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Consumo di suolo, PD: Ma in Provincia hanno letto lo studio?

“Sorge il dubbio che in Provincia non abbiano neppure esaminato lo studio sulle migliori pratiche per limitare l’impermeabilizzazione dei suoli o mitigare i suoi effetti in Europa (Overview of best pratices for limiting soil sealing or mitigating its effects in EU-27), così Mauro Soldati, Segretario Provinciale PD, in merito ai commenti espressi dal Presidente della Provincia Foroni e dall’Assessore Capezzera, che nei giorni scorsi avevano accusato il centrosinistra di cementificazione del territorio. “Nel Lodigiano – prosegue Soldati – disponiamo comunque di dati di dettaglio più aggiornati e ancor più precisi di quelli rilevati nello studio in questione, grazie proprio al lavoro svolto dalla precedente amministrazione provinciale ed alla sua partecipazione, come soggetto fondatore, all’Osservatorio sul Consumo di Suolo, guarda caso una delle “best practices” segnalati nel rapporto, cosa che Foroni si è dimenticato di citare. Ma cosa dicono i dati? Nel 2000, la superficie urbanizzata in Provincia di Lodi era pari all’8,13 per cento del territorio (63.669.584 metri quadrati su 782.913.938); da allora al 2009 (quelli che nella tesi di Foroni sarebbero stati gli anni del “sacco del territorio” propiziato dal centrosinistra) gli strumenti urbanistici del Comuni (certo non tutti amministrati dal centrosinistra!) hanno previsto aree di espansione per 22.827.272 metri quadrati, pari al 35,85 per cento della superficie già urbanizzata ed al 2,92 per cento del territorio provinciale: peccato che quasi la metà di queste espansioni (10.200.000 metri quadrati) non riguardassero insediamenti residenziali, produttivi o commerciali, ma infrastrutture e opere frutto di scelte sovracomunali (cosiddette “esogene”), tra le quali, per esempio, la linea ferroviaria ad alta velocità. Depurato da questo dato, il consumo di suolo programmato dai Comuni è stato pari solo allo 0,20 per cento annuo. E questo sarebbe il sacco del territorio?” Dal PD fanno inoltre sapere che non tutto quanto è stato programmato è stato poi effettivamente realizzato (a parte le opere infrastrutturali, che invece hanno visto la luce), per cui in 9 anni dei quasi 13 milioni di metri quadrati previsti ne sono stati utilizzati poco più di 6 milioni, pari allo 0,80 per cento del territorio provinciale (in quasi un decennio, in una delle aree a maggior crescita demografica dell’intero Paese!). Per Felissari, capogruppo Pd in Provincia di Lodi, “Basta parole, parlino gli atti, la variante al Ptcp adottata dal centrosinistra è da oltre due anni inspiegabilmente tenuta in un cassetto dall’amministrazione Foroni, si prevedeva una riduzione del 36 per cento delle espansioni programmate in precedenza, con un taglio secco di oltre 2 milioni di metri quadrati! Quella variante portava inoltre con sé il patto, siglato all’unanimità da tutti i 61 Comuni, per la limitazione del consumo di suolo ad un massimo dell’1 per cento della superficie provinciale per i successivi 5 anni!”. Per il PD stiamo assistendo ad un’inerzia incomprensibile, tant’è che con questo modo di operare, anche in virtù della Legge Regionale 12 del 2005, più si ritarda più c’è il rischio di “un liberi tutti” generale. A questo punto sarà interessante verificare le decisioni della Provincia e le risposte che darà ai Comuni quando finalmente si deciderà a portare in aula la variante al Ptcp”. “Ormai è chiaro – conclude Soldati – il giochetto di questa maggioranza: continuare ad attaccare il centrosinistra per giustificare quel che vogliono far passare. In barba ai proclami, con un atteggiamento estremamente ambiguo, si ipotizza in variante agli strumenti urbanistici la possibile trasformazione di decine di migliaia di metri quadrati di suolo agricolo per un maxi insediamento di logistica a Vittadone, su cui giace in Provincia una richiesta del Sindaco del Comune di Casalpusterlengo, oppure regna la confusione, come nel caso dell’ampliamento di un impianto per trattamento di rifiuti a Borgo San Giovanni, avvenuta senza concertazione con i Comuni confinanti. Ufficio Stampa Federazione PD

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Vincenzo Ceretti: un cambiamento per Codogno all’insegna del buonsenso!

