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Biblioteche, PD: “La Provincia riveda le sue scelte. I risultati conseguiti sono a rischio”

Lodi – “Dal 1999, anno della sua nascita, il sistema Bibliotecario Lodigiano ha registrato una crescita continua, ma oggi questo dato rischia di essere messo in discussione a causa delle scelte della Provincia”, così Mauro Soldati, Segretario Provinciale Pd, in merito alla situazione che si sta verificando nell’organizzazione bibliotecaria del territorio.

“In occasione del bilancio di previsione 2011, seppur il capitolo risultasse più ampio, avevamo presentato un emendamento sulle Biblioteche perché non ci tornavano i conti. Ci fu risposto che non era così e l’emendamento fu respinto. Oggi, però, il trucco è svelato, il capitolo era più ampio a seguito dell’aggregazione di altre spese, ma la verità è che sul capitolo Biblioteche si registra una diminuzione complessiva di 27.249,00 €. All’orizzonte, quindi, si prospetta il rischio di bloccare lo sviluppo dei servizi e di eliminarne altri, tra cui Biblioteche in Rete, cioè il progetto che permette a 5 bibliotecari di effettuare il servizio di apertura e attività presso 22 biblioteche del territorio e che ha dato risultati fondamentali”.

Da Pd fanno sapere che la diminuzione di 27.249,00 € (pari al 7,5%) è causata dalle minori risorse destinate in merito dalla Provincia (- 27.050, 00 €, pari a -21%) e dalla Regione (- 11.563,00 € pari a -14%), compensate solo parzialmente dai maggiori introiti provenienti dai Comuni (+ 14.520,00 €, PARI A +6,5%). Occorre altresì sottolineare che i finanziamenti della Regione sono calcolati su una serie di parametri, tra cui la quota destinata dalle Province alle biblioteche, pertanto se la Provincia di Lodi taglia in merito, il territorio ci perde due volte.

“La situazione è seria – aggiunge Soldati – se ci si riferisce altresì a quanto rimane alle Biblioteche, una volta pagati i due servizi preminenti, cioè Centro di Catalogazione e Biblioteche in Rete. Per acquisto libri, interprestito, software, promozione, formazione, ecc., infatti, le risorse disponibili sono diminuite in due anni di 81.583,99, pari al 33% in meno e oggi il sistema regge solo grazie all’oculata gestione del servizio svolta in passato, che ha consentito di conseguire delle economie da impiegare adesso, altrimenti il taglio dei servizi sarebbe già una realtà. E’ quindi necessario che la Provincia riveda le sue scelte e che individui un percorso affinché la propria quota di contribuzione per abitante arrivi a livello di quello degli altri enti coinvolti nel Sistema Bibliotecario, o almeno che si mantenga costante. In un momento come questo, infatti, è necessario definire meglio le priorità e concentrarsi sui servizi necessari, anziché su eventi che in alcuni casi sono andati deserti”.

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