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Ritorno al futuro: il Lodigiano verso l’area metropolitana?

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Il Lodigiano che vogliamo: idee e progetti a pochi giorni dalle amministrative

Pubblichiamo per intero l’intervento del Segretario provinciale Mauro Soldati, che a pochi giorni dalla scadenza elettorale ha voluto delineare gli obiettivi sui quali i nuovi amministratori dovranno lavorare: idee e progetti per il futuro del nostro territorio.

imagesSu cosa punta il Lodigiano per il futuro? E chi e come ne individua e realizza gli obiettivi?
Con queste domande non c’è la necessità di aprire un fronte polemico, bensì di costituire
un “fronte comune”, di rilanciare la regia e la strategia per realizzarlo, per ritrovare quella
strada che, nell’ultima occasione in cui fu percorsa, aveva portato alla stesura di quel  “Piano Strategico per il Lodigiano” quale frutto della convergenza larga delle istituzioni territoriali, parimenti impegnate per la sua realizzazione.
Quel piano, accanto al grande pregio di individuare obiettivi condivisi, portava con sé la necessità di un continuo aggiornamento o rilancio degli stessi, cosa che negli ultimi anni si è progressivamente persa e anziché alla scelta politica di pensarsi in grande, di immaginare lo sviluppo del territorio “tenendosi in relazione”, si è progressivamente sostituito un metodo di lavoro che ha prodotto relazioni istituzionali sempre più tese, spesso impostate gerarchicamente e che di fatto, sul piano provinciale, hanno fatto prevalere più i rapporti di forza che non il progetto territoriale.
Il punto, lo ripeto, non è però la critica politica, bensì la necessità di un nuovo protagonismo territoriale. Abbiamo estremamente bisogno di questa riflessione e non potrebbe che esser così, visto che sono tutte strategiche le questioni aperte sul territorio: dall’Università al Parco Tecnologico, dalla riorganizzazione sociosanitaria al lavoro che non c’è, dall’approvvigionamento e produzione dell’energia alla mobilità, dalla tutela dell’ambiente sino alle difficoltà che, soprattutto nei piccoli Comuni, si registrano per il mantenimento delle prime sezioni nella scuola primaria.
Vi è quindi la necessità di recuperare quella funzione, oggi smarrita, di governo dei processi sovra comunali. E’ una necessità vera, sempre più essenziale di fronte alle trasformazioni della pubblica amministrazione e alle difficoltà finanziarie degli enti locali e resa altresì politicamente evidente dall’emergere di iniziative volte a colmare proprio il vuoto venutosi a creare nel territorio rispetto a “chi siamo e dove andiamo”. Lo stesso Libro Bianco del Lodigiano, che cos’è se non la consapevolezza diffusa del fatto che, senza una regia, ovvero senza condivisione e partecipazione, questo territorio non va da nessuna parte?
Il Lodigiano, infatti, è tale se esprime una concezione di se stesso, se trova lo stesso passo fra tutte le sue realtà istituzionali, economiche e sociali, se si sente complessivamente legato per la condivisione di un destino e se vuole affrontarlo con l’ambizione di determinarlo. Da diverso tempo segnaliamo la necessità di un salto di qualità nell’iniziativa istituzionale, perché da tempo ci sono le condizioni, nonostante il Commissario Provinciale non abbia accolto la nostra proposta di anticipare la riforma delle Province. Ma adesso il dado è tratto. Con l’approvazione della riforma Delrio e le imminenti elezioni amministrative di domenica prossima, è il momento di uscire dall’ordinaria amministrazione e di far crescere, accanto e insieme all’iniziativa civica (molto attiva) e politica (troppo apatica), una grande iniziativa istituzionale, che si ponga l’obiettivo di decidere e di comunicare l’idea di sviluppo del Lodigiano e su come rendere più concreto e efficace il rapporto tra territorio e governi sovra locali.
E’ un passaggio molto stretto e delicato quello che abbiamo davanti e che può fare la differenza tra una Provincia che cambia o un piccolo territorio che arranca.
Non partiamo però da zero. E’ più diffusa di quanto si pensi la consapevolezza di “funzionare” solo se coesi e vi sono idee ampiamente condivise che possono segnare un cambiamento positivo. C’è, tuttavia, ancora un enorme lavoro da fare per federare le istanze presenti e emergenti e, soprattutto, per costruire un clima di fiducia tra forze politiche e territorio.
Questo è il cuore dell’iniziativa amministrativa e politica che ci ha impegnati in questi mesi e che all’indomani delle elezioni comunali, si porrà l’obiettivo di contribuire a perfezionare quel programma che impegnerà gli amministratori comunali per il governo della Provincia di Lodi.
Noi non ricercheremo alleanze nei Comuni, i cui amministratori saranno chiamati ad eleggere il nuovo presidente e il nuovo consiglio provinciale, sulla base di dichiarazioni di
intenti. Chiameremo invece tutti al confronto: dalle forze politiche, alle rappresentanze economiche e sociali, dai “nostri” agli amministratori comunali non del PD, dal mondo dell’associazionismo a quello del volontariato e presenteremo al territorio indirizzi concreti, dalla richiesta territoriale alla Regione di definire un accordo stringente tra Parco Tecnologico e Università, riversando sul primo le risorse derivanti dall’aggiornamento relativo al trasferimento della facoltà di veterinaria, alla sanità, dove ancora nulla si sa del più volte annunciato progetto di riordino complessivo e dove sarebbe buona cosa non subire il confronto regionale in merito alle vocazioni dei quattro ospedali territoriali, tenendo presente che la richiesta, da più parti avanzata, della riunificazione tra AO e ASL, sembra finalmente trovare ascolto anche in Regione. Dal welfare, dove per la gestione dei servizi sociali registriamo oggi sul territorio una divaricazione che occorre superare tra l’Azienda Consortile per il Servizi alla Persona e l’Azienda Speciale di Casalpusterlengo, alla messa a sistema del trasporto pubblico, incapace di rispondere alle esigenze dei pendolari. Senza dimenticare, ovviamente, il lavoro, dove al di là della Legge regionale sui contratti di solidarietà, ancora poco o nulla si è fatto.
Su questi e altri punti chiederemo una sottoscrizione formale, ancorché già presenti nei programmi delle liste sostenute dal Partito Democratico, ai prossimi amministratori dei
Comuni e della Provincia di Lodi. Su questi e altri punti organizzeremo incontri e riunioni specifiche, per condividere l’impegno, per il Lodigiano che vogliamo.

 

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