Credo davvero che la città di Codo­gno cambierà i propri amministra­tori alle prossime elezioni comuna­li. E ciò avverrà indipendentemen­te dalle divisioni e dalle responsa­bilità amministrative del centrode­stra: della sfiducia nei confronti di un sindaco uscente verso il quale la Lega esprime persino un giudi­zio sprezzante, dell’impaccio dello stesso sindaco nel guardare in fac­cia alla realtà, del rigetto di una parte del PDL verso la Lega e l’inca­pacità dei partiti del centrodestra di cogliere gli elementi reali di una comunità, oltre “l’incomprensibi­le” conservatorismo dell’Udc.

Mentre l’isolamento di Dossena è sempre più evidente e le ripicche tra gli ex alleati aumentano, la di­stanza della Lega dalla realtà di Co­dogno è siderale. L’esempio più
eclatante, per quanto riguarda la Lega è rappresentato dal maldestro tentativo di inventarsi, per le ele­zioni comunali, uno scontro sul di­ritto di voto amministrativo per le
persone residenti non italiane (il tempo medio rilevato tra le propo­ste di legge depositate in Parla­mento, anche dal centrodestra, è 10 anni). Sia perché ormai è noto a tutti che tale aspetto può realizzar­si solo attraverso Legge dello Stato (e com’è noto il Comune di Codo­gno non legifera), sia perché non è certo una priorità per Codogno, tant’è che non è nel programma della Lista “Codogno Insieme”, a meno che Guidesi non se lo sogni di notte.

La Lega non potendo imbizzarrire “l’allarme sicurezza”, per evidenti ragioni oltre a quello di non avere un programma, continua a inven­tarsi cose e a perdersi parlando di
ciò da non fare, perché non sa cosa fare (oltre a non aver fatto nulla).

Altri esempi? Al candidato della Lega Sansotera, qualcuno dovreb­be dire che non giova la pagana al­leanza con il Sindaco Parmesani di Casalpusterlengo, visto che non ne
sta indovinando una. Se non ci cre­de possono dirglielo i 4 assessori che in meno di due anni ha sostitu­ito o il comitato contro l’inceneri­tore Elcon, che come dovrebbe sa­pere interessa tutto il Lodigiano, ma in modo particolare anche Co­dogno, visto che come ha ricordato Ceretti dista in linea d’aria solo 3 km e mezzo dalla città di Codogno.

Spetta ai Codognesi il compito di valutare i fatti e scegliere chi ha le motivazioni giuste per Codogno. Non è questione di comunisti o le­ghisti o pidiellini, democristiani, socialisti, repubblicani, eccetera. A Codogno, questa volta, prevarrà un sentimento tipico di questa ter­ra, il buonsenso, e Ceretti avrà la fi­ducia della città, in quanto è l’uni­co che potrà realmente capire an­che chi oggi è alla finestra, o si è candidato in alternativa all’ammi­nistrazione uscente, nella legitti­ ma e sacrosanta richiesta di rinno­vamento.

Mauro Soldati
Segretario Provinciale – PD Lodigiano

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Quarto conto energia e politiche ambientali.

