere le dimissioni dell’Assessore De Vecchi, mentre aspetto fiducioso una vigorosa presa di distanza da parte del centrodestra di Codogno”.

Dal Pd, infine, fanno sapere di aver già presentato un’interrogazione in Provincia, affinché l’amministrazione prenda le distanze dalle dichiarazioni dell’Assessore De Vecchi.

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FIAT. Rispettare l’esito del referendum. Ma no agli strappi.

Il referendum? Non c’è altra strada da seguire che rispettarne il risultato. L’Italia è incapace di attirare gli investimenti dall’estero, ogni anno mancano all’appello 30 miliardi, questo vuol dire che non ci sono quei quindici Marchionne in giro per il mondo che vogliono impegnano il loro denaro nel nostro Paese. In Europa siamo al penultimo posto. Il progetto del colosso dell’auto prospetta importanti potenzialità anche se gli investimenti previsti restano incerti. L’accordo non riguarda solo i dipendenti di Mirafiori, ma tutta la galassia di imprese e lavoratori che ruota attorno alla Fiat. Gli accordi, o meglio, gli atti unilaterali imposti, devono essere valutati su due piani distinti: quello della riorganizzazione delle condizioni di lavoro e quello delle regole di rappresentanza. La riorganizzazione del lavoro avviene a fronte di prospettive di sviluppo e occupazionali, anche se non si definiscono le condizioni legate alla ricerca, da anni la Fiat non sforna modelli competitivi. Sul fronte delle regole di rappresentanza, ci sono strati degli strappi ingiustificabili, non si è parlato per esempio della presenza dei sindacati all’interno dei consigli di amministrazione, come avviene in Germana, una riflessione che non è stata affrontata. Ciò che colpisce è l’atteggiamento del Governo, che soffia sulle divisioni senza essere capace di adempiere al suo ruolo.

Mauro Soldati

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