E’ di pochi giorni fa il lancio della bozza da parte del ministro Romani del Quarto Conto Energia, la normativa che prevede la possibilità di vendere a prezzi vantaggiosi l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici. Segue a brevissima distanza l’entrata in vigore del Terzo Conto Energia, meno rimunerativo del Secondo, approvato a gennaio e stoppato da questa nuova iniziativa del Governo.
Il Secondo Conto Energia invece, scaduto a fine 2010, riguarda la maggioranza degli impianti solari ora in esercizio, con un incentivo medio stimato in 365 euro per mille chilowattora.
I punti salienti del documento appena stilato riguardano essenzialmente gli incentivi e gli obiettivi del fotovoltaico per i prossimi tre anni: i finanziamenti previsti sono infatti di circa 6-7 miliardi di euro all’anno e, soprattutto, l’obiettivo di produzione fotovoltaica è di 23mila megawatt entro il 2016. Questa la via proposta dal Governo per raggiungere la cosiddetta grid parity, ovvero il momento in cui il fotovoltaico avrà gli stessi costi delle altre tecnologie energetiche e, di conseguenza, potrà sostenersi senza bisogno di incentivi.
Nel Lodigiano, fra gli ambienti dove ferve da sempre la discussione in merito alle energie rinnovabili, ha già preso avvio il dibattito: è di soli due giorni fa la discussione da parte del Consiglio Provinciale di una mozione condivisa PD – Lega Nord in merito al tema.
Rimarcata la necessità fondamentale di regolamentare la diffusione di tali impianti, molto si è detto sulla necessità di favorire, nell’ambito delle bioenergie, il ricorso agli impianti di piccola taglia, sostenendo la filiera corta, alimentata da materie prime provenienti dai territori: per questo sarà fondamentale che la Provincia inviti il Governo a correggere le incertezze determinate da questa fase di transizione fra il decadere del precedente e l’approvazione del nuovo Decreto, recuperando anche le indicazioni giunte dal Parlamento e dalla Conferenza delle Regioni e ad anticipare l’approvazione dello stesso Decreto per determinare il nuovo sistema di incentivazione, senza imporre tetti limitanti allo sviluppo del mercato, garantendo certezza nel tempo agli investimenti e riconoscendo un adeguato valore agli incentivi.
“L’economia verde – dice Giulia Acquistapace, segretario provinciale dei Giovani Democratici del Lodigiano – è l’unica vera opportunità per uscire da due grandi crisi, quella climatica e quella economica, per lasciare un mondo vivibile alle generazioni future, per costruire sviluppo e creare nuovi posti di lavoro tenendo conto del vincolo delle risorse naturali. Essa è quindi una via di sviluppo che può consentire di rilanciare su basi nuove e più solide l’economia che non può tornare su precedenti modelli di crescita alimentati a debito e con un consumo insostenibile di risorse naturali.
Per questo noi, Giovani Democratici, proprio su di essa vogliamo puntare.” “Lavorando all’interno del CLEAR (Comitato Lodigiano Energie Alternative e Rinnovabili) abbiamo voluto rimarcare la nostra scelta, sottolineando con alcune proposte concrete quanto anche nel nostro territorio il sostegno alle forme di energia rinnovabile e al rispetto dell’ambiente in cui viviamo sia cosa fattibile – dice Lorenzo Migliorini, responsabile ambiente dei Giovani Democratici del Lodigiano. Naturalmente con questo non ci sottraiamo al dibattito sorto in merito all’impiego dell’energia nucleare in Italia: sosterremo
in queste settimane di incertezza creata dall’ennesimo colpo di mano antidemocratico del Governo che cerca di sottrarsi al confronto con i cittadini una forte campagna per il sì al terzo quesito referendario. E ci piace pensare che questo sia oltre che un no ad una fonte di energia che, ci teniamo a sottolinearlo, non è né pulita (basti pensare alle scorie) né sicura (e non solo per quanto accaduto in Giappone: non possiamo dimenticare i danni ambientali emersi in Niger a Febbraio, quando una miniera estrattiva ha avuto una perdita di fango radioattivo che ha causato enormi problemi alla popolazione locale) sia anche un sì deciso allo sviluppo tecnologico di forme di energia davvero alternative. E ricordiamolo: qui non si tratta solo di scegliere il meno peggio fra nucleare e termoelettrico, ma di cerare una risorsa
inestimabile già promossa dall’Unione Europea che davvero possa far fare il salto di qualità all’Italia.”
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